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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>NerDisney #57 &#8211; Ralph spacca Internet</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 09:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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<p>Senza ricordi Ci siamo. Arrivati al Classico numero 57, per la prima volta non ho memorie associate al film perché non l&#8217;avevo ancora visto. Uscito nel 2018. Ralph spacca Internet di Rich Moore e Phil Johnson mi è scappato via e da allora non l&#8217;ho mai recuperato, nonostante mi fosse piaciuto molto il suo predecessore [&#8230;]</p>
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<h2>Senza ricordi</h2>
<p>Ci siamo. Arrivati al Classico numero 57, per la prima volta non ho memorie associate al film perché non l&#8217;avevo ancora visto. Uscito nel 2018. <em><strong>Ralph spacca Internet</strong></em> di Rich Moore e Phil Johnson mi è scappato via e da allora non l&#8217;ho mai recuperato, nonostante mi fosse piaciuto molto il suo predecessore <a href="https://nerdando.com/2023/10/05/nerdisney-52-ralph-spaccatutto/"><em>Ralph spaccatutto</em></a>. A volte la vita va così, capita mentre sei indaffarato a fare altre cose, parafrasando John Lennon.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Dopo gli eventi del primo film, <strong>Ralph e Vanellope</strong> sono felici e contenti nella loro sala arcade, anche se Vanellope inizia ad annoiarsi della routine. Finché non si rompe il volante del cabinato di Sugar Rush, il videogioco di Vanellope. Per salvare il cabinato, i due entrano nella rete per trovare un nuovo volante su <strong>eBay</strong>. Non sarà facile navigare tra le insidie del mondo della rete &#8211; scusate le espressioni anni &#8217;90 per descrivere internet.</p>
<h2>Licenze a go-go</h2>
<p>La trama già mostra qualcosa di com&#8217;è il film. Non ho citato eBay a caso, Ralph e Vanellope visitano proprio il sito di aste. E non solo, il film è praticamente un compendio di tutte i <strong>marchi e siti</strong> più famosi presenti su internet. Come nel predecessore, c&#8217;è uno sfoggio enorme di licenze, questa volta su tutto il mondo digitale, da Google a Instagram, fino all&#8217;antivirus Norton. Disney gioca ancora di più in casa, perché una sequenza è ambientata nel sito <strong>Ohmydisney.com</strong> e compaiono personaggi da tutti i franchise Disney. Inoltre una delle scene più famose e il <em>deus-ex-machina</em> finale usa le <strong>Principesse Disney</strong> come co-protagoniste. Ammetto che è stato divertente vedere Biancaneve, Ariel, Elsa e via dicendo interagire e venir prese in giro con i soliti cliché, ma il rovescio della medaglia è che il film si appoggia davvero troppo al citazionismo e alla <em>meme culture</em>. È un film che rischia davvero di invecchiare precocemente e qualche avvisaglia si vede già adesso a cinque anni dall&#8217;uscita &#8211; per dire, c&#8217;è una sequenza su Twitter con gli uccellini che twittano che non credo <strong>Elon Musk</strong> approverebbe.</p>
<p>A questo punto a salvare <em>Ralph spacca Internet</em> ci vorrebbe la storia e il messaggio, cosa che salvava il primo film e anche un film simile come <em>The Lego Movie</em>. Purtroppo, a differenza degli altri due film, questi elementi sono entrambi riusciti solo a metà, troppo coperte da strati di citazioni, <strong>momenti meta</strong> e <em>side-quest</em> per mostrare pezzi di internet. Il film vorrebbe avere un cuore e parlare di crescita personale e rapporti di amicizia, ma pare più interessato a farci vedere come si diventa virali. La posta in gioco della storia rimane sempre bassa con più di un buco di sceneggiatura. Peccato, perché si intravede sotto tutte le citazioni che c&#8217;erano i presupposti per un film migliore.</p>
<h2>Curiosità e musiche</h2>
<p>I due protagonisti sono doppiati in originale nuovamente da John C. Reilly e Sarah Silverman, mentre <strong>Gal Gadot</strong> doppia la pilota Shank. Alan Tudyk, dopo aver doppiato Re Candito nel primo film, qui doppia il motore di ricerca Lesotutte. Le Principesse sono tutte doppiate dalle loro voci originali.</p>
<p>Il film segna il grande ritorno di <strong>Alan Menken</strong> in una produzione Disney. Il compositore di tanti Classici del Rinascimento Disney infatti firma insieme a Tom MacDougall e Phil Johnson <em>A place called Slaughter Race</em>, la canzone meta di Vanellope. Ovviamente nel corso del film si sentono pezzi di canzoni e colonne sonore delle varie principesse Disney e nei dialoghi usano tante citazioni tratte dai loro film &#8211; almeno in originale.</p>
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		<title>NerDisney #55 &#8211; Zootropolis</title>
		<link>https://nerdando.com/2023/11/16/nerdisney-55-zootropolis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2023 09:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Zootropolis-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Zootropolis-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Zootropolis-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Zootropolis-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Zootropolis-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Zootropolis.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Siamo arrivati così vicini ai giorni nostri, che ho già recensito il film in questione, il Classico numero 55, Zootropolis di Rich Moore, Byron Howard e Jared Bush nel lontano 2016. All&#8217;epoca notavo come fosse un film che avesse il cuore dei grandi classici, inserito in un contesto moderno e non favolistico. La penso allo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Zootropolis-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Zootropolis-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Zootropolis-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Zootropolis-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Zootropolis-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Zootropolis.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Zootropolis.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-52080" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Zootropolis.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Zootropolis.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Zootropolis-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Zootropolis-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Zootropolis-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Siamo arrivati così vicini ai giorni nostri, che ho <a href="https://nerdando.com/2016/03/03/zootropolis/">già recensito</a> il film in questione, il Classico numero 55, <em><strong>Zootropolis</strong></em> di Rich Moore, Byron Howard e Jared Bush nel lontano 2016. All&#8217;epoca notavo come fosse un film che avesse il cuore dei grandi classici, inserito in un contesto moderno e non favolistico. La penso allo stesso modo? Sì e non solo. Ma andiamo con ordine.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Il coniglio <strong>Judy Hopps</strong> ha un sogno: diventare una poliziotta nella città di Zootropolis, la grande metropoli dove gli animali di tutte le specie vivono in armonia. Per realizzare il suo sogno dovrà combattere con tanti pregiudizi e si troverà invischiata in un&#8217;indagine pericolosa e dalle conseguenze molto vaste.</p>
<p><em>Zootropolis</em> è quanto di più simile a un poliziesco Disney ha mai fatto, quantomeno tra i Classici. Judy e Nick Wild, la volpe riluttante che finisce per aiutarla nelle indagini, sono una classica coppia da <a href="https://nerdando.com/2020/01/15/nerdandosu-buddy-cop-i-film-da-guardare-e-riguardare/">buddy-cop movie</a>. Nello specifico nella prima recensione citavo apertamente <em>48 Ore</em> di Walter Hill, con <strong>Nick Nolte ed Eddie Murphy</strong>, per elemento temporale e perché la coppia è composta da un poliziotto e da un criminale. Il paragone regge ancora, con un&#8217;aggiunta importante che ho notato riguardando il film.</p>
<h2>Metafore di fino</h2>
<p>Non so se ad una prima visione non ci feci caso o decisi apposta di non parlarne, ma <em>Zootropolis</em> è un film con un metaforone bello grosso ed evidente. L&#8217;intero impianto del film e i suoi svolgimenti narrativi infatti sono una metafora evidente del <strong>razzismo</strong> e di come superare le apparenze. <strong>Judy e Nick</strong> sono entrambi giudicati immediatamente per quello che sono, per la loro razza animale. Judy decide di combattere i pregiudizi, mentre Nick si arrende ad essi. Il bello è che <em>Zootropolis</em> parla di razzismo in un modo estremamente interessante e pieno di livelli, molto più di tanti film più espliciti sull&#8217;argomento. Potenza della fantasia, immagino sia più facile <strong>imbastire una metafora</strong> contro il razzismo usando conigli e volpi rispetto all&#8217;usare esempi dal mondo reale. Non parlerò più sull&#8217;argomento, perché mi toccherebbe fare spoiler belli grossi, ma davvero complimenti ai realizzatori perché sono riusciti a produrre un grandissimo film.</p>
<p>Il film fu il frutto del lavoro di <strong>Byron Howard</strong>, che propose a John Lasseter, all&#8217;epoca direttore creativo Disney, varie storie con animali antropomorfi, esplicitamente riprendendo l&#8217;esempio del <a href="https://nerdando.com/2022/07/28/nerdisney-21-robin-hood/"><em>Robin Hood</em></a> disneyano. Da quelle idee si sviluppò poi il film, anche grazie all&#8217;arrivo a bordo dell&#8217;altro regista Jared Bush.</p>
<h2>Legacy</h2>
<p>Il film all&#8217;uscita fu un successo enorme, il quarto incasso del 2016, superando il <strong>miliardo di dollari</strong> al botteghino. Dopo i grandi successi di <a href="https://nerdando.com/2023/10/19/nerdisney-53-frozen-il-regno-di-ghiaccio/"><em>Frozen</em></a> e <em><a href="https://nerdando.com/2023/11/02/nerdisney-54-big-hero-6/">Big Hero 6</a></em>, era chiaro che gli studi Disney erano entrati in un nuovo rinascimento produttivo. <em>Zootropolis</em> vinse ovviamente la statuetta come miglior film d&#8217;animazione.</p>
<p>Nel 2022 è uscita una serie animata su Disney+ che esplora il mondo della città animale, intitolata <em><strong>Zootropolis+</strong></em> &#8211; nome originale, lo so. Si parla anche di un sequel da parecchio, ma al momento non c&#8217;è niente di ufficiale al riguardo.</p>
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		<title>NerDisney #49 &#8211; La principessa e il ranocchio</title>
		<link>https://nerdando.com/2023/08/24/nerdisney-49-la-principessa-e-il-ranocchio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Aug 2023 08:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
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<p>I miei &#8211; quasi &#8211; ricordi Quando nel 2009 esce La principessa e il ranocchio viene salutato da molti come il grande ritorno dell&#8217;animazaione classica, dopo che Disney l&#8217;aveva abbandonata nel confuso periodo precedente. Anche per questo motivo, da buon vecchio dentro quale sono, andai al cinema a vedere l&#8217;ultima fatica del duo John Musker [&#8230;]</p>
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<h2>I miei &#8211; quasi &#8211; ricordi</h2>
<p>Quando nel 2009 esce <strong><em>La principessa e il ranocchio</em></strong> viene salutato da molti come il grande ritorno dell&#8217;animazaione classica, dopo che Disney l&#8217;aveva abbandonata nel confuso periodo precedente. Anche per questo motivo, da buon vecchio dentro quale sono, andai al cinema a vedere l&#8217;ultima fatica del duo John Musker e Ron Clements. Visto una volta e poi prontamente dimenticato.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>La cameriera Afroamericana <strong>Tiana</strong> lavora per aprire il suo ristorante nella New Orleans degli anni &#8217;20 del Novecento e ha poco tempo per le favole e gli innamoramenti. Tutto cambia quando un ranocchio le parla e chiede di baciarla per farlo tornare umano. Diventata anche lei un ranocchio, dovrà cercare una soluzione al problema insieme al principe Naveen.</p>
<h2>Ritorno alle origini</h2>
<p>Quando <strong>John Lasseter</strong> fu assunto come direttore creativo Disney nel 2006, decise di ribaltare la controversa decisione di chiudere gli studi di animazione tradizionale e convertisi unicamente al 3D. Decise inoltre che Disney doveva tornare a quello che sapeva fare meglio, le favole e i musical. Lasseter rimise in piedi la &#8220;vecchia&#8221; banda di animatori, affidandosi agli esperti Musker e Clements per il primo progetto di questo ritorno alle origini.</p>
<p>I due combinarono la nota fiaba del <strong>principe ranocchio</strong> con il romanzo The Frog Princess di ED Baker e decisero di ambientare il film negli Stati Uniti e negli anni &#8217;20. Scelsero New Orleans data la sua geografia e cultura particolare e per la sua immensa storia musicale. Questo fece di Tiana la prima principessa nera della storia Disney.</p>
<p>Sebbene animati dalle migliori intenzioni, <strong>non fu facilissimo ritornare all&#8217;animazione 2D</strong>. <em>La principessa e il ranocchio</em> ha una buona animazione sia per i fondali che per alcuni personaggi, ma siamo lontani dai fasti del recente passato. Però il film riesce a tornare al passato e dare slancio al futuro nel suo approccio alla storia.</p>
<p>Il film segue la formula vincente vista da <a href="https://nerdando.com/2022/11/03/nerdisney-28-la-sirenetta/"><strong><em>La Sirenetta</em></strong></a> in poi, con le canzoni nei giusti momenti a raccontare il mondo del film e i problemi dei personaggi. Anche il messaggio finale di credere nei sogni e accettarsi per quello che si è viene dritto dai film del Rinascimento Disney. Però l&#8217;ambientazione moderna e l&#8217;estrazione proletaria della protagonista rendono la storia più fresca e moderna e sicuramente avrà aiutato ad approcciarsi ai successivi adattamenti di favole.</p>
<h2>Colonna Sonora</h2>
<p>Come accennato, <em>La principessa e il ranocchio</em> è anche <strong>il grande ritorno Disney ai musical</strong>. All&#8217;inizio si pensò di tornare dallo storico compositore Alan Menken, Lasseter decise invece di affidarsi a Randy Newman, fedelissimo compositore dei film Pixar. Inoltre Newman è cresciuto a <strong>New Orleans</strong> ed è un musicista jazz, utile per un film che omaggia la golden age del jazz. E infatti Newman compose musiche e canzoni che pescano a piene mani dalla musica tipica della città, con puntate nel country e nel gospel.</p>
<p>Da segnalare <em><strong>Gli amici dell&#8217;aldilà</strong></em>, una delle migliori villain song Disney, cantata da <strong>Luca Ward</strong> in italiano. Anche <em>A un passo dai miei sogni</em> è molto bella, impreziosita da una grande animazione ispirata alle illustrazioni Art Deco di Aaron Douglas.</p>
<h2>Curiosità e remake</h2>
<p>Il film fu <strong>un successo ma moderato</strong>, oscurato dalla quasi contemporanea uscita di <em>Avatar</em>. Incassò $271 millioni, molto di più dei Classici precedenti ma non abbastanza da rassicurare una Disney ancora traballante. Nonostante ciò, Tiana fu inserita immediatamente nel franchise delle principesse Disney.</p>
<p>Più recentemente, Disney ha deciso di riesumare il film. Nel 2020 fu annunciato che la controversa attrazione nei parchi Disney ispirata a <strong><em>I racconti dello zio Tom</em></strong> sarebbe cambiata in una dedicate proprio alla <em>Principessa e il ranocchio</em>. Allo stesso tempo, entrò in lavorazione una serie animata per Disney+ intitolata Tiana che dovrebbe uscire nel 2024. La regista della serie Stella Meghie ha dichiarato di voler realizzare il remake live action del film.</p>
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		<title>NerDisney #48 &#8211; Bolt &#8211; Un eroe a quattro zampe</title>
		<link>https://nerdando.com/2023/08/10/nerdisney-48-bolt-un-eroe-a-quattro-zampe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Aug 2023 08:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Classici Disney]]></category>
		<category><![CDATA[John Lasseter]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney Animation Studios]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/08/IMG_20230809_173933_119-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/08/IMG_20230809_173933_119-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Bolt" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/08/IMG_20230809_173933_119-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/08/IMG_20230809_173933_119-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/08/IMG_20230809_173933_119-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/08/IMG_20230809_173933_119.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>I miei &#8211; non &#8211; ricordi Siamo arrivati ad un punto in cui i Classici sono usciti in un periodo troppo recente per me per avere dei ricordi particolari. Tanto più che il 48° Classico, Bolt &#8211; Un eroe a quattro zampe, l&#8217;ho recuperato quasi dieci anni dopo l&#8217;uscita del 2008. Il film di Chris [&#8230;]</p>
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<h2>I miei &#8211; non &#8211; ricordi</h2>
<p>Siamo arrivati ad un punto in cui i Classici sono usciti in un periodo troppo recente per me per avere dei ricordi particolari. Tanto più che il 48° Classico, <em><strong>Bolt &#8211; Un eroe a quattro zampe</strong></em>, l&#8217;ho recuperato quasi dieci anni dopo l&#8217;uscita del 2008. Il film di <strong>Chris Williams e Byron Howard</strong> però non è affatto male e rappresenta un po&#8217; lo spartiacque tra il confuso periodo precedente e i grandi successi successivi.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Il <strong>cane Bolt</strong> viene adottato da una ragazzina che sembra essere la figlia di un prominente scienziato, il quale ha provveduto a dotare il cane di numerosi poteri. Insieme cercano di sconfiggere il malvagio Dr. Calico e liberare il padre di Penny (che io sappia non è la nostra Penny). O almeno così sembra. In realtà, Penny e Bolt sono<strong> due attori di una serie TV</strong>. Il problema è che nessuno l&#8217;ha mai detto a Bolt, il quale pensa di essere davvero un supercane. Le cose inevitabilmente si complicheranno quando Bolt finirà per errore a New York e dovrà viaggere verso Los Angeles per ritrovare la sua padrona.</p>
<p>La storia ha uno spunto già visto in ambito Disney: in <em>Toy Story</em>, Buzz Lightyear crede di essere davvero un eroe spaziale invece di un giocattolo. Nel film Pixar è solo uno dei vari spunti di trama, mentre in Bolt è la<strong> spina dorsale</strong> della storia e del percorso di crescita che il nostro protagonista dovrà attraversare. Il percorso è un po&#8217; semplificato a dir la verità. Bolt non ha un momento di vero spavento nello scoprire di non essere un supercane né attraversa una crisi enorme dopo la scoperta &#8211; Buzz diventa quasi matto, per esempio.</p>
<h2>Lavori dietro le quinte</h2>
<p>La semplificazione della storia va ricercata nella <strong>travagliata produzione</strong> del film. Bolt inizialmente era un progetto di <strong>Chris Sanders</strong>, regista di <em><a href="https://nerdando.com/2023/05/18/nerdisney-42-lilo-stitch/">Lilo &amp; Stitch</a></em>. Con il titolo di <em>American Dog</em>, Sanders lavora al film mentre Disney acquista Pixar e piazza John Lasseter come direttore creativo. Lasseter dovette mettere una pezza al semi-inguardabile <em><a href="https://nerdando.com/2023/07/27/nerdisney-47-i-robinson-una-famiglia-spaziale/">I Robinson</a></em> e a questo e si scontrò con Sanders, il quale decise di lasciare Disney per andare dai rivali DreamWorks.</p>
<p>Lasseter affidò il film a Williams e Howard, semplificando di molto la storia, cercando semplicemente di portare il film verso<strong> binari più classici</strong> in previsione del ritorno alle grandi fiabe previsto con i film successivi. I registi riuscirono nel loro intento. Il risultato è un film piccolo nei temi e nello sviluppo, ma con un gran cuore. È molto difficile parlare male di questo film, al massimo si può dire che sia banale rispetto ai grandi Classici. Però intrattiene e tocca le giuste corde. Non mi stupirei se col tempo diventasse un<strong> film un po&#8217; di culto</strong>, un po&#8217; come accaduto ad altri film pre-Rinascimento Disney come <a href="https://nerdando.com/2022/10/20/nerdisney-27-oliver-company/"><em>Oliver &amp; Company</em></a> e <a href="https://nerdando.com/2022/10/06/nerdisney-26-basil-linvestigatopo/"><em>Basil l&#8217;investigatopo</em></a>.</p>
<h2>Colonna Sonora</h2>
<p>Siamo ancora nella fase in cui Disney non si fidava a tornare al musical e quindi niente canzoni. C&#8217;è un montaggio del viaggio sulle note della canzone <em>Una nuova vita</em> (<em>Barking at the moon</em> in originale). E nei titoli di coda <strong>John Travolta e Miley Cyrus</strong>, doppiatori in originale di Bolt e Penny, cantano <em>I thought I lost you</em>.</p>
<h2>Com&#8217;è invecchiato</h2>
<p>Forse oggi è considerato meglio rispetto all&#8217;uscita. Infatti <strong><em>Bolt</em> contiene in nuce lo stile grafico e narrativo che sarà alla base dei successivi grandi successi</strong>. I due registi saranno tra i capisaldi del nuovo corso, visto che saranno tra i registi di <em>Rapunzel, Zootropolis, Encanto, Oceania </em>e<em> Big Hero 6</em>.</p>
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		<title>NerDisney #43 &#8211; Il pianeta del tesoro</title>
		<link>https://nerdando.com/2023/06/01/nerdisney-43-il-pianeta-del-tesoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2023 08:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney Animation Studios]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/05/Untitled-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/05/Untitled-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/05/Untitled-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/05/Untitled-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/05/Untitled-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/05/Untitled.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>I miei ricordi È dicembre del 2002, sono ufficialmente un bimbo grande che aveva appena iniziato le superiori e quindi non mi interessa più il nuovo Classico Disney in uscita. D&#8217;altronde, mi ero annoiato con Atlantis e Lilo &#38; Stitch non l&#8217;avevo manco visto. Quindi, ho mancato al cinema Il pianeta del tesoro, ma non [&#8230;]</p>
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<h2>I miei ricordi</h2>
<p>È dicembre del 2002, sono ufficialmente un bimbo grande che aveva appena iniziato le superiori e quindi non mi interessa più il nuovo <strong>Classico Disney</strong> in uscita. D&#8217;altronde, mi ero annoiato con <a href="https://nerdando.com/2023/05/04/nerdisney-41-atlantis-limpero-perduto/"><em>Atlantis</em></a> e <a href="https://nerdando.com/2023/05/18/nerdisney-42-lilo-stitch/"><em>Lilo &amp; Stitch</em></a> non l&#8217;avevo manco visto. Quindi, ho mancato al cinema <em><strong>Il pianeta del tesoro</strong></em>, ma non la canzone di <strong>Max Pezzali</strong> <em>Ci sono anch&#8217;io</em>. Il film poi lo vidi anni dopo, quando già facevo l&#8217;università, con un pizzico di senso di colpa per averlo mancato all&#8217;uscita. Per anni ho pensato che fosse il classico più sottovalutato. Dopo tutti questi anni la penso ancora così?</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Il giovane ribelle <strong>Jim Hawkins</strong> una sera soccorre il morente Bones, che gli consegna una sfera. Scoprirà che è una mappa interplanetaria verso il famoso tesoro del pirata Flint. Insieme al dottor Doppler ingaggia una nave per trovare il tesoro. Durante il viaggio Jim lavora come mozzo e trova nel cuoco <strong>John Silver</strong> un mentore. Peccato che lui e il resto della ciurma hanno altri piani per la mappa.</p>
<p><em>Il pianeta del tesoro</em>, come intuibile dal titolo e dal riassunto della trama, è tratto dal romanzo <a href="https://nerdando.com/2020/12/03/nerdandosu-robert-l-stevenson-i-film-su-lisola-del-tesoro/"><strong><em>L&#8217;isola del tesoro</em> di Robert Louis Stevenson</strong></a>. Non è però una normale trasposizione, ma è ambientata nello spazio. I registi e sceneggiatori John Musker e Ron Clements &#8211; responsabili de<em> La Sirenetta</em>, <em>Aladdin</em> e <em>Hercules</em> &#8211; avevano questa idea di trasportare il famoso romanzo nello spazio dal lontano 1985. Riuscirono a convincere gli studios solo dopo aver completato <a href="https://nerdando.com/2023/02/09/nerdisney-35-hercules/"><em>Hercules</em></a>.</p>
<p>Finalmente al lavoro sul loro progetto dei sogni, il duo utilizzò al massimo le copiose risorse degli studios, con l&#8217;utilizzo di più di<strong> mille animatori</strong> verso la fine della produzione. Siamo ormai lontani dal Rinascimento Disney e in una fase più sperimentale. Quindi il film abbandona completamente il musical e cerca <strong>la strada dell&#8217;avventura e della fantascienza</strong>. Ad azzoppare il film purtroppo ci sono i troppi inserti digitali, che oggi sembrano irrimediabilmente datati. È un peccato, perché invece il design di questo universo è molto bello, un misto tra età vittoriana e fantascienza steampunk. Durante la lavorazione il mantra per il design di ambienti e personaggi era 70% tradizione e 30% fantascienza.</p>
<p>Un altro aspetto che funziona è <strong>il rapporto tra Jim e John Silver</strong> &#8211; che è anche animato in maniera incredibile. La loro relazione è il cuore emotivo e narrativo del film. Silver è il villain designato, ma è anche il mentore e la figura paterna del protagonista, un misto tra Obi-Wan Kenobi e Darth Vader, con cui lo spettatore finisce un po&#8217; per fare il tifo e che Jim non riesce mai a odiare fino in fondo. Meno memorabili <strong>le spalle comiche</strong>, non tanto Morphy quanto l&#8217;irritante robot B.E.N. &#8211; doppiato in italiano da Maurizio Crozza. Almeno compaiono poco.</p>
<h2>Colonna Sonora</h2>
<p>Come accennato, <em>Il pianeta del tesoro</em> non ha canzoni a differenza degli altri classici diretti da Musker e Clements. <strong>James Newton Howard</strong>, all&#8217;epoca il compositore di fiducia degli studi d&#8217;animazione Disney, compose la colonna sonora. In aggiunta, il cantante dei Goo Goo Dolls <strong>John Rzeznik</strong> compose due canzoni, <em>I&#8217;m still here</em> e <em>Always Know Where You Are</em>. La seconda si sente nei titoli di coda, mentre la prima è al centro della scena più bella del film, tutta incentrata su Jim e il suo rapporto col padre prima e con Silver poi. In Italia, come accennato sopra, Max Pezzali ne fece una bellissima versione.</p>
<h2>Curiosità e sequel</h2>
<p>Il film fu all&#8217;uscita <strong>un flop clamoroso</strong>. A fronte di un budget di $140 millioni, incassò solo $109.6 millioni al box office. Il risultato disastroso spinse Disney ad accellerare i piani per <strong>chiudere con l&#8217;animazione tradizionale</strong> per concentrarsi sull&#8217;animazione 3D.</p>
<p>Non solo, ma l&#8217;insuccesso portò alla <strong>cancellazione di un seguito</strong> e di una possibile serie TV animata. Data la pessima reputazione, finora non si è mai parlato di un remake live action. Nonostante ciò, <em>Il pianeta del tesoro</em> avrebbe le potenzialità per un bel progetto live action.</p>
<h2>Com&#8217;è invecchiato</h2>
<p>Paradossalmente <strong>è invecchiato peggio di altri film usciti prima</strong>. Sopratutto per via dei tanti effetti 3D, che sono immediatamente visibili e compaiono in tante scene, a differenza degli altri film del Rinascimento Disney. Questo problema a mio parere rende il film meno fresco di altri, ma è un peccato perché il design è interessante e la storia è senza tempo. Se riuscite a passare oltre gli effetti digitali troverete un bel film, probabilmente ancora oggi uno dei più sottovalutati nel canone Disney.</p>
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		<title>NerDisney #39 &#8211; Dinosauri</title>
		<link>https://nerdando.com/2023/04/06/nerdisney-39-dinosauri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Apr 2023 08:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Classici Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Verhoeven]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney Animation Studios]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/Dinosauri-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/Dinosauri-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/Dinosauri-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/Dinosauri-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/Dinosauri-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/04/Dinosauri.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>I miei ricordi Il Millennium Bug! Quanti ricordi. Sembrava stesse per finire il mondo e invece eccoci ancora qua. Nel 2000 avevo 12 anni e iniziavo a sentirmi troppo grande per i film Disney &#8211; fu un periodo molto breve, lo ammetto. In ogni caso, quando a dicembre uscì l&#8217;ultimo lungometraggio Disney, ovvero Dinosauri, diretto [&#8230;]</p>
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<h2>I miei ricordi</h2>
<p>Il Millennium Bug! Quanti ricordi. Sembrava stesse per finire il mondo e invece eccoci ancora qua. Nel <strong>2000</strong> avevo 12 anni e iniziavo a sentirmi troppo grande per i film Disney &#8211; fu un periodo molto breve, lo ammetto. In ogni caso, quando a dicembre uscì l&#8217;ultimo lungometraggio Disney, ovvero <strong><em>Dinosauri</em></strong>, diretto da Ralph Zondag e Eric Leighton, andai al cinema come sempre. L&#8217;esperienza non fu piacevole. Non tanto per il film, su cui tornerò, ma perché la sala era piena di bambini più piccoli di me assolutamente terrorizzati da un film cupo e che di disneyano aveva ben poco. Non solo per via dell&#8217;<strong>animazione in 3D</strong>, prima volta per Disney.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>L&#8217;iguanodonte <strong>Aladar</strong> quando è ancora un uovo finisce adottato da una famiglia di lemuri. Pur con qualche problema, cresce normalmente, ma quando un <strong>meteorite</strong> impatta sulla Terra e stravolge il mondo, Aladar e la sua famiglia si ritrovano alla ricerca di un posto sicuro, finendo insieme ad un branco multispecie di dinosauri in viaggio verso la mitica terra di cova, dove pare sia rimasto tutto intatto.</p>
<h2>Documentari Disney</h2>
<p>Se avete più o meno la mia età, la trama non può non avervi ricordato un <strong>altro film</strong> animato, il mitico <em>Alla ricerca della valle incantata</em> (1988) di Don Bluth. Anche qui si parla di dinosauri in fuga alla ricerca di un ultimo avamposto dove poter vivere tranquilli. Solo che il film di Bluth aveva per protagonisti dei <strong>cuccioli</strong> di dinosauri e riusciva a bilanciare i toni cupi con il giusto umorismo, in perfetto stile Disney. <em>Dinosauri</em> invece non ci riesce.</p>
<p>Il cuore tematico del film non è nemmeno tanto la fuga verso la <strong>terra promessa</strong> e le varie insidie del percorso, quanto lo scontro ideologico tra Aladar e il capobranco Kron. Quest&#8217;ultimo, promotore di una visione di darwinismo estremo in cui i deboli e lenti devono essere lasciati indietro a morire, mentre Aladar vuole cercare di salvare tutti, anche a costo di viaggiare più lentamente. Tema molto serio trattato però con dialoghi poco incisivi e con inutili siparietti comici che stonano moltissimo.</p>
<p><em>Dinosauri</em> è troppo indeciso tra l&#8217;essere un film animato più <strong>adulto</strong> o un più &#8220;normale&#8221; Classico Disney. Il risultato è dovuto ad una lavorazione complessa e travagliata. All&#8217;inizio, il film doveva essere privo di dialoghi ma l&#8217;allora amministratore delegato <strong>Michael Eisner</strong> impose i dialoghi per renderlo più commerciale. L&#8217;animazione venne affidata ad uno <strong>studio di effetti speciali</strong> che Disney aveva acquistato da poco, Dream Quest Images e che era stato unito al gruppo di animazione digitale degli studios principali. Questo gruppo fu soprannominato <strong>The Secret Lab</strong> e lavorava lontano dal cuore degli studios e con altri animatori.</p>
<p><em>Dinosauri</em> presenta uno stile innovativo e poco esplorato. Se gli animali sono stati animati digitalmente, i fondali furono tutti <strong>ripresi dal vivo</strong>. L&#8217;effetto è quasi da documentario, di un realismo esasperato che però cozza con l&#8217;idea di avere animali parlanti come protagonisti, stesso identico problema che affligge il remake de <a href="https://nerdando.com/2019/07/13/anteprima-il-re-leone-una-fedele-riproduzione/"><em>Il Re Leone</em></a>. Il film si apre con una <strong>sequenza senza dialoghi</strong> in cui l&#8217;uovo di Aladar viene sballottato in vari luoghi prima di arrivare tra i lemuri. L&#8217;effetto è quello di vedere un documentario, reso ancora più emozionante dalla colonna sonora. È una scena potente ed epica, poi però arrivano i lemuri e iniziano a parlare e tutto il realismo crolla.</p>
<h2>Colonna sonora</h2>
<p><em>Dinosauri</em> presente anche un&#8217;altra rottura della tradizione rispetto agli altri film del periodo: non ci sono canzoni. La colonna sonora fu affidata al compositore <strong>James Newton Howard</strong> che si fece aiutare alle voci da Lebo M., già collaboratore per le musiche de <a href="https://nerdando.com/2022/12/29/nerdisney-32-il-re-leone/"><em>Il Re Leone</em></a>. Il mix sinfonico e tribale è molto riuscito ed è sicuramente uno degli aspetti migliori del film.</p>
<h2>Curiosità</h2>
<p>L&#8217;idea originale del film venne nel 1987 al regista <strong>Paul Verhoeven</strong> e al mago degli effetti speciali Phil Tippett mentre i due lavoravano a Robocop (!). Ovviamente non era per un film per bambini, ma per un film di animazione in <em>stop motion</em> in cui alla fine tutti i protagonisti morivano dopo l&#8217;impatto con il meteorite. I due lasciarono il progetto dopo discussioni economiche con l&#8217;allora presidente Disney Jeffrey Katzenberg.</p>
<p>Per anni <em>Dinosauri</em> non fu incluso nella lista dei <a href="https://nerdando.com/2021/09/17/nerdisney-0-la-guida-ai-classici-disney/"><strong>Classici Disney</strong></a>, perché non realizzato dagli studi Disney di Burbank e perché realizzato in digitale, in un momento in cui Disney non si era ancora convertita al nuovo sistema. Fu soltanto durante l&#8217;era di John Lasseter che si decise di rimettere mano al canone Disney e inserire <em>Dinosauri</em> come <strong>39° Classico</strong>.</p>
<h2>Com&#8217;è invecchiato</h2>
<p>Il film oggi è totalmente dimenticato. Semmai viene indicato come l&#8217;inizio del cosiddetto <strong>secondo medioevo Disney</strong> in cui gli studios fecero numerosi passi falsi e persero terreno nei confronti della concorrenza. Onestamente non posso dire che sia una gemma nascosta. Visivamente tiene ancora botta, anche se ogni tanto si nota che i personaggi digitali sono stati aggiunti in scenari reali. Però la storia è poco bilanciata e i personaggi sono tutti abbastanza noiosi quando non stereotipati. Si può guardare se completisti Disney o se appassionati di dinosauri. Terrei alla larga i bambini più piccoli, magari per loro è meglio <em>Alla ricerca della valle incantata</em>.</p>
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		<title>NerDisney #35 &#8211; Hercules</title>
		<link>https://nerdando.com/2023/02/09/nerdisney-35-hercules/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2023 09:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Ade]]></category>
		<category><![CDATA[Alan Menken]]></category>
		<category><![CDATA[Danny DeVito]]></category>
		<category><![CDATA[Era]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[James Woods]]></category>
		<category><![CDATA[Mitologia greca]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Zeus]]></category>
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<h2>I miei ricordi</h2>
<p>Quando esce <em>Hercules</em> nel 1997 ho nove anni e sono almeno un paio d&#8217;anni che ho già una spiccata passione per la <strong>mitologia greca</strong>, complici una serie di libri illustrati per ragazzi che raccontano i vari miti &#8211; edulcurati perché insomma c&#8217;è tanta roba vietata ai minori. Quindi potete immaginare la mia gioia nel vedere due delle mie passioni preferite riunite nel <strong>35° classico Disney</strong>.</p>
<p><strong>Da buon piccolo nerd</strong> storsi il naso alle devianze dal mito (ci torniamo dopo), ma il film seppe comunque conquistarmi grazie al ritmo indiavolato, le musiche indimenticabili &#8211;<em> Ieri era zero</em> la mettevo a ripetizione nel videoregistratore &#8211;  e allo stile d&#8217;animazione unico.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Sul monte Olimpo <strong>Zeus ed Era</strong> festeggiano la nascita del loro primogenito, Ercole. L&#8217;unico non felice della situazione è <strong>Ade</strong>, che trama da anni per rovesciare il fratello. Il nuovo arrivato è un ostacolo da eliminare. Purtroppo per lui, i suoi due scagnozzi Pena e Panico falliscono nell&#8217;intento, riuscendo solo a renderlo mortale. Il neonato viene allevato da Anfitrione ed Alcmena finché non scopre la sua vera origine e dovrà cercare di riottenere il suo posto nell&#8217;Olimpo.</p>
<h2>Semidei con superproblemi</h2>
<p>A meno che non siate completamente a digiuno di mitologia classica &#8211; rimediate, è un mondo bellissimo &#8211; credo che abbiate subito capito quanto poco fedele è il film alla <strong>leggende greche</strong>. La rottura più vistosa con la tradizione è nel rappresentare Zeus ed Era come una coppia modello ed Ercole come loro figlio. Non solo i due si tradivano sempre a vicenda, ma la moglie di Zeus <strong>odiava Ercole</strong> e tentò sempre di ammazzarlo. La vera madre di Ercole era Alcmena, facendo di lui un semidio fin da subito. Inoltre Ade non ha mai covato rancore per il suo ruolo di custode dell&#8217;oltretomba.</p>
<p>In generale la storia del film ricorda più quella di <strong>Superman</strong>, con classici passaggi di crescita e di ricerca del proprio posto nel mondo &#8211; una vera ossessione della Disney del periodo. Mettendo da parte la mitologia, la storia funziona nella sua semplicità. La similitudine con i supereroi fu esplicitata dai due registi, <strong>Ron Clements e John Musker</strong>. I due erano fan del genere e <em>Hercules</em> a detta di Musker fu il loro modo di fare un film di supereroi. I due scelsero il progetto dopo che Disney rimandò quello che poi sarebbe diventato <em>Il pianeta del tesoro</em>, partendo da una bozza d&#8217;idea sviluppata dall&#8217;animatore Joe Haidar. L&#8217;altra ispirazione per il film furono le commedie <em>screwball</em> degli anni &#8217;30, in particolare nei rapporti tra i personaggi principali, con <strong>Megara</strong> direttamente ispirata ad alcune commedie di Barbara Stanwyck.</p>
<p>Se la storia è archetipica, a restare impressa in <em>Hercules</em> è l&#8217;animazione. Musker e Clements assunsero il leggendario illustratore britannico <strong>Gerald Scrafe</strong> come designer, il cui stile assomigliava un po&#8217; a quello dei vasi dell&#8217;antica Grecia. Usando Scrafe come base, gli animatori crearono una Grecia stilizzata ma coerente con <strong>l&#8217;arte greca</strong>, pieno di curve e spigoli. <em>Hercules</em> è molto più cartoonesco rispetto ai Classici immediatamente precedenti e successivi. Solo <em>Le follie dell&#8217;imperatore</em> si muoverà in simili territori, anche umoristici. <em>Hercules</em> non è slapstick e surreale come il successivo film, ma anch&#8217;esso è pieno di gag e battute fulminanti, piene di anacronismi, citazioni classiche e doppi sensi. Aiutò in fase di produzione avere due attori come Danny DeVito e James Woods, rispettivamente voci originali di Filottete e Ade. Soprattutto <strong>Woods</strong> improvvisò molti dialoghi e diede al personaggio di Ade quell&#8217;aria minacciosa e divertente che lo rende un personaggio memorabile.</p>
<h2>Colonna Sonora</h2>
<p>Le musiche sono per l&#8217;ultima volta opera di <strong>Alan Menken</strong>, per i testi di David Zippel. Menken per Hercules esplora il gospel, soprattutto grazie al <strong>coro delle muse</strong>, che narrano gli eventi del film e interagiscono con qualche personaggio. L&#8217;idea è molto buona e rimanda anche alla tradizione del teatro greco, con il coro che parla al pubblico.</p>
<p>La canzone centrale è <em>Go the distance</em>, in italiano chiamata <em>Posso Farcela</em> e cantata splendidamente da <strong>Alex Baroni</strong>, nominata pure all&#8217;Oscar. La mia preferita resta <em>Ieri era zero.</em> L&#8217;unica canzone che ho sempre trovato un po&#8217; fuori ritmo rispetto al film è <em>L&#8217;ultima speranza</em>, quella cantata da Filottete.</p>
<h2>Live Action e Sequel</h2>
<p><em>Hercules</em> non ebbe nessun seguito, sebbene ce n&#8217;era uno in lavorazione ambientato durante la guerra di Troia. L&#8217;unico prodotto successivo al film è stata <strong>una serie animata</strong>, chiamata semplicemente <em>Hercules</em>. La serie è ambientata durante l&#8217;addestramento di Ercole, ma confesso di non averla mai vista.</p>
<p>Il remake live action è attualmente in lavorazione, prodotto dai fratelli Russo e diretto da <strong>Guy Ritchie</strong>. Non è ancora stata decisa una data d&#8217;uscita, né annunciato il casting.</p>
<h2><strong>Com&#8217;è invecchiato</strong></h2>
<p>Difficile essere obiettivi su questo film, che ho sempre amato molto. Come storia, ritmo e animazione non è invecchiato per niente. Anche gli inserti 3D, principalmente<strong> l&#8217;idra</strong>, tengono ancora botta e non stonano. Quello che forse è invecchiato è l&#8217;umorismo. Se tutte le battute sui miti greci restano atemporali, lo stesso non si può dire di altre più legate al periodo, ma questo resta sempre uno dei rischi dell&#8217;umorismo citazionista.</p>
<p>In generale però <strong><em>Hercules</em> merita ancora oggi una visione</strong>, sia per i bambini ma anche per gli adulti, che ci troveranno un umorismo non infantile e una struttura molto simile ai film di supereroi tanto popolari oggi.</p>
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		<title>NerDisney #32 &#8211; Il Re Leone</title>
		<link>https://nerdando.com/2022/12/29/nerdisney-32-il-re-leone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2022 09:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Classici Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney Animation Studios]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/il-re-leone-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/il-re-leone-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/il-re-leone-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/il-re-leone-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/il-re-leone-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/il-re-leone.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/il-re-leone-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/il-re-leone-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/il-re-leone-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/il-re-leone-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/il-re-leone-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/il-re-leone.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/il-re-leone.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-47379" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/il-re-leone.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/il-re-leone.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/il-re-leone-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/il-re-leone-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/il-re-leone-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></h2>
<h2>I miei ricordi</h2>
<p>Come tutti quelli che l&#8217;hanno visto, appena vedo un&#8217;alba nella savana inizio a canticchiare parole a caso sperando di replicare le parole in swahili cantate all&#8217;inizio del film. Quando <em>Il Re Leone</em> uscì nel <strong>1994</strong> <strong>fu un successo clamoroso</strong>, era ovunque. Ricordo che ben due cinema diversi lo proiettarono per mesi &#8211; incluso uno famoso principalmente per proiettare cinema porno, ma questo lo scoprii anni dopo &#8211; in un periodo in cui non esistevano multisala ed era molto raro che un film monopolizzasse così tanto le proiezioni.</p>
<p>Ovviamente da bambino di appena sei anni all&#8217;epoca dell&#8217;uscita <em>Il Re Leone</em> è stato per anni il mio film preferito. Avevo la <strong>videocassetta</strong>, la musicassetta con tutte le canzoni, svariati giocattoli e io e mio fratello improvvisavamo <em>Hakuna Matata</em> &#8211; per la cronaca io facevo Timon. Non avevo il Super Nintendo ma a casa di amici ho provato per anni a passare il secondo livello del maledettissimo <strong>videogioco</strong>, quello ispirato alla canzone <em>Voglio diventar presto un re</em>. Non ci sono ancora riuscito.</p>
<h2>Il re della foresta e degli incassi</h2>
<p><em>Il Re Leone</em> uscì negli Stati Uniti il 15 giugno 1994. I registi accreditati sono <strong>Roger Allers e Rob Minkoff</strong>, ma furono diversi gli animatori che si alternarono alla guida del film. L&#8217;idea di un film ambientato in Africa incominciò a farsi strada già nel 1988. L&#8217;effettiva paternità dell&#8217;idea non è chiara, con numerose versioni discordanti. Di certo il film subì numerosi <strong>riadattamenti</strong>, con uno stuolo di sceneggiatori che entrarono e uscirono dal progetto. A un certo punto Simba doveva crescere tra i babbuini, in un altro era un leone pigro e viziato, poi combatteva le iene. Dopo un po&#8217; il progetto prese sempre più forma e furono <strong>Jeffrey Katzenberg e Michael Eisner</strong>, rispettivamente capo degli studi d&#8217;animazione e amministratore delegato di tutta Disney a suggerire di inserire quanto più Shakespeare possibile. E in effetti è difficile non notare le somiglianze con <em>Amleto</em>.</p>
<p>Durante la produzione molti <strong>animatori di punta</strong> preferirono dedicarsi all&#8217;altro film in produzione in quel momento, <em>Pocahontas</em>. <em>Il Re Leone</em> era ritenuto un progetto meno interessante e meno prestigioso da parte degli animatori. Nonostante questo, Disney fece le cose in grande, mandando alcuni animatori in Africa a studiare gli animali protagonisti nel loro habitat naturale e visitando spesso zoo negli Stati Uniti per meglio rappresentare i personaggi.</p>
<p>Il risultato fu clamoroso. Gli animatori rimasti erano estremamente appassionati alla storia e ai personaggi, finendo per metterci tutta la loro abilità in sequenze animate bellissime. <strong>La scena iniziale</strong> è splendida, sembra quasi di guardare un documentario. Ma sono numerose le sequenze indimenticabili. Tutti gli studi di animazione Disney erano arrivati al loro culmine qualitativo, al punto che alcune sequenze furono realizzate dalla succursale Disney in Florida senza perdere un briciolo di qualità.</p>
<h2>Curiosità</h2>
<p><em>Il Re Leone</em> fu il maggior incasso dell&#8217;anno con <strong>$763.4 millioni</strong>, sorpassando <a href="https://nerdando.com/2022/12/15/nerdisney-31-aladdin/"><em>Aladdin</em></a> come il miglior incasso animato di sempre dopo un anno appena. Divenne per un periodo il <strong>secondo incasso di sempre</strong> e rimase per anni il maggior incasso per un film d&#8217;animazione di sempre, superato da <em>Toy Story 3</em> nel 2010. Ancora oggi è il maggior incasso di sempre per un film d&#8217;animazione in 2D. Un altro primato detenuto dalla pellicola è quello di primo film animato doppiato in zulu.</p>
<p>Il film fu il primo progetto animato interamente inedito sviluppato da Disney. Tutti i Classici precedenti erano basati su racconti o romanzi. All&#8217;uscita ci furono polemiche per via di un presunto plagio nei confronti del manga <em>Kimba il leone bianco</em> di <strong>Osamu Tezuka</strong>. In effetti la premessa è simile, un cucciolo di leone viene allontanato dal suo branco e deve riconquistare il trono, ma lo sviluppo è molto diverso e gli stessi eredi di Tezuka non cercarono mai di andare per vie legali, minimizzando la similitudini.</p>
<p>Il <strong>doppiaggio originale</strong> contiene numerose icone del cinema. Mufasa è doppiato da James Earl Jones, ovvero Darth Vader, mentre Simba adulto ha la voce di Matthew Broderick. L&#8217;uccello Zazu è Rowan Atkinson, mentre Whoopi Goldberg doppiò la iena Shenzi. Il cattivo Scar è doppiato da Jeremy Irons, ma Disney all&#8217;inizio contattò tra gli altri Tim Curry, Alan Rickman, Malcom McDowell, Patrick Stewart e Ian McKellen. In Italia la voce di Mufasa è altrettanto iconica, visto che è di Vittorio Gassman.</p>
<h2>Colonna Sonora</h2>
<p>La colonna sonora contribuì decisamente al successo del film. Le canzoni furono composte da <strong>Tim Rice</strong>, che aveva già lavorato ad <em>Aladdin</em>, ed Elton John. Furono talmente un successo che ben tre canzoni furono candidate all&#8217;Oscar: <em>Can you feel the love tonight?</em>, <em>The Circle of Life</em> e <em>Hakuna Matata</em>. A vincere fu la prima canzone.</p>
<p>Anche la colonna sonora vinse l&#8217;Oscar. Composta da <strong>Hans Zimmer</strong> e cruciale per dare epicità al racconto, la musica è piena di echi alle musiche tradizionali africane e cori zulu, grazie anche alla collaborazione con il produttore e musicista sudafricano <strong>Lebo M</strong>. È sua la voce all&#8217;inizio del film che canta in zulu le prime parole de <em>Il cerchio della vita</em>.</p>
<p>L&#8217;album con canzoni e colonna sonora fu<strong> disco di diamante</strong> negli Stati Uniti ed è ancora oggi il disco più venduto basato su un cartone animato.</p>
<h2>Live Action e Seguiti</h2>
<p>Dato l&#8217;enorme successo, <em>Il Re Leone</em> ha generato seguiti, remake e altro. Già nel 1997 debuttò a Broadway il <strong>musical teatrale</strong> basato sul film, con nuove canzoni, alcune scartate in fase di produzione. Contemporaneamente, gli studi d&#8217;animazione televisiva produssero una serie animata basata su <strong>Timon e Pumbaa</strong> che durò tre stagioni. Nel 1998 fu la volta del primo sequel, direttamente in home video, <em>Il Re Leone II &#8211; Il regno di Simba</em>, mentre nel 2004 uscì una sorta di midquel <em>Il Re Leone 3 &#8211; Hakuna Matata</em>, che racconta la storia dal punto di vista di Timon e Pumbaa.</p>
<p>Come tanti altri Classici, <em>Il Re Leone</em> ha avuto il suo <a href="https://nerdando.com/2019/07/13/anteprima-il-re-leone-una-fedele-riproduzione/">remake</a>. Non esattamente in live action, ma in versione fotorealistica. Il nuovo film uscì nel 2019, diretto da <strong>Jon Favreu</strong>. A testimonianza dell&#8217;enorme seguito che il film ha ancora, il remake incassò tantissimo ed è attualmente il film animato ad aver incassato di più. Come tutti gli altri, trovo questo remake decisamente inutile e più noioso dell&#8217;originale, oltre ad essere terrificante graficamente. Però evidentemente la mia opinione non è condivisa visto che è attualmente in produzione un prequel, sempre realizzato in animazione 3D, incentrato su Mufasa.</p>
<h2>Com&#8217;è invecchiato</h2>
<p>Visivamente è sempre uno spettacolo. I colori, gli sfondi, le animazioni, tutto è bello esattamente come me lo ricordavo. Anche l&#8217;atmosfera <strong>epica</strong> è ancora oggi intatta. Da adulto ho potuto ancora di più apprezzare la magnificenza della colonna sonora, al livello della più grande epica cinematografica.</p>
<p>Non è manco invecchiata la storia o l&#8217;umorismo. Resta un film adatto senza riserve a tutti. Rivedendolo da adulto ho notato più del solito uno sviluppo <strong>troppo rapido</strong> nella seconda parte del film. Sopratutto lo scontro finale mi è sembrato meno epico e lungo delle premesse. Inoltre la seconda parte è un po&#8217; troppo sbilanciata verso il dramma, con solo Timon e Pumbaa a offrire qualche sprazzo di umorismo. Mentre fino a <em>Hakuna Matata</em> il film riesce sempre a bilanciare alla perfezione dramma e commedia. Quisquilie che comunque non cambiano il mio giudizio sempre positivo del film.</p>
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		<title>NerDisney #31 &#8211; Aladdin</title>
		<link>https://nerdando.com/2022/12/15/nerdisney-31-aladdin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2022 09:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Classici Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Robin Williams]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney Animation Studios]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/aladdin-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/aladdin-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/aladdin-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/aladdin-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/aladdin-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/aladdin.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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<h2>I miei ricordi</h2>
<p><em><strong>Aladdin</strong></em> è il primo film di cui ho memoria piena di averlo visto al cinema quando uscì nel <strong>1993</strong> &#8211; quasi un anno dopo l&#8217;uscita americana del dicembre <strong>1992 &#8211;</strong> davvero altri tempi. Fu amore a prima vista e fu una delle videocassette che conservai con più cura. Una di quelle videocassette letteralmente consumate, avendo come risultato una memoria di ferro di praticamente tutti i dialoghi e le canzoni. Merito del misto di azione, canzoni e battute davvero geniali. Cosa che mi ha sempre reso non dico inferiore ma almeno strana la <strong>versione originale</strong>, visto quanto la versione italiana è impressa nella mia memoria.</p>
<h2>Diamanti allo stato grezzo (e non)</h2>
<p>Con <em>Aladdin</em> siamo in pieno <strong>Rinascimento Disney</strong>, anzi siamo proprio nella fase apicale del periodo. L&#8217;idea stessa di un adattamento del racconto viene da una delle figure chiave del periodo, <strong>Howard Ashman</strong>, musicista e autore delle canzoni sia de <a href="https://nerdando.com/2022/11/03/nerdisney-28-la-sirenetta/"><em>La Sirenetta</em></a> (1989) che de <em><a href="https://nerdando.com/2022/12/01/nerdisney-30-la-bella-e-la-bestia/">La Bella e la Bestia </a></em>(1991). Il progetto incontrò <strong>molte difficoltà</strong> produttive e di scrittura. All&#8217;inizio fu bocciato dal presidente della Disney Michael Eisner e fu poi riesumato quando i registi<strong> John Musker e Ron Clements</strong>, freschi del successo de <em>La Sirenetta</em>, lo scelsero tra i vari progetti in sviluppo, preferendolo anche a <em>Il re leone</em>.</p>
<p>Tra le tante riscritture, accadde anche una tragedia: Ashman, <strong>malato di AIDS</strong>, muore nel 1991. Al compositore <strong>Alan Menken</strong>, fido collaboratore di Ashman, viene affiancato <strong>Tim Rice</strong>. I due scriveranno insieme <em>A whole new world</em> (da noi <em>Il mondo è mio</em>), che vincerà l&#8217;Oscar come miglior canzone.  Ashman, Rice e Menken saranno tutti e tre accreditati alla colonna sonora. Nonostante i problemi, all&#8217;uscita il film è un <strong>assoluto successo</strong>, il più grande incasso dell&#8217;anno e il maggior incasso di un film animato di sempre &#8211; primato che però durerà pochissimo.</p>
<p>I motivi sono tanti. Partiamo da quello più evidente: il film è animato in maniera incredibile. Siamo in un momento in cui gli studios Disney hanno finito il rodaggio e la <strong>nuova generazione di animatori</strong> è nel suo picco qualitativo. Le aggiunte digitali e l&#8217;uso del <strong>software CAPS</strong> per i colori danno all&#8217;animazione ancora più forza. Alcune sequenze sono davvero bellissime, tra le migliori mai create. Sopratutto tutte le parti relative al Genio mostrano tutta la genialità e la bravura degli animatori.</p>
<p>E qui passiamo al secondo motivo: i personaggi. <strong>Il Genio</strong> passa come un bulldozer su tutto il film, nonostante arrivi abbastanza tardi rimane il personaggio più indelebile del film. Merito di <strong>Robin Williams</strong> che lo doppia nella versione originale &#8211; da noi <strong>Gigi Proietti</strong> fece un lavoro immenso ma è molto diverso dall&#8217;originale &#8211; ma anche di una grande storia, nella quale il Genio è anche un personaggio tragico. Come tragici sono per certi versi Aladdin e Jasmine. Tutti i protagonisti di questo film, anche il cattivo Jafar, sono &#8220;vittime&#8221; che non possono essere quello che vogliono e tutti cercano di nascondere la <strong>propria vera natura</strong> per farsi accettare dagli altri. Ma alla fine l&#8217;importante è essere onesti con se stessi e gli altri. Una bella lezione inserita in un film dal ritmo indiavolato ma con la necessaria dose di romanticismo.</p>
<h2>Curiosità</h2>
<p>Robin Williams <strong>improvvisò</strong> i dialoghi del film, prassi molto rara nei film d&#8217;animazione. Gli animatori diedero a Williams delle tracce di dialogo e lui andò a ruota libera, imitando più di <strong>52 personaggi</strong> nel corso delle sessioni. Il capo animatore del Genio, <strong>Eric Goldberg</strong>, a sessioni finite selezionò i passaggi migliori e costruì le scene attorno alle varie battute. Per dissidi vari con Disney, Williams non doppiò il personaggio nel sequel <em>Il ritorno di Jafar</em> e venne sostituito da <strong>Dan Castellaneta</strong>, meglio noto come la voce originale di Homer Simpson.</p>
<p>Lo stile dei personaggi e degli ambienti fu ispirato da quello del cartoonist <strong>Al Hirschfeld</strong>, che poi fu alla base dello stile usato nel segmento Rapsodia in Blue di <em>Fantasia 2000</em>. Un&#8217;altra grande ispirazione per il film fu la pellicola del 1940 <em>Il ladro di Baghdad</em>. Aladdin all&#8217;inizio era più piccolo e più simile a Michael J. Fox, mentre la versione finale è ispirata principalmente a Tom Cruise.</p>
<h2>Colonna Sonora</h2>
<p>Come già accennato, la colonna sonora fu scritta da Ashman, Menken e Rice ed è una delle più <strong>giustamente famose</strong> della storia Disney. Il primo scrisse il testo di <em>Arabian Nights</em>, <em>A friend like me</em> e <em>Prince Ali</em>, mentre sono di Rice <em>One Jump Ahead</em> e <em>A whole new world</em>. Ashman scrisse anche <em>Proud of your boy</em>, considerata una delle sue migliori canzoni, ma la canzone fu scartata perché si riferiva ad una stesura diversa del film in cui compariva anche la madre di Aladdin.</p>
<p><em>A whole new world</em>, nella versione cantata da <strong>Peabo Bryson e Regina Belle</strong> vinse un Grammy come miglior canzone dell&#8217;anno, unica canzone Disney a riuscirci. Nel versione in DVD del 2004 in Italia pensarono bene di farla cantare a Gigi d&#8217;Alessio e Anna Tatangelo.</p>
<h2>Live Action e Seguiti</h2>
<p>Visto l&#8217;enorme successo, <em>Aladdin</em> diede il via ad una delle mode più nefarie del periodo: i <em>cheapquel</em>, ovvero i seguiti a basso costo dei Classici Disney. Nel 1994 uscì <strong>direttamente in home video</strong> <em>Il ritorno di Jafar</em>, prodotto nelle filiali estere. Due anni dopo fu la volta de <em>Aladdin e il re dei ladri</em>. In mezzo, venne prodotta una serie animata con nuove avventure di tutti personaggi. Non rivedo nessuna di queste produzioni da quando ero bambino e credo che mi terrò il ricordo immacolato.</p>
<p>In aggiunta, nel 2019 è uscito il remake <a href="https://nerdando.com/2019/05/22/anteprima-aladdin-un-sogno-da-mille-e-una-notte/">live action</a>, diretto da Guy Ritchie, con <strong>Mena Massoud</strong> nei panni di Aladdin, <strong>Naomi Scott</strong> in quelli di Jasmine e <strong>Will Smith</strong> in quelli del Genio. Come tutti i film di questa recente ondata di remake è una copia carbone dell&#8217;originale con meno verve, smussato di qualunque possibile controversia e con aggiunte trascurabili. Meglio riguardarsi l&#8217;originale.</p>
<h2>Com&#8217;è invecchiato</h2>
<p>Mi fa strano parlare d&#8217;invecchiamento per un film uscito quando ero bambino &#8211; ahimè, signora mia sto invecchiando anch&#8217;io &#8211; ma 30 anni iniziano ad essere abbastanza e qualche considerazione si può fare. Da un punto di vista tecnico e di ritmo il film <strong>non è invecchiato</strong> di una virgola, tranne forse qualche sequenza nella caverna delle meraviglie dove si nota l&#8217;intervento in CGI. Come film è assolutamente fruibile da chiunque anche oggi e dà ancora le piste a tanti film appena usciti.</p>
<p>Sono invecchiate e temo lo diventeranno sempre di più, alcune <strong>citazioni</strong> del Genio. Passi Arnold Schwarzenegger/Terminator, ma non sono sicuro che in tanti riconosceranno le parodie di Groucho Marx, Jack Nicholson, Rodney Dangerfield, Arsenio Hall e via dicendo. Non è un grosso problema, ma penso renda alcune battute meno divertenti.</p>
<p>Ad essere invecchiata è la <strong>rappresentazione dell&#8217;Oriente</strong> o almeno come noi giudichiamo quella rappresentazione. Anche al momento dell&#8217;uscita Aladdin fu oggetto di parecchie polemiche da parte di associazioni arabe, accusando il film di stereotipare il <strong>mondo arabo</strong>. Le polemiche portarono Disney a <strong>modificare</strong> un verso di <em>Arabian Nights</em> già nel 1993. Nel tempo si è parlato spesso di come alcuni personaggi negativi hanno connotati stereotipati mentre i personaggi buoni hanno tratti somatici più simili a quelli di bianchi anglosassoni.</p>
<p><em>Aladdin</em> può essere accusato genericamente di <strong>orientalismo</strong> con tutto quello che ne consegue. Non ho la pretesa di volervi spiegare una gigantesca teoria antropologica in due righe, ma c&#8217;entra come noi Occidentali ci rapportiamo all&#8217;Oriente alla mistica che diamo a quel mondo. È un discorso<strong> lungo e complesso</strong>, che in effetti si può applicare ad Aladdin. Quanto questo discorso influenzi la fruizione del film è un altro paio di maniche. Rivedendo il film su <strong>Disney+</strong> non ho avuto impressioni particolarmente negative, è più una riflessione esterna al film che non interna ad esso. Almeno questo è stata la mia esperienza.</p>
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		<title>BookClack #1 &#8211; Batman: Il Lungo Halloween</title>
		<link>https://nerdando.com/2022/11/14/bookclack-1-batman-il-lungo-halloween/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 13:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Book Clack]]></category>
		<category><![CDATA[Catwoman]]></category>
		<category><![CDATA[DC Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Gregory Wright]]></category>
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		<category><![CDATA[Jeff Loeb]]></category>
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		<category><![CDATA[Tim Sale]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/10/photo_5985564753143119066_y-1024x577.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/10/photo_5985564753143119066_y-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Il lungo Halloween" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/10/photo_5985564753143119066_y-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/10/photo_5985564753143119066_y-1024x577.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/10/photo_5985564753143119066_y-768x433.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/10/photo_5985564753143119066_y.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Il Book Clack Se ci seguite, sapete che a ottobre abbiamo inaugurato il Book Clack: il nostro gruppo di lettura su Discord, legge e commenta insieme un classico diverso del panorama graphic novel ogni mese e, a ottobre, abbiamo aperto le danze con Batman: Il lungo Halloween. Per alcuni, come me, è stata una prima [&#8230;]</p>
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<h2>Il Book Clack</h2>
<p>Se ci seguite, sapete che a ottobre abbiamo inaugurato il <a href="https://nerdando.com/2022/10/07/book-clack-ecco-il-club-del-libro-di-nerdando/"><strong>Book Clack</strong></a>: il nostro gruppo di lettura su <a href="https://nerdando.com/discord">Discord</a>, legge e commenta insieme un classico diverso del panorama graphic novel ogni mese e, a ottobre, abbiamo aperto le danze con <strong><em>Batman: Il lungo Halloween.</em></strong><br />
Per alcuni, come me, è stata una prima lettura, per altri, come Giakimo, è stata una riscoperta: ora che abbiamo concluso, abbiamo pensato di tirare le somme in un articolo a quattro mani.</p>
<h2>Un po&#8217; di storia</h2>
<p><strong><em>Batman: Il Lungo Halloween</em></strong> appartiene a quel periodo della storia di Batman post-1986 e soprattutto post primo film di <em>Batman,</em> in cui si raccontò nuovamente l&#8217;inizio dell&#8217;Uomo Pipistrello, a partire dal seminale <strong><em>Batman: Anno Uno</em></strong> di <strong>Frank Miller</strong> e <strong>David Mazzucchelli</strong>. La nuova versione era cupa, ispirata ai film noir e alle storie più hard-boiled della letteratura. Un mondo di ombre, mafiosi in completo gessato e femme fatale.</p>
<p><strong>Jeph Loeb</strong> e <strong>Tim Sale</strong>, artista enorme e sfortunatamente morto qualche mese fa, avevano realizzato <strong>tre speciali a tema Halloween</strong> per la serie antologica <strong><em>Batman: Legends of the Dark Knight</em></strong> e nel 1995 l&#8217;allora editor Archie Goodwin li propose di realizzare un altro progetto su Batman. Loeb decise di partire da <em>Anno Uno</em> e da quella continuity, focalizzandosi su Harvey Dent prima che diventasse Due Facce e inserendoci tutto il suo amore per i film noir anni &#8217;40.</p>
<p>Il risultato è stato <strong>una maxiserie fondamentale per la storia del personaggio</strong>, regolarmente inserita tra le storie migliori di sempre non solo di Batman, ma dei supereroi in generale. Lo stesso team creativo realizzò un seguito diretto <strong><em>Batman: Vittoria Oscura</em></strong> e uno spin-off <strong><em>Catwoman: Vacanze Romane</em></strong>. Altra cosa non da poco, <em>Il Lungo Halloween</em> è alla base de <strong><em>Il Cavaliere Oscuro</em></strong> di Christopher Nolan e anche il recente <a href="https://nerdando.com/2022/03/02/anteprima-the-batman-bentornati-nelloscurita-di-gotham/"><strong><em>The Batman</em></strong></a> di Matt Reeves prende parecchi spunti da questa saga.</p>
<h2>Il parere dell&#8217;esperto &#8211; A cura di Giakimo</h2>
<p>La prima volta che ho letto <em>Il Lungo Halloween</em> fu proprio prima dell&#8217;uscita del secondo film di Nolan, quando fu ristampata in Italia. Loeb e Sale li conoscevo già per i loro lavori in Marvel, ma a detta di tutti <em>Il Lungo Halloween</em> era pure meglio. Ed era vero. La storia si sviluppa in tutti i capitoli seguendo una struttura identica. <strong>Noi ora la leggiamo in volume, ma i vari capitoli uscivano mensilmente</strong> e Loeb usa benissimo la struttura delle 25 pagine tipica dei fumetti americani. In questo modo <strong>ogni capitolo è una piccola storia a sé</strong> che fa parte dell&#8217;affresco generale.</p>
<p>In questa struttura si muovono i tanti personaggi della storia. <strong>Non c&#8217;è un vero protagonista</strong>, forse Harvey Dent rappresenta la figura centrale e la sua caduta è la parte più drammatica e sentita della storia. Ma anche Romano Falcone è centrale quanto Dent. La sua figura rappresenta quella più esplicitamente ispirata al Padrino e alle sue dinamiche con le lotte tra famiglie, l&#8217;onore e il potere. Detto questo, grazie alla struttura in capitoli si passa tra vari protagonisti e viene sviscerato bene anche Batman, soprattutto nel suo rapporto con il padre.</p>
<p><strong>Ai disegni Sale è strepitoso</strong>. Personalmente l&#8217;ho sempre amato come disegnatore. Ha uno stile personalissimo, spesso caricato ma efficace quando vira sul grottesco.<strong> Il suo Joker</strong> magrissimo, dalle gambe lunghe e dal sorriso gigante con decine di denti <strong>è splendido</strong>, il suo Batman è minaccioso il giusto e la sua Catwoman è sensuale e potente. La storia gli dà modo di disegnare tanti personaggi e villain della splendida rogue gallery di Batman. Anche la sua Gotham City è quanto di più simile alla visione di <a href="https://nerdando.com/2022/10/26/tim-burton-il-genio-gotico-di-hollywood/">Tim Burton</a> e dello scenografo Anton Furst.</p>
<p><strong>Le sequenze dei delitti</strong>, sempre in bianco e nero e sempre senza dialoghi, <strong>sono dei mini-film perfetti</strong>. Splash page e immagini a tutta pagina compaiono con regolarità ma tutta la regia delle tavole è sempre perfetta e cinematografica. Aiutano anche i colori di <strong>Gregory Wright</strong> a trasmette una sensazione di atemporalità. Le immagini sembrano uscire dagli anni &#8217;40 ma allo stesso tempo sono moderne e immediate anche per il lettore moderno.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/10/photo_5985564753143119067_y.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-48301" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/10/photo_5985564753143119067_y.jpg" alt="Il lungo halloween" width="1280" height="851" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/10/photo_5985564753143119067_y.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/10/photo_5985564753143119067_y-300x199.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/10/photo_5985564753143119067_y-1024x681.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/10/photo_5985564753143119067_y-768x511.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/10/photo_5985564753143119067_y-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<h2>Le emozioni della prima lettura &#8211; A cura di Clack</h2>
<p>Sono da sempre una patita di Halloween e, dovendo scegliere una graphic novel mai letta da recuperare per il mese di ottobre, ho voluto tuffarmi nella lettura di <strong><em>Batman: Il lungo Halloween</em></strong>, di cui avevo sempre sentito parlare molto molto bene ma che non avevo ancora mai avuto l&#8217;occasione di leggere.</p>
<p>Di base non sono un&#8217;appassionata lettrice di avventure supereroistiche e ammetto che avevo un po&#8217; timore all&#8217;idea di entrare in un universo così vasto e approfondito, pieno di personaggi, vicende e retroscena. <em>Batman: Il lungo Halloween</em>, invece, non è affatto dispersivo. Chiaramente conoscere il contesto e i personaggi regala qualcosa in più alla lettura ma è un graphic novel perfetto anche per chi non conosca troppo del mondo DC Comics e voglia perdersi in <strong>una storia oscura, ricca di suspense e di mistero</strong>.</p>
<p>Quello che ho apprezzato soprattutto in<em> Il lungo Halloween</em> è <strong>la componente cinematografica e noir che trasuda dalle pagine</strong>: merito della narrazione, senza dubbio, ma anche delle tavole che la accompagnano. Un misterioso serial killer, che colpisce solamente durante le festività e sembra scegliere le sue vittime nella mafia di Carmine Falcone, è il nuovo pericolo di Gotham City. Seguiamo Batman nella sua indagine, parallelamente alla crociata del procuratore distrettuale <strong>Harvey Dent</strong> contro il crimine organizzato, e sembra di guardare un film anni Quaranta per ritmo, ambientazioni e caratterizzazione.</p>
<p><strong>L&#8217;alternanza di colore e bianco e nero</strong>, usato sempre per le scene del killer soprannominato Holiday per il suo <em>modus operandi</em>, mi ha catturato e tavole come quella che trovate poco sopra mi hanno lasciata a bocca aperta. <strong>E poi: il finale!</strong> Non posso raccontarvelo, naturalmente, ma sappiate solo che il finale mi è davvero piaciuto, lasciandomi con molto da metabolizzare, analizzare e approfondire.</p>
<p>Insomma, se non l&#8217;avete mai letto, <strong><em>Batman: Il lungo Halloween</em></strong> è davvero un gioiellino che non potete lasciarvi sfuggire!</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2022/11/14/bookclack-1-batman-il-lungo-halloween/">BookClack #1 &#8211; Batman: Il Lungo Halloween</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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