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BookClack #1 – Batman: Il Lungo Halloween

Il lungo Halloween

Il Book Clack

Se ci seguite, sapete che a ottobre abbiamo inaugurato il Book Clack: il nostro gruppo di lettura su Discord, legge e commenta insieme un classico diverso del panorama graphic novel ogni mese e, a ottobre, abbiamo aperto le danze con Batman: Il lungo Halloween.
Per alcuni, come me, è stata una prima lettura, per altri, come Giakimo, è stata una riscoperta: ora che abbiamo concluso, abbiamo pensato di tirare le somme in un articolo a quattro mani.

Un po’ di storia

Batman: Il Lungo Halloween appartiene a quel periodo della storia di Batman post-1986 e soprattutto post primo film di Batman, in cui si raccontò nuovamente l’inizio dell’Uomo Pipistrello, a partire dal seminale Batman: Anno Uno di Frank Miller e David Mazzucchelli. La nuova versione era cupa, ispirata ai film noir e alle storie più hard-boiled della letteratura. Un mondo di ombre, mafiosi in completo gessato e femme fatale.

Jeph Loeb e Tim Sale, artista enorme e sfortunatamente morto qualche mese fa, avevano realizzato tre speciali a tema Halloween per la serie antologica Batman: Legends of the Dark Knight e nel 1995 l’allora editor Archie Goodwin li propose di realizzare un altro progetto su Batman. Loeb decise di partire da Anno Uno e da quella continuity, focalizzandosi su Harvey Dent prima che diventasse Due Facce e inserendoci tutto il suo amore per i film noir anni ’40.

Il risultato è stato una maxiserie fondamentale per la storia del personaggio, regolarmente inserita tra le storie migliori di sempre non solo di Batman, ma dei supereroi in generale. Lo stesso team creativo realizzò un seguito diretto Batman: Vittoria Oscura e uno spin-off Catwoman: Vacanze Romane. Altra cosa non da poco, Il Lungo Halloween è alla base de Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e anche il recente The Batman di Matt Reeves prende parecchi spunti da questa saga.

Il parere dell’esperto – A cura di Giakimo

La prima volta che ho letto Il Lungo Halloween fu proprio prima dell’uscita del secondo film di Nolan, quando fu ristampata in Italia. Loeb e Sale li conoscevo già per i loro lavori in Marvel, ma a detta di tutti Il Lungo Halloween era pure meglio. Ed era vero. La storia si sviluppa in tutti i capitoli seguendo una struttura identica. Noi ora la leggiamo in volume, ma i vari capitoli uscivano mensilmente e Loeb usa benissimo la struttura delle 25 pagine tipica dei fumetti americani. In questo modo ogni capitolo è una piccola storia a sé che fa parte dell’affresco generale.

In questa struttura si muovono i tanti personaggi della storia. Non c’è un vero protagonista, forse Harvey Dent rappresenta la figura centrale e la sua caduta è la parte più drammatica e sentita della storia. Ma anche Romano Falcone è centrale quanto Dent. La sua figura rappresenta quella più esplicitamente ispirata al Padrino e alle sue dinamiche con le lotte tra famiglie, l’onore e il potere. Detto questo, grazie alla struttura in capitoli si passa tra vari protagonisti e viene sviscerato bene anche Batman, soprattutto nel suo rapporto con il padre.

Ai disegni Sale è strepitoso. Personalmente l’ho sempre amato come disegnatore. Ha uno stile personalissimo, spesso caricato ma efficace quando vira sul grottesco. Il suo Joker magrissimo, dalle gambe lunghe e dal sorriso gigante con decine di denti è splendido, il suo Batman è minaccioso il giusto e la sua Catwoman è sensuale e potente. La storia gli dà modo di disegnare tanti personaggi e villain della splendida rogue gallery di Batman. Anche la sua Gotham City è quanto di più simile alla visione di Tim Burton e dello scenografo Anton Furst.

Le sequenze dei delitti, sempre in bianco e nero e sempre senza dialoghi, sono dei mini-film perfetti. Splash page e immagini a tutta pagina compaiono con regolarità ma tutta la regia delle tavole è sempre perfetta e cinematografica. Aiutano anche i colori di Gregory Wright a trasmette una sensazione di atemporalità. Le immagini sembrano uscire dagli anni ’40 ma allo stesso tempo sono moderne e immediate anche per il lettore moderno.

Il lungo halloween

Le emozioni della prima lettura – A cura di Clack

Sono da sempre una patita di Halloween e, dovendo scegliere una graphic novel mai letta da recuperare per il mese di ottobre, ho voluto tuffarmi nella lettura di Batman: Il lungo Halloween, di cui avevo sempre sentito parlare molto molto bene ma che non avevo ancora mai avuto l’occasione di leggere.

Di base non sono un’appassionata lettrice di avventure supereroistiche e ammetto che avevo un po’ timore all’idea di entrare in un universo così vasto e approfondito, pieno di personaggi, vicende e retroscena. Batman: Il lungo Halloween, invece, non è affatto dispersivo. Chiaramente conoscere il contesto e i personaggi regala qualcosa in più alla lettura ma è un graphic novel perfetto anche per chi non conosca troppo del mondo DC Comics e voglia perdersi in una storia oscura, ricca di suspense e di mistero.

Quello che ho apprezzato soprattutto in Il lungo Halloween è la componente cinematografica e noir che trasuda dalle pagine: merito della narrazione, senza dubbio, ma anche delle tavole che la accompagnano. Un misterioso serial killer, che colpisce solamente durante le festività e sembra scegliere le sue vittime nella mafia di Carmine Falcone, è il nuovo pericolo di Gotham City. Seguiamo Batman nella sua indagine, parallelamente alla crociata del procuratore distrettuale Harvey Dent contro il crimine organizzato, e sembra di guardare un film anni Quaranta per ritmo, ambientazioni e caratterizzazione.

L’alternanza di colore e bianco e nero, usato sempre per le scene del killer soprannominato Holiday per il suo modus operandi, mi ha catturato e tavole come quella che trovate poco sopra mi hanno lasciata a bocca aperta. E poi: il finale! Non posso raccontarvelo, naturalmente, ma sappiate solo che il finale mi è davvero piaciuto, lasciandomi con molto da metabolizzare, analizzare e approfondire.

Insomma, se non l’avete mai letto, Batman: Il lungo Halloween è davvero un gioiellino che non potete lasciarvi sfuggire!

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