Il caldo non mi dà proprio tregua quest’anno… meno male che è arrivato il momento del freschissimo #NerdandoConsiglia di Giugno 2026!
Aphelion
Zeno2k: L’ultima fatica di Dontnod, che per altro sta attraversando pessime acque finanziarie, purtroppo non è all’altezza delle aspettative. Intendiamoci: missione di scoperta su pianeta apparentemente inospitale (già sentita) a causa di terra morente (già sentita), cose che vanno a catafascio e astronauti che cercano di scoprire cosa succede (già sentito), alieni inattesi e terraformazione ancor più inattesa (già sentito).
Insomma: non che mi aspettassi l’originalità assoluta ma ci sono comunque cose che funzionano e mi hanno fatto piacere: intanto non è la NASA la protagonista, ma l’ESA (finalmente). Ci sono due protagonisti separati a causa di un disastro e li guidiamo separatamente con meccaniche di gioco differenti. Ottimo il recitato. Ottimi gli scenari. Ottime le cutscene. Gradevole anche il meccanismo esplorativo delle onde elettromagnetiche.
Tuttavia ci sono alcune cose che proprio non vanno, purtroppo: al di là della trama non originale, i controlli sono poco precisi e molto approssimativi: talvolta i personaggi restano “incastrati” a metà animazione perché ci imbattiamo in un muro invisibile, altre semplicemente non prendono il comando o saltano dove vogliono loro o bisogna litigare per dare la direzione giusta.
Troppi collezionabili e nessuna possibilità di tenerne traccia, costringendoci a rigiocare magari interi capitoli per un singolo POI smarrito.
Ma non è nemmeno questo l’aspetto peggiore: parkour nello spazio con tute spaziali. Davvero?
Non è tutto da buttare, anzi, per cui, se hai game pass, giocalo. Dagli una chance.
Io a Dontnod vorrò sempre bene e un occhio lo chiudo volentieri (anche perché mi ha fatto nuovamente innamorare con Lost Records: Bloom & Rage), ma davvero non ti è piaciuto Banishers? Che problemi ha la gente?
Project Hail Mary
Zeno2k: Non il film, ma il libro. Approfittando di una trasferta di lavoro mi sono precipitato in questo splendido romanzo di fantascienza che fa della ricerca scientifica il suo punto di forza.
Ho apprezzato l’umanità del protagonista, che si muove quasi come un bambino all’interno di un’enorme stanza piena di giochi meravigliosi: l’entusiasmo traspare da ogni singola pagina e al di là del fascino che il pretesto narrativo usa per portare avanti la trama, resta una lettura incredibilmente piacevole, con i giusti cambi di ritmo e con una narrazione non lineare che tiene sempre sulla corda.
Serve sospensione dell’incredulità? Sì, molta: non è quello che facciamo sempre noi nerd?
The White Castle
Cavaliere: Ero molto curioso di provare questo gioco da tavolo visto che è degli stessi autori di The Red Cathedral, che apprezzo. Ci ho messo le mani sopra ed effettivamente mi è piaciuto!
The White Castle è un gestionale stretto in cui puoi fare solo nove azioni in tutta la partita, da questo punto di vista molto vecchio stampo. L’ambientazione giapponese si sente poco, come da prassi negli eurogame.
Complimenti a Devir per aver pubblicato un titolo di valore ed essere riuscita a bilanciare materiali belli e al tempo stesso funzionali con un prezzo di 30 euro che ti garantisco essere un affare nel mercato attuale! Se vuoi approfondire qui c’è il link della recensione di Zeno2k!
The Amazing Digital Circus
Cavaliere: Ho visto al cinema l’ultima puntata di questa serie che sarebbe stata disponibile gratuitamente su YouTube da lì a quindici giorni e infatti lo è dal 20 giugno! Nonostante ciò, ha registrato un ottimo incasso! Scopri il motivo di questa “fretta” leggendo la mia recensione senza spoiler di The Amazing Digital Circus e il mio pezzo analisi!
Slay The Spire
Cavaliere: Ormai nei videogiochi cerco esperienze relativamente brevi, eppure, con gran coerenza, sono stato incollato al computer per decine di ore a Slay the Spire! Si tratta dell’apripista dei deckbuilder indie su Steam. Il primo Slay the Spire è un gioco di carte roguelite in cui scegli uno tra i quattro personaggi, molto diversi tra loro, e di stanza in stanza affronti nemici ed eventi per arrivare al finale. Le quattro classi sono asimmetriche e il fatto che si possano scegliere diverse strade e filosofie per plasmare il mazzo di carte, in gran parte uniche per ogni personaggio, rende ogni partita un’esperienza a sé! Una droga, per due mesi è stato l’unico videogioco e argomento di discussione! Provalo, visto che è dappertutto e costa pure poco!
Pluribus
Kiarakala: Dopo il grande successo di Breaking Bad , Vince Gilligan è tornato a far parlare di sé con Pluribus. Una serie TV che mi ha colpito tantissimo sia per la sua sceneggiatura che per la sua estetica.
Si ritorna ad Albuquerque, ma stavolta vediamo i passaggi graduali di quella che è un’invasione o meglio un’infezione aliena che però, contrariamente a quello a cui ci ha abituato la tradizione sci-fi, non porta alla distruzione della società ma a una sua rinascita. Gli infetti vivono in armonia condividendo una memoria collettiva e una mente alveare e rifiutano ogni forma di violenza. Solo pochi individui sono risultati immuni all’infezione e tra questi la nostra protagonista: Carol. Carol si oppone a questa eccessiva bontà e felicità, per lei non è naturale e non vuole essere contagiata. E proprio questa sua tenacia ci fa ricordare la bellezza dell’essere umani, fatti di emozioni positive e negative, liberi di prendere decisioni anche sbagliate.
La serie è disponibile su Apple TV e la straconsiglio perché è una di quelle che tiene attanagliati allo schermo e fa riflettere molto sui vari aspetti dell’umanità.
Il Re dei Cocomeri – Daniel Wallace
Hardcase: Considero da sempre Daniel Wallace l’alter ego letterario di Tim Burton, e non solo perché uno dei suoi libri ha ispirato il bellissimo Big Fish, uscito oramai diversi anni fa al cinema, ma anche perché tra loro sembra esserci un legame molto forte, una propensione a narrare fiabe dark spesso ambientate in mondi un po’ onirici e sicuramente parecchio bizzarri.
Così, se col citato Big Fish, Wallace aveva finito con lo scrivere un’elegia alla fandonia, intesa come la più nobile espressione della fantasia, con questo Il Re dei Cocomeri ci conduce per le vie di una singolare cittadina dell’Alabama, dove superstizione, folclore e magia si intrecciano in un groviglio inestricabile che finirà con l’imprigionare lo stesso Thomas, il protagonista della storia, alla ricerca del suo passato e, in ultimo, di se stesso.
Piccola nota dolente: i libri di Daniel Wallace, ad eccezione di Big Fish, sono molto difficili da reperire in italiano, ma, con un po’ di pazienza, su siti come Libraccio sono sicuro che riuscirai a trovarlo. Ti garantisco che ne varrà la pena.
Demeo x Dungeons & Dragons: Battlemarked
Hardcase: Già recensito dal bravissimo Jedi.lord qualche tempo addietro, ho deciso di inserire questo DxD&D:B (sì, lo so, sembra la password di un sito porno) tra i miei consigli a distanza di quasi un anno dalla sua pubblicazione, perché solo recentemente gli sviluppatori hanno inserito una feature lungamente richiesta dai giocatori, ovverosia la possibilità di disattivare lo spawn infinito dei nemici sulle mappe di gioco.
E io, che in prima battuta avevo finito – figurativamente parlando – per tirarlo al muro dalla frustrazione, ora posso finalmente godermelo per quello che è: forse la più riuscita scanzonata incarnazione delle vecchie partite D&D che, eoni fa, giocavo con i miei amici nerd.
Young Sheldon
Hardcase: Piccola importante premessa (che mi potrebbe costare l’espulsione immediata dalla community): non ho mai visto The Big Bang Theory. Forse un giorno la vedrò o forse no, fatto sta che qualche anno fa sono inciampato in questo Young Sheldon, scoprendo, solo in seguito, che si trattava di uno spin-off.
In poco tempo mi sono appassionato così tanto ai vari personaggi, tutti splendidamente caratterizzati e interpretati, che sono diventati per me come una seconda famiglia, cosa questa che non mi succedeva dai tempi di How I met your mother. Geniale, spiritoso e commovente al tempo stesso, Young Sheldon ha anche avuto l’accortezza di capire il momento giusto per calare il sipario. Circostanza davvero insolita per il panorama attuale, caratterizzato dalla tendenza a spremere le serie sino all’ultima goccia di linfa vitale.
Diciamo che, se vuoi passare una mezz’ora sorridendo con intelligenza, e sentendoti persino fiero della tua “nerditudine”TM, bè, allora questa è la serie che fa per te!
Due Spicci

Tencar: le otto puntate della nuova serie animata di Zerocalcare sono volate via in un attimo, facendomi emozionare come sempre: la scrittura dell’autore romano è un qualcosa di portentoso. Trovi il tutto su Netflix.
Sinister

Tencar: lo avevo visto nel 2014 e, grazie a una settimana gratuita di abbonamento sulla piattaforma Midnight Factory tramite Prime Video, ne ho approfittato per riguardarlo.
Sinister ha tutto ciò che deve avere un film horror per essere intrattenente e piacevole, incluso un finale spiazzante. Poi ho voluto strafare dedicando tempo al seguito e mi sono pentito: si trova parecchi gradini sotto al primo capitolo.
A colpi di cannonau
Clack: estate (e non solo) per me è sinonimo di pirati! Grazie a un amico che condivide con me questa passione (e che i mari li solca davvero, peraltro), ho potuto immergermi nella lettura di A colpi di cannonau: una storia di pirati avvincente, ambientata nelle acque della Sardegna. Dentro, con una scrittura coinvolgente, ci trovi piratesse, streghe, dobloni maledetti, battaglie navali, inquisizione e una spruzzata di femminismo ante litteram. Il libro è scritto da Titania Blesh e pubblicato da Acheron Books: se ami i pirati, non puoi lasciartelo scappare!
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