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Mixtape – L’adolescenza negli anni ’90

Dopo tanti vampiri (mancanti) e corse sull’asfalto nipponico, un po’ di tranquillità mi serviva: grazie a Game Pass, mi sono immerso nell’avventura narrativa Mixtape, sviluppata da Beethoven & Dinosaur e distribuita da Annapurna Interactive, che sì, non ne sbaglia una.

Recensione

Come scritto, siamo davanti ad un‘avventura narrativa ambientata in una cittadina di provincia americana, in California, a metà degli anni ’90. I protagonisti sono tre ragazzi “difficili” secondo i canoni della mentalità borghese, che passano le loro giornate estive bighellonando in giro per la città, commettendo un disastro dietro l’altro (e qualche reato) e rischiando l’osso del collo sul loro skate.

A tirare le fila è Stacy Rockford, che scandisce la propria esistenza, i propri amori (non necessariamente romantici) e le proprie memorie al ritmo incessante della propria colonna sonora. Ne ha una per ogni occasione, esperienza, fallimento o successo. Il Mixtape del titolo sta tutto qui: in un’alchimia unica e irripetibile di pezzi che vanno dagli anni ’60 in poi, con cui Stacy sceglie il giusto accompagnamento per la giusta situazione.

Gli altri due componenti sono Van Slater e Cassandra Morino, entrambi con storie altrettanto complesse, stratificate e tutte da scoprire.

Gameplay

A conti fatti, siamo davanti a una avventura leggera, con moltissime interazioni durante le fasi esplorative, tanti dialoghi e alcune sequenze action in cui combinare un bel numero di disastri. Dal punto di vista del gameplay nudo e crudo non c’è molto altro, e a mio avviso qualsiasi cosa in più sarebbe stata di troppo: il focus del titolo è nel raccontare un’esperienza, una pagina di vita che dura un attimo nell’economia complessiva dell’esistenza ma che sembra formata da infiniti minuti e ore finché ci siamo immersi.

L’occasione è quella dell’ultimo giorno insieme del magico trio: dopo un anno di disastri è arrivato il momento di separarsi, e mentre si avvicina la festa finale, con la colonna sonora perfetta, i ricordi ricominciano piano piano ad affiorare e sarà un viaggio doloroso, lungo e difficile, in cui la rabbia e la frustrazione adolescenziale sono le uniche armi contro una società che non è pronta (non lo era negli anni ’90, non lo è oggi) ad accettare chi non si uniforma.

Comparto tecnico

Questo è l’aspetto che più ho amato del titolo: le animazioni richiamano i movimenti stereotipati dello stop motion nelle cutscene, mentre nelle fasi di gioco la fluidità è innegabile. Ho amato le sequenze in skate durante le quali possiamo anche concederci qualche trick, ma soprattutto ho adorato il taglio cinematografico, in cui Stacy spesso rompe la quarta parete e si rivolge direttamente a noi per annunciare il perché ha scelto un determinato pezzo o per condividere gli aspetti più intimi dei suoi sentimenti, con dettagli che non osa svelare nemmeno ai suoi grandi amici.

Mentre lo giocherai, poi, noterai sequenze oniriche e surreali, in genere relegate ai flashback. Stiamo parlando di racconti e ricordi e tutti sanno quanto questi, soprattutto se riferiti all’adolescenza, siano distorti da un punto di vista che abbiamo abbandonato da decenni. Però, ricordo bene che certe “iperboli”, sul momento, sembravano quasi reali.
Non voglio aggiungere altro per non rovinare la sorpresa, ma ci sono state almeno due o tre momenti in cui mi son trovato a mascella spalancata modello “what the f…“.

Conclusioni

Giusto sulla soglia del mezzo secolo, a conti fatti, ero adolescente proprio negli anni ’90 e nonostante il gap culturale tra la provincia americana e quella italiana, e determinati meccanismi sociali differenti, l’essere adolescente, in quegli anni, ha significato determinate cose: tra musica, col grunge in piena esplosione, tecnologie ora ridicole (sì, riavvolgiamo le cassette con la matita), e la costante, imprescindibile, paura di non essere visti, paura di scomparire nella massa indistinta, paura di non essere riconosciuti per quella che è la nostra peculiare natura, paura (in soldoni) di crescere e diventare esattamente come gli “adulti” che tanto odiamo quando abbiamo 16 anni.

Per me è stato emozionante. Spero lo sia anche per te, giocarlo. Ma sono certo che lo sarà (se sei già un adulto, come me).
E, naturalmente, ti lascio il link alla colonna sonora. Strepitosa.

Mixtape è disponibile su Xbox, PC tramite Steam ed Epic Store, PlayStation 5 e Nintendo Switch 2.

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Nerdando in breve

Mixtape è un tuffo nell’adolescenza degli anni ’90.

Trailer

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