
Recensione
Allora, siediti che ti racconto una storia interessante. Però ascoltami bene, perché è lunga e complessa.
La creatività non consiste nell’inventare cose nuove.
Con oltre 7000 anni di storia, diciamocelo apertamente, è davvero davvero davvero incredibile pensare che si possa dare vita a qualcosa che non esisteva prima, che non era mai stato almeno pensato o teorizzato.
E spesso le origini sono così vecchie da affondare nelle nebbie dei secoli, basta vedere quanto abbiano anticipato e previsto e ispirato il nostro presente Leonardo da Vinci, Gene Roddenberry e George Lucas.
Dopotutto se, in informatica, si usa dire “evitare di reinventare la ruota” un motivo ci sarà.
Pare abbiamo recentemente trovato geroglifici che invitano a comprare un divano entro domenica.
Bene, ho tergiversato abbastanza.
Come dicevo: creatività non è inventare qualcosa di nuovo, ma dare vita a emozioni, sensazioni e combinazioni nuove.
Ci sono riusciti quei geni di Poncle con quel maledetto capolavoro di Vampire Survivor, vuoi che non fossero capaci di riuscirci una seconda volta?
Quante volte hai amato un gioco e nel provare il seguito ti sei trovato davanti una minestra riscaldata? Lo stesso gameplay e magari la stessa storia semplicemente un po’ rimaneggiata? O, incapaci di replicare la forza del primo, deludere cocentemente? Se vuoi un elenco ci occorrerà ben più di qualche minuto.
Veniamo quindi a Vampire Crawlers.
Non è un seguito, il gameplay cambia completamente, introduce meccaniche nuove e soprattutto mescola generi diversi con una rara alchimia che vien da chiedersi come sia possibile che giri tutto così bene.

Gameplay
In una frase: Poncle ha dato vita a un dungeon crawler con meccaniche di deck-building. E per farlo ha preso tutto l’universo che ha creato col titolo precedente e lo ha rimesso in campo con la stessa insana follia di fondo.
Sì, hai capito bene.
In pratica cambia la prospettiva, avvicinandosi enormemente a uno dei miei grandi amori di gioventì, Eye of the beholder, per quanto rigurada l’esplorazione degli ambienti.
Gli attacchi ai molti mostri, invece, avvengono tramite l’uso di “carte” che vengono raccolte al passaggio di livello, grazie all’accumulo di esperienza.
Le carte sono facilmente identificabili dal colore: rosso per carte di attacco, blu per la difesa, giallo per i buff, viola per i mana e così via.
La cosa che fa svoltare l’esperienza di gioco sono le combo. Le carte si fondono tra loro e possono essere giocate in ordine per ottenere effetti devastanti. Il gioco però non ti spiega nulla, lo imparerai poco per volta, run dopo run, e quando vedrai un’esplosione di luci e colori su schermo, capirai quanta soddisfazione è in grado di regalarti.
A questi poi si aggiungono relique, gemmer per potenziamenti, tarocchi (stranamente simili alle carte napoletane), crawler da sbloccare e un’infinità di altre chicche (molte inneggianti alla cultura italiana) tutte da scoprire che rendono il titolo praticamente giocabile all’infinito già ora, e nonostante questo è previsto un piano di rilasci successivi che lo arricchiranno ancor di più.

Comparto tecnico
Non facciamo finta di nulla, nelle prime partite giocherai in modo terribilmente ignorante. E va bene così.
Ci vuole un attimo per capire la profondità e le possibilità offerte dalle combo e che sparare tutte le carte a casaccio non è una buona idea.
Gli amanti del titolo precedente riconosceranno non solo personaggi iconici, come il barbaro Gennaro Belpaese o la maga Arca Ladonna, ma anche i mostri e gli ambienti, con una nuova prospettiva, che risplendono nella sempre romantica pixel art.
Bello, colorato, facilmente leggibile e impossibile da confondere con altri lavori. Il tutto accompagnato da una colonna sonora che fa il dover suo. Che vuoi di più?
Un’ultima nota per gli amanti degli obiettivi e trofei. Vampire Crawlers base contiene già di suo 161 obiettivi da sbloccare, quasi tutti da 5 e 10 punti. Personalmente ne ho sbloccati 40 in meno di due ore e senza andare a caccia di combinazioni speciali.
Insomma: capita facilmente che a fine partita arrivi la gragnola di notifiche, giusto per continuare la sana e robusta tradizione del buttare tutto in caciara.
Lo adoro. Lo adorerai.
A proposito di caciara, il titolo completo del gioco è: Vampire Crawlers: The Turbo Wildcard from Vampire Survivors.

Conclusioni
Se ancora ti stai chiedendo se dovresti comprarlo o no, sappi che è disponibile su abbonamento Game Pass, che ha un costo incredibilmente irrisorio e che ha la dannata brutta abitudine di farti gridare: ancora uno, un ultimo round e poi basta. Ok, solo ancora questo. Com’è che sono le due del mattino?
Vampire Crawlers è disponibile su Xbox, Steam, PlayStation 5 e Nintendo Switch (in futuro anche mobile) al prezzo di 9,99 Euro (sì, avete letto bene).
Ringrazio Poncle per il codice review.
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Nerdando in breve
Vampire Crawlers è il dungeon crawler basato su meccaniche di deck building ambientato nel mondo di Vampire Survivors.

Trailer
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