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Final Fantasy V – Dal Peggiore al Migliore #3

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando legga qui. Qui trovate FF1 e FFIII.

Final Fantasy V, o FFV, è stato il mio primo* Final Fantasy: ricordo ancora quando andai a casa di un mio vicino per giocare a Magic e lo trovai che stava affrontando i leoni di pietra sul tetto del castello volante dove si trova il cristallo di terra alla fine del primo mondo.

Me ne innamorai immediatamente, ma poi sbagliai ed invece di prendere quello mi ritrovai tra le mani FFVI… ma questa è un’altra storia.

Questo è per dire che FFV occupa uno spazio speciale nel mio cuore e che metterlo così in basso mi fa stare male. Però c’è poco da fare e valutarlo in maniera più positiva solo per nostalgia mi farebbe sentire come coloro che schifano The Last Jedi solo perché “è diverso nguè nguè”.

Come detto, è sostanzialmente allo stesso livello di quello che ho messo prima (FFIII) e quello che verrà dopo (FFII), ovvero un bel gioco che vale la pena di affrontare, ma con vari, palesi difetti che analizzeremo.

Per precisione, la versione di cui parlerò è quella originale per Super Famicon (o SNES se preferite chiamarlo così).

*In verità avevo giocato per tipo 10 minuti a FFVIII in precedenza, ma non ci avevo capito sostanzialmente niente, non mi dilungo sul perché.

Trama [2/5]

Nello spiegare il perché FFV occupi una posizione così bassa, si potrebbe parlare quasi esclusivamente della trama.

Abbiamo di nuovo una variazione sul tema di “entità maligna che vuole distruggere i cristalli che mantengono l’equilibrio del mondo”. E di nuovo abbiamo una serie di “vai qui e salva il cristallo”, “ti serve questo oggetto per salvare X o convincere Y ad aiutarti”. Meh.

L’idea dei due mondi separati che poi si riuniscono è carina, ma nulla più.

Nel complesso, la storia di suo osa pochissimo ed è ancora una volta semplice, anche se comunque un minimo più articolata di FFI ed FFIII. Ha anche i suoi momenti memorabili, come il sacrificio di Galuf o la scoperta che Faris è una donna.

Infine, il finale in salsa agrodolce, come a rimarcare che per una volta non ci sia stato un lieto fine completo, è ben orchestrato.

Personaggi [3/5]

D’altro canto però, i personaggi di FFV sono un gran balzo in avanti rispetto a FFIII (oltre che ovviamente a FFI): i comprimari hanno il loro spazio e sono veramente parte della vicenda. Quanto ai protagonisti, Galuf è fantastico e nettamente sopra tutti gli altri, che però perlomeno hanno personalità ben delineate.

C’è persino spazio per un po’ di introspezione e crescita degli stessi, soprattutto Faris. Insomma, FFV è spanne sopra FFIII sotto questo aspetto.

Ciò non significa però che stiamo parlando di chissà quale cast, escluso Galuf. Inoltre, stiamo di nuovo nel cliché dei guerrieri della luce, figli di, prescelti e così via. Se non altro però, hanno motivazioni più o meno personali per combattere Exdeath.

Parlando del nostro amico albero malvagio: Exdeath è ancora il classico supercattivo che è cattivo e vuole distruggere il mondo… beh, perché è cattivo. Però ovviamente, nonostante le cento occasioni diverse per uccidere i guerrieri della luce, non lo fa mai perché…? Non saprei.

Se non altro, la sua presenza più o meno costante da un certo punto in poi del gioco, la malvagità del tutto gratuita (tipo quando distrugge la città natale di Butz o maltratta Gilgamesh), aiutano a creare un senso di antagonismo tanto nei giocatori quanto nei protagonisti.

FFV

Ambientazione [2/5]

Ancora una volta, come per FFI ed FFIII, FFV ha la classica ambientazione fantasy, con un’unica eccezione: introduce infatti le prime macchine ed il pericolo della combinazione di tecnologia e magia che sarà predominante in FFVI ed FFVII.

A parte questo, castelli, foreste maledette, bla bla bla…

Una nota a parte però va fatta per i mezzi di trasporto: FFV è quello che ne include di più (chocobo, drago volante, chocobo nero, nave, sottomarino, nave volante), e sono tutti utili praticamente dall’inizio alla fine del gioco.

Inoltre, FFV prova anche ad includere elementi del “gioco” come magie ed equipaggiamenti nell’ambientazione stessa, con le magie e le armi leggendarie. Il modo in cui lo fa è un pochino forzato, rispetto a come avviene in FFVI ed FFVII, ma mi sento comunque di premiarlo.

Ah, è anche l’unico gioco che ricordi in cui i personaggi provano ad usare oggetti e magie per curare un personaggio “nella storia”, ma senza successo.

Combattimenti e sistema di avanzamento [2/5]

Come per FFIII, anche in FFV tutto sta se vi piace o no il job system. Come detto nello scorso articolo, non sono un grande fan per vari motivi, ma a prescindere da questo, trovo che quello di FFV sia ampiamente sopravvalutato.

Spesso mi capita di leggere come sia l’apice di questo sistema e di come sia particolarmente ben fatto. Mi sento di dissentire: innanzitutto perché, quantomeno nella versione originale, è sbilanciato, così che alcune classi siano palesemente più forti delle altre.

Poi perché alcune classi di per sé inutili, vanno livellate lo stesso solo perché hanno un’abilità fortissima che va usata con un’altra classe (l’esempio classico è l’arciere, che va livellato solo per poter prendere Colpo-X che va usata poi con il paladino).

Questo significa che ci si ritrova costretti a spendere ore ed ore ad accumulare AP con personaggi settati in una maniera irritantemente inefficiente, solo per poter sbloccare abilità fondamentali. La cosa è resa ancora più frustrante dalla lentezza con cui gli AP vengono guadagnati per la maggior parte del gioco.

Tra l’altro, questo di fatto costringe a far livellare determinate classi sullo stesso personaggio, limitando quindi la varietà e la possibilità di personalizzazione.

Non voglio però essere troppo severo: il combattimento in FFV è per il resto ben fatto e rappresenta più spesso che no una sfida notevole. Inoltre, nella versione originale include quelli che sono a mio parere tutt’ora i boss opzionali più difficili di tutta la saga, Omega e Shinryu (tra l’altro, vogliamo parlare del fatto che Shinryu era un mostro nel baule? Quanto sadismo in questa scelta).

Musiche [3/5]

FFV ha Battle on the Big Bridge (ovvero la musica di Gilgamesh), uno dei migliori battle theme di tutti i Final Fantasy. Già questo vale un punto in più. Il tema principale e Dear Friends (quello del finale) anche sono splendidi.

Oltre a questo, la soundtrack nel complesso è valida, sebbene ancora abbastanza nei canoni dei capitoli usciti fino ad allora. Il problema fondamentale è semplicemente che tutti quelli dopo hanno musiche clamorosamente belle.

Connessioni

Exdeath in FFV, come Nube Oscura in FFIII e Zeromus in FFIV, è essenzialmente un antagonista che mira solo alla distruzione di tutto, un’entità malvagia più che un personaggio vero e proprio, essenza del nichilismo totale.

Nonostante ciò, ha più una personalità e non appare fuori dal nulla alla fine come gli altri due (per quanto per certi versi si possa dire lo stesso anche di Zeromus).

Per il resto, FFV ha molto in comune con FFIII e FFI, come detto nei rispettivi articoli.

Conclusioni [2/5]

FFV è probabilmente il meglio che si potesse fare dati i confini tecnici e, per certi versi, autoimposti da Squaresoft. Se si vuole fare un gioco sempre incentrato sui quattro cristalli, i guerrieri della luce ed un’ambientazione fantasy più o meno standard, lo spazio lasciato alla creatività è abbastanza poco e, date le premesse, FFV ne tira fuori il massimo.

Per quanto riguarda l’aspetto più pratico del gioco, molto dipende dal vostro giudizio sul job system: alcuni lo adorano e trovano che sia concepito in modo quasi perfetto in FFV. Personalmente, come detto e ridetto, non lo considero un vantaggio rispetto ad altri giochi. Ci può stare per variare, ma nulla di più.

Alla fine, è un gioco più che piacevole e che non manca di contenuti opzionali, che se fatti tutti portano la durata sopra le 40-50 ore. Sono troppe per FFV? Non saprei e questo è il motivo per cui è così in basso.

Questo è quanto per FFV. Nel prossimo articolo vi parlerò del quarto peggior Final Fantasy: FFII.

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