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Planet of Lana II: Children of the Leaf – Migliorare un capolavoro

Planet of Lana II

Recensione

Non ho mai fatto un mistero per il mio amore incondizionato verso le piccole produzioni indipendenti, in cui è lasciata briglia sciolta alla creatività dei team di sviluppo. Non tutte le ciambelle escono col buco, ovviamente, ma là fuori è pieno di piccoli gioelli di narrativa, gameplay e arte.
Planet of Lana è stato uno di questi; uscito 3 anni fa, si basava su classiche meccaniche di puzzle ambientali, ma si fregiava di una narrativa fortissima, pur senza una sola parola comprensibile, e un’estetica affascinante.

A fronte di un piccolo capolavoro, che funzionava alla perfezione anche un modo autoconclusivo, proporre un seguito può essere estremamente rischioso. Ma, se c’è una storia da raccontare, è giusto farlo, a ogni costo.
E questo è Planet of Lana II.

Trama

La storia: su un pianeta remoto, Novo, in cui la vita, primitiva, scorre pacifica, un giorno giungono invasori spaziali meccanici che iniziano a rapire gli abitanti, che non hanno la capacità né la tecnologia per contrastarli.
Ma nella ricerca di Elo, sorella maggiore rapita dai robot, Lana scopre molto di più: che c’è stato un tempo in cui uomini e macchine erano alleate e che anche loro sono giunti su quel pianeta dalle stelle.

Un anno dopo gli eventi del primo capitolo, Lana è cresciuta e con lei la sua curiosità di scoprire tutto quel che c’è da sapere sulle sue origini. Durante le sue esplorazioni dei reperti spaziali, Lana si metterà alla ricerca degli ingredienti per curare un’abitante del villaggio caduta malata, dando il via a una nuova avventura che attraverserà biomi diversi, il tutto in compagnia del fedele Mui e dei suoi potere telepatici, grazie ai quali affronteremo in modo nuovo e originale le sfide sul nostro cammino.

Gameplay

Mi è capitato molto, troppo spesso di attendere con ansia dei “seguiti” per rivivere le emozioni del primo capitolo e poi restarne scottato. Il primo esempio che mi viene in mente è Submerged 2, ma anche Road 96: Mile 0 e i dolorosi seguiti di Life is Strange. In entrambi i casi le espansioni di gameplay sono state un mero aggiungere qualcosa di più e complicare inutilmente, se non addirittura snaturare e guastare il ricordo dell’esperienza maturata in origine.

Il rischio, quindi, c’era ma per fortuna non è questo il caso. Planet of Lana II si arricchisce di nuove meccaniche ma non in modo ostico o fine a se stesso, anzi: vengono smussate le spigolature del gameplay del primo capitolo che ora gira molto più fluido e immediato. Eppure si fregia di nuovi meccanismi, come e soprattutto l’uso dell’alieno Mui che, se un tempo era una semplice appendice di Lana, ora diventa protagonista: lo controlliamo e lo mandiamo in giro a interagire in modi differenti con l’ambiente e le altre creature, dando maggior spessore al gameplay.

Questo non vuole dire che i puzzle siano più banali o semplici ma anzi che richiedano un maggior uso della logica e delle abilità combinate dei protagonisti. Con l’avanzare dell’avventura, poi, e l’introduzione di nuovi biomi, dovremo affrontare situazioni sempre più complesse e articolate, che ci metteranno alla prova senza scadere mai nella frustrazione.
L’approccio funziona, benissimo, e rende l’esperienza coinvolgente ed emozionante.

Planet of Lana II

Comparto tecnico

Come detto, il gioco scorre fluido e agile, i comandi si acquisiscono in un attimo e le interazioni sono chiare e precise.
A farla da padrona, però, la componente artistica.
Partendo da quella sonora: è stata firmata da Takeshi Furukawa, lo stesso compositore che ha firmato The Last Airbender (Netflix), Mythic Quest (Apple TV+), Side Quest (Apple TV+), Star Wars: Clone Wars (Lucasfilm) e The Last Guardian (Sony Interactive Entertainment).

Notevole è l’impianto grafico: i diversi biomi arricchiscono l’esperienza di gioco rispetto al primo titolo e che siano disegnati e animati a mano si vede ed è una poesia per gli occhi. L’estetica, ovviamente, fa la sua parte ma è dall’insieme di tutto che emerge il vero valore, coinvolgente, di questo gioco. La pseudo lingua, parlata dai protagonisti, e volutamente priva di sottotitoli, lo rende un’esperienza universale che ci affascina per quel connubio tra alieno, estraneo e tremendamente familiare, in una rara alchimia che lascia il segno.

Non posso che consigliarli a tutti quelli che hanno amato, come me, il primo capitolo, perché questo è il modo in cui si fanno i seguiti. Un grazie a Thunderful Publishing.

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Nerdando in breve

Planet of Lana II è la nuova avventura di Lana e Mui.

Trailer

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