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	<title>Pippo - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>NerDisney #6 &#8211; Saludos Amigos</title>
		<link>https://nerdando.com/2021/12/30/nerdisney-6-saludos-amigos/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2021 13:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;era una volta il Sud America Il nostro viaggio tra i classici Disney oggi ci porta in America Latina per scoprire il classico numero sei, Saludos Amigos. Il mediometraggio a episodi del 1942 è un lavoro collettivo e apre la strada in casa Disney a una serie di lavori di questo tipo che gli Studios [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/12/Saludos-Amigos.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-44308" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/12/Saludos-Amigos.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/12/Saludos-Amigos.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/12/Saludos-Amigos-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/12/Saludos-Amigos-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/12/Saludos-Amigos-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></h2>
<h2 class="p1">C&#8217;era una volta il Sud America</h2>
<p class="p1">Il nostro viaggio tra i classici Disney oggi ci porta in America Latina per scoprire il classico numero sei, <strong><em>Saludos Amigos</em></strong>.<br />
Il mediometraggio a episodi del 1942 è un lavoro collettivo e apre la strada in casa Disney a una serie di lavori di questo tipo che gli Studios porteranno avanti nel corso degli anni Quaranta.</p>
<p class="p1">Composto da <strong>quattro episodi</strong>, <em>Saludos Amigos</em> vede come protagonisti personaggi famosi della Casa del Topo, come Pippo e Paperino e alcuni personaggi originali, come l&#8217;aeroplanino Pedro e il cocorita José Carioca, che ritroveremo anche nel prossimo appuntamento.</p>
<p class="p1">Il primo segmento, <strong><em>Paperino visita il Lago Titicaca</em></strong>, è diretto da Bill Roberts ed esplora gli spazi tra Perù e Bolivia in compagnia del celebre papero. Subito dopo troviamo <strong><em>Pedro</em></strong>, la storia del coraggioso piccolo aereo cileno, diretta da Hamilton Luske. Il terzo episodio ha per protagonista Pippo, alle prese con una delle sue strampalate avventure, questa volta ambientata nella pampa argentina: <strong><em>El gaucho Goofy</em></strong> è diretto da Jack Kinney. Infine, il film si chiude con <strong><em>Aquerela do Brasil</em></strong>, che introduce il personaggio di José Carioca ed è diretto da Wilfred Jackson.</p>
<h2 class="p1">I miei ricordi</h2>
<p class="p1">La mia esperienza con <em>Saludos Amigos</em> risale alla <strong>primissima infanzia</strong> e, devo ammetterlo, non ne conservavo un ricordo particolarmente nitido. Mentre con molti classici più vicini alla mia generazione mi è capitato di guardarli più e più volte fino a conoscere quasi a memoria ogni scena e ogni dialogo, con <em>Saludos Amigos</em> non è andata allo stesso modo e, negli anni, mi è capitato pochissime volte di guardarlo nuovamente.</p>
<p class="p1">I miei ricordi, quindi, erano piuttosto vaghi e confusi e si limitavano a un aeroplanino tenero di cui però non riuscivo a ricordare il nome e a <strong>José Carioca</strong>, personaggio che mi era capitato di incontrare nel corso dell&#8217;infanzia anche in altri media.</p>
<p class="p1">Proprio per questo, guardare oggi <em>Saludos Amigos</em> è stata per me <strong>quasi un&#8217;esperienza totalmente nuova</strong>. Come mi era già successo all&#8217;epoca sono stata colpita di più dai due segmenti <em>Pedro</em> e <em>Aquerela do Brasil: </em>proprio quest&#8217;ultimo, vivace e colorato, secondo me è <strong>il momento migliore del film</strong> e contagia con il suo ritmo brasilero.<br />
Al di là di tutto, comunque, <em>Saludos Amigos</em> si porta tutti i suoi 79 anni e, come non mi ha stregato da bambina, non riesce a rubarmi il cuore neanche ora, nonostante alcune sequenze davvero ben fatte per l&#8217;epoca in cui è stato girato.</p>
<h2 class="p1">Colonna sonora</h2>
<p class="p1"><em>Saludos Amigos</em> vanta una colonna sonora originale davvero interessante che omaggia i ritmi della terra che racconta. Non a caso il film fu <strong>candidato a tre premi Oscar</strong> (senza tuttavia vincerne nessuno) e tutti collegati alla musica: miglior colonna sonora, miglior canzone originale (<em>Saludos Amigos</em>) e miglior sonoro.</p>
<p class="p1">Tra le tracce troviamo anche <em>Aquerela do Brasil</em>, scritta qualche anno prima, nel 1939, dal cantautore brasiliano <strong>Ary Barroso</strong> per l&#8217;interpretazione di <strong>Aloysio de Oliveira</strong>. Nonostante all&#8217;epoca il brano non avesse ottenuto un grande successo fu rivalutato proprio dopo l&#8217;uscita di <em>Saludos Amigos</em>, diventando un successo internazionale e raggiungendo il primato di canzone brasiliana trasmessa più di un milione di volte alla radio americana.</p>
<h2 class="p1">Curiosità</h2>
<p class="p1"><em>Saludos Amigos</em> è stato realizzato a ridosso dell&#8217;entrata nella <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong> da parte degli Stati Uniti e non si può certo dire che fosse un progetto avulso dai piani americani.<br />
Il Governo, infatti, commissionò a Walt Disney <strong>un tour promozionale in America Latina</strong>: Disney, personaggio molto popolare, aveva il compito di realizzare un film da proiettare sia negli Stati Uniti che in Sud America per rinsaldare il legame di buon vicinato tra i paesi,  in modo da neutralizzare i legami con la Germania nazista che caratterizzavano molti paesi dell&#8217;America Latina.</p>
<p class="p1">La lavorazione di <em>Saludos Amigos</em>, di conseguenza, <strong>fu notevolmente appoggiata dal Governo americano</strong>, che concesse anche a Walt Disney garanzie sui prestiti federali per far fronte alla situazione di crisi portata dal conflitto bellico e da problematiche interne agli Studios.<br />
Il mediometraggio, che comprende anche scene live action che mostrano la vita di tutti giorni nelle metropoli sudamericane, contribuì a cambiare la visione che i cittadini americani avevano dei loro vicini.</p>
<p class="p1">Lo storico del cinema <strong>Alfred Charles Richard Jr.</strong> scrisse a questo proposito: &#8220;<em>Saludos Amigos ha fatto di più per cementare una comunità di interessi tra i popoli delle Americhe in pochi mesi di ciò che il Dipartimento di Stato aveva fatto in cinquant&#8217;anni</em>&#8220;.</p>
<p class="p1">Non tutti però furono contenti dell&#8217;immagine che <em>Saludos Amigos</em> dava all&#8217;esterno del Sud America: il fumettista cileno <strong>René Rìos Boettiger</strong> considerava infatti Pedro come un insulto al Cile e al suo popolo e, per dare una visione differente del paese, avviò <strong><em>Condorito</em></strong>, diventato poi uno dei più famosi fumetti latino-americani.</p>
<h2 class="p1">Com&#8217;è invecchiato?</h2>
<p class="p1">Diciamocelo subito: <em>Saludos Amigos</em> <strong>non è invecchiato bene</strong> e i rimaneggiamenti e le polemiche che lo hanno accompagnato negli anni non lo hanno certo aiutato. Il film è fortemente connotato nell&#8217;epoca in cui è stato realizzato, il che a dirla tutta sicuramente lo penalizza se guardato con gli occhi di oggi.<br />
Già un primo ritocco per l&#8217;uscita in DVD aveva interessato il segmento <strong><em>El Gaucho Goofy</em></strong>, in cui è stata rimossa una scena in cui Pippo fuma una sigaretta, considerata un cattivo messaggio per i bambini di oggi.</p>
<p class="p1">Più di recente, in occasione dell&#8217;inserimento del mediometraggio nel catalogo <strong>Disney+</strong>, si è resa necessaria l&#8217;aggiunta di un <strong>disclaimer</strong> a inizio film per spiegare come le immagini stereotipate rappresentante vadano collocate nel diverso contesto storico in cui <em>Saludos Amigos</em> è uscito per la prima volta.</p>
<p class="p1">In ogni caso, se siete dei completisti, <em>Saludos Amigos</em> non può mancare in nessun rewatch cronologico che si rispetti. Soprattutto <strong>se amate le atmosfere e i ritmi del Sud America</strong>. E poi <em>Aquerela do Brasil</em> vale da sola tutto il film.</p>
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		<title>Animazione e pubblicità: nel tunnel dei ricordi grazie a un ippopotamo blu</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 May 2021 12:00:36 +0000</pubDate>
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<h2>C&#8217;era una volta un ippopotamo blu</h2>
<p class="p1">La mente umana è capace di fare giri assurdi e, spesso, è sufficiente uno stimolo visivo dei più banali per dare il via ad una serie di ricordi e ragionamenti che arrivino da tutt&#8217;altra parte.<br />
Per esempio, <strong>può capitare che guardando un annaffiatoio si finisca a ricordare l&#8217;epoca d&#8217;oro dell&#8217;animazione applicata alla pubblicità</strong> in Italia.<br />
A me è successo proprio qualche giorno fa.</p>
<p class="p1">Qualche giorno fa, infatti, ero in giro per negozi in cerca di un regalo e <strong>ho fatto un salto da Tiger</strong>, la mia tappa obbligata ogni volta che passo da quelle parti: anche se non mi serve niente, non posso mai fare a meno di concedermi un giretto tra i suoi corridoi e, di solito, c&#8217;è sempre qualcosa in grado di attirare la mia attenzione (e spesso anche in grado di farsi comprare, se è per questo).<br />
Siamo nel periodo estivo e quindi all&#8217;ingresso vengo accolta dalla collezione dedicata al mare: ad attirare la mia attenzione è stato <strong>un annaffiatoio per bambini</strong>, di quelli che si portano in spiaggia, blu e a forma di ippopotamo.<br />
Guardandolo, sono stata immediatamente proiettata all&#8217;infanzia anche se, in quel momento, non sono stata in grado di capire esattamente perché.</p>
<p class="p1">Sono uscita da Tiger che ci stavo ancora rimuginando sopra (no, non ho comprato l&#8217;annaffiatoio blu a forma di ippopotamo&#8230; non ancora&#8230;) e alla fine nella mia mente si è riaffacciato <strong>un ricordo che avevo rimosso</strong>, un ricordo a forma di grosso ippopotamo blu e che era probabilmente legato in qualche modo agli spot che guardavo da bambina.</p>
<p class="p1">Non riuscendo a venirne fuori, ho pensato di rivolgermi al web. D&#8217;altra parte viviamo nell&#8217;epoca in cui <strong>l&#8217;intero scibile umano è a portata di click</strong> (un&#8217;epoca che i grandi pensatori dell&#8217;antichità ci invidierebbero e che non ammette-rebbe- ignoranza) ma prima di lanciarmi nel vortice delle ricerche online ho pensato di fare un tentativo su <strong>Instagram</strong>: magari qualcun altro aveva il mio stesso ricordo o poteva saperne di più.<br />
E infatti Instagram ha fatto la magia: non solo anche altri avevano il mio stesso ricordo ma un&#8217;amica mi ha spiegato in tempo zero che quello che faticavo a ricordare era <strong>Pippo, l&#8217;ippopotamo della Lines</strong>. E ancora: un&#8217;altra amica, che lavora nella pubblicità, mi ha svelato che Pippo è stato creato da <strong>Armando Testa</strong>, uno dei nomi di primo piano nella storia della comunicazione pubblicitaria in Italia.</p>
<h2>Ecco Pippo (quell&#8217;altro)</h2>
<p class="p1">Pippo l&#8217;ippopotamo blu ha accompagnato la mia infanzia, ricordo ancora vagamente di aver posseduto la sua riproduzione in plastica o gommapiuma, ma in realtà già all&#8217;epoca era un signore di una certa età: era nato infatti <strong>tra la fine degli anni Sessanta e l&#8217;inizio dei Settanta</strong> come testimonial dei pannolini Lines.<br />
Scolpito in <strong>poliuretano espanso</strong>, servivano due persone che coordinassero i propri movimenti per animarlo.<br />
Pippo è stato uno dei simboli del panorama pubblicitario italiano a partire dagli anni Settanta ma non è stato certo l&#8217;unico: soprattutto in quel periodo, <strong>l&#8217;animazione è stata applicata in più di un&#8217;occasione agli spot</strong>, dando vita a vere e proprie icone.</p>
<h2>Carosello</h2>
<p class="p1">Animazione e pubblicità, in Italia, hanno trovato una felice comunione di intenti grazie soprattutto a <strong>Carosello</strong>, il più popolare contenitore di spot televisivi nel nostro paese a partire dagli anni Cinquanta. Da lì sono passati grandi attori e anche molti miti dell&#8217;animazione, alcuni dei quali sono nati proprio al suo interno.<br />
Pippo è senza dubbio uno di questi e, d&#8217;altra parte, il suo &#8220;papà&#8221; è stato un nome importante in questo campo.</p>
<p class="p1">Armando Testa è stato un grandissimo pubblicitario e disegnatore a partire dagli anni Cinquanta e ha dato vita, col suo stile votato al minimalismo e all&#8217;immediatezza, ad <strong>alcuni dei simboli immortali degli spot</strong> che hanno accompagnato la nostra infanzia. Pippo, l&#8217;ippopotamo blu, era una sua creazione ma Testa aveva ideato anche due dei personaggi pubblicitari più famosi di sempre: <strong>Carmencita e Caballero</strong>.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Carmencita.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Carmencita.jpg" alt="Animazione e pubblicità" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Carmencita.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Carmencita-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Carmencita-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Carmencita-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="p1">I due sono nati nel 1965 proprio all&#8217;interno di Carosello per pubblicizzare il caffè <strong>Paulista</strong> di Lavazza. Il successo è stato tanto immediato quanto duraturo: Carmencita e Caballero proseguono tuttora la loro carriera di testimonial. Negli anni la loro veste grafica si è evoluta ai tempi ma, quando si parla di caffè, è impossibile non pensare subito a loro.</p>
<h2>Caffettiere e pentole</h2>
<p class="p1">D&#8217;altra parte caffè e animazione hanno un legame strettissimo quando si parla di pubblicità: se avete mai acquistato una <strong>caffettiera Bialetti</strong> avrete certamente notato l&#8217;omino coi baffi rappresentato nel simbolo della ditta. Ebbene, il famoso testimonial è nato proprio sotto forma di pubblicità, a Carosello tanto per cambiare.<br />
Creato da <strong>Paul Campani</strong> nel 1953, <strong>l&#8217;omino coi baffi</strong> era ispirato a Renato Bialetti ed è diventato rapidamente una delle icone della pubblicità in Italia.</p>
<p class="p1">Uno styling minimale portato all&#8217;estremo ha dato poi vita ad un&#8217;altra delle icone intramontabili della pubblicità italiana: <strong>La Linea</strong>.<br />
Anche questo personaggio, creato da <strong>Osvaldo Cavandoli</strong>, muove i primi passi a Carosello, per poi trasformarsi in protagonista di premiate strisce a fumetti. La Linea è stata testimonial delle pentole <strong>Lagostina</strong> dal 1969 al 2007.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Bialetti-Linea.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41171" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Bialetti-Linea.jpg" alt="Animazione e pubblicità" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Bialetti-Linea.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Bialetti-Linea-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Bialetti-Linea-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Bialetti-Linea-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Ava, come lava!</h2>
<p class="p1">Se però parliamo di animazione applicata alla pubblicità in Italia, il personaggio probabilmente più famoso di tutti è senza dubbio <strong>Calimero</strong>. Il tenerissimo pulcino nero che pubblicizzava i detersivi Ava è stato creato nel 1963 da <strong>Nino e Toni Pagot</strong> insieme a <strong>Ignazio Colnaghi</strong>, che gli ha anche prestato la voce.<br />
Nato, nemmeno a dirlo, all&#8217;interno di Carosello, Calimero si gode un successo apparentemente intramontabile e, nel tempo, è stato protagonista di merchandising di ogni tipo e anche di una serie animata, entrando nel cuore dei bambini di ogni generazione.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Calimero.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41172" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Calimero.jpg" alt="Animazione e pubblicità" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Calimero.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Calimero-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Calimero-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/05/Calimero-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>E adesso?</h2>
<p>Ormai Carosello si è concluso da parecchio tempo, eppure <strong>i personaggi che hanno fatto la storia del rapporto tra animazione e pubblicità sono ancora vivissimi nella nostra memoria</strong> e alcuni di loro continuano una carriera che si prospetta ancora lunga.<br />
Eravamo partiti da Pippo, però, e sono sicura che molti di voi si staranno chiedendo dove diavolo sia finito il loro pupazzo d&#8217;infanzia&#8230;</p>
<p>Prima di rivoltare cantine e soffitte, comunque, sappiate che <strong>Pippo veglia sulla città di Torino</strong>: potete trovarlo, infatti, affacciato in cima all&#8217;edificio di via Luisa del Carretto 58, quello dove ha sede l&#8217;agenzia pubblicitaria Armando Testa.<br />
O, se siete troppo distanti da Torino, potete sempre accontentarvi di un annaffiotoio a forma di ippopotamo blu!</p>
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		<title>NerdandoSu La Figura Paterna &#8211; I 5 padri più iconici del mondo animato</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/03/20/nerdandosu-la-figura-paterna-i-5-padri-piu-iconici-del-mondo-animato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca "Penny" Gatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esimie personcine che state leggendo, benvenute al terzo dei tre articoli sulla festa del papà! Se vi siete persi quello di Zeno2k sui videogiochi o di Gattiveria sui film, vi consiglio caldamente di andare a recuperarli, che la festa del papà non capita tutti i giorni. Qui invece, trovate la mia personalissima top five sulla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2020/03/20/nerdandosu-la-figura-paterna-i-5-padri-piu-iconici-del-mondo-animato/">NerdandoSu La Figura Paterna &#8211; I 5 padri più iconici del mondo animato</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/festa-del-papà-cartoni.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-35746" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/festa-del-papà-cartoni.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/festa-del-papà-cartoni.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/festa-del-papà-cartoni-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/festa-del-papà-cartoni-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/festa-del-papà-cartoni-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Esimie personcine che state leggendo, benvenute al terzo dei tre articoli sulla <strong>festa del papà</strong>!</p>
<p>Se vi siete persi quello di <a href="https://nerdando.com/2020/03/18/nerdandosu-la-figura-paterna-i-padri-nei-videogame/">Zeno2k sui videogiochi</a> o di <a href="https://nerdando.com/2020/03/19/nerdandosu-la-figura-paterna-10-film-nel-nome-del-padre/">Gattiveria sui film</a>, vi consiglio caldamente di andare a recuperarli, che la festa del papà non capita tutti i giorni.</p>
<p>Qui invece, trovate la mia personalissima <em>top five</em> sulla figura paterna nel mondo dei &#8220;cartoni animati&#8221;. <strong>Disclaimer</strong>: per amor di semplicità, con &#8220;cartoni animati&#8221; ci si riferisce qui ad &#8220;anime&#8221;, &#8220;film d&#8217;animazione&#8221;, &#8220;lungometraggi&#8221; e tutte le altre sottoclassi del genere animato; non me ne vogliano i puristi.</p>
<p>Selezionarne solo 5 è stato al quanto arduo, perciò mi sono imposta di non scegliere più di un personaggio per &#8220;categoria&#8221; (altrimenti solo con &#8220;i padri che compaiono nei classici Disney&#8221; si sarebbe riempita la classifica). <strong>Eccovi quindi cosa ne è venuto fuori</strong>.</p>
<h2>Gendō Ikari</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Gendo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-35741 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Gendo.jpg" alt="padri iconici mondo animato" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Gendo.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Gendo-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Gendo-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Gendo-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>A me non piace Evangelion. Non so che dirvi, mi sono guardata tutte le puntate dell&#8217;anime e proprio non  l&#8217;ho sopportato. Sarà che probabilmente l&#8217;ho visto in un periodo sbagliato e magari riguardandolo ora cambierei idea. Sarà che, tolta l&#8217;adorabile Misato, trovo profondamente antipatici tutti gli altri personaggi. Oppure boh, semplicemente non è il mio genere, ma poco importa: che mi piaccia o meno, in <strong>Neon Genesis Evangelion</strong> compare la figura paterna che più mi ha stranita nel mondo animato: <strong>Gendo Ikari</strong>, il papà di Shinji.</p>
<p>Per chi non sapesse di cosa parlo, Evangelion è un anime in cui degli &#8220;alieni&#8221; chiamati &#8220;angeli&#8221; attaccano la Terra e un&#8217;associazione militare, la &#8220;Nerv&#8221;, cerca di contrastarli. La tecnica di combattimenti più accreditata è quella di far pilotare dei <strong>robot giganti</strong>, gli &#8220;Eva&#8221;, a dei ragazzini speciali, appositamente selezionati. Il capo della Nerv è il sopracitato Gendo e il ragazzino che viene obbligato a pilotare uno di quegli Jaeger è proprio suo figlio, il timido e insicuro Shinji, che tutto vorrebbe fuorché la responsabilità di dover salvare il mondo. Dategli torto.</p>
<p>Non voglio stare a cavillare sulla storia, ve l&#8217;ho detto, non mi piace, probabilmente manco l&#8217;ho capita: non ha senso che ve ne parli. In compenso, vorrei soffermarmi s<strong>ulla figura di Gendo</strong>. Come vi ho anticipato, tolta Misato, trovo tutti gli altri personaggi profondamente insopportabili: ciascuno di loro mi scatena lo stesso tipo di rabbia che solo i personaggi infantili dei più beceri film romantici riescono a scatenarmi. Ciascuno, tranne Gendo: lui mi lascia completamente neutra. È talmente tanto severo, serio, rigido, testardo, anaffettivo, privo di empatia e di qualunque altra emozione &#8220;calda&#8221;, da risultare quasi invisibile. Ovviamente c&#8217;è, la sua presenza pesa parecchio all&#8217;interno dell&#8217;anime e non posso trascurarlo, ma ad avermi sorpresa è stato proprio il totale disinteresse che mi è nato nei suoi confronti (cosa che, fidatevi, non capita mai). Perciò, caro Gendo, il quinto posto è tutto tuo.</p>
<h2>Shou Tucker</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Shou-Tucker.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-35742 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Shou-Tucker.jpg" alt="padri iconici mondo animato" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Shou-Tucker.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Shou-Tucker-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Shou-Tucker-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Shou-Tucker-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>SE NON AVETE MAI VISTO <strong>FULLMETAL ALCHEMIST</strong> ANDATE DIRETTAMENTE AL PADRE SUCCESSIVO (poi finite di leggere l&#8217;articolo e correte a guardarvi Fullmetal Alchemist, possibilmente Brotherhood, che come anime è proprio bellino).</p>
<p>Se invece l&#8217;avete visto, beh ecco, come dire: vi pare che avrei potuto non mettere nel<strong>la classifica dei padri che più mi hanno colpita</strong>, un personaggio come lui? Impossibile.</p>
<p>Soprattutto nella Prima Serie (più che nella Brotherhood), il personaggio di <strong>Shou Tucker</strong> ci viene presentato come un padre affettuoso e amorevole, al quale la tenerissima Nina è indissolubilmente legata. Si adorano, padre e figlia, in un rapporto idilliaco in cui il padre, rimasto vedovo, che rischia di perdere il lavoro, riesce a tenere lontane tutte quelle emozioni negative dal suo rapporto con la bimbetta. Giocano col cane, i due, passano del tempo di qualità insieme e nulla sembra andare storto nel momento in cui Ed e Al ci entrano in contatto. I classici npg che quasi ti dispiace vengano abbandonati col procedere della main quest.</p>
<p>E poi, d&#8217;improvviso, <strong>la follia</strong>.</p>
<p>La degenerazione di tutte quelle emozioni positive che nell&#8217;arco di un attimo porta il più amorevole dei genitori a compiere <strong>un atto di estrema disperazione</strong>, fatto che, come si scopre solo a quel punto, era già accaduto parecchi anni prima. Uno scheletro nell&#8217;armadio che rivela un&#8217;atroce verità, un pazzo che per anni ha saputo nascondere a chiunque di cosa realmente fosse capace, anche alla sua tenera figliola, che tanto amava giocare col cane, al quale rimarrà legata indissolubilmente per il resto della (fortunatamente breve) vita.</p>
<p><em>&#8220;Fra tel lo ne&#8221;</em></p>
<p>E per questo, grazie allo sconforto in cui quell&#8217;episodio mi gettò quando lo vidi, <strong>Shou Tucker</strong> si aggiudica il quarto posto.</p>
<h2>Maurice</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Maurice-Belle.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-35743 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Maurice-Belle.jpg" alt="padri iconici mondo animato" width="1000" height="562" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Maurice-Belle.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Maurice-Belle-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Maurice-Belle-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Cercando nella mia memoria da millennial nel calderone dei classici Disney, ho trovato parecchi esempi calzanti: <strong>Tritone</strong>, padre di sette sirene (di cui una particolarmente ribelle e vivace); <strong>Zeus</strong>, che di figli ne ha molteplici, ma che ci è stato presentato soltanto in relazione al prode Hercules, oppure <strong>Mufasa</strong>, che nonostante una morte prematura ha saputo trasmettere numerosi insegnamenti al futuro Re Leone.</p>
<p>Tuttavia, benché i sopracitati genitori abbiano sicuramente avuto un ruolo importante nella storia della rispettiva prole, il padre senza il quale l&#8217;intera vicenda non sarebbe nemmeno cominciata è sicuramente <strong>Maurice</strong>. Pensateci: Ariel sulla terraferma ci è andata comunque, a prescindere dai divieti del sovrano dal tridente aguzzo, e così avrebbe fatto se anche lui non ci fosse stato; Hercules avrebbe comunque compiuto un viaggio verso la consapevolezza di sé, con o senza l&#8217;essere una divinità in potenza; e Simba, beh, Simba forse non avrebbe saputo reagire come ha fatto, se Mufasa non gli avesse insegnato a trovare nei ricordi (e nelle stelle) una guida sicura e perpetua, ma sicuramente avrebbe vissuto la sua avventura con Timon, Pumbaa e il resto degli abitanti della savana.</p>
<p>Ma <strong>Belle</strong>.</p>
<p>Belle è letteralmente finita nel castello della Bestia con il solo scopo di risparmiare la vita al padre. Se Maurice non avesse incautamente colto quella rosa, se non avesse avuto sempre quel fare ingenuo e bonario che molto ha condizionato una figliola tanto servizievole quanto tenace e coraggiosa, probabilmente la giovane lettrice non avrebbe mai abbandonato il paesino. Questo un po&#8217; ci ricorda <strong>Mulan</strong>, che finisce nell&#8217;esercito solo per evitare al padre di fare altrettanto, ma un conto è volersi sottrarre a un obbligo imposto dall&#8217;autorità vigente, un altro è ritrovarsi intrappolati nel castello di una bestia temibile e feroce solo per aver colto il fiore sbagliato.</p>
<p>Eppure, con i suoi modi goffi e un po&#8217; impacciati, <strong>Maurice</strong> mi ha sempre fatto tenerezza, e quindi vince il terzo posto.</p>
<h2>Armando</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Armando-e-Pimpa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-35744 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Armando-e-Pimpa.jpg" alt="padri iconici mondo animato" width="1000" height="580" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Armando-e-Pimpa.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Armando-e-Pimpa-300x174.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Armando-e-Pimpa-768x445.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Non è propriamente un padre, siamo d&#8217;accordo, ma i cavilli tecnici non sono contemplati in questo articolo.</p>
<p><strong>Armando</strong> per <strong>Pimpa</strong> è esattamente quanto di più paterno possa esserci, perché non si limita a sfamarla o a portarla a fare la passeggiatina, ma si dimostra spesso accondiscendente e complice delle sue stramberie.</p>
<p>Se a Pimpa viene in mente di trasformare casa in una piscina perché si è rotto il lavandino, Armando mette costume e braccioli e si fa una nuotata; quando lei decide di costruirsi una casetta in mezzo al giardino, lui le porta un bicchiere di latte perché, conoscendola, sa che certamente avrà dimenticato il frigorifero; il giorno in cui l&#8217;impasto del pane è cresciuto così tanto da aver bisogno di un letto in cui riposare perché nel forno non ci entra, Armando dorme sul divano per non distruggere tutto il lavoro della <strong>cagnolina a pois rossi</strong>, e potrei continuare ancora a lungo!</p>
<p>Questo è, a mio avviso, un dettaglio non trascurabile: <strong>l&#8217;accondiscendenza oltre il raziocinio</strong> (nei limiti della sicurezza, s&#8217;intende). Pertanto, il secondo posto spetta di diritto ad Armando.</p>
<h2>Pippo</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Pippo-e-Max.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-35745 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Pippo-e-Max.jpg" alt="padri iconici mondo animato" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Pippo-e-Max.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Pippo-e-Max-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Pippo-e-Max-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Pippo-e-Max-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Vincitore del titolo &#8220;<strong>miglior padre del mondo animato <em>according to Penny</em></strong>&#8221; non è Homer Simpson, verso il quale nutro un sentimento di odio e amore non troppo ben definito, ma l&#8217;unico e inimitabile Pippo. Potrei spendere molte parole per analizzarne il carattere, per spiegare cosa io ci trovi in lui per renderlo onorevole del primo posto, ma sapete cosa? Non penso ne valga la pena. Pippo è Pippo, con o senza Max, e se avete visto <strong>In viaggio con Pippo</strong>, sicuramente avete capito a cosa mi riferisco: egli è sé stesso, sempre e comunque. Impacciato, dolce, imbranato, ostinato, intraprendente, cocciuto, leale e di supporto.</p>
<p>Nel momento in cui un qualunque genitore realizza di aver &#8220;perso&#8221; il suo bambino, che ormai è cresciuto, un po&#8217; ci resta male e spesso quel <strong>sentimento contrastante</strong> è mal gestito. Di fronte a un&#8217;affermazione del tipo &#8220;Io non sono più il tuo bambino! Lo capisci, papà?! Io sono cresciuto! Ho i miei interessi, la mia vita ora!&#8221;, urlata dal figlio teenager, le reazioni possibili sono infinite ma mai penserei a un calmo e pacato &#8220;Lo so questo! È solo che volevo farne parte anch&#8217;io. Tu sei mio figlio, Max. E per quanto tu possa crescere, rimarrai sempre mio figlio.&#8221;</p>
<p>Una <strong>consapevolezza elevatissima</strong> che non mi aspetterei da alcun genitore, men che meno dal mio mangiatore di noccioline preferito. E invece, mi ritrovo al computer con gli occhi lucidi a riportarne le parole. Mannaggia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciò detto, il titolo giusto per questo articolo avrebbe dovuto essere <strong>Le cinque figure paterne del mondo animato che più mi hanno colpita nel corso di questi quasi ventiquattro anni</strong> (perché la <em>brevitas</em> latina non è mai stata cosa mia). Spero vi sia piaciuto e sono curiosa di conoscere la vostra personalissima top five (e lo sono davvero, giuro): commentate o scriveteci, così in questi giorni chiusi in casa abbiamo qualcosa di bello da raccontarci.</p>
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		<title>Disneyland Paris &#8211; 5 consigli per godersi al meglio il parco</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/12/22/disneyland-paris-5-consigli-per-godersi-al-meglio-il-parco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danilo "aliquis" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Dec 2018 13:00:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Disneyland Paris non ha bisogno di presentazioni. Nato nel 1992, il parco festeggia, quest&#8217;anno, il suo venticinquestimo anno di vita e, complici le diverse promozioni messe in atto per incrementare il numero delle visite, resistere alla tentazione di prendere un biglietto di sola andata per l&#8217;isola che non c&#8217;è diventa pressoché impossibile. Con la presenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/paris.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-27313 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/paris.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/paris.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/paris-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/paris-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/10/paris-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><strong>Disneyland Paris</strong> non ha bisogno di presentazioni.<br />
Nato nel <strong>1992</strong>, il parco festeggia, quest&#8217;anno, il suo <strong>venticinquestimo anno di vita</strong> e, complici le diverse promozioni messe in atto per incrementare il numero delle visite, resistere alla tentazione di prendere un biglietto di sola andata per l&#8217;isola che non c&#8217;è diventa pressoché impossibile.<br />
Con la presenza di ben tre diverse aree visitabili, l&#8217;esaltazione di ogni vero disneyano sale davvero alle stelle già solo al primo sguardo gettato sulla mappa delle attrazioni.<br />
Se non si vuole correre il rischio di perdere la testa tra <strong>Walt Disney Studios</strong>, <strong>Disneyland Parc</strong> e <strong>Disney Village</strong>, sono necessari una buona dose di autocontrollo e le giuste dritte per sfruttare al meglio la propria vacanza.</p>
<p>Ecco, quindi, <strong>5 dritte utili</strong> per destreggiarsi al meglio tra le attrazioni e le opportunità che <strong>Disneyland</strong> offre:</p>
<h2>1. Hotel Disney</h2>
<p>No, non si tratta della scoperta dell&#8217;acqua calda. Il mio personale consiglio è, se la vostra intenzione è quella di vedere per bene tutto il parco, di soggiornate presso una delle strutture direttamente annesse ai parchi. Precisamente, gli hotel migliori sono sicuramente il<strong> New Port Bay Club</strong> (il mio preferito), il <strong>New York</strong> ed il <strong>Disneyland Hotel</strong> (che, addirittura, si trova proprio appena entrati in <strong>Disneyland Park</strong>). I prezzi non sono di certo economici, ma vanno considerati due aspetti importantissimi: prima di tutto, nella tariffa che viene proposta al visitatore è compreso anche il costo del biglietto, valido per tutti i giorni di permanenza e per tutte le aree visitabili; in secondo luogo, la vicinanza all&#8217;ingresso ed i collegamenti rapidi tramite navetta alle diverse zone e agli aeroporti <strong>Charles De Gaulle</strong> e <strong>Orly</strong> rendono la scelta molto comoda. Ultima cosa, ma non meno importante, se scegliete di dormire in uno di questi alberghi, avrete la possibilità di entrare nei parchi un&#8217;ora prima degli altri visitatori!</p>
<h2>2. Programmare per bene i pasti</h2>
<p>Al di là del semplice aspetto economico, qui si parla di tattica applicata!</p>
<p>Per essere pratici bisogna valutare due ipotesi:</p>
<ol>
<li><strong>Pernottamento</strong> presso un <strong>Hotel Disney</strong>:<br />
Ovviamente dipende dal tipo di esperienza che il visitatore desidera dal proprio soggiorno. Per me è consigliabile optare per la <strong>mezza pensione</strong> o per la semplice <strong>colazione abbinata al pernottamento</strong>. Quando, nel corso della prenotazione del vostro soggiorno, vi sarà infatti offerta la possibilità di includere nel pacchetto vacanze tutti i pasti necessari al vostro sostentamento, spendibili in hotel o nei parchi per mezzo del vostro <strong>MagicPass</strong> (la card che vi viene assegnata una volta effettuato il check-in), considerate l&#8217;effettiva praticità della cosa. Prima di tutto, si deve tenere bene a mente che a far fede per il numero di pasti disponibili è il numero dei pernottamenti e non, come si penserebbe, il numero dei giorni di visita al parco. Secondo aspetto cui pensare è che l&#8217;effettivo valore dei pasti così ottenuti e di circa <strong>37 € a persona</strong> e, dato che all&#8217;interno dei parchi non si ragiona in termini di menù alla carta ma di menù completo, la cosa potrebbe essere, di volta in volta, conveniente o meno.<br />
I menù che si possono scegliere sono evidenziati dalla scritta &#8220;plus&#8221; e non hanno sempre lo stesso valore; inoltre, nella zona del Disney Village, che è anche quella più fornita di locali, sono poche le strutture che accettano il<strong> MagicPass</strong> per il pagamento della consumazione, quindi occhio!<br />
Ci sono, infine, ristoranti in cui mangiare potrebbe costarvi l&#8217;astronomica cifra di <strong>70 € a persona</strong>; in questo caso, vi verrà chiesta un&#8217;integrazione per coprire l&#8217;intero importo.</li>
<li>Visita <strong>senza pernottamento</strong> presso un <strong>Hotel Disney</strong>:<br />
In questo caso la questione si semplifica un pochino. Se non volete spendere in modo eccessivo, in ogni diversa zona del parco è presente un locale<strong> fast food</strong>, che permette di sfamarsi con rapidità e a prezzi relativamente contenuti. Dato che non si è vincolati dal <strong>MagicPass</strong>, si può tranquillamente optare per i locali del <strong>Disney Village</strong>, che sono parecchio vari e, come quelli presenti nei parchi, molto caratteristici. Considerazione ulteriore da fare, al di là della vostra scelta riguardante il pernottamento, è che per alcuni locali è caldamente consigliata la prenotazione, altrimenti si rischia di non trovare posto!</li>
</ol>
<h2>3. App Disneyland Paris</h2>
<p>Prima di partire, assicuratevi di scaricare dal <strong>Play Store</strong> o dall&#8217;<strong>Apple Store</strong> questa pratica applicazione. All&#8217;interno, infatti, sono presenti diverse cosette utili.<br />
Tanto per iniziare, dalla schermata iniziale è possibile accedere alla <strong>cartina</strong> con tutte le attrazioni e, soprattutto, è possibile vedere i <strong>minuti di coda</strong> <strong>in tempo reale</strong> per ogni singola giostra;<br />
in secondo luogo, è possibile accedere anche ad informazioni utili quali la localizzazione dei servizi igienici e di ristorazione e prenotare il locale scelto per via telefonica.</p>
<h2>4. FastPass</h2>
<p>Attraverso il vostro <strong>MagicPass</strong> avrete questa pratica funzione che, nei parchi nostrani, viene di solito rilasciata soltanto dopo aver pagato una maggiorazione sul biglietto di entrata.<br />
Alcune attrazioni (badate bene, non tutte) danno infatti la possibilità di recarsi ad apposite torrette limitrofe, che rilasciano un tagliando spendibile per la giostra di riferimento.<br />
Se non avete voglia di fare file chilometriche, quindi, recatevi presso una di queste suddette colonnine. Passate la vostra card e segnatevi bene l&#8217;orario indicato sul bigliettino che otterrete, perché, in questo modo, sarete sicuri di fare la vostra giostra preferita senza inutili e frustranti code.<br />
Notate bene, però, che il <strong>FastPass</strong> può essere utilizzato soltanto ogni due ore e che, data l&#8217;estrema popolarità del sistema, è facile che gli orari disponibili per fare l&#8217;attrazione senza coda vadano letteralmente a ruba, con conseguente chiusura anticipata delle colonnine.<br />
Potrà capitare, quindi, che per aspettare l&#8217;orario più congeniale a voi (indicato su un monitor antistante i distributori di ticket), finiate per lasciarvi sfuggire l&#8217;occasione di usufruire di questo fantastico vantaggio.</p>
<h2>5. PhotoPass</h2>
<p>Una delle cose da fare assolutamente è cercare di farsi fotografare con più personaggi <strong>Disney</strong> possibili. Se non avete voglia di pagare uno sproposito per ogni foto fatta e, soprattutto, non ve la sentite di portarvi dietro stampe anche ingombranti durante i vostri spostamenti, potete ricorrere al pratico sistema <strong>PhotoPass</strong>. Si tratta di una card aggiuntiva ottenibile presso qualsiasi punto vendita, che, al &#8220;modico&#8221; prezzo di 70 € circa, vi permetterà di immagazzinare in formato digitale tutti gli scatti fatti, sulle attrazioni che prevedono lo scatto di un&#8217;istantanea o, appunto, in occasione dell&#8217;incontro di determinati personaggi. Consiglio, in caso optiate per l&#8217;acquisto della card, di scaricare anche l&#8217;apposita<strong> app</strong>, che vi permette, dopo poco tempo, di vedere direttamente sul vostro smartphone tutte le foto ricordo che avrete collezionato!</p>
<p>Questo è quanto, gente! Non vi resta che munirvi di tutto l&#8217;occorrente e partire alla volta del parco più magico che ci sia!</p>
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		<title>Finalmente tornano I Mercoledì di Pippo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danilo "aliquis" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jan 2018 13:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Disney Legendary Collection]]></category>
		<category><![CDATA[Lino Golero]]></category>
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		<category><![CDATA[Rudy Salvagnigni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Credo che in molti, oltre me, ricordino quella fantastica serie chiamata &#8220;I Mercoledì di Pippo&#8220;. Ebbene, finalmente si avrà la possibilità di alimentare a dismisura il sempre presente effetto nostalgia grazie a Panini: la Disney Legendary Collection, infatti, ripropone, dopo X-Mickey e Wizards of Mickey, un&#8217;altra raccolta per veri intenditori. Nata nel 1993, la serie, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-20869 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/01/pippo.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/01/pippo.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/01/pippo-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/01/pippo-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/01/pippo-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Credo che in molti, oltre me, ricordino quella fantastica serie chiamata &#8220;<strong>I Mercoledì di Pippo</strong>&#8220;. Ebbene, finalmente si avrà la possibilità di alimentare a dismisura il sempre presente effetto nostalgia grazie a Panini: la <strong>Disney Legendary Collection,</strong> infatti, ripropone, dopo<strong> X-Mickey</strong> e <strong>Wizards of Mickey</strong>, un&#8217;altra raccolta per veri intenditori.</p>
<p>Nata nel <strong>1993</strong>, la serie, scritta da <strong>Rudy Salvagnigni</strong> e disegnata da <strong>Lino Golero</strong>, conta ben 32 storie e si è protratta fino al <strong>2006</strong>.</p>
<p><strong> Pippo</strong>, intento a coltivare la propria passione per la scrittura, si dedica alla stesura di improbabili manoscritti, caratterizzati dalla sua stessa bislacca logica e dai suoi medesimi strani ragionamenti. Con il costante invito ad ascoltare le bizzarre creazioni, <strong>Topolino</strong> si reca ogni mercoledì a casa del suo migliore amico (e da questo, appunto, scaturisce il titolo).<br />
Attraverso l&#8217;alternanza tra il mondo di fantasia e quello reale, con la consueta<strong> Topolinia</strong> come ambientazione, ecco che prende vita il sempre fantastico rapporto tra i due amici.</p>
<p>La particolarità, però, non è propria soltanto delle storie, ma anche del completo rovesciamento dei ruoli che puntualmente avviene durante gli episodi di questa serie. Se, infatti, nelle consuete storie, <strong>Topolino</strong> riveste il ruolo di eroe senza macchia e <strong>Pippo</strong>, invece, quello dell&#8217;assistente pasticcione, ecco che nelle finte opere letterarie la situazione si ribalta completamente. Anche nelle sezioni ambientate nel mondo di <strong>Topolinia</strong>, poi, il primo assume un ruolo secondario, da semplice ascoltatore, con al massimo la possibilità di dare suggerimenti pieni di logica al creativo<strong> Pippo</strong>!</p>
<p>In questo volume, in uscita nel corso di <strong>gennaio 2018</strong>, si ripercorrono in particolare le vicende di quattro avventure:<span id="fbPhotoSnowliftCaption" class="fbPhotosPhotoCaption"><span class="hasCaption"> “<strong>Pippo e il giallo a premi</strong>”, “<strong>Il segreto di Shazan</strong>”, “<strong>Il segreto dell’universo</strong>” e “<strong>Il cavaliere infallibile</strong>&#8221; (una delle mie preferite), ambientate, come tutte le altre, o</span></span><span id="fbPhotoSnowliftCaption" class="fbPhotosPhotoCaption"><span class="hasCaption">gni volta in un mondo diverso, nonché sempre autoconclusive e slegate tra di loro.<br />
</span></span><span id="AWYaBgkw" class="MeFCIfFyZl"></span></p>
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