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NerDisney #6 – Saludos Amigos

C’era una volta il Sud America

Il nostro viaggio tra i classici Disney oggi ci porta in America Latina per scoprire il classico numero sei, Saludos Amigos.
Il mediometraggio a episodi del 1942 è un lavoro collettivo e apre la strada in casa Disney a una serie di lavori di questo tipo che gli Studios porteranno avanti nel corso degli anni Quaranta.

Composto da quattro episodi, Saludos Amigos vede come protagonisti personaggi famosi della Casa del Topo, come Pippo e Paperino e alcuni personaggi originali, come l’aeroplanino Pedro e il cocorita José Carioca, che ritroveremo anche nel prossimo appuntamento.

Il primo segmento, Paperino visita il Lago Titicaca, è diretto da Bill Roberts ed esplora gli spazi tra Perù e Bolivia in compagnia del celebre papero. Subito dopo troviamo Pedro, la storia del coraggioso piccolo aereo cileno, diretta da Hamilton Luske. Il terzo episodio ha per protagonista Pippo, alle prese con una delle sue strampalate avventure, questa volta ambientata nella pampa argentina: El gaucho Goofy è diretto da Jack Kinney. Infine, il film si chiude con Aquerela do Brasil, che introduce il personaggio di José Carioca ed è diretto da Wilfred Jackson.

I miei ricordi

La mia esperienza con Saludos Amigos risale alla primissima infanzia e, devo ammetterlo, non ne conservavo un ricordo particolarmente nitido. Mentre con molti classici più vicini alla mia generazione mi è capitato di guardarli più e più volte fino a conoscere quasi a memoria ogni scena e ogni dialogo, con Saludos Amigos non è andata allo stesso modo e, negli anni, mi è capitato pochissime volte di guardarlo nuovamente.

I miei ricordi, quindi, erano piuttosto vaghi e confusi e si limitavano a un aeroplanino tenero di cui però non riuscivo a ricordare il nome e a José Carioca, personaggio che mi era capitato di incontrare nel corso dell’infanzia anche in altri media.

Proprio per questo, guardare oggi Saludos Amigos è stata per me quasi un’esperienza totalmente nuova. Come mi era già successo all’epoca sono stata colpita di più dai due segmenti Pedro e Aquerela do Brasil: proprio quest’ultimo, vivace e colorato, secondo me è il momento migliore del film e contagia con il suo ritmo brasilero.
Al di là di tutto, comunque, Saludos Amigos si porta tutti i suoi 79 anni e, come non mi ha stregato da bambina, non riesce a rubarmi il cuore neanche ora, nonostante alcune sequenze davvero ben fatte per l’epoca in cui è stato girato.

Colonna sonora

Saludos Amigos vanta una colonna sonora originale davvero interessante che omaggia i ritmi della terra che racconta. Non a caso il film fu candidato a tre premi Oscar (senza tuttavia vincerne nessuno) e tutti collegati alla musica: miglior colonna sonora, miglior canzone originale (Saludos Amigos) e miglior sonoro.

Tra le tracce troviamo anche Aquerela do Brasil, scritta qualche anno prima, nel 1939, dal cantautore brasiliano Ary Barroso per l’interpretazione di Aloysio de Oliveira. Nonostante all’epoca il brano non avesse ottenuto un grande successo fu rivalutato proprio dopo l’uscita di Saludos Amigos, diventando un successo internazionale e raggiungendo il primato di canzone brasiliana trasmessa più di un milione di volte alla radio americana.

Curiosità

Saludos Amigos è stato realizzato a ridosso dell’entrata nella Seconda Guerra Mondiale da parte degli Stati Uniti e non si può certo dire che fosse un progetto avulso dai piani americani.
Il Governo, infatti, commissionò a Walt Disney un tour promozionale in America Latina: Disney, personaggio molto popolare, aveva il compito di realizzare un film da proiettare sia negli Stati Uniti che in Sud America per rinsaldare il legame di buon vicinato tra i paesi,  in modo da neutralizzare i legami con la Germania nazista che caratterizzavano molti paesi dell’America Latina.

La lavorazione di Saludos Amigos, di conseguenza, fu notevolmente appoggiata dal Governo americano, che concesse anche a Walt Disney garanzie sui prestiti federali per far fronte alla situazione di crisi portata dal conflitto bellico e da problematiche interne agli Studios.
Il mediometraggio, che comprende anche scene live action che mostrano la vita di tutti giorni nelle metropoli sudamericane, contribuì a cambiare la visione che i cittadini americani avevano dei loro vicini.

Lo storico del cinema Alfred Charles Richard Jr. scrisse a questo proposito: “Saludos Amigos ha fatto di più per cementare una comunità di interessi tra i popoli delle Americhe in pochi mesi di ciò che il Dipartimento di Stato aveva fatto in cinquant’anni“.

Non tutti però furono contenti dell’immagine che Saludos Amigos dava all’esterno del Sud America: il fumettista cileno René Rìos Boettiger considerava infatti Pedro come un insulto al Cile e al suo popolo e, per dare una visione differente del paese, avviò Condorito, diventato poi uno dei più famosi fumetti latino-americani.

Com’è invecchiato?

Diciamocelo subito: Saludos Amigos non è invecchiato bene e i rimaneggiamenti e le polemiche che lo hanno accompagnato negli anni non lo hanno certo aiutato. Il film è fortemente connotato nell’epoca in cui è stato realizzato, il che a dirla tutta sicuramente lo penalizza se guardato con gli occhi di oggi.
Già un primo ritocco per l’uscita in DVD aveva interessato il segmento El Gaucho Goofy, in cui è stata rimossa una scena in cui Pippo fuma una sigaretta, considerata un cattivo messaggio per i bambini di oggi.

Più di recente, in occasione dell’inserimento del mediometraggio nel catalogo Disney+, si è resa necessaria l’aggiunta di un disclaimer a inizio film per spiegare come le immagini stereotipate rappresentante vadano collocate nel diverso contesto storico in cui Saludos Amigos è uscito per la prima volta.

In ogni caso, se siete dei completisti, Saludos Amigos non può mancare in nessun rewatch cronologico che si rispetti. Soprattutto se amate le atmosfere e i ritmi del Sud America. E poi Aquerela do Brasil vale da sola tutto il film.

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