
Il grado di civilizzazione di una società
si misura dalle sue prigioni
Ignoto
Recensione
Una vecchia masseria
Ti è mai capitato di dover tornare, dopo tanti anni, in un posto legato alla tua adolescenza?
Se, come me, sei nato quando dire “troppo tosto” o “paccare” non era reato, sono sicuro ti sia già successo, e, detto tra noi, credo anche di sapere quale sia stato il risultato: delusione totale!
Purtroppo i ricordi si legano ai luoghi della mente, non a quelli fisici.
Era bello inseguire il pallone in quel cortile sconfinato, non perché il cortile lo fosse davvero, ma perché così ci sembrava da piccoli e lo stesso vale per la casa di campagna dei nonni, piena di mistero e avventura, finché non si è palesata per quello che era: una grande vecchia masseria.
Insomma, ammettiamolo, nove volte su dieci questi “ritorni” si rivelano delle enormi delusioni e tutto questo perché le emozioni, che avevano albergato nei luoghi della nostra adolescenza, col tempo svaniscono per lasciare spazio agli stati d’animo di chi ci succede.
Lo stesso può dirsi, a mio avviso, dei giochi.
Prova tu a giocare ORA alla serie di The Dark Sun che tanti fanciulli ha fatto sognare al tempo e poi mi dici. Difficile non rimanere delusi, giusto?
Eppure talvolta, sebbene molto raramente, ci troviamo davanti a un reperto del passato che ci risucchia in un vortice di sensazioni capaci di farci dimenticare, in un sol colpo, quante candeline abbiamo spento nel frattempo. Insomma, l’hai capito bene, Gothic 1 Remake rappresenta proprio una di quelle eccezioni di cui sopra, nel bene e nel male…

Il tempo è… galeotto
La storia di Gothic 1, per sommi capi, la conosciamo un po’ tutti, persino quelli che, allergici ai bug, se ne sono sempre tenuti alla larga.
Una volta tanto non siamo gli eletti, ma delle autentiche nullità o, almeno, questo sembra essere il nostro destino all’inizio dell’avventura.
Nelle primissime fasi, in modo quasi brutale, ci viene presentato il nostro alter ego, un galeotto destinato, come tanti altri prima di lui, ad essere scaraventato all’interno di quel microcosmo meglio noto come la Colonia.
Scopriremo presto che oltre la barriera che abbiamo appena attraversato si trova un luogo che è, nel contempo, prigione e spietata libertà, un mondo a sé in cui, anziché trovare la nostra morte, avremo la possibilità di scoprire il vero senso della nostra vita.
Per farlo dovremo lavorare, e non poco, sulla crescita del nostro personaggio, imparando, soprattutto nel corso delle prime ore di gioco, quanto possa essere duro vestire i panni di un emerito “signor nessuno”.
E credimi se ti dico che la quasi totalità dei personaggi che incontreremo lungo il nostro cammino vorrà solo fregarci o, peggio ancora, farci la pelle.
Insomma, il mondo di gioco di Gothic, col suo continuo rimando alla realtà carceraria, farà di tutto per pestarci e distruggere ogni nostra ambizione. Anzi proprio quando, saliti una manciata di livelli, inizieremo a pensare di essere diventati forti, di sicuro ci accadrà qualcosa capace di ridimensionare dolorosamente le nostre illusioni.
La circostanza, poi, che la trama ci lasci grandissima libertà di decidere come costruire il nostro futuro, non fa che amplificare questo costante senso di spaesamento e solitudine.
Insomma, siamo soli contro tutto e tutti.

Il precursore dei meme
E, visto che abbiamo accennato alla struttura decisamente aperta di Gothic, mi pare giusto soffermarci un po’ più approfonditamente sul gameplay vero e proprio.
Dunque, come accennavo in apertura, parliamo di un RPG per molti versi atipico, se non addirittura rivoluzionario. Lo era – e molto – nel 2001 e lo è, sotto molti profili, ancora oggi. Basterebbe già questa constatazione per comprendere lo spessore e la bontà dell’idea alla base del gioco originale.
Certo, 25 anni fa le ambizioni di quel piccolo e misconosciuto team di nome Piranha Bytes (su, su, niente lacrime) si sono dovute misurare (o, forse, sarebbe meglio dire scontrare) con la poca esperienza e i limitati mezzi a loro disposizione, con risultati per molti del tutto indigesti.
Tanto per farti capire, ricordo perfettamente che al tempo del rilascio originale i problemi erano talmente tanti che in qualche modo Gothic era diventato per molti sinonimo di “bug”. Fosse uscito oggi, nelle stesse condizioni, avrebbe letteralmente intasato i social di meme virali.
Eppure, nonostante i suoi evidenti difetti, primo tra tutti un sistema di combattimento irritante e legnoso come pochi, il gioco è riuscito a creare col tempo una fanbase massiccia e, soprattutto, estremamente fedele.
A mio avviso, i sorprendenti risultati raggiunti dal capitolo originale erano da attribuirsi principalmente a tre fattori.
In primis, il grandissimo senso di libertà offerto, si poteva decidere di procedere come meglio si riteneva, stabilendo quali quest fare, chi eliminare, con chi allearsi e così via.
In secondo luogo, il totale senso di immersione che sapeva regalare. Sebbene, al giorno d’oggi, questa caratteristica sia un po’ più diffusa (ma neanche poi tanto), al tempo l’idea che il mondo di gioco fosse popolato da NPC dotati ciascuno di una propria personalità e routine quotidiana aveva dello sbalorditivo e contribuiva a renderlo incredibilmente vivo e credibile.
Last but not least, come dicono i siciliani, l’idea, divenuta in seguito la più millantata dagli RPG moderni, che a ogni scelta compiuta potesse corrispondere una precisa conseguenza.
Ecco, a mio avviso, la grandezza di Gothic era tutta qui ed è proprio su questi punti che è stato edificato questo remake.
Fatte queste doverose premesse, è arrivato ora il momento di capire più dettagliatamente in cosa questo nuovo progetto si sostanzia.

Il pessimismo dell’ottimista
La prima volta che ho lanciato questa nuova versione del gioco, lo confesso, ero attraversato da sentimenti contrastanti.
Da un lato, ero mosso da un ineluttabile pessimismo, legato più che altro a un pizzico di scaramanzia; dall’altro, avvertivo un’incontenibile eccitazione che apriva a spiragli di moderato ottimismo.
Insomma, diciamo che ero alquanto combattuto. Avevo visto, questo sì, delle immagini e qualche filmato su internet e una blanda idea me l’ero fatta, ma non sapevo cosa aspettarmi fino in fondo da questo ritorno in quel di Myrtana e la prima impressione che ho avuto, appena fatto partire il gioco mi ha lasciato… letteralmente senza parole.
Attenzione, però, non dare a questa mia affermazione una valenza esclusivamente positiva, perché, in realtà, quello che intendo dire è che, superato lo choc per la nuova piacevole veste grafica, le sensazioni, pad alla mano, sono state le stesse che avevo provato 25 anni prima, né più né meno.
Un vero, autentico salto nel tempo.
Proprio come era accaduto in passato, già nelle primissime ore di gioco, sono stato preso letteralmente a calci tra i denti da (in ordine di apparizione): altri detenuti, molerat, scavenger, zanzarone ipertrofiche, lupi e via di questo passo, con un sistema di combattimento che ha aggiornato solo il minimo indispensabile quello del passato.
È difficile da spiegare, ma diciamo che capisci da subito che in teoria puoi fare tutto, ma in pratica non sei in grado di fare niente, perché il tuo personaggio è un inetto!
E, dunque, esattamente come accadeva 25 anni fa, sei costretto a ridefinire continuamente il concetto di nullità, circostanza questa che però ti porta a comprendere fino in fondo quanto prezioso sia il concetto di “crescita del personaggio” in un vero RPG.
Tutte sensazioni estremamente contraddittorie, ma comunque affascinanti. Il problema è che presto, alla piacevole sensazione di sentirsi subito a casa, tende a sostituirsi il sospetto che si sia cercato di innovare davvero il meno possibile, forse per non scontentare i fan di vecchia data, o, più probabilmente, perché si aveva paura di farlo.
Da appassionato della serie devo ammettere che l’idea di sacrificare sull’altare della fedeltà ogni stimolo di innovazione, non mi ha trovato pienamente d’accordo.
Insomma Gothic era e rimane un gioco dal fascino unico, ma trovarsi alle prese con un sistema di combattimento legnoso, una quantità non indifferente di bug (alcuni tempestivamente risolti), e la radicale assenza di tutti quei QOL che sono ormai per molti indispensabili, lascia un po’ l’amaro in bocca e sa di occasione mancata.
In fondo, per salvare la “purezza della razza” sarebbe bastato dare al giocatore la possibilità di scegliere se avvalersi o meno di aiuti e QOL, anziché rifugiarsi dietro alla scusa della fedeltà, ma oramai la frittata è fatta.

Conclusioni
È veniamo qui alla domanda delle domande, ovverosia, questo remake vale davvero il prezzo del biglietto? E poi in cosa concretamente differisce dal suo nobile antenato?
Sembrerà strano dirlo, ma al di là della grafica rifatta da zero e alcuni aspetti un pochino rimaneggiati, Gothic è e rimane quel gioco affascinante ed ostico che ricordavamo, nel bene e nel male. Dunque, se sei tra quelle persone che l’avevano sempre guardato con diffidenza e speravano in un rifacimento un pochino più addomesticato… bé, continua a tenertene alla larga.
Gothic è sempre quello sporco, scorbutico e muscolare RPG di un tempo!
Prezzo
Gothic 1 Remake lo trovi su Steam o su GOG al prezzo di € 49,99. Un grazie a THQ Nordic per avermi inviato il codice!
Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro Server Discord e sul nostro Gruppo Telegram.
Nerdando in breve
Gothic 1 è il nonno scorbutico e brontolone cui non puoi fare a meno di volere bene.

Trailer
Contenuti






