Introduzione
Da quando faccio parte di Nerdando, sono inevitabilmente diventata “l’esperta furry” della redazione, vista la mia passione per tutto ciò che ha come protagonisti animali antropomorfi. Sebbene una parte di me volesse scrollarsi di dosso questa etichetta, quando ho visto il trailer di Back to the Dawn, come un vero animale, non ho potuto rinunciare alla mia vera natura e ho voluto assolutamente giocarlo e ringrazio tantissimo Spiral Up per avermi dato questa possibilità per poterne poi parlare qui.
Nonostante questa mia fama, ci tengo a sottolineare che la presenza o meno di furry è un elemento marginale che attira la mia attenzione, ma che non condiziona il mio giudizio finale su un prodotto. Back to the Dawn, infatti, è un gioco che può perfettamente funzionare anche con personaggi umani o umanoidi e ora ti spiego perché mi è piaciuto e voglio continuare a giocarlo ancora per parecchio tempo.
Recensione
Back to the Dawn è un RPG sviluppato da Metal Head Games e ambientato in una prigione di massima sicurezza. Sebbene sia uscito a luglio 2025 su Steam, ha recentemente fatto il suo debutto anche su Switch e, avendo avuto modo di giocarlo su Switch 2, devo dire che è un titolo che si adatta bene alla portatilità della console.
A colpire principalmente in questo gioco non è solo la pixel art dettagliatissima, ma anche la narrazione con le sue scelte da prendere e la struttura del GDR, con tiri di dado per superare sfide. Ma andiamo per piccoli passi e iniziamo a parlare della storia.
La Storia
In Back to the Dawn avrai la possibilità di scegliere se affrontare la dura vita del carcere nei panni di Thomas la Volpe o di Bob la Pantera. Io, da sempre amante di personaggi Disney come Robin Hood e Nick Wilde (la volpe di Zootropolis), non potevo non scegliere Thomas, un giornalista d’inchiesta che viene incastrato e arrestato dopo aver indagato su un grave caso di corruzione che coinvolge il sindaco.
All’inizio dell’avventura, dopo aver scelto difficoltà e personaggio, potrai scegliere anche tra tre diversi background, in questo caso legati alla tipologia di giornalista (televisivo, d’inchiesta o reporter in guerra), che determineranno non solo il passato del personaggio, ma anche le sue caratteristiche e le sue abilità da usare durante il gioco.
Dopo aver effettuato queste scelte e aver assistito al momento in cui il povero Thomas viene ingiustamente arrestato, ha inizio la nostra vita in carcere. Ogni giornata è scandita da orari precisi; dopo la conta mattutina possiamo decidere se lavorare e guadagnare denaro o svolgere altre attività all’interno del carcere, come parlare con altri detenuti, sgraffignare oggetti dall’infermeria e svolgere quest per le guardie o le gang della prigione.

In prigione potremmo svolgere alcuni lavori, come in lavanderia o in cucina. Non importa cosa deciderai di fare, l’importante è guadagnare perché in questo carcere ogni cosa ha un prezzo e spesso sarà pure caro.
Avremo tempo sino a mezzogiorno e mezza, ora dedicata al pranzo in cui potremo riempire il nostro stomaco con piatti che varieranno ogni giorno e che daranno dei bonus alle statistiche. Ma ricorda, tutto ha un costo e per questo converrà sempre lavorare un po’ la mattina o fare quest ben retribuite.
Terminato il pranzo, avrai un po’ di tempo da passare all’aria aperta prima che scatti l’ora di cena. L’esterno della prigione ci offre varie possibilità come allenarsi, pregare in chiesa per purificare la nostra mente dagli incubi notturni, leggere o semplicemente parlare con altri detenuti e fare amicizia.
Il coprifuoco è alle 21:30, ma prima che scatti potrai decidere di passare il tuo tempo con attività ricreative come guardare la TV o scommettere sui combattimenti clandestini. Quando sarà l’ora, potremo andare a dormire e sperare di non avere incubi, per poi ricominciare con una nuova giornata quasi identica.

Nonostante le restrizioni, potrai uscire a prendere una boccata d’aria, sempre che non commetti qualche sbaglio e finisci in isolamento per un paio d’ore…
Se si è innocenti e si desidera vendicarsi di chi ci ha incastrato, la voglia di rimanere ad attendere in prigione è molto scarsa. Per questo motivo, Thomas pian piano elaborerà un piano di fuga e cercherà di ottenere oggetti utili e favori dagli altri prigionieri affinché questo piano si realizzi.
Narrativamente parlando, mi è piaciuta la suddivisione in capitoli e la presenza di flashback che danno al gioco un taglio quasi cinematografico ma, soprattutto, la presenza di numerosi personaggi con cui interagire che hanno diverse storie da raccontare.
Gameplay
Back to the Dawn ha tutte le caratteristiche per essere un buon GDR. Innanzitutto, dà al giocatore la possibilità di fare diverse scelte sia di dialogo che morali. Infatti, potremmo decidere di commettere furti, attaccare altri carcerati con armi improvvisate o entrare a far parte di una gang. In base a come deciderai di interpretare il personaggio, vedrai dei cambiamenti in Thomas o in Bob e la loro reputazione nel carcere cambierà, così come il modo in cui gli altri interagiranno con loro.
Un altro elemento che ho apprezzato tantissimo come GDR è sicuramente il lancio dei dadi per azioni un po’ più di sfida o scelte di dialogo che richiedono abilità specifiche. In caso di fallimento potremmo ritentare usando punti focus, ma se li abbiamo terminati e non abbiamo oggetti che aiutano a ripristinarli, subiremo eventuali conseguenze.
Come ho detto in precedenza, scegliendo il background del personaggio avremo delle specifiche abilità e caratteristiche; tuttavia, nel corso del gioco sarà possibile ottenere punti per poterne sbloccare di nuove e ottenere così dei vantaggi durante i tiri dei dadi.
Le giornate possono sembrare ripetitive e richiedono una buona organizzazione del tempo e del denaro per poter sopravvivere alla dura vita del carcere, in quanto dobbiamo tenere sempre alte le nostre statistiche (salute, energia, salute mentale, fame e igiene personale). Nonostante ciò, avremo alcuni momenti in cui svolgere minigiochi per passare il tempo o ottenere oggetti. Per esempio, prima di automatizzare il lavoro in lavanderia, ho dovuto fare un minigioco in cui bisogna azzeccare i secondi necessari per stirare un indumento specifico. Personalmente, nella vita vera stirare è qualcosa che detesto fare, ma come minigioco l’ho trovato parecchio divertente.
Parlare con gli altri detenuti può essere la chiave per la tua libertà, ma non potrai contare solo sugli altri e dovrai farcela con le tue zampe. Dentro la tua cella, infatti, avrai la possibilità di craftare oggetti: alcuni saranno utili alle missioni, altri si riveleranno indispensabili per la tua fuga.
Insomma, le giornate sono apparentemente tutte uguali, ma avremo la possibilità di fare cose diverse ogni giorno e trovare così pian piano la via di fuga.
Grafica e Sonoro
Trovo impossibile non rimanere colpiti dalla bellezza della pixel art di questo gioco e, fin da subito, si nota una cura nei dettagli, sia nella realizzazione delle ambientazioni che nel character design. Sebbene lo stile sia cartoonesco, la combinazione di pixel ci fa comunque immergere nei tristi ambienti della prigione. Tuttavia, facendo salti nel passato dei nostri protagonisti, vediamo anche ambienti diversi da quello del carcere e anche in questi è impossibile non ammirarne la bellezza e la cura dei dettagli.

Ecco un esempio di un ambiente diverso da quello della prigione, un locale con dettagli su cui indagare.
Inoltre, ho apprezzato l’estetica di vari elementi di gioco, partendo dall’interfaccia della schermata, che ci permette di tenere sotto controllo le statistiche del personaggio, fino ai vari menù, che risultano semplici ma chiari e, in questi casi, vale assolutamente il concetto di “Less is More“.
Tale immersione nella storia è garantita anche dalle musiche, le quali intensificano l’esperienza della vita in carcere creando pathos nei punti salienti; per questo consiglio di giocarlo con il volume e di spuntare l’opzione del voice over anche se in giapponese (il gioco è localizzato in inglese, ma è doppiato solo in cinese e giapponese). Sebbene solitamente io preferisca i doppiaggi italiani o americani, ho trovato l’interpretazione del voice actor giapponese di Thomas molto espressiva e coinvolgente.
In conclusione
Back to the Dawn è un gran bel GDR e, sebbene i character design degli animali giocano una forte componente per i miei gusti personali, sono convinta che se al posto di Thomas la volpe avessimo avuto un uomo un po’ smilzo con i capelli rossi, mi sarei divertita lo stesso tantissimo a interpretarlo, perché questo gioco ha le caratteristiche giuste per essere un buon gioco, soprattutto perché dà al giocatore quello che ci si aspetta da un’evasione dal carcere.
Io continuerò a giocarlo sulla mia Switch perché l’ho trovato davvero coinvolgente e voglio assolutamente provare anche l’arco narrativo della pantera Bob per vedere eventuali differenze tra i due personaggi e nella storia. Magari una volta completato, chissà, potrebbe entrare tra i miei Nerdando’s Choice, per il momento si dovrà accontentare dell’oro, perché è un titolo che mi sta piacendo parecchio soprattutto a livello narrativo e di gameplay.
Il tropo narrativo della fuga dalla prigione ha funzionato in passato con film come Fuga da Alcatraz o in serie TV come Prison Break, ma anche in videogiochi come A Way Out, e continua a funzionare anche qui in Back to the Dawn. Quindi, al di là della presenza di animali antropomorfi, se ti piacciono i GDR e le grandi fughe, questo è il titolo adatto a te.
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Nerdando in breve
Back to the Dawn è un RPG ambientato in una prigione di massima sicurezza per animali antropomorfi da cui dovrai scappare. Un ottimo gioco per chi adora i furry, ma soprattutto per chi ama fare scelte tirando dadi e organizzare evasioni come nei grandi film.
Trailer
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