A Way Out - Il cooperativo per eccellenza - Nerdando.com
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A Way Out – Il cooperativo per eccellenza

Uno dei giochi in uscita nel 2018 che più mi ha suscitato curiosità è proprio A Way Out, il nuovo prodotto di EA, sviluppato da Hazelight Studios che si annunciava essere basato interamente sulla cooperazione.

Recensione

Parto subito dal precisare una cosa: questo titolo è giocabile solo ed esclusivamente in modalità cooperativa, che sia online o locale, le partite in solitaria non sono contemplate. Inoltre, nel caso di partita online, non si potrà nemmeno giocare con giocatori a caso, ma sarà possibile mandare inviti solo a chi è presente tra i nostri amici.

Questa limitazione è stata tamponata dal fatto che, anche online, è possibile giocare in due con una sola copia del gioco; basterà infatti che il possessore del videogioco mandi un invito al prescelto. Devo dire che, per quanto sia stata una mossa rischiosa, EA ha trovato l’escamotage perfetto per rendere tutti contenti.

Il trionfo dello split-screen

A Way Out ha una peculiarità che non può non essere menzionata: che si giochi in locale o online, avremo sempre e comunque la visuale a splitscreen, in modo da poter tenere d’occhio le mosse di entrambi i protagonisti. Questo è  stata reso necessario dal fatto che spesso Vincent e Leo si ritroveranno in luoghi differenti nello stesso momento e così ogni giocatore potrà seguire il tutto a dovere.

Unica pecca di questo sistema è che è davvero difficile rimanere concentrati sulla propria parte di schermo, spesso ci si ritroverà a far sbattere il muso al carcerato da noi scelto contro qualsiasi cosa perché saremo troppo presi dal guardare cosa fa il nostro compagno piuttosto che far caso a dove stiamo andando. Questo è amplificato ancora di più poiché i dialoghi sono in inglese sottotitolati in italiano e ciò mi ha portato inevitabilmente a leggere sia le trascrizioni delle conversazioni che stava avendo il mio compagno sia le mie.

A parte questo piccolo impedimento, questo sistema è stato studiato in modo magistrale. Il fatto di poter vivere lo stesso momento sotto due punti di vista diversi è già di per sé molto bello e innovativo come concetto, già dalla prima scena mi ha conquistata: assistere all’ingresso di Vincent in prigione sia dalla sua visuale che guardandolo dall’alto, insieme agli altri carcerati, impersonando Leo è stato davvero bello.

Il gioco non sarà interamente in splitscreen, ci saranno alcuni momenti particolarmente importanti e in cui i giocatori saranno nello stesso posto e quindi vedremo una schermata unica.

Trama

Già ho nominato i due protagonisti, Vincent Moretti e Leo Caruso, di cui potremo leggere delle brevi biografie al momento di scegliere quale dei due impersonare.

Entrambi hanno due caratteri e due storie molto diversi ma, nonostante questo, scopriremo che le loro storie sono incrociate anche al di fuori della prigionia.

Leo, che già si trova in carcere, sta scontando la pena per un furto andato male ma è deciso a riscattarsi per il bene della sua famiglia che lo aspetta a casa. Dei due è il più esuberante e irascibile, ed è un temperamento che non tarderà a metterlo in situazioni rischiose.

I due si incontreranno nel corso del secondo giorno di carcere di Vincent, incarcerato per essersi fatto coinvolgere nel crimine organizzato. Lui è invece più tranquillo ed equilibrato e insieme andranno infatti a formare una coppia ottimamente bilanciata.

Dopo averlo sostenuto in una rissa, Vincent riesce a convincere Leo a farsi coinvolgere nel suo piano di evadere dalla prigione.

Grafica e ambientazione

Visivamente questo titolo è davvero molto bello. Le ambientazioni di A Way Out sono varie e tutte molto curate, a partire dalla prigione americana da cui cominceremo la nostra avventura. Quest’ultima è incredibilmente viva; i personaggi secondari intenti nelle loro faccende sono svariati e potremo interagire praticamente con tutti, scambiandoci due chiacchiere o qualche insulto.

Gameplay

A Way Out è suddiviso in fasi di cui molte sono stealth, ma ciò non lo rende né frustrante né noioso. Non è particolarmente difficile, infatti, se entrambi i giocatori rimangono concentrati a fare la loro parte. Nel corso del gioco vivremo situazioni abbastanza differenziate fra loro senza ricadere nella monotonia.  Oltre a questo, ci saranno fasi esplorative o altre molto dinamiche in cui si dovrà scappare o combattere.

Il fatto che i due giocatori dovranno svolgere molte azioni contemporaneamente ha reso necessario semplificare il gioco, visto che giocando in due le possibilità di sbagliare sono doppie ed evidentemente gli sviluppatori hanno voluto renderlo davvero alla portata di tutti. Personalmente ciò non mi ha affatto infastidita, A Way Out è molto divertente.

I dialoghi sono interattivi, dovremo scegliere cosa dire a chi, la maggior parte delle volte per portare un personaggio a fare quello che vogliamo noi per distrarlo, permettendo al nostro compagno di svolgere determinate azioni.

L’impressione è quella di giocare due giochi contemporaneamente, di tempi morti non ce ne sono quasi mai per nessuno dei due protagonisti, il tutto è gestito bene e il risultato è scorrevole e omogeneo.

Spesso il nostro tempismo nello schiacciare i tasti verrà messo alla prova da combattimenti in stile quick-time events o momenti a sé per svolgere alcune azioni.

In conclusione

La scarsa longevità del gioco è contrastata dal prezzo particolarmente basso per un titolo appena uscito e io ve lo consiglio fortemente, soprattutto se avete una persona particolare con cui condividere delle sessioni di divertimento videoludico.

Nerdando in breve

A Way Out è il nuovo titolo a cura di EA interamente basato sulla cooperazione, disponibile su PlayStation 4, Xbox One e PC (da Origin), al modico prezzo di 29,99 €.

Nerdandometro:
(4,5 / 5)

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