
Recensione
Sull’onda dello splendido remake di Silent Hill 2, firmato da Bloober Team, arriva nei cinema il terzo film ispirato alla saga, senza collegamenti diretti coi precedenti ma, de facto, trasposizione su pellicola proprio di SH2.
A questo punto non resta che dividere il tutto in due: chi ha giocato e chi non ha giocato. Chi sa e chi non sa.
Quindi: se sei tra quelli che non sanno, il prossimo paragrafo è per te.

Trama (se non sai)
spoiler free
Se sei qui è perché vuoi sapere se andare o no a vedere questo film e se ti occorre averlo giocato.
La risposta è no: Return to Silent Hill è fruibile anche da chi non conosce la storia e non ha visto i primi due film. Lo posso classificare come horror psicologico, intrigante e anche se non originalissimo ma meritevole di essere visto, se non altro per godere dell’immaginifico comparto visivo che gli amanti della serie conservano gelosamente nel cuore.
Non dirò altro, per non spoilerare, se non la base di tutto: protagonista è James Sunderland che riceve una misteriosa lettera da parte della ex fidanzata che gli chiede di tornare nel loro luogo speciale, quella Silent Hill del titolo che cela più segreti di quanti una ridente località turistica del Massachusetts non dovrebbe avere.
Arrivando sul posto, James scopre della città che ricorda non è rimasto che polvere, cenere e distruzione. Inizia così la sua forsennata ricerca.
Trama (se sai)
Silent Hill 2 Remake presenta la bellezza di otto finali, mi sono quindi interrogato su quale sarebbe stato scelto per il film. Ebbene, senza spoilerare, posso dirti che ne è stato scelto un nono. Almeno in parte.
Ma se stai leggendo questo paragrafo è perché hai giocato e probabilmente amato il videogame, per cui vuoi sicuramente sapere: “sì o no”? In breve: sì.
Return to Silent Hill non solo è fedele e rispettoso della controparte videoludica, ma ne amplia e arricchisce la lore, modificando ovviamente, e rimuovendo tutte le parti di mero gameplay che non avrebbero senso al cinema, valorizzando però tutti quei componenti imprescindibili.
Le falene, il tatuaggio di Maria, le creature (più bonus), il modo in cui James si guarda allo specchio all’inizio, i cartelli stradali, i negozi, i pistoni nel muro di carne, le immagini dell’otherworld. Posso andare avanti a lungo, ma posso dire di aver sorriso e annuito di continuo per tutto il tempo.
Naturalmente ci sono cose che mancano: Eddie, ad esempio, è solo presentato e manca tutta la sua backstory. L’intera sequenza della prigione è stata cancellata, peccato ma comprensibile. Ma soprattutto viene data una nuova interpretazione alle figure di Angela e Laura, molto più facile da comprendere, e in un certo senso anche più coerente; così come la natura del caro Pyramid Head.
Non do ulteriori dettagli, ma posso dire che, da fan del titolo, ho apprezzato il modo in cui è stato declinato: non rivoluzionato, ma addomesticato per essere fruibile da chi non conosce la lore.
Rimane il senso di colpa? Sì: rimane ed è il motore della trama.
Insomma: promosso.

Cast
Christophe Gans aveva già diretto il primo film del 2006 e qui co-firma anche la sceneggiatura. Il primo film non mi aveva convinto, mentre oggi vedo dimostrare molta più convinzione nelle riprese e nei passaggi cruciali della pellicola, sottolineando le fratture della psiche di James.
Jeremy Irvine (Outlander) interpreta un James convincente con una bella evoluzione del personaggio e della sua psiche. Non sarà uguale alla controparte, ma rende bene.
Hannah Emily Anderson (X-Men: Dark Phoenix) ha il compito di dar vita a Mary e l’ho trovata assolutamente adeguata.
Robert Strange, specialista di creature, alieni e amenità varie, dà forma a Pyramid Head.
Evie Templeton interpreta Laura e, chicca delle chicche, la interpreta anche come doppiatrice del medesimo personaggio in Silent Hill 2 Remake. La cosa straordinaria è che è stata scelta e scritturata senza che si sapesse che aveva doppiato il gioco, in quanto ancora sotto NDA.
Alla colonna sonora niente meno che il celebre Akira Yamaoka, autore delle tracce dei videogiochi. E si sente.

Conclusione
Ormai l’avrai capito: Return to Silent Hill è un prodotto a mio avviso riuscito che merita di essere visto e, per gli appassionati, collezionato. Da grande amante del gioco, ne ho apprezzato il citazionismo e l’espansione della lore, ricordandoci sempre che medium diversi devono avere modi diversi di raccontare anche la stessa storia (vedi The Last of Us).
Ringrazio Midnight Factory per l’invito all’anteprima.
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Nerdando in breve
Return to Silent Hill è il film tratto da Silent Hill 2.

Trailer
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