
Recensione
L’ho aspettato a lungo, spasmodicamente, vorrei dire dal giorno dell’annuncio, anni fa. Ma la verità è che ho iniziato a sperare ed aspettare un seguito dal giorno stesso in cui ho terminato il primo capitolo.
Il lavoro fatto da Ninja Theory è stato eccelso, ne ho parlato diffusamente (e con non pochi brividi) in un articolo di approfondimento, tempo fa. La mia paura era scoprire che tanta attesa sarebbe stata vanificata da un prodotto non all’altezza delle mie aspettative ma i dev log degli ultimi mesi, le anteprime, e quel poco che è trapelato mi lasciavano ben sperare.
Vediamo dunque cosa ho trovato immergendomi nuovamente nel tenebroso e malsano universo di Senua.
Gameplay
Le polemiche non si sono sprecate, soprattutto quelle in arrivo dai cugini “sonary” per una console war che, anno dopo anno, sta diventando sempre più insensata e noiosa. Gira solo a 30fps, ci sono le bande nere, gli enigmi sono banali, i combattimenti ripetitivi.
Va bene, è praticamente tutto vero. Solo che questo titolo (chiamarlo “gioco” è riduttivo), non è stato pensato per offrire quel tipo di esperienza. Ci sono altri lavori, anche di ottima fattura, che possono regalare centinaia di ore, approcci diversi e tutto il cucuzzaro che sembra mancare qui.
La verità è che Senua’s Saga: Hellblade II è un’opera multimediale di tipo diverso. Per certi versi più vicina al film (e 8 ore per un film non credo siano pochi), con un’impronta narrativa fortissima e una componente grafica che mi ha fatto piangere dalla bellezza. Avevamo avuto un assaggio delle potenzialità dell’Unreal Engine 5, ma vederlo in pratica è stato qualcosa di notevole.
A questo aggiungiamo l’audio binaurale, per cui giocare con le cuffie non è consigliato. È obbligatorio.
Le voci nella testa di Senua, che l’accompagnano e ci accompagnano per tutta la durata del gioco, sono rese alla perfezione e danno quell’effetto disturbante che solo un paziente psicotico più davvero capire.
Voci, luci, immagini. Abbiamo imparato a conoscere la psicosi di Senua col primo capitolo e qui non fa eccezione. Senua non è mai da sola: il suo universo, un concentrato di suoni e immagini che solo lei può percepire, la accompagnano ogni istante della sua vita. Così, attimo dopo attimo, deve fare i conti non solo con le persone, in genere avversari, che la affrontano, ma anche con i demoni interiori che nella sua mitologia vengono spesso confusi con creature fantastiche per un confine tra finzione e realtà che è sempre più labile e sottile.
Per tutta la durata di questa esperienza non avremo mai la certezza di cosa sia reale e cosa no. Il motivo è semplici: per Senua ogni cosa è reale. Ed è questa la forza più grande di questa narrazione: ci cala nei panni sporchi, umidi, intrisi di sangue e lacrime di chi vive e percepisce il mondo in modo diverso. Per questo verrà sempre stigmatizzato, additato, scacciato o attaccato. È un’esistenza solitaria, fatta di morte e dolore, di terrore strisciante, in cui i ricordi più dolorosi accompagnano passo dopo passo, facendosi concreti e tangibili.
Ecco: immaginate questo. Ognuno di noi ha un incubo ricorrente, un episodio del proprio passato che vorrebbe cancellare e che, di tanto in tanto, riaffiora alla mente facendoci regredire al momento in cui è avvenuto, facendoci sentire sbagliati, a disagio, profondamente vulnerabili. Spesso riusciamo a scacciare quel ricordo, relegandolo in qualche anfratto della nostra mente. Il peggio passa dopo pochi attimi, forse minuti, ma poi ci abbandona.
Per Senua non è così. Ogni ricordo, ogni attimo della sua vita, soprattutto quelli dolorosi, di lutto, perdita, abbandono, sofferenza (e sono molti), non solo continua a riaffiorare, ma si fa concreto e tangibile: si manifesta in ogni istante di debolezza o dubbio, diventando palpabile, diventando reale.
Immaginate il vostro peggior ricordo essere vivo e vegeto accanto a voi. In questo momento. Vi sussurra alle orecchie il vostro fallimento e vi spinge a rinunciare, a soccombere ancora e ancora. E non c’è fine. Non c’è rimedio. Sarà così ogni giorno della vostra vita.
Trama
Fatta pace con il suo demone interiore, Senua porta avanti la sua crociata personale. Non ha potuto salvare l’amato, ma può vendicarlo e soprattutto può far cessare il continuo flusso di rapimenti di cui si macchiano i norreni ai danni di Albione, terra di origine di Senua.
La nostra raggiunge l’Islanda, dove farà il possibile per porre fine agli schiavisti del nord, scontrandosi contro realtà più grandi e dolorose di quelle che avrebbe immaginato.

Comparto tecnico
Dirò una sola frase, una sola che racchiude tutto.
Volevate un gioco che sfruttasse al massimo le potenzialità delle console di questa generazione?
Ora lo avete.
Aspettavate un’esclusiva Xbox degna di questo nome?
Ora la avete.
Conclusione
Personalmente ho trovato soddisfacenti anche i combattimenti, con animazioni gustose e ricche di pathos, sangue a fiumi e morte.
In realtà ho apprezzato anche la scelta di avere enigmi ambientali abbordabili, perché non distraessero eccessivamente dal flusso di gioco o non ne rallentassero la narrazione. Una scelta azzeccata a mio avviso.
La cosa che più ho adorato, però, è la cura amorevole che Ninja Theory ha posto in questo suo lavoro monumentale. Come già detto altrove, se dessi dei voti questo sarebbe forse il mio secondo o terzo 100 su 100 (vi lascio indovinare, se vorrete, gli altri). Ho già parlato di quanto sia sublime il comparto tecnico, ma fatemi spendere una parola per Melina Juergens: colei che è diventata Senua per caso e che ora ha dato vita ad un’interpretazione da brividi. Impossibile non amarla alla follia.
Senua’s Saga: Hellblade II è una di quelle esperienze per cui ringrazi di vivere in questo secolo e di avere la possibilità di accedervi. La gamma di emozioni che è in grado di farsi esperire è difficile da condensare in poche parole. Ho fatto del mio meglio e so di essere molto lontano da quanto ho provato sulla pelle giocandolo. Questo è uno di quei titoli che resta appiccicato addosso a lungo, dopo la sua fine, uno di quelli che torna alla mente ancora e ancora, per la sua capacità di toccarci nel profondo, di ferirci e farci star male, di farci sentire vivi.
Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro Server Discord e sul nostro Gruppo Telegram.
Nerdando in breve
Senua’s Saga: Hellblade II è il viaggio di Senua tra incubi e sangue.

Contenuti






