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Doctor Who – Analisi degli speciali Sessantesimo anniversario

Dopo aver congedato con la giusta dose di commozione il Tredicesimo Doctor Who di Jodie Whittaker, è giunto il momento di tuffarsi negli speciali (ben tre) dedicati al sessantesimo anniversario di Doctor Who. Speciali che vedono il ritorno di David Tennant nei panni del Dottore, ma in una nuova incarnazione, di Catherine Tate nei panni della vulcanica Donna Noble e dello storico showrunner Russell T. Davies, che ha dimostrato già all’epoca di saper davvero scrivere per questo franchise.

Insomma: se si voleva puntare sui sentimenti, qui non si scherza. Buona parte degli episodi sono incentrati sul capire perché mai il Dottore abbia scelto quel viso, e perché mai sia finito nuovamente nel giro di Donna a cui, ricorderete, aveva dovuto cancellare la memoria e dire addio per salvarle la vita.
Ci troviamo davanti ad un crescendo di emozioni, in cui non manca il cameo di Bernard Cribbins, attore 93enne scomparso durante le riprese di questi speciali: suo uno dei personaggi più belli di sempre, Wilfred Mott, nonno di Donna che avrebbe dovuto avere molte più battute ma che ha invece preferito dirigersi verso l’unico viaggio in cui nemmeno il Dottore poteva seguirlo.

Ma è l’introduzione anche della figlia di Donna, Rose (nome non casuale), interpretata dall’attrice transgender Yasmin Finney (già in Heartstopper – per la gioia delle mie figlie) e dall’apparizione di uno stratosferico Neil Patrick Harris, nei panni del Giocattolaio, un villain incredibile che venne sconfitto dal Primo Dottore.

Ma veniamo a noi.

Star Beast

Un episodio ad altissimo contenuto inclusivo. Ho già citato Yasmin Finney, ma compare anche la splendida Ruth Madeley che, affetta da spina bifida, ha necessità di usare la sedia a rotelle. E che sedia in Doctor Who!
Oltre al ritorno di Tennant, in questo episodio Russel gioca sporco con i nostri sentimenti e pregiudizi. Ne nasce una storia con un bel plot twist, che ha la capacità di far riflettere e che, senza scendere in spoiler, si basa molto sul non fidarsi delle apparenze.

Viene anche trovata una scappatoia per salvare Donna, ma onestamente lo spiegone mi convince poco. Se l’intento era di mettere l’accento sulla superiorità delle donne rispetto agli uomini in termini di flessibilità, energia, forza morale… allora bastava chiedere a me, che vivo con tre di loro. Intendiamoci: apprezzo molto l’intento, ma la giustificazione (fanta)scientifica mi è suonata decisamente farlocca.
Certo potrei anche solo non averla capita io: tutto sommato resto quello che sono. Un maschio.

Wild Blue Yonder

Episodio ai margini dell’universo: uno di quelli in cui sai di avere in mano una coppia di attori fenomenali e li spremi per far dare loro tutto quello possono riversare. Ed è così. Tennant e Tate sono tra gli attori inglesi più talentuosi che siano in circolazione sul piccolo schermo ed è un vero piacere vedere le loro prove nei ruoli (sì, al plurale – vedere per credere) che sono messi in scena in questo episodio.

L’episodio si tinge inoltre di sensazioni horror sci-fi con inquietudini a non finire e una bella riga di tensione palpabile. Non sarà tra i più belli in assoluto, ma mi è davvero piaciuto moltissimo. È anche l’occasione per scavare più a fondo nella mente dei protagonisti e prepararci per il gran finale.

The Giggle

E si chiude col botto.
Partendo da un fatto realmente accaduto, la prima immagine mai trasmessa in una televisione, fa la sua (ri)comparsa un villain incredibile: il Giocattolaio, qui interpretato da un monumentale Neil Patrick Harris che sarà anche la ragione primaria dell’arrivo del Quindicesimo dottore, il primo di carnagione nera (“puoi anche scegliere il colore?” chiede Donna) e con una rigenerazione che, lo ammetto, mi ha lasciato assolutamente basito.

Da un lato si è tenuto aperto un portone enorme per il ritorno di Tennant per il settantesimo anniversario o chissà quale altra reunion di Dottori futuri (qualcuno suggerisce che continuerà a tornare nella parte fino alla morte del franchise), dall’altro spero che non si tratti di un mero espediente narrativo ma che fosse la precisa volontà di dare una chiosa serena, di pace, all’incarnazione di questo Dottore tanto amato e la cui partenza aveva straziato il cuore di molti.

Nel complesso un episodio che mi è piaciuto, il nuovo Dottore è tutto da scoprire e inizieremo a farlo con lo speciale di Natale (niente più capodanni dell’era Chibnall), ma le prime sensazioni sono piuttosto buone e il nuovo Tardis, già svelato, ha un che di retrò piuttosto affascinante, ma molto più luminoso e solare dei precedenti (da Nove in poi, nessuno escluso).

Non resta che aspettare il 25 dicembre e tornare a viaggiare nello spazio e nel tempo con il TARDIS.

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