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Hogwarts Legacy – Magical Me

Attenzione: l’autore del presente articolo non condivide il punto di vista sul tema transgender di J. K. Rowling, ma altresì è sostenitore attivo della comunità LGBTQ+.
Il tema non verrà trattato all’interno di questo contenuto, che si concentrerà sull’analisi del videogioco in quanto medium a se stante.

Recensione

Non facciamone un mistero: il mondo di Harry Potter è sfruttato all’inverosimile da ogni branca di marketing che mi possa venire in mente. Dal merchandising, al gioco da tavolo, dal turismo a, ovviamente, il videogame. Ma per vivere davvero l’emozione di lanciare un incantesimo, di calpestare le polverose pietre di Hogwarts, di respirare l’aria della campagna inglese e di primeggiare nella Coppa delle Case, beh noi babbani abbiamo dovuto aspettare parecchio.

Ma quel momento, adesso, è arrivato: è arrivato Hogwarts Legacy.

Trama

Hogwarts Legacy è ambientato circa un secolo prima degli avvenimenti narrati nei libri e ci mette nei panni di uno/a studente del quinto anno che, dopo una breve formazione privata, verrà accolto direttamente nel percorso scolastico di Hogwarts. Le cose, però, non vanno come atteso e ancor prima dei titoli di testa saranno molte le emozioni che vivremo in prima persona.
Il mago o strega da noi interpretato, infatti, è in possesso della misteriosa “magia antica” una forma magica andata ormai perduta e che ci dona poteri straordinari, oltre ad una spiccata predisposizione per l’uso della bacchetta.

Il resto potete immaginarlo: a valle dello smistamento inizieremo a far la conoscenza dei corridoi e delle aule della celebre scuola, così come dei suoi molti studenti. Per rimetterci in pari riceveremo compiti extra curriculari da parte dei professori e avremo modo di aiutare i nuovi amici in piccoli compiti a base, ovviamente, di incantesimi.
Inizia così la nostra progressione nel mondo magico, con nuovi incanti da studiare, pozioni da preparare, oggetti magici da scoprire e vestiti da indossare.

Il tutto mentre cercheremo di far luce su un complotto che coinvolge goblin e maghi oscuri, oltre la sopra citata magia antica.

Gameplay

Hogwarts Legacy è un open world di tutto rispetto, ma mostra due volti ben distinti. Per quanto riguarda le ambientazioni del castello e della vicina Hogsmeade, non posso che alzarmi in piedi e fare un profondo inchino al lavoro monumentale svolto dagli sviluppatori. Dopo essere stato smistato tra i Corvonero ho passato mezzora buona a perdermi nei mille dettagli della mia sala comune, per poi approfondire la conoscenza di quadri animati, di scale e fantasmi (e sì: c’è anche il famigerato poltergeist Pix), per non parlare dei negozi del villaggio, dei suoi abitanti, dei suoi scorci mozzafiato.
Insomma: se la saga cinematografica era un sogno ad occhi aperti, qui diventiamo protagonisti attivi proprio di quel sogno.

Il rovescio della medaglia, invece, riguarda la parte all’aperto: ci sono moltissime cose da fare, tantissime missioni, infinità di compiti da svolgere non solo tra le mura di Hogwarts ma anche nelle vaste distese delle Highlands scozzesi che sono sì rese magistralmente, ma che dopo un po’ risultano abbastanza monotone e ripetitive. Niente di strano: è il solito vecchio problema che affligge (quasi) tutti gli open world. Fatta una certa varietà di missioni e alcune declinazioni al suo interno, alla fin fine i compiti si riducono a fare sempre le stesse cose: risolvere enigmi, sconfiggere nemici, completare consegne, vendere e comprare.

Ma veniamo al gameplay vero e proprio.
A fronte di un motore di build non eccezionalmente profondo del personaggio, abbiamo invece un’enorme scelta di attività, collezionabili e informazioni da raccogliere e fare nostre man mano che procediamo con l’avanzamento del nostro protagonista. Esplorare il mondo magico è un vero piacere così come andare a vivere sia riferimenti a quanto visto e letto, sia nell’approfondire le trame originali, come quella della magia antica.

E a proposito di magia, la parte del leone ovviamente la fanno gli incantesimi. Ne abbiamo ben 16 da imparare a padroneggiare e non sempre sarà facilissimo fronteggiare i molti nemici facendo ruotare le stregonerie a disposizione. Si parte dai duelli di magia con protezioni e schiantesimi, ma ben presto si arriva a fare sul serio e non sarà raro incappare in prematura dipartita.
Essendo il fulcro principale, occorre rimarcare che è stata data grande attenzione al motore degli incantesimi: dalla coreografia del mago che li lancia, all’effetto visivo su schermo. Portare a termine un combattimento regala sicure soddisfazioni che non vi lasceranno facilmente.

Per quanto riguarda l’avanzamento del gioco, abbiamo tra le mani un classico RPG che ripercorre le orme di quanto già visto in altri titoli: il personaggio raccoglie esperienza man mano che completa missioni e risolve enigmi, o trova nuove informazioni in giro per il mondo di gioco. Salendo potrà sbloccare nuove abilità e nuovi incantesimi, così da fare sempre più cose o accedere a zone prima inaccessibili.
Insomma: nulla di particolarmente rivoluzionario, ma a mio avviso non c’era bisogno di investire troppo in questo aspetto. Come già detto è stato dato grande risalto al motore delle stregonerie e al combact system, facendo un ottimo lavoro.

Ho apprezzato in modo particolare la progressione dell’acquisizione dei nuovi incanti: man mano che svolgeremo i compiti assegnati dai professori, avremo accesso a nuove stregonerie che sì arricchiranno la nostra potenza di attacco e manipolazione del mondo, ma che ci daranno anche accesso a zone prima inaccessibili o alla soluzione di enigmi altrimenti insormontabili. In questo modo c’è sempre la spinta a continuare l’esplorazione, a tornare su luoghi già visitati certo, ma con sempre maggior consapevolezza delle nostre potenzialità.
Davvero un ottimo lavoro, a mio avviso.

Comparto tecnico

Hogwarts Legacy è stato creato con anni e anni di fatica e studio certosino dal team di Avalanche Software. Ho già accennato alla resa del castello, ma voglio rimarcare ancora una volta che il lavoro fatto sui dettagli è stato semplicemente maniacale. Ho giocato la mia versione su Xbox Series X con modalità grafica e dopo i primi minuti ho dovuto fermare il gioco per cercare la mascella che mi era precipitata a terra. Non nascondo di aver provato un’emozione enorme nel veder comparire per la prima volta il profilo della scuola, in perfetto stile cinematografico, così come quando ho sentito risuonare Hedwig’s Theme, il celebre tema di John Williams.

Sempre dal punto di vista acustico, da dire che non mancano temi originali che forse non saranno epici come quelli dei film, ma che si sposano perfettamente con l’atmosfera del gioco. Da segnalare anche gli effetti sonori, come quelli degli incantesimi, che sono esattamente gli stessi uditi al cinema e che ormai fanno parte integrante dell’immaginario collettivo.
Il gioco è anche interamente doppiato in italiano, con grande cura nell’uso dei termini corretti, a cui siamo abituati, e recitato con buona ispirazione.

Volendo cercare il pelo nell’uovo, mi è capitato di incappare in alcuni piccoli bug: come la mancata sincronia tra voce e labiale o popup di personaggi che appaiono all’improvviso nelle stanze. Alcuni bug talvolta mi hanno reso la vita più facile del previsto, come nemici incastrati o bloccati, ma nulla che comprometta l’esperienza di gioco, ci tengo a dirlo. Mi auguro che verranno comunque sistemati da patch nel prossimo futuro.
Dopotutto, questa è magia.

Conclusioni

Confesso che ho evitato video, foto, articoli e quant’altro nell’attesa che uscisse, in modo da contrastare un hype che mi avrebbe sicuramente annientato.
La verità è che ho fatto bene: ho avuto la sfortuna di essere già troppo grande all’uscita dei film per dire di essere cresciuto con essi, ma calarmi nel mondo di Hogwarts da protagonista, grazie a questo gioco, mi ha fatto tornare bambino.

Come ogni appassionato sono andato alla ricerca di luoghi e persone note. Coi i primi è stato facile, mentre per i secondi (a parte ovviamente fantasmi e poltergeist) la scelta di ambientare il gioco 100 anni prima della saga è stata decisamente azzeccata: ha evitato la delusione di vedere volti non corrispondenti agli attori o ancor peggio pestare i piedi alla continuity letteraria. Fanno comunque la loro bella presenza alcuni “nomi” noti, con gli antenati di Sirius Black, ad esempio o della prolifica famiglia Weasley.

Nerdando in breve

Hogwarts Legacy è il gioco che gli appassionati di Harry Potter aspettavano.

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