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Harry Potter: The Exhibition – Cronache del fanday

Harry Potter The Exhibition

Dal 12 maggio al 9 settembre 2018 si terrà a Milano la Harry Potter: The Exhibition, una mostra che porta ai potterheads di tutto il mondo i costumi e gli oggetti di scena usati sul set.

In occasione della mostra, i gemelli James e Oliver Phelps si sono passaportati a Milano per la giornata inaugurale e per gli eventi annessi a essa. Fra gli incontri e le manifestazioni a cui hanno preso parte, c’è il tanto ambito fanday. L’11 maggio si è infatti tenuta una giornata nella quale alcuni fra i più appassionati della saga hanno potuto visitare la mostra in anteprima e partecipare a un incontro con Fred e George, rivolgendo loro le domande più disparate.

Essendo riuscita a prendervi parte, non posso esimermi dal parlarvene.

La mostra

Dopo un’attesa resa breve dalla prenotazione a fasce orarie, ecco che un corridoio buio vi condurrà all’Hogwarts Express, subito dopo il quale avverrà lo smistamento. Tre volontari fra il pubblico verranno fatti sedere su uno sgabello, sulla loro testa sarà posizionato il Cappello Parlante che reciterà la più famosa filastrocca, ed ecco che Serpeverde, Grifondoro, Corvonero e Tassorosso troveranno nuovi compagni di avventure.

Poi ha inizio la mostra vera e propria: esattamente come in un museo, numerose teche permetteranno ai fan di stare il più vicino possibile agli oggetti di scena usati sul set della saga cinematografica. Potrete vedere i costumi indossati dagli attori durante le riprese, i quali saranno disseminati lungo tutto un percorso studiato ad hoc. Dapprima incontrerete i quadri e una piccola ricostruzione del dormitorio del Grifondoro, con il letto di Ron, le divise scolastiche e moltissimi oggetti chiave del film (per citarne alcuni, ammirerete la Giratempo, l’Uovo d’oro rubato allo Spinato Ungherese, la lettera di accettazione firmata dalla professoressa McGonagall, la Mappa del Malandrino e la scatola di cioccolatini contenenti una pozione d’amore regalati a Harry da Romilda Vane nel sesto capitolo della saga).

Harry Potter: The Exhibition

Passato il dormitorio, troverete la zona dedicata alle lezioni, ossia tante piccole aule ricreate, fra cui quella di pozioni, di difesa contro le arti oscure, di divinazione e la serra di erbologia. Le vesti dei professori Piton e Lumacorno spiccheranno per l’austerità, con tante ampolle polverose ricche di ingredienti alle loro spalle, oltre al preziosissimo libro del Principe Mezzosangue in bella mostra davanti a loro; Moody e Lupin vi ispireranno fiducia, con le vesti accompagnate da bacchette e diversi cimeli; l’abito colorato e stravagante della professoressa Cooman non vi lascerà indifferenti, accompagnato da una teca contenente alcuni arnesi, fra cui la magica sfera di cristallo e la tazza con il Gramo; infine, potrete cimentarvi nell’estrazione di una mandragora, accanto alla parte dedicata alla professoressa Sprite.

Anche Gilderoy Allock e l’amabilissima Dolores Umbridge non hanno potuto esimersi dall’essere portati in mostra: fra quadri pieni di egocentrismo e piatti con i gattini, le sgargianti vesti dei due personaggi più vanesi non passeranno inosservate.

Finite le lezioni, sarà tempo di Quidditch: le divise più note spiccheranno fra gli stendardi appesi alle pareti, ma la meraviglia risiede in una teca. Il baule contenente i due bolidi e la pluffa sarà infatti ammirabile da vicino, insieme alle famosissime scope di Harry e Draco, rispettivamente le Nimbus 2000 e 2001. Spicca per preziosità e lucentezza l’unico e solo Boccino d’oro, brillante come non mai, circondato dagli indumenti indossati durante la finale della Coppa del Mondo di Quidditch, come sciarpe, cappelli e binocoli.

Harry Potter: The Exhibition

Dopodiché potrete salutare Fierobecco, l’ippogrifo di Hagrid, che aspetta fuori dalla sua capanna. All’interno della casupola potrete finalmente fare foto luminose, e allora ecco pronti a farsi immortalare l’uovo di Norberto, un ribollente calderone, le vesti del nostro gigante preferito e la sua morbida poltrona (sulla quale, per altro, potrete sedervi e apprezzarne la comodità).

Usciti dalla capanna, dimenticatevi di fare foto: è il momento della Foresta ProibitaAragog e l’Ungaro Spinato saranno nella semioscurità in compagnia di un Thestral, seguiti immediatamente dalla zona dedicata agli antagonisti. Eccovi Lucius Malfoy e figlio, accanto alle vesti di Tom Riddle e un Colin Canon inquietantemente pietrificato; le bacchette dei mangiamorte, i quali sono ricercati come segnalano i numerosi poster incorniciati alle pareti; una teca contenente tutti gli Horcrux, ciascuno corredato dalla relativa didascalia. Poi, accostate in un perfetto contrasto, la bianca veste del Signore Oscuro e la statua scura della Morte, che svetta lugubre con la sua lunga falce minacciosa.

Infine, a concludere il viaggio a Hogwarts, ecco la Sala Grande. Gli abiti indossati dai nostri eroi durante il Ballo del Ceppo e al matrimonio di Fleur e Bill, le caramelle di Mielandia, la coppa del Torneo Tre Maghi e la piuma verde di Rita Skeeter saranno solo alcuni dei tantissimi articoli ammirabili, ciascuno disposto nella propria zona di appartenenza, tutte splendidamente addobbate. Dalle candele pendenti sul soffitto alla statua di Dobby, dalla veste di Silente alla sua inseparabile Fenice, al termine della mostra vi sentirete incredibilmente affascinati da tutto ciò con cui sarete potuti venire a contatto.

Harry Potter: The Exhibition

Durante la visita ho scattato qualche foto: se volete vederle, le trovate qui.

Il consiglio più grande che vi do è di lasciarvi trasportare interamente, senza pensare razionalmente per una buona oretta. Gustatevi ogni manufatto, afferrate quella magia di cui tutto è intriso e fatela vostra. Potrebbe essere un semplice tour in cui vedrete oggetti esposti, ma se glielo concederete, la Harry Potter Exhibition vi permetterà di rivivere quelle emozioni così forti e cariche di energia che avete provato leggendo i libri e guardando i film. Se siete come me, che già dalle prime note di Hedwidg’s Theme avete la pelle d’oca e che non provate vergogna nel commuovervi di fronte a una filastrocca cantata da un cappello, allora andate alla mostra, ne rimarrete soddisfatti.

Diagon Alley

Passate dalla vostra Gringott prima di recarvi alla Harry Potter: The Exhibition! Dopo la mostra, vi ritroverete infatti direttamente nello store, nel quale potrete acquistare diversi articoli, fra cui le cioccorane, le bacchette (con annessa scatola ufficiale), la mantella e diversi altri piccoli oggetti. I prezzi non sono propriamente economici, ma un ricordino sono comunque riuscita a portarlo a casa.

In ultimo, potrete ritirare le foto. All’inizio e alla fine della mostra, vi verranno infatti scattate due fotografie sullo sfondo verde, che verrà poi modificato dallo staff durante il vostro tour. Verrete equipaggiati di bacchetta, tunica e sciarpa della casata che sceglierete, vi metterete in posa e click: eccovi in un poster di segnalazione, davanti al castello di Hogwarts, di fronte alla capanna di Hagrid o in diverse altre location. Portare a casa le foto vi costerà non poco, motivo per cui vi consiglio di ponderare con cura gli acquisti nello shop se volete evitare di rinunciarvi.

L’incontro

Dopo aver visitato la mostra, ho preso parte all’incontro con James e Oliver Phelps, i due attori che interpretano Fred e George Weasley, i quali hanno risposto alle domande dei fan. Hanno raccontato di quanto la loro vita sia cambiata con la saga, soprattutto i capelli. James ci ha infatti rivelato che ogni tre settimane erano obbligati a fare la tinta, in modo da sembrare sempre dei Weasley impeccabili. Tuttavia, alla domanda “Cosa vi manca di più della vita durante le riprese?”, Oliver ha risposto che, oltre al fatto di poter vedere gli altri membri del cast quasi ogni giorno, anche le ore di trucco alle quali dovevano sottostare gli suscita una certa nostalgia.

Hanno raccontato qualche episodio comico avvenuto sul set, dai bisticci avuti fra di loro, alle scene riprovate in loop per diverse volte finchè entrambi non riuscivano a dire giuste le battute. Parlando di recitazione, ci hanno detto che per essere scelti come i veri fratelli Weasley hanno dovuto sostenere ben 6 provini, per i quali hanno dovuto imparare a memoria già alcune battute del film.

Fra gli aneddoti, Fred ci ha trasmesso la sorpresa che ha provato nello scoprire che sarebbe morto: era su un treno in Giappone e stava leggendo “Harry Potter e i doni della Morte”, quando all’improvviso si è trovato di fronte a quel punto straziante. Contemporaneamente, il bigliettaio è entrato nella sua cabina chiedendogli il biglietto, in giapponese ovviamente, ma talmente tanto assorto dalla lettura aveva scordato il contesto nel quale era immerso, senza capire subito cosa gli stesse chiedendo lo straniero.

Giusto per ricordarvi quanto fosse drammatica quella scena, ve ne riporto un pezzo:

“L’aria esplose. Erano tutti vicini: Harry, Ron, Hermione, Fred e Percy, i due Mangiamorte ai loro piedi, uno Schiantato, l’altro Trasfigurato; e in quella frazione di secondo, quando il pericolo pareva temporaneamente lontano, il mondo andò in pezzi.
[…] Hermione cercava di rimettersi in piedi in mezzo a quella devastazione e tre uomini con i capelli rossi erano a terra, vicini, nel punto in cui la parete era esplosa. Harry afferrò la mano di Hermione e avanzarono barcollando sopra cumuli di legno e pietra.
«No… no… no!» urlò qualcuno. «No! Fred! No!» Percy scuoteva il fratello, Ron era inginocchiato accanto a loro, e gli occhi di Fred li fissavano senza vederli, lo spettro dell’ultima risata ancora impresso sul volto.

Onestamente credo che James Phelps non sia l’unico a essersi sentito spaesato in quel frangente, ma forse lo è stato più degli altri.

Comunque, fra un aneddoto e l’altro, i due attori si sono intrattenuti con noi per circa tre quarti d’ora, poi hanno scattato diverse foto di gruppo e infine sono tornati nella loro zona franca, al sicuro dalle orde di fan.

Conclusione

Alle volte mi chiedo come mai Harry Potter più di tutte le altre saghe mi susciti così tanta emotività. Certamente ce ne sono molte che meritano, e probabilmente a livello tecnico ce ne sono molte anche migliori. Eppure, per chissà quale ragione, la saga del maghetto riesce a commuovermi come nessun’altra. Forse perchè nasce dal disperato desiderio di una donna di riscattare sé stessa e la pripria vita, forse perchè mi ha accompagnata durante l’adolescenza così come ha fatto con la maggior parte dei potterhead, o forse perchè l’atmosfera e il clima nel quale sono immerse le vicende riescono sempre a non lasciarmi indifferente. Lo stesso vale per la mostra, nulla più che un lungo corridoio buio e curvo pieno di oggetti da guardare, fotografabili solo senza flash. Eppure vederli dal vivo mi ha fatto capire quanta realtà ci sia dietro una semplice saga fantasy, motivo per cui sono davvero felice di essere andata a vederla e la consiglio caldamente a tutti.

Cari lettori, sono lieta di informarvi che avete diritto a frequentare la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. La lettera è finalmente arrivata.

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