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The Vanishing of Ethan Carter – Significato nascosto

The Vanishing of Ethan Carter

D’accordo non siamo a livelli onirici di Dear Esther o di astrazione metaforica come Inside, tuttavia anche The Vanishing of Ethan Carter ha qualcosa da raccontare che si nasconde sotto la superficie e per tutti coloro che lo hanno giocato, apprezzato, e che sono rimasti con un dubbio in testa, ecco le mie impressioni.

Prima di tutto, se non avete giocato il titolo, smettete subito di leggere: stiamo per spoilerare tutto.
The Vanishing of Ethan Carter ci vede giocare nei panni del detective Paul Prospero, dotato di poteri sovrannaturali, intento ad indagare sui misteri che avvolgono la famiglia Carter.
Ci troviamo negli anni ’70, come dimostrano alcuni documenti trovati nella nostra investigazione, anni di grandi conquiste ed esplorazioni spaziali. Ethan, il più giovane della famiglia Carter, esplora una vecchia dimora abbandonata e per caso riesce ad entrare in una stanza segreta, dove un antico mago custodiva i suoi segreti. Qui risveglia accidentalmente una creatura arcana e maligna, il Dormiente, che si impossessa di tutti i membri della famiglia, sussurrando orrori alle loro orecchie e spingendoli a servirlo in modo sempre più violento e crudele.

La madre e lo zio di Ethan, Travis, cercano di compiacere il Dormiente sacrificando il ragazzo, ma vengono fermati dal padre di lui che poi si suicida con un paio di forbici pur di sfuggire allo spirito maligno. Travis cerca ancora di uccidere Ethan ma viene fermato e ucciso a sua volta dal nonno. Ethan e il nonno, poi, con un tentativo disperato, danno fuoco alla stanza segreta, sperando di rimandare indietro lo spirito, tuttavia le fiamme avvolgono il nonno, bruciandolo vivo.
Prospero trova infine Ethan, illeso, nella stanza segreta. A quanto pare è l’unico sopravvissuto della follia collettiva.

Tutto ciò, però, solo apparentemente. Una scena finale rimette tutto in discussione e ci fa capire che abbiamo fatto sì un viaggio, ma nella fantasia di Ethan.
Molti indizi ci fanno capire che tutti gli elementi del gioco nascono dalle velleità creative di Ethan stesso: troviamo romanzi di avventure spaziali e libri di Lovecraft. La strega del bosco, l’orrore senza forma e senza nome, il minatore zombie e la creatura degli abissi sono tutti frutto della fantasia di Ethan che ha tentato di raccontare storie ispirandosi alla letteratura che tanto lo ha affascinato.
Sfortunatamente la sua famiglia non approva queste sue inclinazioni: lo zio lo chiama “femminuccia” (in realtà usa un termine ben peggiore, ma preferisco tenere quello della traduzione italiana); sua madre gli intima di restare ancorato nella realtà; solo suo nonno sembra volerlo difendere.

E durante l’ultima scena ecco apparire il dettaglio più shockante: anche Paul Prospero è frutto della sua immaginazione. Quando la madre, accidentalmente, dà fuoco alla casa, Ethan, invece di fuggire, si rifugia nella sua immaginazione. Si avvolge in se stesso e nelle sue fantasie, in attesa che fumo e fiamme lo raggiungano.
Tutto il gioco, quindi, non è che il viaggio della fantasia negli ultimi istanti di vita del giovane Ethan Carter, che sentendosi rifiutato nelle sue passioni da chi invece avrebbe dovuto amarlo e sostenerlo, sceglie di alienarsi dalla realtà fino all’autodistruzione.

Resta un’ultima domanda: chi è il Dormiente? Potrebbe essere un elemento fantastico di ispirazione lovecraftiana fine a se stesso, ma tuttavia ho la sensazione che ci sia di più, sotto.
La mia interpretazione è che sia una metafora della depressione di Ethan: un malessere strisciante, oscuro e impalpabile ma inesorabile, invincibile, che cresce man mano che la sua frustrazione aumenta.
Quando le fiamme avvolgono la casa Ethan lascia che la Depressione abbia il sopravvento: la sua famiglia cerca di salvargli la vita, ma lui sa che comunque non sarebbe mai accettato per quello che è e sceglie di abbandonarsi all’unica cosa che lo fa sentire bene. La propria fantasia.

Paul e Ethan spariscono assieme, nella speranza di avere davanti una nuova storia da vivere.

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