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	<title>Andrea Chiarvesio - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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	<title>Andrea Chiarvesio - Nerdando</title>
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		<title>Cyberpunk 2077: Gang di Night City &#8211; Neon da tavolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2024 08:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-2077-Gang-di-Night-City.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-54399" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-2077-Gang-di-Night-City.jpg" alt="Cyberpunk 2077: Gang di Night City" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-2077-Gang-di-Night-City.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-2077-Gang-di-Night-City-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-2077-Gang-di-Night-City-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-2077-Gang-di-Night-City-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Se c&#8217;è stato un videogame dall&#8217;hype veramente incontenibile, quello è stato <em><strong>Cyberpunk 2077</strong></em>, IP storica di un famoso <strong>GdR</strong> che <strong>CD Projekt Red</strong> aveva il compito di portare sui nostri schermi. Sappiamo che il gioco ha avuto uno sviluppo e soprattutto un lancio pieno di vicissitudini ma ora è stato tutto risolto e la nuova espansione ne è una valida testimonianza.</p>
<p>Ma oggi non siamo qui per parlare dello schermo, bensì del <strong>tavolo</strong>! Grazie agli sforzi congiunti di CD Projekt Red e la prolifica Cool Mini Or Not (<strong>CMON</strong> per gli amici) e all&#8217;ingaggio di autori come <strong><a href="https://nerdando.com/2015/06/24/due-chiacchiere-con-andrea-chiarvesio-kingsburg-hyperborea/">Andrea Chiarvesio</a> </strong>(<a href="https://nerdando.com/2015/07/21/kingsburg-un-consigliere-sempre/"><em>Kingsburg</em></a>, <em>Marvel United</em>), <strong>Eric Lang</strong> (<a href="https://nerdando.com/2016/08/26/blood-rage/"><em>Blood Rage</em></a>, <a href="https://nerdando.com/2018/03/29/rising-sun-giappone-feudale-da-tavolo/"><em>Rising Sun</em></a>, <a href="https://nerdando.com/2021/11/10/ankh-divinita-egizie-guerra-santa-nellantico-egitto/"><em>Ankh</em></a>), <strong>Alexio Schneeberger</strong> (<em>Looney Toones Mayhem</em>) e <strong>Francesco Rugerfred Sedda</strong> (<em>Marvel United</em>), potremo finalmente vivere le nostre avventure al neon anche sui nostri tavoli. Mettetevi i migliori impianti cibernetici a vostra disposizione, <strong>a Night City non si scherza</strong>!</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Chi conosce <em>Cyberpunk</em> lo sa, <strong>Night City dà e Night City toglie</strong>, ed è fondamentale non farsi trovare impreparati. Questo è ben noto alle diverse gang che occupano le strade e i quartieri della città, in un fragile equilibrio tra lo scontro e il compromesso, con le grandi corporazioni come la <strong>Arasaka</strong> che non stanno certo ferme a guardare, ma si invischiano in questa rete con giochi di potere ben più ampi del previsto.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-Gang-1.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-54398" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-Gang-1.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-Gang-1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-Gang-1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-Gang-1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-Gang-1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Ed è qui che ci troviamo con <em>Cyberpunk 2077: Gang di Night City</em>, dove saremo chiamati ad impersonare i <strong>leader</strong> di una delle <strong>gang</strong> della città, cercando di prevalere contro le altre per assicurarsi il dominio. Il gioco è da <strong>1 a 4 giocatori</strong> nella versione base, e le <strong>espansioni</strong> porteranno <strong>nuove gang</strong> e anche la possibilità di ampliare il numero di persone al tavolo.</p>
<h2>Meccaniche</h2>
<p>Come da &#8220;<strong>tradizione</strong>&#8221; iniziata da Eric Lang, <em>Cyberpunk 2077: Gang di Night City</em> è uno dei perfetti esempi di &#8220;<strong>Dudes on a Map</strong>&#8221; (DOAM), dove dovremmo cercare di <strong>ottenere il controllo dei territori disegnati sull&#8217;ampio tabellone di gioco</strong> al fine di guadagnare più reputazione delle altre gang e diventare i leader di Night City.</p>
<p>Le <strong>gang</strong> sono <strong>asimmetriche</strong>, ognuna dotata di <strong>particolari poteri</strong> che si attiveranno secondo particolari scelte che effettuerete, e il mio consiglio è quello di cercare di seguire la loro strategia per ottenere quei punti in più che possono effettivamente fare la differenza a fine partita. Considerate infatti che ci sono <strong>diversi modi per ottenere punti</strong>, e abbiamo <strong>5 tipi di azione diversa</strong> (più la possibilità di replicarne una) che potremo effettuare prima di resettare il nostro contatore di azioni e tirare le somme in quel momento. Le azioni sono: muovere e attivare le unità che <strong>combattono</strong>, muovere e attivare le unità che permetteranno di <strong>reclutare</strong> nuove unità e acquisire bonus, muovere e attivare le unità che possono <strong>hackerare</strong> i nemici, <strong>costruire covi</strong>, prendere una <strong>nuova carta combattimento</strong> <strong>potenziata</strong> e un&#8217;azione <strong>bonus</strong> che può replicare una qualsiasi delle precedenti.</p>
<p><em>Cyberpunk 2077: Gang di Night City</em> infatti dà la possibilità di compiere <strong>1 o 2 azioni</strong>, fino ad esaurimento delle 6 possibilità che abbiamo, e quando vorremo (o saremo obbligati dopo la sesta azione) potremo <strong>cristallizzare</strong> la situazione in quel momento e prendere risorse e punti dai territori dove saremo presenti o che domineremo, assieme alla possibilità di rimettere in gioco forze fresche sui territori dove abbiamo dei covi. La &#8220;<strong>presenza</strong>&#8221; vuol dire che in un territorio avremo semplicemente delle unità &#8211; la presenza non implica automaticamente il conflitto &#8211; mentre il &#8220;<strong>dominio</strong>&#8221; presuppone la presenza di un covo E la maggior presenza all&#8217;interno di uno o più territori. Insomma, c&#8217;è una bella componente di maggioranze qui!</p>
<p>Ma un gioco <strong>CMON</strong> non è tale senza <strong>miniature</strong>, vero? Anche in <em>Cyberpunk 2077: Gang di Night City</em> questa regola non viene sfatata, e avremo <strong>due tipi</strong> di miniature: quelle delle <strong>unità</strong> dei 4 giocatori, ognuna con un colore diverso e con uno stile diverso, ma rappresentanti le stesse <strong>9 unità</strong> &#8211; 3 solitari, 3 tecnici e 3 netrunners &#8211; e una serie di <strong>10 miniature grigie</strong> che rappresentano i 10 <strong>personaggi unici</strong>, gli <strong>Edgerunners</strong>, che potremo chiamare in nostro aiuto pagando sonanti EuroDollari. Resta quindi, come negli altri DOAM, la possibilità di unire alle proprie unità delle unità di supporto, particolarmente potenti, che potranno <strong>rinforzare</strong> la nostra strategia a seconda della loro tipologia e darci <strong>bonus</strong> aggiuntivi. Inoltre questa possibilità aumenta il coefficiente di rigiocabilità, perché ogni volta potremo reclutare Edgerunners diversi e quindi affrontare le cose in maniera differente.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-Gang-2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-54397" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-Gang-2.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-Gang-2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-Gang-2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-Gang-2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-Gang-2-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Vediamo rapidamente cosa fanno le unità: i <strong>Solitari</strong> sono le nostre unità di combattimento, utili per ridurre le unità avversarie e per occupare con la forza delle zone, chiaramente indicate sulla mappa, che vi permetteranno di effettuare altre azioni con le altre unità se già occupate dai nemici. Il <strong>combattimento</strong> è ottimamente gestito con delle <strong>carte</strong>: ad inizio partita avremo a disposizione 4 carte uguali per tutti, ma potremmo comprare delle nuove carte con una delle azioni disponibili e prendere delle armi o dei buff molto più forti, non senza un po&#8217; di alea.</p>
<p>Pescheremo infatti due carte dal mazzo e ne sceglieremo una, ma poi dovremo rimuovere dal gioco una delle 4 carte che avremo a disposizione, restando di fatto con un mazzo di <strong>sole 4 carte</strong> nonostante i vari potenziamenti. Questa è una scelta &#8220;<strong>necessaria</strong>&#8221; perché alcune carte sono veramente fortissime, e avendone troppe in mano i combattimenti sarebbero molto sbilanciati. Una volta iniziata la lotta, i giocatori sceglieranno una carta e la giocheranno, andando a sommare il valore di forza ad eventuali bonus. Chi vince, spazza via una unità nemica e prende il posto nei &#8220;<strong>Punti di Interesse</strong>&#8220;.</p>
<p>I <strong>Tecnici</strong> sono coloro che ci permetteranno di <strong>assoldare</strong> <strong>Edgerunners</strong> oppure comprare carte <strong>Opportunità</strong>, che danno sostanzialmente punti Reputazione aggiuntivi in base al loro tipo e alla quantità che avrete nelle vostre riserve. Ma per attivare una o l&#8217;altra azione, dovrete avere almeno un <strong>Punto di Interesse</strong> <strong>controllato</strong> da una delle vostre miniature, quindi pianificate bene il corso delle azioni! Infine i Tecnici si portano dietro i <strong>Droni</strong>, unità che vi serviranno sia per i conteggi delle maggioranze che come &#8220;sacrifici&#8221; per dei combattimenti andati male.</p>
<p>Chiudono le fila i <strong>Netrunner</strong>, ossia gli <strong>hacker</strong> che cercheranno di sabotare le altre gang. Qui entra in gioco una meccanica ancora diversa: in base a quanti Netrunner avrete in gioco potrete muovere un segnalino lungo un percorso sul tabellone, con effetti sempre più fastidiosi per i vostri nemici; ma attenzione, dopo un hacking dovrete lanciare i <strong>due dadi</strong> (d6) in dotazione e fare un numero superiore a quello indicato sull&#8217;area del tabellone in cui avete posizionato il segnalino: se fallirete, subirete le <strong>conseguenze</strong> dello sforzo neurale! Un ottimo modo per ambientare una meccanica e per avere sempre il rischio alle calcagna, ma ehi qui siamo a Night City!</p>
<p>Ultimo elemento delle meccaniche è dato dalle <strong>Storie</strong>. Nella scatola base di <em>Cyberpunk 2077: Gang di Night City</em> avremo <strong>una</strong> <strong>missione tutorial e 4 storie</strong> che daranno delle indicazioni e delle missioni particolari che dovrete svolgere prima dei vostri avversari, facendo così proseguire la storia e variando sempre più ciò che può succedere al tavolo e la vostra potenziale <strong>strategia</strong>, nonché le condizioni di vittoria che potrebbero non essere sempre lineari. Questo è un ottimo modo per aumentare tantissimo la <strong>longevità</strong> del gioco, e nelle espansioni avrete tante altre storie da vivere in questa caotica metropoli.</p>
<h2>Materiali</h2>
<p>Inutile negarlo, <em>Cyberpunk 2077: Gang di Night City</em> è proprio <strong>una gioia per gli occhi</strong>. Lo stile del gioco di CD Projekt Red è fedelmente riportato nella scatola, e ritroverete colori, font, sensazioni e soprattutto i personaggi che avete conosciuto e amato nel corso delle vostre scorribande. Infatti gli Edgerunners sono tutti personaggi ben noti, a partire dal mitico <strong>Johnny Silverhand</strong> per proseguire con i fixer che vi hanno accompagnato durante l&#8217;avventura a Night City.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-Gang-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-54396" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-Gang-3.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-Gang-3.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-Gang-3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-Gang-3-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/05/Cyberpunk-Gang-3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Le <strong>miniature</strong> sono, come tradizione <strong>CMON</strong>, <strong>ottime</strong>, e la scelta di lasciare gli <strong>Edgerunner</strong> in grigio vi darà la possibilità di sbizzarrirvi nel cercare di creare delle repliche perfette &#8211; oppure originali, perché no! &#8211; dei personaggi rappresentati. Le carte sono ben fatte e chiare, nonostante siano un po&#8217; affollate per via dello stile grafico che punta, giustamente, a lasciarvi un po&#8217; scombussolati.</p>
<p>Menzione d&#8217;onore per la <strong>scatola</strong> con un <strong>ottimo organizer</strong>: adoro!</p>
<h2>Prezzo</h2>
<p><em><strong>Cyberpunk 2077: Gang di Night City</strong></em> è disponibile al prezzo consigliato di <strong>109,99€</strong>.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p><em><strong>Cyberpunk 2077: Gang di Night City</strong></em> è un <strong>gran bel gioco</strong> che porta i Dudes on a Map ad un livello probabilmente più immediato rispetto a mostri sacri del genere che a volte soffrono un po&#8217; la loro complessità, oppure il numero minimo di giocatori (spesso 3, come nel caso di<em> Rising Sun</em>) o la rigiocabilità a volte bassa. Qui invece siamo quasi di fronte ad un <strong>videogioco da tavolo</strong>: coperta corta, durata potenzialmente non superiore alle 2 ore a partita, grande espansibilità, storie che coinvolgono, una grafica sotto steroidi e un numero di miniature non eccessivo.</p>
<p>Forse chi è in cerca di un&#8217;esperienza più riflessiva potrebbe essere scoraggiato dai ritmi rapidi di questo gioco, ma ripeto che secondo me <strong>lo</strong> <strong>spirito di <em>Cyberpunk 2077</em> è proprio questo</strong> ed è ottimo essere riusciti a portarlo in maniera fedele sul tavolo. Inoltre, il passo del gioco sarà delineato proprio da chi è al tavolo, perché col fatto di dover alternare in maniera non lineare le azioni alla fase di controllo delle maggioranze e rifornimento, deciderete voi che ritmo dare al gioco senza aspettare di effettuare tutti le stesse cose. Inoltre le <strong>gang</strong> sono totalmente <strong>asimmetriche</strong>, dando <strong>più profondità</strong> al gioco.</p>
<p>E infine, <strong>qui non ci sono bug</strong>, cosa volete di più da una nuova incarnazione di <em>Cyberpunk 2077</em>?</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a> e sul nostro <a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a>.</em></p>
<h2>Nerdando in Breve</h2>
<p><em><strong>Cyberpunk 2077: Gang di Night City</strong></em> ci porta nella città sotto steroidi dove <strong>solo una gang prevarrà sulle altre</strong>: siete pronti a <strong>dominare</strong> come non mai?</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/giando_azzurro.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41545" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/giando_azzurro.png" alt="" width="200" height="194" /></a></p>
<p>Ringraziamo <strong>Asmodee Italia</strong> per averci dato una copia di Cyberpunk 2077: Gang di Night City per questa recensione.</p>
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		<title>Lucca Comics &#038; Games 2019 &#8211; La conferenza stampa</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/07/04/lucca-comics-games-2019-la-conferenza-stampa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco "FrankieDedo" Del Dotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2019 12:00:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>LA CONFERENZA Mancano poco meno di 120 giorni all&#8217;inizio di Lucca Comics &#38; Games e in una calda giornata di inizio luglio si è tenuta la conferenza stampa dedicata alla presentazione dell&#8217;edizione 2019. Da bravo lucchese, ho compiuto il mio dovere e mi sono recato nella sede di Lucca Crea in Corso Garibaldi, per sentire [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/07/04/lucca-comics-games-2019-la-conferenza-stampa/">Lucca Comics &#038; Games 2019 &#8211; La conferenza stampa</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/cslcg2019_1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31150" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/cslcg2019_1.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/cslcg2019_1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/cslcg2019_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/cslcg2019_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/cslcg2019_1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">LA CONFERENZA</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Mancano poco meno di 120 giorni all&#8217;inizio di </span><strong><span class="s2">Lucca Comics &amp; Games</span></strong><span class="s1"> e in una calda giornata di inizio luglio si è tenuta la conferenza stampa dedicata alla presentazione dell&#8217;edizione 2019. Da bravo lucchese, ho compiuto il mio dovere e mi sono recato nella sede di </span><strong><span class="s2">Lucca Crea</span></strong><span class="s1"> in Corso Garibaldi, per sentire di persona le anticipazioni sulla fiera.</span></p>
<h2 class="p1">BECOMING HUMAN</h2>
<p class="p1"><span class="s1">Innanzitutto si è approfondito il tema di quest&#8217;anno: </span><strong><span class="s2">Becoming Human</span></strong><span class="s1">, che vuol porre delle domande sulla natura dell&#8217;essere umano e dell&#8217;essere umani. Come primo passo di questo percorso di introspezione, sia individuale che collettiva, il direttore generale </span><strong><span class="s2">Emanuele Vietina</span></strong><span class="s1"> ha introdotto una maggiore vicinanza alle categorie che a gran voce hanno chiesto più attenzioni da parte della fiera. In particolare, famiglie e diversamente abili avranno maggiori tutele e agevolazioni sia dal punto di vista di infrastrutture dedicate a loro, come il </span><strong><span class="s2">Family Corner</span></strong><span class="s1">, sia da quello di una maggiore vivibilità della manifestazione.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sicuramente altri interrogativi verranno posti dalle iniziative basate sui principi del transumanesimo e del post-umanesimo che insieme al programma di approfondimento sulla <strong>cultura LGBTQ+</strong> porteranno al pubblico tanti spunti di riflessione sulla diversità del corpo e della coscienza, della volontà e dell&#8217;empatia, ma allo stesso tempo dell&#8217;uguaglianza nonostante le differenze individuali.</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">NEWS DAL GIAPPONE</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Oltre ai programmi tematici, sono stati annunciati anche gli importanti ospiti del festival, a partire da </span><strong><span class="s2">Hirohiko Araki</span></strong><span class="s1">, il mangaka autore de </span><strong><span class="s2">Le Bizzarre Avventure di JoJo</span></strong><span class="s1">, che nelle giornate del </span><strong><span class="s2">30 e </span><span class="s3">31 ottobre</span></strong><span class="s1"> sarà possibile incontrare a Lucca.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Proseguendo sull&#8217;onda del Giappone, è il caso di dirlo, andiamo a parlare dell&#8217;arte pittorica del Sol Levante: l&#8217;esposizione &#8220;</span><strong><span class="s2">Le origini del Manga &#8211; da Hokusai ai manga moderni</span></strong><span class="s1">&#8221; ospiterà nell&#8217;Area Japan 200 opere nipponiche, risalenti fino al XVII, secolo che includeranno anche la celeberrima &#8220;</span><strong><span class="s2">Onda di Hokusai</span></strong><span class="s1">&#8220;.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Fra le esposizioni, anche quella curata da </span><strong><span class="s2">Alessandro Bilotta</span></strong><span class="s1">, premiato con il </span><strong><span class="s2">Gran Guinigi 2018</span></strong><span class="s1"> per </span><strong><span class="s2">Mercurio Loi</span></strong><span class="s1">, che mostrerà ai visitatori un percorso su &#8220;la pittura della voce&#8221;.</span></p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/cslcg2019_2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31151" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/cslcg2019_2.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/cslcg2019_2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/cslcg2019_2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/cslcg2019_2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/cslcg2019_2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">GEMELLI FRANCESI</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Storico gemellaggio, poi, quello di Lucca con Il <strong>Festival international de la bande dessinée d&#8217;Angoulême</strong>, l&#8217;altra grande fiera del fumetto in Europa. La collaborazione si ripeterà ogni anno e vedrà la prima concretizzazione nello &#8220;scambio&#8221; di un &#8220;<strong>Guest of Honor</strong>&#8221; fra i festival che vedrà personalità provenienti dalle rispettive manifestazioni andare a presenziare al corrispettivo d&#8217;oltralpe.</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">FANTASY E GDR</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Passando al mondo fantasy, già tanti sono gli annunci: i leggendari illustratori di </span><strong><span class="s2">Magic: The Gathering</span></strong><span class="s1">, </span><strong><span class="s2">John Avon</span></strong><span class="s1"> e </span><span class="s2"><strong>Melissa Benson</strong> </span><span class="s1">saranno a Lucca a portare i loro lavori, non solo legati al mondo di Magic.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Se questo è l&#8217;anno di </span><strong><span class="s2">Dungeons &amp; Dragons</span></strong><span class="s1">, ovviamente non possono mancare iniziative legate al famoso gioco di ruolo: </span><strong><span class="s2">Jeff Grubb</span></strong><span class="s1">, uno dei creatori dell&#8217;ambientazione </span><strong><span class="s2">Forgotten Realms</span></strong><span class="s1"> sarà anche lui al festival a fare da padrino al torneo ambientato nel suo </span><strong><span class="s2">Spelljammer</span></strong><span class="s1">, il </span><strong><span class="s2">Dungeons &amp; Dragons Scatola Rossa</span></strong><span class="s1">.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sempre per il mondo gdr, l&#8217;autore della saga di </span><strong><span class="s2">Riftwar</span></strong><span class="s1">, </span><strong><span class="s2">Raymond E. Feist</span></strong><span class="s1">, che da gioco di ruolo cartaceo è diventato videogioco e serie TV. Feist presenterà a Lucca anche il suo nuovo libro, </span><strong><span class="s2">King of Ashes</span></strong><span class="s1">.</span></p>
<h2 class="p1">CONCERTI E COLLABORAZIONI</h2>
<p class="p1"><span class="s1">Come sempre, un occhio di riguardo è dato anche alla parte musicale della fiera: annunciato già il ritorno di </span><strong><span class="s2">Giorgio Vanni</span></strong><span class="s1"> sui palchi di Lucca Comics &amp; Games, ma anche l&#8217;arrivo di <strong>Luca Carboni</strong>, che nel 2006 ha realizzato alcuni videoclip animati ispirandosi a <strong>Corto Maltese</strong> e che porterà un contributo, non solo musicale, da condividere con tutti i visitatori.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dulcis in fundo, l&#8217;annuncio della collaborazione fra <strong>CMON Games</strong> e la <strong>Games Winter School</strong>, un workshop sul game design nato dalla collaborazione fra Lucca Comics &amp; Games e la <strong>Scuola Alti Studi IMT</strong> di Lucca. Uno dei primi frutti di questa partnership, la presenza dei docenti <strong>Andrea Chiarvesio</strong>, <strong>Erik Lang</strong> e <strong>David Preti</strong>.</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">INFO BIGLIETTI</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Se volete prenotare i vostri biglietti e abbonamenti, sarà possibile farlo da </span><strong><span class="s4">lunedì 29 luglio alle ore 16:00</span></strong><span class="s1">, con costi bloccati allo stesso prezzo dell&#8217;edizione 2015 fino al </span><span class="s4">6 settembre</span><span class="s1">. Nel caso vogliate prenotare il pacchetto <strong>Level Up</strong>, però, dovrete aspettare fino </span><span class="s4">al 20 agosto</span><span class="s1">, dato che a partire dal </span><span class="s4">29 luglio</span><span class="s1"> saranno i Level Up fan dell&#8217;edizione 2018 ad avere il diritto di prelazione sulle prenotazioni.</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">CONCLUSIONE </span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Tanti annunci fatti e tanti ancora da fare che vi riporteremo sul percorso verso la prossima edizione di Lucca Comics &amp; Games 2019. Se volete restare aggiornati man mano, vi rimando direttamente al <a href="https://www.luccacomicsandgames.com/it/2019/home/">sito della manifestazione</a>, noi vi annunceremo man mano le notizie più succose e fra meno di quattro mesi ci vedremo tutti lì!</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/07/04/lucca-comics-games-2019-la-conferenza-stampa/">Lucca Comics &#038; Games 2019 &#8211; La conferenza stampa</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Giochi Uniti a Roma l&#8217;8 e 9 luglio al MACRO138</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/06/22/giochi-uniti-a-roma-l8-e-9-luglio-al-macro138/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco "FrankieDedo" Del Dotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2017 11:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Andrea Chiarvesio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durante le giornate di sabato 8 e domenica 9 luglio, al Museo di Arte Contemporanea di Roma (MACRO138), Giochi Uniti porta il suo evento Regional che, come sempre, sarà sede di numerosi tornei e ospiterà una vasta area di gioco libero per tutti i visitatori. L&#8217;evento è realizzato in collaborazione con le associazioni Ludomaniacs, Homo Ludens, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/Kingsburg.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-16081" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/Kingsburg.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/Kingsburg.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/Kingsburg-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/Kingsburg-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/Kingsburg-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Durante le giornate di<strong> sabato 8</strong> e <strong>domenica 9 luglio</strong>, al <strong>Museo di Arte Contemporanea di Roma</strong> (<strong>MACRO138</strong>), <strong>Giochi Uniti</strong> porta il suo evento <strong>Regional</strong> che, come sempre, sarà sede di numerosi tornei e ospiterà una vasta area di gioco libero per tutti i visitatori.</p>
<p>L&#8217;evento è realizzato in collaborazione con le associazioni <strong>Ludomaniacs</strong>, <strong>Homo Ludens</strong>, <strong>Il Gufo</strong> e <strong>BIG</strong>, e permetterà di giocare ai grandi successi, così come alle nuove uscite, del catalogo di<strong> Giochi Uniti</strong>: <strong>Carcassonne</strong>, <strong>Coloni di Catan</strong>, <strong>Fantascatti</strong>, <strong>Puerto Rico</strong>, <strong>Alta Tensione</strong>, <strong>Passa la Bomba</strong> e <strong>Activity</strong>, così come tutti i titoli pubblicati con il marchio <strong>Stratelibri</strong>.</p>
<p>Particolare importanza viene data a <strong>Kingsburg</strong>, nella sua nuova edizione: l&#8217;autore, <strong>Andrea Chiarvesio</strong>, sarà presente alla manifestazione e incontrerà gli appassionati in occasione dell&#8217;anteprima mondiale della versione. Anche <strong>Sergio Roncucci</strong>, l&#8217;autore di <strong>Deadland</strong> sarà al <strong>MACRO138</strong> insieme al suo gioco di zombie, anch&#8217;esso in anteprima mondiale.</p>
<p>Come da tradizione, non manca l&#8217;iniziativa della <strong>maratona boardgame</strong>, al termine della quale il vincitore si porterà a casa tutti i titoli a cui avrà giocato! Per i gruppi di amici c&#8217;è anche <strong>Fast&amp;Play</strong>, una agguerrita sfida combattuta sui tabelloni dei giochi da tavolo.</p>
<p>Ecco il programma completo delle due giornate di gioco:</p>
<p><strong>Sabato 8 luglio</strong><br />
<strong>Ore 14,30:</strong> Inizio dell&#8217;evento<br />
<strong>Ore 15,00: </strong>Torneo di <strong>Dominion</strong> (valido per il campionato nazionale)<br />
<strong>Ore 15,30:</strong> Torneo e dimostrazioni di <strong>Pathfinder</strong><br />
<strong>Ore 16,00:</strong> Torneo di <strong>Saboteur</strong><br />
<strong>Ore 16,30:</strong> Anteprima mondiale di <strong>Kingsburg seconda edizione</strong><br />
<strong>Ore 17,00: </strong>Anteprima mondiale di<strong> Deadland</strong> (valido per il campionato nazionale)<br />
<strong>Ore 18,00:</strong> Torneo di <strong>Carcassonne</strong> (valido per il campionato nazionale)<br />
<strong>Ore 20,00: </strong>Torneo di <strong>Guilds</strong><br />
<strong>Ore 14,00 &#8211; Ore </strong><strong>22:</strong> Dimostrazione e gioco libero di tutti i titoli della manifestazione</p>
<p><strong>Domenica 9 luglio</strong><br />
<strong>Ore 10,30:</strong> Inizio dell&#8217;evento<br />
<strong>Ore 11,00:</strong> Torneo di <strong>Catan </strong>(valido per il campionato nazionale)<br />
<strong>Ore 11,30:</strong> Torneo e dimostrazioni di <strong>Pathfinder</strong><br />
<strong>Ore 12,00:</strong> Anteprima mondiale di<strong> Deadland </strong>(valido per il campionato nazionale)<br />
<strong>Ore 12,30: </strong>Anteprima mondiale di<strong> Kingsburg seconda edizione</strong><br />
<strong>Ore 14,00:</strong> Torneo di<strong> Marco Polo</strong> (valido per il campionato nazionale)<br />
<strong>Ore 16,00:</strong> Torneo<strong> BG Team</strong> – <strong>Fast&amp;Play</strong><br />
<strong>Ore 10,30 &#8211; Ore 19,30</strong><strong>:</strong> Dimostrazione e gioco libero di tutti i titoli della manifestazione</p>
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		<title>Dungeon Heroes Manager &#8211; Mostri, monete e morti tragiche</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/02/27/dungeon-heroes-manager-mostri-monete-e-morti-tragiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco "FrankieDedo" Del Dotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 13:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Chiarvesio]]></category>
		<category><![CDATA[Dungeon Heroes Manager]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Pierluca Zizzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tanto tempo fa, in un lontano mondo fantasy, gli eroi non andavano a livellare allo sbaraglio in pericolosi dungeon con party sprovvisti dei giusti equipaggiamenti, solo perché il barbaro di turno era troppo stupido per capire la differenza fra acciaio forgiato e pane raffermo. Qui, i paladini della giustizia avevano organizzato sindacati e contratti di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/02/27/dungeon-heroes-manager-mostri-monete-e-morti-tragiche/">Dungeon Heroes Manager &#8211; Mostri, monete e morti tragiche</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/dhm1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13176" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/dhm1.jpg" alt="Dungeon Heroes Manager" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/dhm1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/dhm1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/dhm1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/dhm1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Tanto tempo fa, in un lontano mondo fantasy, gli eroi non andavano a livellare allo sbaraglio in pericolosi dungeon con party sprovvisti dei giusti equipaggiamenti, solo perché il barbaro di turno era troppo stupido per capire la differenza fra acciaio forgiato e pane raffermo. Qui, i paladini della giustizia avevano organizzato sindacati e contratti di settore e venivano gestiti da manager specializzati nel saccheggio di dungeon su commissione.</p>
<p>E qui non sto scherzando, nel nuovo gioco di <strong>Andrea Chiarvesio</strong> e <strong>Pierluca Zizzi </strong>andremo ad impersonare proprio questi imprenditori, dei veri e propri <strong>Dungeon Heroes Manager</strong>, che combattono tutti i giorni per sgravi fiscali sugli oggetti magici aziendali e che cercano di capire se gli 80 ori di Sauron vanno o no in busta paga al berserker. Ai mostri e alle damigelle ci pensano già gli eroi.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>Dungeon Heroes Manager</strong> è ovviamente il titolo di questo nuovo e divertente boardgame edito da <strong>Giochi Uniti</strong>, che sembra voler inizialmente porre l&#8217;accento sull&#8217;elemento gestionale, ma che nasconde invece un cuore fatto di una fortissima interazione fra giocatori, basata su una sorta di piazzamento lavoratori simile a quello di <a href="https://nerdando.com/2016/01/08/marco-polo/"><strong>Sulle Tracce di Marco Polo</strong></a>, e di un sistema di combattimento divertente, versatile e basato su una gestione dell&#8217;azzardo strategica al punto giusto, come vedremo più avanti.</p>
<p>Per cominciare a capire questo titolo, (che ho trovato particolarmente fresco, non tanto nelle meccaniche e nelle regole, quanto nell&#8217;esperienza di gioco finale) bisogna parlare dell&#8217;andamento di un turno, il quale si svolge in 5 fasi: reclutamento, sfruttamento degli edifici, scelta del dungeon, esplorazione del dungeon e, ahimé, pagamento degli eroi.</p>
<h2>Le meccaniche</h2>
<p>Prima di tutto si devono ingaggiare quei poveri ignari chiamati eroi, <strong>distribuiti casualmente nelle varie locande</strong>, ognuna con un effetto particolare che viene attivato dal giocatore che la sceglie. Per selezionare la locanda nella quale vorremo andare, si sceglie segretamente il numero corrispondente sul proprio dado che viene rivelato insieme agli altri. Scelta la locanda, paghiamo i soldi necessari al reclutamento (diversi per ognuna di esse) e prendiamo tutti gli eroi presenti al suo interno. In caso si verifichi uno pareggio, vince chi possiede meno pezzi d&#8217;oro. Inoltre, un conflitto sulla scelta causa la variazione dei costi di tutte le locande. Gli altri giocatori dovranno invece riuscire a posizionarsi in altri spazi da soli, finché tutti non avranno compiuto una ed una sola scelta.</p>
<p>Questo meccanismo si ripete, eccezione fatta per la variazione dei costi, anche nelle fasi di scelta degli <strong>edifici da sfruttare</strong> e del <strong>dungeon da esplorare</strong>. Gli edifici permettono di utilizzare effetti particolari, tutti diversi, che permettono di prepararsi per le battaglie sotterranee. È chiaro che se in 2 giocatori la partita si fa estremamente strategica, in 6 persone la libertà di movimento è limitata e <strong>Dungeon Heroes Manager</strong> diventa molto più ricco non solo di variabili ma anche di schiaffoni all&#8217;amico che a ogni turno vi ruba la locanda che tanto desideravate.</p>
<p><strong>La fase di esplorazione</strong> consiste invece nell&#8217;addentrarsi, stanza dopo stanza, nei sotterranei e sconfiggere i mostri o distruggere le trappole fino ad arrivare al boss finale. I 6 dungeon sono divisi in tre tipi, Goblinoidi, Demoni e Non-morti, in ordine di potenza, e ogni dungeon è composto di 2 o 3 stanze, contenente una carta mostro o trappola ciascuna, eccezion fatta per l&#8217;ultima stanza che contiene anche il boss di fine dungeon. Volendo, il nostro gruppo di eroi può anche ritirarsi nel caso in cui, ad esempio, quel demone maggiore infernale sia una sfida giusto un attimino eccessiva per il nostro bardo armato di coltellino svizzero. Ogni stanza che riusciremo a ripulire ci garantirà un premio in denaro, promozioni per gli eroi, equipaggiamenti e potenti oggetti magici.</p>
<p>Finita questa parte, arriverà il triste giorno di pagare un oro ciascuno i nostri eroi sopravvissuti alla carneficina. Quindi se nessuno esce vivo dal dungeon, nessuno vorrà essere pagato. Ce ne faremo una ragione.</p>
<p>Dopo un numero variabile di turni, basato sul numero di giocatori, il gioco finisce e vince il più ricco, altrimenti in caso di pareggio è possibile prendersi la vittoria combattendo contro i giocatori nostri pari!</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/dhm2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13175" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/dhm2.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/dhm2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/dhm2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/dhm2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/dhm2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Combattimenti</h2>
<p>Ma come funziona il sistema di combattimento di <strong>Dungeon Heroes Manager</strong>? È molto semplice: prima, uno dei giocatori assume le veci dell&#8217;equivalente manageriale del dungeon master, che controllerà i mostri, mentre il giocatore attivo controllerà gli eroi. Ogni fazione deve prima lanciare tanti dadi quanti sono i personaggi in battaglia e poi dovrà posizionarne uno su ogni carta eroe o mostro, attivando così gli effetti corrispondenti al valore assegnato. Gli effetti sono principalmente attacchi o difese sui quattro tipi di combattimento, che vengono risolti interamente uno dopo l&#8217;altro: a distanza, magico, corpo a corpo e letale. I risultati vengono confrontati fra le fazioni e con un sistema simile a quello di <strong>Magic: The Gathering</strong> i danni non parati vanno a colpire i combattenti che muoiono dopo il primo colpo, impedendogli così di partecipare alla risoluzione successiva.</p>
<p>La <strong>grande varietà di configurazioni</strong>, ampliata dagli <strong>oggetti magici</strong> e dagli <strong>equipaggiamenti</strong> (che spesso danno effetti aggiuntivi o permettono di modificare dei risultati) fa sì che la componente aleatoria sia minima, e la strategia diventi quella di contenere i danni o di stabilire la configurazione dei dadi assegnati migliore per resistere il più possibile.</p>
<p>Il sistema di combattimento è sicuramente <strong>divertente</strong> e soprattutto <strong>veloce</strong>, ma con una sola piccola mancanza, che può però essere tranquillamente introdotta come regola alternativa: dal momento che i primi a tirare i dadi sono sempre i mostri, la strategia del giocatore attivo può essere solo puntare a trovare la combinazione migliore di valori, cosa che ad un certo punto del gioco diventa decisamente facile, specie se in pochi giocatori. Invertendo l&#8217;ordine di combattimento, si introduce una buona dose di calcolo delle probabilità che rende anche più elettrizzante e difficile il combattimento. Il mio consiglio è di provare entrambe le modalità e adattarle eventualmente al tipo di gioco che volete seguire.</p>
<p>Una regola aggiuntiva che serve per aggiungere un po&#8217; di variabilità è quella delle &#8220;<strong>Storie Tragiche</strong>&#8220;. Queste corrispondono a delle carte che vengono assegnate ai giocatori all&#8217;inizio del gioco e che assegnano degli ori nel momento in cui il personaggio che vi è raffigurato muore esattamente nella stanza e nel dungeon che sono indicati. Giusto perché non erano abbastanza della carne da macello, prima.</p>
<h2>Componenti</h2>
<p>I materiali di <strong>Dungeon Heroes Manager</strong> sono quelli che gli <em>aficionados</em> dei giochi da tavolo conoscono bene: carte, segnalini in cartone e segnalini e dadi in legno. Nella classicità dei pezzi, però, va riconosciuto che si è voluto andare oltre all&#8217;essenziale, e infatti troviamo un set di 6 dadi neutri, così come dadi e segnalini eroe nei colori dei giocatori. La scelta di usare dei dadi per prenotare locande ed edifici può sembrare poco pratica o inutile, quando poteva essere usato un set di 6 carte come in molti altri titoli, ma giocando ci si rende conto che i dadi sono molto più pratici (dato che dovranno essere spostati molto di frequente) e permette di usarli anche in combattimento, utilizzando i colori come aiuto nell&#8217;organizzazione dei dadi assegnati agli eroi. Insomma, dei dettagli che però rendono il tutto più gradevole ed &#8220;user-friendly&#8221;.</p>
<p>Nota di merito alla caratterizzazione, sia grafica che stilistica. Il regolamento è piacevole e divertente da leggere e i riferimenti sparsi qua e là, soprattutto fra i nomi degli eroi, fanno sorridere senza snaturare il gioco.</p>
<p>Se volete dare un&#8217;occhiata a tutto il contenuto della scatola, è presente <a href="https://www.facebook.com/pg/nerdandocom/photos/?tab=album&amp;album_id=1411664818905051">l&#8217;unboxing del gioco sulla nostra pagina Facebook</a>.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Quello che ho trovato molto convincente di <strong>Dungeon Heroes Manager</strong> non è tanto la capacità di divertire con una struttura immediata e solida, ma il fatto di riuscire a inserire più meccaniche in un solo gioco senza risultare pesante, e anzi rendendosi accessibile a tutti, esperti o meno. Gli habitué sicuramente non avranno difficoltà a capire come intralciare nel modo migliore l&#8217;avversario, ma la chiarezza degli obiettivi, delle conseguenze delle azioni e la mancanza di una forte casualità degli eventi nella parte iniziale del turno lo rende vario e impegnativo. La difficoltà del gioco sta infatti nel mettere i bastoni fra le ruote agli avversari in modo che, al momento di inoltrarsi nel dungeon, questi siano in difficoltà per non essersi potuti rifornire a dovere.</p>
<p>Questo mi porta agli ultimi due appunti finali, uno negativo ed uno positivo. Una dei pochi elementi che mi ha fatto storcere il naso è la mancanza totale di interazione fra giocatori al momento dell&#8217;esplorazione del dungeon (se escludiamo la scelta dei dadi da assegnare ai mostri nel caso siano in due, cosa davvero poco influente), mentre il combattimento fra personaggi resta purtroppo relegato allo spareggio finale. Queste due meccaniche, soprattutto quest&#8217;ultima, sarebbero divertentissime da integrare ed espandere nel gioco vero e proprio, cosa che può tranquillamente succedere con l&#8217;uscita di un&#8217;espansione che, passando all&#8217;appunto positivo, auspico moltissimo.</p>
<p>Quello che resta in testa dopo la prima partita a <strong>Dungeon Heroes Manager </strong>è che ne vuoi di più, e nonostante ci sia effettivamente un sacco di carne al fuoco, ne vuoi ancora! E già sogni più giocatori, più oggetti, più eroi, più mostri, più meccaniche&#8230; Insomma, questo è un titolo che promette molto bene, e che nasconde un&#8217;anima &#8220;modulare&#8221;. D&#8217;altronde quella che si ha davanti è una struttura molto flessibile e divertente, che merita e che beneficia di uno sviluppo di contenuti e meccaniche aggiuntive! Chissà che il futuro non riservi qualche nuovo incarico per gli uomini di affari più impegnati del regno!</p>
<h2>Prezzo</h2>
<p><strong>Dungeon Heroes Manager</strong> è pubblicato in Italia da <strong>Giochi Uniti</strong> ed è disponibile al prezzo di <strong>39,95€</strong></p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Dungeon Heroes </strong>è un concentrato di mazzate, sia con gli amici che con i mostri, in un gioco dove oltre a gestire un gruppo di eroi si piazzano dadi ma si piazzano anche tante botte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/02/27/dungeon-heroes-manager-mostri-monete-e-morti-tragiche/">Dungeon Heroes Manager &#8211; Mostri, monete e morti tragiche</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Anteprime Red Glove 2016: un castello di giochi</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/07/14/anteprime-red-glove-2016/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 11:55:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come potrete ricordare leggendo l&#8217;articolo della scorsa edizione, anche quest&#8217;anno Red Glove ha tenuto il suo bell&#8217;evento nell&#8217;ambito della suggestiva cornice della Fortezza di Sarzanello, complici i festeggiamenti per il decennale della casa editrice toscana. Sabato 2 luglio io, Morgana e Frankiededo abbiamo partecipato alla prima giornata dell&#8217;evento, andando a scoprire in anteprima i nuovi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://lh5.googleusercontent.com/-1veV5OoltL8/V4c6NsCtS6I/AAAAAAAALk8/nqul68kpExo4WQkBTgLEGDa-EQmeJnI_QCL0B/w958-h719-no/13439012_1125529847518551_5816389674717538612_n.jpg" width="958" height="718" /></p>
<p>Come potrete ricordare leggendo l&#8217;articolo della <a href="https://nerdando.com/festa-red-glove-alla-fortezza-di-sarzanello-pareri-a-caldo/">scorsa edizione</a>, anche quest&#8217;anno <strong>Red Glove</strong> ha tenuto il suo bell&#8217;evento nell&#8217;ambito della suggestiva cornice della <em>Fortezza di Sarzanello</em>, complici i festeggiamenti per il decennale della casa editrice toscana. Sabato 2 luglio io, Morgana e Frankiededo abbiamo partecipato alla prima giornata dell&#8217;evento, andando a scoprire in anteprima i nuovi titoli in sviluppo e che, chi prima e chi dopo, arriveranno nei prossimi mesi sui nostri tavoli. Vediamo cosa ci riserva la casata del <em><strong>Guanto Rosso</strong></em>!</p>
<p><strong>Stones of War</strong> (Titolo non definitivo)</p>
<p>Il sempre prolifico <em><strong>Andrea Chiarvesio</strong></em> ci propone un ability game che riporta in auge un gesto tecnico che ci ha accompagnato sin da piccoli: la schicchera (o, per i meno letterati, il gesto di colpire con l&#8217;indice caricato a molla sul pollice)! In questo gioco profondamente ambientato nell&#8217;universo di <em><strong>Baruffus</strong></em>, noi e il nostro avversario &#8211; si gioca in 2 ma anche in 4 a squadre &#8211;  dovremo costruire un&#8217;armata e poi cercare di conquistare il centro del &#8220;panno di gioco&#8221; spedendo le nostre unità, raffigurate da fiches bifronti, il più vicino a delle torrette che dovremo conquistare per assicurarci la vittoria. Questo gioco ha una particolarità unica: il tabellone non sarà dato dal classico cartonato pieghevole, bensì da un vero e proprio panno di tessuto! Questa scelta è dettata dalla necessità di far scivolare al meglio le fiches durante le schiccherate. Davvero originale! Ho provato a dare qualche schicchera qua e là e, in effetti, la superficie di tessuto permette una buona dinamica di pattinamento non risultando però troppo scivolosa. Inoltre la parte di army building ha sempre il suo fascino &#8211; mi viene subito da pensare a chi gioca con le miniature &#8211; e magari ci potrebbero essere delle espansioni con nuove serie di eserciti per aumentare la scelta&#8230; Chissà! L&#8217;uscita del gioco è prevista per <em><strong>febbraio 2017</strong></em>.</p>
<p><strong>Links</strong></p>
<p>Il giovane <strong><em>Dario Massa</em></strong> ci propone invece un party game basato sulle associazioni tra parole. Avremo una griglia di 16 tessere aggettivo, ne pescheremo una e i giocatori, gareggiando sul tempo, dovranno posizionare un token su una tessera della griglia, dichiarando un <em>qualcosa</em> che colleghi l&#8217;aggettivo pescato a quello sotto il token. Se l&#8217;associazione ha senso, la tessera pescata andrà al giocatore che ha messo il token, e poi si procede con una nuova pescata; a questo punto, tutti gli altri giocatori devono riprovare a trovare un&#8217;associazione tra il nuovo aggettivo e quelli della griglia, ma chi ha già una tessera dovrà collegare quest&#8217;ultima a quella pescata e ad una sulla griglia! Vi assicuro che, dopo un po&#8217; di turni, dovrete mettere a dura prova la vostra fantasia, specie quando bisognerà collegare parole come &#8220;Duro&#8221;, &#8220;Fragile&#8221;, &#8220;Ricco&#8221; e &#8220;Complesso&#8221; con un altro aggettivo ancora! Da perderci diversi neuroni, fidatevi. Come si vince? Creando con i token un percorso che unisca i due lati opposti della griglia. Gioco davvero divertente e casinista, consigliato già da adesso! Red Glove prevede l&#8217;uscita per l&#8217;<em><strong>inverno 2016</strong></em>.</p>
<p><strong>I Racconti del Libro della Giungla</strong></p>
<p>Il nuovo gioco di <a href="https://nerdando.com/due-chiacchiere-con-marco-valtriani-red-glove/"><em><strong>Marco Valtriani</strong></em></a> è uno storytelling collaborativo &#8220;2.0&#8221;: i giocatori sono chiamati a &#8220;risolvere&#8221; le carte quest, sulle quali abbiamo l&#8217;incipit e il finale di una situazione, utilizzando a supporto le carte che avremo in mano che rappresentano oggetti e caratteristiche della giungla. Perché collaborativo? Perché se utilizzeremo un oggetto che ha in mano uno degli altri giocatori, quest&#8217;ultimo potrà dichiararlo in modo da ottenere anche lui dei punti. Completa il gioco un tabellone sul quale i nostri personaggi &#8211; interpreteremo i membri di un branco di lupi &#8211; si muoveranno, cercando di ottenere, ad esempio, il supporto di <em><strong>Baloo</strong> </em>e <em><strong>Baghera</strong> </em>mentre sarà da evitare la cattivissima <em><strong>Shere Kahn</strong></em>, nemesi dell&#8217;avventura. Punto di forza di questo titolo, al di là dell&#8217;ambientazione che non è tratta dal riadattamento Disney bensì dall&#8217;opera originale di <em><strong>Kipling</strong></em>, è la necessità di far partecipare attivamente tutti i giocatori alla fase dello storytelling, evitando il momento del &#8220;giudizio&#8221; che può causare diverse situazioni di parzialità nella valutazione dei racconti, nonché &#8220;l&#8217;assenza&#8221; degli altri giocatori durante il turno altrui. Sicuramente un titolo che ha un target più giovane, ma non per questo meno godibile. Mi auguro che questo possa essere il primo di una serie di capitoli che esploreranno i grandi classici dell&#8217;avventura. Red Glove ha quasi terminato i lavori, tant&#8217;è che l&#8217;uscita è prevista per <em><strong>agosto/settembre 2016</strong></em>.</p>
<p><strong>Temple Run </strong>(titolo indicativo)</p>
<p>Concludiamo con il titolo di <strong><em>Alessandro Cuneo</em></strong> che ci porta nelle atmosfere care ad Indiana Jones e a giochi come, per l&#8217;appunto, il <strong>Temple Run</strong> al quale tutti quanti avremo giocato su smartphone. Gli avventurieri protagonisti devono riuscire a conquistare l&#8217;idolo dell&#8217;isola misteriosa, e avranno ognuno davanti a sé un percorso, costituito da varie tessere a seconda del numero di giocatori dove, su ogni sezione, avremo un particolare ostacolo da superare che richiederà l&#8217;uso di uno specifico oggetto. Ovviamente inizieremo il gioco con una dotazione di carte oggetto, ma prima o poi (più prima che poi!) avremo bisogno di altre carte per superare gli ostacoli. Come fare? Rivolgendoci ai nostri compagni tramite un sistema di scambi e richieste, certamente. Il problema, però, è che gli avventurieri non hanno il cuore tenero, per cui preparatevi a delle proposte di scambio che rasentano l&#8217;impossibile! Non ci sono limiti di alcun tipo nelle proposte e negli scambi che si possono effettuare, e sono concessi anche il bluff e la menzogna più vigliacca! Preparatevi a rivalutare le vostre amicizie! Ma, dopotutto, la conquista dell&#8217;idolo viene prima di tutto e soprattutto prima degli amici, no? Anche qui i lavori sono quasi terminati, e <strong>Temple Run</strong> dovrebbe vedere la luce ad <em><strong>ottobre 2016</strong></em>.</p>
<p>Quattro giochi molto diversi ma che hanno saputo incuriosirci; a questo punto non possiamo far altro che attenderne l&#8217;uscita per poi parlarne assieme qui sulle pagine di <em><strong>Nerdando.com</strong></em>! Grazie ancora a <em><strong>Red Glove</strong></em> per averci ospitati e appuntamento alla prossima!</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: sfidando l&#8217;italica tradizione calcistica, la parte finale dell&#8217;evento si è tenuta durante i quarti di finale degli Europei. Almeno nei giochi da tavolo vinciamo qualcosa!</em></p>
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		<title>Kingsburg &#8211; Un consigliere è per sempre (forse)</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/07/21/kingsburg-un-consigliere-sempre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2015 12:01:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Chiarvesio]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 530px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh3.googleusercontent.com/9u46fd2w27-s1SU62yGLqv1_RlPUqF8Q2XT-ZdP2RhQ=w530-h640-no" alt="Kingsburg" width="530" height="640" /><figcaption class="wp-caption-text">Kingsburg</figcaption></figure>
<p>Solitamente non è così semplice poter parlare con un autore di un prodotto importante. Potreste immaginare di chiedere, ad esempio, a David Cage, la mente dietro i magnifici Heavy Rain e Beyond: Two Souls, consigli su come superare un enigma oppure quale dei due titoli sarebbe da preferire secondo il suo punto di vista? Alquanto difficile. Beh, questo invece non si è applicato, personalmente parlando, per Kingsburg: chiacchierando con Andrea Chiarvesio, autore del titolo in questione (e non solo, andate a leggere <a href="https://nerdando.com/due-chiacchiere-con-andrea-chiarvesio-kingsburg-hyperborea/" target="_blank">la nostra bella chiacchierata!</a>) edito dalla Giochi Uniti, ad un certo punto è scattata la domanda: &#8220;Ma tra i tuoi titoli, cosa mi consiglieresti per la migliore esperienza a due giocatori?&#8221; &#8211; e lui: &#8220;Kingsburg!&#8221;, ovviamente argomentando il perché della sua scelta. Ho seguito quindi il consiglio dell&#8217;autore e, in effetti, ci ha preso alla grande, consigliandomi il titolo che più si sposa all&#8217;esperienza di gioco in coppia, non risultando però meno divertente con l&#8217;aumentare del numero dei giocatori. Andiamo quindi a vedere di che pasta è fatto Kingsburg.</p>
<p>L&#8217;ambientazione di Kingsburg, come facilmente intuibile già dalla grafica, è data da un regno fantasy-medievale, dove voi siete uno dei migliori gestori di province del re. Ora però il monarca vuole ritirarsi e ha deciso che, dopo un lustro di &#8220;prova&#8221;, sceglierà un degno successore, e voi siete tra i papabili. Le difficoltà però sono numerose, e dovrete sia consolidare le strutture della vostra provincia durante lo scorrere delle stagioni, sia difendervi dall&#8217;assalto invernale da parte delle minacciose armate di mostri (goblin, orchi, zombie e così via) che, una volta l&#8217;anno, tenteranno di ridurre in polvere le vostre sudate costruzioni. Per fortuna, però, ci sono i consiglieri. Presenti sulla plancia di gioco, ognuno di loro è contraddistinto da un numero progressivo da 1 a 18 (si parte dal Giullare, 1, per finire al Re, 18) e da una serie di simboli sopra il rispettivo ritratto. Sostanzialmente, ad ogni cambio di stagione tirerete tre dadi del vostro colore (più eventuali bonus) e, con i numeri ottenuti, potrete scegliere quali consiglieri (o quale) influenzare per quel turno. Una volta effettuata la scelta, riceverete ciò che è indicato: risorse predefinite, oppure risorse a scelta libera, unità militari per difendervi dall&#8217;assalto invernale, bonus particolari e così via. Dov&#8217;è la &#8220;fregatura&#8221;? Anche i vostri avversari faranno lo stesso, e vi alternerete nella scelta dei consiglieri: occhio quindi ad agire in maniera strategica per &#8220;soffiare&#8221; all&#8217;avversario i migliori consiglieri, cercando di anticipare le sue mosse in base ai suoi risultati ottenuti con il lancio dei dadi. La chiave per la vittoria risiede soprattutto nella scelta del consigliere e nel conseguente ricevere i materiali che vi serviranno per costruire edifici per la vostra provincia, in base alle richieste chiaramente indicate sulle plance personali che vi verranno assegnate ad inizio partita. L&#8217;altra parte della strategia, infatti, è nella scelta degli edifici da costruire: privilegeremo l&#8217;aspetto più militare o quello più commerciale? Cercheremo i dadi bonus oppure delle risorse extra? Insomma, senza scervellarsi troppo, è comunque possibile cercare di pianificare e gestire la propria strategia in maniera efficace e divertente. Vince chi ottiene più punti, segnati da pedine da spostare lungo la cornice del board, ottenibili in vario modo: sia costruendo edifici, sia influenzando alcuni consiglieri che elargiranno anche punti vittoria, oppure sconfiggendo alcuni particolari tipi di nemici &#8220;invernali&#8221;. Eh sì, potrete dirlo per ben cinque volte: &#8220;L&#8217;inverno sta arrivando&#8221;.</p>
<p>L&#8217;esperienza di Kingsburg è semplice e scorrevole, e sono rimasto stupito da come un gestionale possa essere così rapido. In due il gioco rende bene, e nel manuale vi è un&#8217;utile regola aggiuntiva per il gioco in coppia, che potremmo descrivere come la presenza di &#8220;bot&#8221; che occuperanno casualmente dei consiglieri, così da aumentare il livello di sfida.  Girovagando per la rete ho trovato numerose critiche all&#8217;alea, da alcuni ritenuta preponderante in Kingsburg a causa della meccanica dei dadi; personalmente non credo che sia più di tanto un problema, in quanto il gioco non si pone come un classico gestionale &#8220;alla tedesca&#8221; ma è un connubio di più filosofie, tra l&#8217;accumulo di risorse e l&#8217;utilizzo dei dadi. Forse si riscontra poca interazione tra i giocatori, in alcuni momenti, ma non si tratta certo di un gioco di comitato né tantomeno cerca di esserlo, quindi non lo definirei un punto negativo quanto una caratteristica che sarebbe stata simpatica da esplorare. Che poi, alla fine, il gioco lo fanno anche i giocatori, e questo credo sia sempre valido. Per chi fosse interessato, infine, si può trovare &#8211; anche se è alquanto difficile &#8211; un&#8217;espansione intitolata proprio &#8220;L&#8217;Espansione del Regno&#8221;, titolo che non lascia molti dubbi sulle caratteristiche di questo extra: avremo 5 nuovi moduli indipendenti tra loro, che potranno essere implementati per aumentare il livello di sfida al gioco base. Insomma, credo di poter dire che con Kingsburg ce n&#8217;è per tutti i gusti. Anche per quelli più difficili? Non lo so, però tirerò un dado e cercherò di influenzarvi.</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: non so se sono dotato di un&#8217;immaginazione troppo fervida, ma credo di aver visto un cammeo di Andrea tra i consiglieri, per la precisione credo si tratti dell&#8217;alchimista, il 6. A questo punto non mi rimane altro che chiedergli di darci la conferma o la smentita ufficiale di questa mia elucubrazione!</em></p>
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		<title>Due chiacchiere con: Andrea Chiarvesio (Kingsburg, Hyperborea&#8230;)</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/06/24/due-chiacchiere-con-andrea-chiarvesio-kingsburg-hyperborea/</link>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2015 12:00:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Andrea Chiarvesio]]></category>
		<category><![CDATA[Boardgame]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Andrea Chiarvesio è un game designer. Inutile aggiungere altro, perché l&#8217;ho ampiamente sfiancato durante questa lunga ma molto interessante intervista, quindi direi di lasciare a lui la parola! Giandomenico: Ciao Andrea, benvenuto su Nerdando.com! Probabilmente i lettori amanti di boardgames ti conosceranno benissimo, ma abbiamo anche tanti neofiti che si avvicinano a questo mondo nella [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 426px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh3.googleusercontent.com/tR6piOPHXw2qNOyGKCmX4IpV2MFEucU6u_dM8ZfClkk=w426-h640-no" alt="Andrea Chiarvesio" width="426" height="640" /><figcaption class="wp-caption-text">Andrea Chiarvesio</figcaption></figure>
<p>Andrea Chiarvesio è un game designer. Inutile aggiungere altro, perché l&#8217;ho ampiamente sfiancato durante questa lunga ma molto interessante intervista, quindi direi di lasciare a lui la parola!</p>
<p><strong>Giandomenico: Ciao Andrea, benvenuto su Nerdando.com! Probabilmente i lettori amanti di boardgames ti conosceranno benissimo, ma abbiamo anche tanti neofiti che si avvicinano a questo mondo nella nostra community, per cui ti chiedo di dirci chi sei e che fai di bello.<br />
</strong><strong>Andrea</strong>: È sempre la domanda più difficile! Sono un appassionato di giochi (l’età possiamo ometterla?), giocatore anzitutto, game designer per passione. Ho avuto la fortuna di lavorare per qualche anno in grandi aziende del settore (Wizards of the Coast, Upper Deck) e di incontrare grandi autori come Richard Garfield e di cercare di imparare da loro! Da lì l’idea, o se volete la presunzione, di provare ad applicare quanto imparato in anni di gavetta e ideare i miei giochi.</p>
<p><strong>G: Mi sembra d’obbligo un elenco dei giochi da te ideati!<br />
</strong><strong>A</strong>: Kingsburg, Olympus, Arcanum, Crazy Office, Hyperborea, Movie Trailer, Kingsport Festival e Richard I° come giochi da tavolo. Mentre come giochi di carte: le Quack Cards, Wizards of Mickey, Reigns at War, Drizzit the card game.</p>
<p><strong>G: Momento del “3”: vorrei i 3 giochi ai quali sei più affezionato e perché.<br />
</strong><strong>A</strong>: Escludo i miei, non farmi scegliere tra i miei “figli”, ti prego. Vado indietro nel tempo, perché i giochi a cui sono più affezionato, ovviamente, li gioco da almeno una ventina di anni.<br />
<u>Magic: l’Adunanza</u> rimane il gioco da cui ho appreso di più in termini di game design, e grazie al quale ho trovato un lavoro e una carriera, quindi non può non venire al primo posto.<br />
A <u>Città Perdute</u> di Knizia devo alcuni bei ricordi, e una lezione di eleganza ed essenzialità nel design.<br />
Ho anche un ottimo rapporto con <u>il Grande Dalmuti </u>di Garfield (in genere ho un ottimo feeling con tutti i giochi del maestro).<br />
Come macrocategoria, rimango un giocatore di ruolo che non ha più tempo da dedicare al gdr.</p>
<p><strong>G: E ora vorrei i 3 titoli che, ad oggi, vorresti rinnovare perché non ti soddisfano più.<br />
</strong><strong>A</strong>: Stiamo sempre parlando di giochi di altri autori, vero?<br />
Mi piacerebbe vedere un vero rifacimento di <u>Talisman</u> che funzioni bene (o comunque meglio di Runebound, per dire)… l’approssimazione più vicina che conosco è un videogame in betatesting che si chiama Armello: praticamente Talisman incontra i Coloni di Catan (dateci uno sguardo, è promettente e un porting “da tavolo” sarebbe potenzialmente interessante secondo me).<br />
Non credo di riuscirne a trovare altri due di altri (molti che avrebbero necessitato un remake o comunque uno svecchiamento, come Tikal, Arkham Horror o Bang! , per dire, sono già stati rifatti in meglio).<br />
Allora ci metto due giochi miei: vorrei rimettere le mani sulle meccaniche di Olympus prima o poi (non tanto sulle meccaniche quanto sulla realizzazione materiale del gioco, ma con l’occasione si può lavorare anche su quelle), e penso che Wizards of Mickey avesse delle potenzialità tuttora inespresse (ma questo sarebbe un lavoro titanico per cui dovrei, tipo, prendere sei mesi di aspettative dal mio attuale lavoro, quindi dubito lo farò mai).</p>
<p><strong>G: E se dovessi dare l’oscar per i 3 peggiori titoli mai giocati, a chi li daresti?<br />
</strong><strong>A</strong>: Che “brutta” domanda, nel senso che fatico a risponderti. Il gioco tecnicamente “peggiore” a cui credo di aver mai giocato, forse, è <u>Pirateer</u> della Mendocino Game Company. Considerate che è un gioco del 1978, però.<br />
A dire il vero, credo che al massimo si possa parlare di “giochi non adatti a me”, più che di giochi migliori o peggiori. Diciamo che se proprio mi estrai questa risposta a forza, posso elencare tre delusioni (giochi che, una volta provati, mi sono piaciuti molto meno di quanto avrei sperato): Le Case della Follia, PatchHistory, Camel Up.<br />
Non sono né li considero, però, giochi “brutti”, ci tengo a precisarlo, semplicemente la mia, personalissima, esperienza di gioco è stata deludente rispetto alle mie aspettative.</p>
<p><strong>G: È il momento di parlare del game design. Come lo definiresti, al di là dell’ovvio significato letterale?<br />
</strong><strong>A</strong>: Game design è progettare l’esperienza di gioco. Avere in mente il tipo di esperienza che il giocatore dovrà provare, e strutturare il tutto in un sistema coerente di regole.</p>
<p><strong>G: Raccontaci di come è cambiato il tuo approccio al game design, ma soprattutto com’è cambiato il game design in sé, da quando hai iniziato ad oggi.<br />
</strong><strong>A</strong>: Quando ho cominciato, non c’erano nemmeno le, sia pure poche, basi teoriche odierne. Era più un capire le cose facendole, e fare tesoro dei suggerimenti degli altri autori se avevi la fortuna di incontrarli e trovarli disponibili. Qualche anno prima che io iniziassi, per dire, non era nemmeno usuale avere il nome dell’autore sulla scatola. Oggi inizia ad esserci un maggiore riconoscimento del ruolo del game designer, e si inizia a pensarlo come una professione specifica con una sua professionalità. Ma va detto che tuttora nemmeno sempre gli editori di giochi ragionano in questa maniera (quando questo succede, si generano i miei – fortunatamente pochi ma sfortunatamente di solito epici – contrasti con gli editori suddetti).</p>
<p><strong>G: Ti provoco: ad oggi, pensi che ci sia poca fantasia e che ci siano troppi “cloni”? Magari anche da parte di alcuni autori che sono troppo auto-referenzianti e propongono sempre lo stesso concept con lievi variazioni sul tema?<br />
</strong><strong>A</strong>: Invece, mi trovi d’accordo. Credo sia evidente che quella che già era una situazione preoccupante di sovra-produzione di giochi (a causa delle deboli barriere all’ingresso – in fondo per pubblicare un gioco ci vogliono molti meno soldi rispetto a tante altre attività – e della totale incapacità degli operatori di settore di fare efficacemente da filtro) stia ulteriormente degenerando a causa delle piattaforme di crowfunding, che hanno molti pregi ma anche questo, esiziale, difetto.<br />
Quanto al ripetersi da parte degli autori, sono d’accordo con te. Io cerco (ammetto che non sempre ci riesco) di non pubblicare, ma nemmeno di realizzare un prototipo, se penso che per quel gioco non ci sia uno spazio, un’esigenza sul mercato. Per dire, ci ho messo sette anni a rimettere le mani sul motore di gioco di Kingsburg per “tramutarlo” in Kingsport Festival e l’ho fatto anche dietro pressione di Gianluca Santopietro (l’altro autore di KF) e perché ritenevo che forse, dopo 7 anni, poteva avere senso l’operazione. Con maggiore scorrettezza intellettuale, in questi 7 anni avrei potuto pubblicare anche “Spaceburg”, “Kingsburg: defenders of Rome”, ecc… sfruttando la stessa meccanica in altre ambientazioni. Ma non è una pratica di design che apprezzi particolarmente, ecco.</p>
<p><strong>G: Cosa ne pensi delle filosofie del gioco sparse per il mondo? Ad esempio la tedesca, oppure l’italiana, per poi raggiungere l’americana, e così via… E qual è la tua preferita?<br />
</strong><strong>A</strong>: Penso che sono tutte rispettabili e condivisibili, proprio perché non penso che esistano (al di là di quelli con gravi difetti tecnici di funzionamento) giochi veramente “brutti” o “migliori” o “peggiori”. Le filosofie di gioco sono figlie della mentalità dei giocatori di quel luogo o gruppo linguistico, e le ritengo tutte ugualmente valide. Chiaramente mi riconosco maggiormente in quella “italiana” ammesso che si possa tracciare un profilo definito. Più di ogni altra cosa, mi piace mescolare, sparigliare. Inserire elementi “american” in una struttura “german”, imparare dal game design giapponese e francese, così come dai colleghi italiani. Capisco che questo renda spesso i miei giochi invisi ai “puristi” difensori di questa o di quell’altra filosofia (a questo punto si dovrebbe forse iniziare a parlare di “ideologia” vista la virulenza con cui a volte gli amanti di una tipologia o dell’altra attaccano i giochi “non conformi”).</p>
<p><strong>G: Immagino che per essere un game designer bisogna innanzitutto essere un grande giocatore. Ma, al di là dei gusti personali e della complessità del gioco, secondo te cosa deve provare un giocatore per un’esperienza davvero coinvolgente? E quindi, come spieghi il successo di alcuni classici come Carcassonne oppure Puerto Rico?<br />
</strong><strong>A</strong>: Anche in questo caso, è difficile generalizzare. Categorie diverse di giocatori richiedono esperienze differenti. Mi rifarò comunque alle grandi teorie classiche sul gioco: Calloin parla di quattro categorie di giochi ovvero Mimesis, Alea, Agon e Ilinx. Nell’ordine, i giochi di “rappresentazione” (narrativi), i giochi con componenti aleatorie (se vogliamo potremmo incasellare qui gli american), quelli competitivi (astratti e german, sempre per una rozza semplificazione) e quelli basati sull’euforia (per dire, i party games).<br />
Personalmente, credo che i confini siano più sfumati di così, e che queste siano quattro componentistiche essenziali di quasi <u>tutti</u> i giochi (con poche, estreme eccezioni e in genere sono proprio i giochi che, personalmente, non mi piacciono o che non ritengo nemmeno tali), e semplicemente i generi siano identificabili dalla loro componente “prevalente”. Per esempio, se sto progettando un party game, la mia prima preoccupazione è che sia coinvolgente e divertente, ma non significa (almeno secondo me) che io mi debba scordare del tutto le regole per stabilire un vincitore, che non debba inserire degli elementi casuali o inaspettati o che non debba considerare la, sebbene minima, “ambientazione” del gioco.<br />
Non so se questo risponde esattamente alla tua domanda, ma non saprei essere più preciso.</p>
<p><strong>G: E passando dalla parte di chi i giochi li fa, quanto è effettivamente difficile creare meccaniche di gioco nuove? Sono frutto di intuito e inventiva oppure ci sono metodi particolari per arrivarci, al di là della “cultura di base” in materia di titoli giocati?<br />
</strong><strong>A</strong>: È<em> </em>difficilissimo, perché anche con un bagaglio molto ampio di conoscenze e di titoli (che sicuramente aiuta anche il processo creativo, che spesso nasce da frammenti di altre cose) la produzione attuale è talmente sterminata che capita più di una volta di avere un’idea e poi di andare a controllare o sentirsi dire che qualcosa di simile esiste già.</p>
<p><strong>G: E cosa consiglieresti a chi vuole avvicinarsi al mondo dei game designer?<br />
</strong><strong>A</strong>: Di farlo prima di tutto per il proprio piacere personale. Come disegnare, dipingere, comporre musica o scrivere una poesia, sono attività bellissime perché ci permettono di esprimere il nostro io. Se invece la prospettiva è quella di farla diventare una professione… che serve tanta gavetta e molta fortuna e che si può essere bravissimi e non ottenere alcun riconoscimento, quindi di partire con le aspettative basse, tanta umiltà e voglia di ascoltare chi ha avuto la perseveranza e la fortuna di aver già fatto qualcosina. Leggere qualche libro in proposito (sono quasi tutti in inglese purtroppo) male non fa. E non sto nemmeno a ribadire che giocare tantissimo e conoscere il più possibile i titoli già esistenti è indispensabile.<br />
In fin dei conti, credo che essere game designer sia come essere poeta, pittore o cantautore, scrittore o compositore… alla fine dei conti crei giochi, componi, scrivi o dipingi essenzialmente perché non puoi farne letteralmente a meno.</p>
<p><strong>G: Nel 2014 e nel 2015, quali sono i nuovi giochi che ti hanno conquistato e che consiglieresti ai lettori di Nerdando.com? Non valgono ancora quelli fatti da te: ne parleremo fra poco!<br />
</strong><strong>A</strong>: Come dicevo, sono prima di tutto un giocatore, quindi qui ho solo l’imbarazzo della scelta.<br />
Recentemente gioco spesso a Bruges, Elysium e Coloni Imperiali (suppongo che si veda la mia passione per i giochi di carte, o comunque card-driven), Burgundy, un po’ meno spesso a Abyss o Deus ma apprezzo anche questi.<br />
Sul versante giochi “leggeri” o comunque per tutti mi hanno conquistato Colt Express e il Sesto Senso, ma ho apprezzato molto anche Spyfall, Rush &amp; Bash (<a href="https://nerdando.com/rush-bash-sgommate-bombe-e-missili/" target="_blank"><em>qui il nostro articolo, ndG</em></a>), Pirilin Pinpin, Machi Koro.<br />
Tra i giochi di carte leggeri, ho scoperto di recente Port Royal e una gemma semisconosciuta che si chiama Fleet, oltre a Star Realms.<br />
Ultimamente ho meno tempo e voglia di giocare a titoli più complessi, ma devo dire che l’eleganza di Zhang Huo l’ho apprezzata molto ed è un titolo che suggerisco volentieri agli amanti dei giochi più corposi.<br />
Sul versante “American” non posso non consigliare Dead of Winter, il primo gioco a tema zombi che mi piaccia davvero.<br />
Sono certo che me ne sono scordato qualcuno, dovrei dare uno sguardo alla ludoteca di casa quando rispondo a queste domande! Inoltre ci sono giochi che non ho ancora provato ma vorrei tanto giocare, come Alchemist, Robinson Crusoe, X-Com, ecc… troppi giochi e mai abbastanza tempo!</p>
<p><strong>G: Cosa ti aspetti da questa seconda metà del 2015 e, perché no, anche dal 2016?<br />
</strong><strong>A</strong>: Nella mia sfera di cristallo ludica vedo sempre più commistioni tra giochi ed elettronica (app per tablet). E tante, troppe produzioni legate ad hype effimeri o a una bella grafica. Intendiamoci, io apprezzo tantissimo una bella grafica in un gioco, ma se diventa l’unica cosa che conta beh, allora vado a vedere una mostra d’arte ;-).</p>
<p><strong>G: Ora veniamo a noi. Raccontaci un po’ più a fondo la tua storia e come sei diventato Andrea Chiarvesio, game designer.<br />
</strong><strong>A</strong>: In realtà credo di avere già risposto prima. Da quella che è prima di tutto una passione per i giochi è nata una storia lavorativa che lentamente si è arricchita di un bagaglio di esperienze, tra cui realizzare alcuni giochi su commissione o partecipare alla localizzazione e allo sviluppo di giochi per le aziende per cui lavoravo. Alla fine di questo percorso, ho deciso che forse avrei potuto provare a proporre un mio prototipo per la pubblicazione. Fortunatamente è piaciuto ed ha avuto un discreto successo (parlo di Kingsburg), da lì ho capito che avrei potuto dedicarmici seriamente, e così ho fatto e sto facendo.</p>
<p><strong>G: Il percorso è difficile, immagino, ma cos’è che fa la differenza?<br />
</strong><strong>A</strong>: Tante cose, suppongo. Umiltà, perseveranza, fortuna, passione, rinunce… anche un pizzico di talento innato – magari non fa “la differenza” ma non può mancare. Credo sia anche molto importante quella sorta di “molla interiore” a cui accennavo prima. Per essere pubblicati, invece, credo sia anche molto importante saper approcciare gli editori nel modo corretto, professionale ed intelligente. Saper capire a chi presentare un gioco e a chi no, e in che momento. Insomma, creare giochi è tutto sommato relativamente semplice, farli pubblicare decisamente più complesso, un gioco in sé!</p>
<p><strong>G: La carriera di ogni persona è, fisiologicamente, composta da alti e bassi. Qual è il tuo “alto” inaspettato? E quale il “basso” imprevisto?<br />
</strong><strong>A</strong>: Richard I° ha avuto, una volta pubblicato, un’accoglienza più lusinghiera di quanto avrei previsto, sia tra i giocatori che gli addetti ai lavori. Merito anche ai ragazzi della District Games e alla bravissima illustratrice Diana Cammarano.<br />
Avrei voluto fare un lavoro migliore su Arcanum. Purtroppo, per svariati motivi che non è il caso di approfondire in questa sede, è forse il mio gioco in assoluto in cui il risultato finale (in termini di esperienza di gioco) è più deludente rispetto alle mie, personali, speranze ed aspettative. Confesso poi che, pur non potendomi lamentare della circolazione internazionale di Hyperborea, speravo avesse un impatto maggiore, proprio perché è secondo me uno dei pochi giochi con qualche elemento davvero originale comparso sul mercato nell’ultimo biennio.</p>
<p><strong>G: Sulla rete è nota la tua fama di “persona poco amante delle critiche”. È il momento di sfatare o confermare questo mito!<br />
</strong><strong>A</strong>: Non amo le critiche solo quando sono espresse in maniera poco educata, quando nascono da stupidi campanilismi o meschinerie, quando nascono dalla totale mancanza di comprensione della tipologia di gioco che si ha di fronte o quando sono proprio sbagliate tecnicamente (“X fa schifo perché in questo gioco la fortuna conta di più rispetto al gioco concorrente Y” quando invece è tecnicamente vero l’opposto). Ammetto che è un ampio catalogo di tipi di critiche che non amo… probabilmente questo fa di me una “persona poco amante delle critiche”. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br />
Credo, allo stesso tempo, che molti recensori e giocatori equilibrati possano testimoniare che invece prendo molto bene le critiche che hanno un senso logico, sono espresse civilmente e (magari!) costruttive.<br />
Comunque, “di solito ho da far cose più serie” che stare ad ascoltare tutte le critiche…</p>
<p><strong>G: Proviamo a testarti: “Kingsport Festival è un Kingsburg rivisto ma neanche più di tanto”.<br />
</strong><strong>A</strong>: Ecco, vedi, questa è un’affermazione (più che una critica), ed è peraltro sostanzialmente corretta. Nel senso che i due giochi condividono la stessa meccanica di base (per dire, capisco perfettamente il giocatore che non vuole entrambi in collezione ma che sceglie l’uno o l’altro in base al tema o al gusto… KF è un po’ più “american”: io farei lo stesso!), e poi la sviluppano in direzioni tutto sommato simili, con gli adattamenti dovuti ai temi diversi. Quindi questa la accetto e addirittura quasi la condivido anche io. Per farmi arrabbiare avresti piuttosto dovuto scrivere “Kingsburg [uscito nel 2007] è un gioco che copia le meccaniche da Xyyyyyyy [uscito nel 2008]”.</p>
<p><strong>G: Ok, direi che è meglio evitare altre provocazioni! Scherzi a parte, come ti trovi con le community?<br />
</strong><strong>A</strong>: Io sono e mi ritengo sempre e prima di tutto un giocatore, quindi amo le community di giocatori. Adoro essere in fiera e parlare con gli appassionati di giochi, magari anche discutere di pregi e difetti dei miei giochi o dei giochi di altri, confrontarmi, argomentare, ecc… Se posso dire, ho rapporti difficili (eufemismo) solo con chi si atteggia ad “opinion leader” senza magari avere nemmeno le basi tecniche per farlo… ecco, in quel caso se la “community” segue cecamente l’opinione di uno di questi autoproclamatisi opinion leader (che magari ha una sua, personalissima, agenda che non condivide certo con il resto della community), allora posso pensare che la “community” stia prendendo una cantonata… insomma, è il rapporto che ho con i tifosi di calcio: adoro e condivido la passione dei singoli tifosi di qualunque squadra, ma, nello stesso tempo, mi rendo conto che una curva di tifosi trascinata da pochi capi ultras può fare dei danni notevoli.<br />
Ecco, ho un rapporto splendido con i giocatori appassionati e uno pessimo con i “critici, i personaggi austeri, i militanti severi”, quindi “chiedo scusa a vossia”. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>G: Passiamo ora ai tuoi “figli”. Personalmente ho apprezzato molto il gioco di carte di Drizzit, sia la <a href="https://nerdando.com/drizzit-il-gioco-di-carte/" target="_blank">scatola base</a> che <a href="https://nerdando.com/drizzit-draghi-spose-e-coccole-estreme-espansione-del-card-game/" target="_blank">l’espansione</a>. Lo abbiamo esaminato dal punto di vista di Bigio e di Mario, ed ora è d’obbligo concludere la trilogia col punto di vista di Andrea l’autore. Vai!<br />
</strong><strong>A</strong>: Ho adorato e adoro lavorare su Drizzit. Prima di tutto, sono un lettore delle strisce e un fan di Bigio (anche se il suo capolavoro è The Author). Poi, Bigio, a cui si deve l’idea base del gioco, è un giocatore appassionato ma anche un serio professionista con cui è un piacere lavorare. Mario è una delle poche persone nell’ambiente parlando del quale non ho problemi ad usare la parola “amico”, e cercavamo da anni l’occasione di lavorare assieme.<br />
Il gioco fa il suo lavoro, ovvero cerca di trasmettere ai lettori di Drizzit la sensazione di vivere le avventure dei protagonisti del fumetto, tra una risata e un momento di “botte” (e tette, non scordiamocelo). Sono molto orgoglioso di come è venuto fuori, se conoscete il fumetto o anche solo se cercate un cooperativo leggero e un po’ “dadoso” mi sento di consigliarvi di provarlo!</p>
<p><strong>G: Le tue ultime produzioni comprendono Hyperborea e Kingsport Festival. Ce li racconti? Che feedback stai ricevendo dal pubblico?<br />
</strong><strong>A</strong>: Hyperborea, come dicevo prima, sta avendo una grande diffusione, merito del fatto che è pubblicato da Asmodée che ormai è il primo editore al mondo nel nostro settore. Sono molto orgoglioso di far parte della piccolissima schiera di autori, credo, che ha pubblicato i propri titoli sia per Asmodée che per Fantasy Flight che per Kosmos.<br />
Probabilmente avrebbe dovuto uscire una Essen prima, ma purtroppo ha subito un po’ di traversie editoriali che lo hanno in parte, temo, penalizzato. Inoltre, una parte del pubblico non ne ha capito o non ne ha apprezzato la natura di “ibrido” tra german e american (cosa che si era già verificata, a dire il vero, con lo stesso Kingsburg, forse è una costante della mia storia da designer).<br />
Venendo al gioco, unisce la meccanica del “bag building” (aggiungi cubi colorati ad un sacchetto, ad ogni turno pescane almeno 3 e cerca di utilizzare al meglio quelle che hai pescato) ad un’ambientazione, sia pure leggera, di un gioco “4X”. Quindi proprio un’ibrido tra un motore german e una carrozzeria american, come si dice probabilmente è “per molti ma non per tutti”.<br />
Kingsport Festival è un gioco che vi mette nei panni di un cultista che adora i Grandi Antichi di Lovercraft. Anche qui troverete un’ibrido tra una meccanica ancora abbastanza tedesca come quella di Kingsburg (dadi, risorse, edifici), e l’ambientazione molto curata (devo dire un grazie speciale a Gianluca per questa parte). È il “rovescio della medaglia” di Arkham Horror, per molti versi.<br />
In entrambi i casi, credo che un gioco del genere mancasse sul mercato. I feedback sono, come spesso accade molto vari, e spaziano da “è il gioco più bello a cui abbia mai giocato” a “non era quello che mi aspettavo e quindi non mi è piaciuto”. Ci sta. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>G: Il discorso “pubblico” mi fa pensare alle fiere. Come si stanno evolvendo, e come le hai vissute tu nel corso di questi anni? E quante demo ti sciroppi ogni volta?<br />
</strong><strong>A</strong>: Frequento fiere ludiche (o para-ludiche) da ormai una ventina d’anni. Non posso dire di aver visto tutta questa evoluzione, se devo essere sincero. Certo, le dimensioni sono cresciute (la Lucca di adesso è un evento internazionale dell’intrattenimento, la Play attuale è l’evento italiano del gioco, ecc…). Pregi e difetti sono più o meno gli stessi: le fiere dedicate solo al gioco, con la lodevole eccezione di Play, fanno fatica ad attirare un pubblico che non sia quello degli appassionati più sfegatati, mentre nelle fiere “miste”, il mondo del gioco continua ad essere quasi ovunque (anche qui, ci sono eccezioni) visto come gregario rispetto ai contenuti “culturali” come il fumetto (e qui, a volte, mi allieta la memoria storica perché i fumetti a metà del secolo scorso erano visti né più né meno come i giochi oggi, ovvero “cose da bambini”), o a quelli che portano più pubblico come cosplay e videogames. Personalmente, cerco di fare meno demo possibili in fiera, perché (contrariamente a quanto ritengono alcuni miei colleghi) non credo affatto che quello sia il ruolo o il compito dell’autore. Poi, certo, mi presto volentieri all’occasionale “partita con l’autore”, ma preferisco di gran lunga provare prototipi di altri o rendermi disponibile per altre attività fieristiche (workshop, conferenze, incontri…).</p>
<p><strong>G: Qual è per te la fiera “raising star” e quale quella che sta perdendo in qualità? E qual è la prossima fiera su cui puntare? Ovviamente mi riferisco al settore Boardgames.<br />
</strong><strong>A</strong>: Non partecipando (per ovvi limiti di energie ed avendo anche un lavoro “altro”, rispetto a fare il game designer) a tutte non saprei cosa dire… posso dire che, dove ho avuto la fortuna di essere ospitato recentemente (il Comicon di Napoli ed Etnacomics a Catania), non soltanto mi sono trovato benissimo a titolo personale, ma ho visto uno spazio dedicato ai giochi in crescita e bene organizzato, in regioni dove, forse, le prospettive di crescita sono potenzialmente maggiori che altrove… per la prossima fiera… dovrebbe esserci un evento interessante in autunno in provincia di Savona ma non so se gli organizzatori hanno piacere che già ne parli&#8230;!</p>
<p><strong>G: Avendo collaborato con diversi editori, immagino tu non sia un ospite fisso degli stand. Dicci però dove possiamo trovarti nei prossimi mesi, magari qualcuno vorrà passare a salutarti!<br />
</strong><strong>A</strong>: Farò sicuramente un salto a salutare gli amici di GiocAosta, e sarò presente all’evento “misterioso” ligure in Settembre, credo. Poi le solite Essen e Lucca. Naturalmente, se qualcuno mi invita ad altre fiere nel frattempo, vedrò se posso essere presente!</p>
<p><strong>G: Classica, canonica, inevitabile domanda sui progetti futuri. Voglio spoiler pesanti!<br />
</strong><strong>A</strong>: Sto davvero lavorando a tantissimi progetti. Intanto, espansioni: insieme a Pierluca Zizzi e al gruppo di Yemaia stiamo lavorando all’espansione di Hyperborea, con Mario e Bigio alla seconda espansione di Drizzit e poi… spoiler pesantissimo… insieme a Luca Iennaco ad un modulo extra per Kingsburg (non ditelo troppo in giro, mi raccomando!). Di miei e basta, un altro paio di giochi legati al mondo del fumetto su cui posso davvero dire poco o nulla… più un altro progetto che forse alla fine, contraddicendo quanto detto in precedenza, potrebbe rappresentare il mio esordio sulle piattaforme di crowdfunding… inoltre l’edizione internazionale di Richard I° che cambierà titolo e avrà un discreto upgrade alle meccaniche (senza perdere la sua caratteristica di fondo di gestionale facile fino a 8 giocatori con un po’ di alea e di cattiveria).<br />
Di prossima uscita (ma non so quando) ho altri due giochi realizzati insieme a Pierluca Zizzi: un nuovo gioco per la Giochi Uniti, dal titolo “Dungeon Heroes Manager”, in cui i giocatori sono degli speculatori che finanziano spedizioni di eroi alla ricerca di tesori nei dungeon di un mondo fantasy generico (facciamo che è quello di Kingsburg, via) e un gioco per la What’s Your Game dal titolo – non so quanto definitivo – di “Signorie” in cui torno a fare un gestionale con dadi.<br />
A questi vanno aggiunti i prototipi (due o tre al momento) tuttora in cerca di editore, incluso un curioso gioco che mescola strategia e un elemento di destrezza…</p>
<p><strong>G: Bene Andrea, ti ringrazio molto per il tempo che ci hai dedicato e non ci resta che metterci a giocare!<br />
</strong><strong>A</strong>: In effetti rispondere all’intervista mi ha occupato il tempo di almeno un paio di partite, devo recuperare!</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/06/24/due-chiacchiere-con-andrea-chiarvesio-kingsburg-hyperborea/">Due chiacchiere con: Andrea Chiarvesio (Kingsburg, Hyperborea&#8230;)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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