Lucca Comics & Games 2026 – Incontro con Go Nagai

go nagai
Il maestro Go Nagai era visibilmente emozionato

Quest’anno, la mia Lucca Comics & Games è all’insegna della frenesia per via della breve presenza (una toccata e fuga di due giorni) e delle mille “cose da fare”.

Ovviamente, è sempre un piacere andare al primo piano dell’Area Stampa della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest e più precisamente nell’amata Sala dell’Oro per incontrare il maestro Go Nagai, probabilmente il più importante mangaka di sempre, basti pensare che tra le sue opere possiamo annoverare Devilman, Mazinga Z, Violence Jack e Jeeg Robot d’Acciaio, un curriculum di tutto rispetto.

Ecco un estratto di ciò che il celebre mangaka ha raccontato alla stampa.

Da Mazinga Z agli eroi di oggi

Parlando di Mazinga Z, Go Nagai ha spiegato di non aver immaginato fin dall’inizio un’intera saga. L’idea originale era quella di creare una storia con robot pilotati da esseri umani, ma fu il suggerimento di un produttore, che ne intuì le potenzialità, a spingerlo verso lo sviluppo di più saghe, un processo diventato successivamente naturale.

Anche la scelta di utilizzare nemici provenienti dal passato nasce da un interesse preciso: le antiche leggende e le storie di demoni che accompagnano da sempre l’umanità, rielaborate per adattarle ai suoi racconti. Tra le fonti d’ispirazione figurano i demoni della Divina Commedia di Dante (opera di cui il maestro ha realizzato una rielaborazione negli anni ’90).

Più difficile, invece, stabilire quanto abbiano influito le opere Disney: Go Nagai ha ricordato di aver amato Bambi e Cenerentola durante l’infanzia, senza però riconoscere una loro influenza consapevole sulle proprie creazioni.

I suoi lavori hanno conquistato generazioni di lettori e spettatori, diventando parte dell’immaginario collettivo anche grazie alle indimenticabili sigle dei cartoni animati. Un successo che rende felice il maestro, soprattutto perché ha sempre creato le storie che desiderava raccontare, scoprendo poi che i sentimenti trasmessi dalle sue produzioni erano capaci di superare le differenze culturali.

La stessa soddisfazione l’ha provata vedendo per la prima volta i propri personaggi trasformati in giocattoli, offrendo ai fan un nuovo modo di divertirsi con le sue creazioni.

E se oggi dovesse inventare un nuovo eroe? Pun­terebbe meno sulla forza fisica e maggiormente sulla forza d’animo e sulla virtù, immaginando un protagonista capace di essere un esempio positivo per gli altri.

La guerra e le preoccupazioni per il presente

Le opere di Go Nagai hanno spesso affrontato il tema della guerra, raccontando anche la sofferenza di chi ne subisce le conseguenze. Secondo il maestro, comprendere davvero il dolore provocato dai conflitti potrebbe aiutare l’umanità a costruire qualcosa di positivo.

Proprio per questo, osservare oggi droni e robot impiegati sui campi di battaglia gli provoca tristezza e preoccupazione. Quando immaginava simili scenari nelle proprie storie, non pensava che sarebbero diventati realtà e si augura che la situazione non peggiori.

Il mangaka ha affrontato anche il tema delle manifestazioni e delle proteste sociali, osservando come queste nascano spesso dalla percezione che i governi non funzionino come dovrebbero. Il suo auspicio è che le proteste riescano a comunicare efficacemente il malcontento della popolazione, facendo comprendere a chi detiene il potere le ragioni di chi chiede un cambiamento.

devilman
Un iconico momento di Devilman

Il manga tra tradizione e innovazione

In sessant’anni di carriera, Go Nagai ha assistito a una trasformazione radicale del mondo del manga, oggi molto più vasto rispetto a quando ha iniziato a lavorare.

Il maestro cerca di rimanere aggiornato e osserva con interesse soprattutto il passaggio dal disegno tradizionale su carta agli strumenti digitali.

Un discorso che coinvolge inevitabilmente anche l’intelligenza artificiale: Go Nagai, che ha sempre lavorato su carta, ha ammesso di non conoscere ancora abbastanza questa tecnologia per esprimere un giudizio sul suo impiego nella creazione dei manga, ma è curioso di scoprire come si evolverà.

Il ritorno a Lucca

L’incontro si è concluso con un ricordo della sua prima partecipazione a Lucca nel 1992, quando la manifestazione era decisamente più piccola.

Ritrovare la città dopo oltre trent’anni, vedere quanto sia cresciuto l’evento e sentire il calore dei fan lo ha reso particolarmente felice. Il suo augurio è che l’entusiasmo respirato a Lucca possa rappresentare una spinta positiva per il mondo intero.

L’incontro, durato poco meno di un’ora, è stato molto emozionante e mi sono sentito onorato di aver avuto l’opportunità di assistere alle discussioni di un maestro che ha saputo, in questi anni, arricchire la vita di tante lettrici e tanti lettori attraverso i suoi incredibili racconti.

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