Mortal Shell II – Morto è meglio

Mortal Shell

Recensione

In attesa di un altro seguito per cui mi sto mangiando le dita per le aspettative (Lords of the Fallen 2), ho avuto il privilegio di poter sperimentare invece Mortal Shell II, del cui capostipite avevo apprezzato la filosofia di base, nonostante fosse decisamente ancora grezzo e “immaturo” a confronto di altri soulslike.
Grazie quindi a Playstack per avermi dato la possibilità di scoprire cosa i ragazzi di Cold Symmetry sono stati in grado di mettere assieme per ricordami in modo inequivocabile che siamo fatti per soffrire, che la vita è punitiva e che, fondamentalmente, sono un grande masochista (come amano ricordarmi Giando e Jedi.Lord).

Mortal Shell

Trama

Tu sei l’Araldo. E sei morto.
Nemmeno sto a dirti quanto male, tanto è solo l’incipit di un viaggio fatto di sangue, smembramenti e tanta, tanta sofferenza (la tua, principalmente).
Il punto è che la Sottomadre (che non è una mamma sottona, ma una dea) ti ha scelto come suo messaggero per recuperare le centinaia di uova (sì, uova) che ha deposto e che sono state trafugate.

Partendo dalla Cittadella, che è il classico hub in cui tirare un po’ il fiato, inizierai una lenta esplorazione guidato da pochi disseminati frammenti di mappa, la guida sibillina di un corvo gigante (ovviamente: morto) e inizierai a portare il messaggio di morte e distruzione della Sottomadre, così da far capire chi comanda.

Spoiler: non sei tu.

Mortal Shell

Gameplay

Nell’ormai folto panorama dei soulslike è necessario mettere in pista qualcosa che sappia distinguersi. Siamo abituati a trame sibilline, a messaggi nascosti, a lore da ricostruire pezzo per pezzo e, fondamentalmente, muoverci per ore in un mondo crudele senza sapere esattamente cosa stiamo facendo.
Lo so io, lo sai tu, lo sanno gli altri masochisti che amano il livello di sfida e frustrazione che ci accompagna nelle nostre sessioni di gioco.

Mortal Shell II, rispetto al primo capitolo, fa un enorme passo avanti da tutti i punti di vista a cui puoi pensare: al di là dell’aspetto tecnico, di cui parleremo nel prossimo paragrafo, a colpire immediatamente è la vastità e complessità del mondo di gioco.
Senza fare paragoni con altri titolo del genere, ma solo col suo predecessore, la mappa è raddoppiata di dimensioni, così come raddoppiati sono gli involucri (shell) che dovremo trovare e imparare a conoscere e padroneggiare.

Non voglio tirarla troppo per le lunghe: il cuore pulsante dell’esperienza di gioco risiede proprio nell’idea, a mio avviso vincente, degli involucri. Il tuo araldo è un guerriero amorfo e limitato nelle capacità di attacco e difesa, ma una volta vestite le spoglie di precisi eroi (ovviamente: morti) ne acquisiscono le abilità peculiari. Maggiore sarà la conoscenza del singolo involucro e migliore sarà la sua capacità e versatilità.

Dopo averne trovato uno, tornerai a Marrow Keep per presentare l’involucro e, spendendo punti visione potrai accedere ai ricordi dell’individuo, comprendendo la sua storia e sbloccando nuove abilità.
Questo ci consente di specializzarci in tecniche differenti, con alcuni più adatti di altri per specifici boss, ma che fondamentalmente andranno a rispecchiare il tipo di approccio che vorrai dare al tuo gameplay. Quindi il consiglio è ovviamente quello di cercarli tutti e provarli finché non trovi quello giusto per te. Personalmente, come potrai vedere dal mio ultimo screenshot, il mio gameplay è stato sigillato da Sister Genessa (che usa i cloni e se lo sblocchi presto, rompe il gioco).

Ti do solo un consiglio, frutto delle lacrime che ho versato nella prima ora di gioco, inizia da sud, da Widow’s Overlook, quindi punta al Villaggio dei Funghi e recupera l’Involucro di Tiel, un ex ladro semplicemente fantastico per schivate e stealth.
Esplorare con indosso un eroe semplifica la vita, ma non la rende facile. Morire però ci dà la possibilità di continuare come semplice araldo e versando un po’ di sangue (sempre di più ogni volta), potremo riprendere l’involucro senza resettare tutto.

Ma torniamo alle peculiarità di Mortal Shell II. Ovviamente in giro per il mondo ci sono le classiche lanterne/falò/Santi di Grazia/Stargazer che in questo titolo prendono il nome di beacon. Dopo averli attivati li potremo usare come già sai: riposo (che rigenera quasi tutti i mostri), potenziamento di livello e trasporto. Ma c’è di più: potremo purificarli entrandoci dentro ed eliminandone la corruzione. Si tratta di piccoli dungeon non eccessivamente impegnativi in cui dovremo eliminare un po’ di nemici e un mini boss, ottenendo quindi importanti ricompense e modificatori e, ancora, altre uova per la nostra missione.

Ma nel mondo troverai anche Cancelli corrotti da ripulire, prove estemporanee, mini dungeon (alcuni difficili da scovare) e tanto, tantissimo ancora.
Non mancano (anzi abbondano) i segreti (già la Cittadella ne è piena). Il gioco ti spinge ad esplorare ogni anfratto e non è detto che sia sufficiente. Raggiunto un certo punto si potrà attivare la night mode: in pratica giocherai in notturna, aumentando sensibilmente il tasso di difficoltà (sì, perché non è abbastanza bestemmioso già di suo) e le ricompense, ma soprattutto accedendo a luoghi che non sono altrimenti disponibili di giorno, alcuni mercanti compresi.
Per cui, come se non fosse abbastanza vasta la mappa, potrai esplorarla due volte.

Troppo difficile: bene, sappi che esiste un modo per semplificarti l’esperienza di gioco. Nella cittadella è disponibile il sigillo (ce ne sono molti e sono fondamentalmente dei buff) dello slayer. In pratica potenzia enormemente il giocatore rendendo l’esperienza di gioco quasi una passeggiata (quasi) ma siccome la vita ci odia, c’è un prezzo da pagare (c’è sempre un prezzo). In questo caso consiste nella disabilitazione permanente di obiettivi e trofei.
Sì: l’ho buttato via subito.

Mortal Shell 2

Comparto tecnico

Mortal Shell II come detto compie un balzo enorme qualitativo e quantitativo. Visivamente è un vero spettacolo ed esplorare le crudeltà del mondo di gioco è una festa per gli occhi, soprattutto se non sei del tutto sano di mente, come me.

Il gameplay si è rivelato solido e funzionale, aperto a moltissime combinazioni e build capaci di soddisfare tutti i gusti. Personalmente ho trovato molto gratificante imparare a padroneggiare la parata, che incrementa una barra di stordimento dei nemici (boss compresi) aprendo, una volta completata, ad attacchi devastanti capaci di abbattere i nemici minori e castigare anche i più tosti, il tutto con un’animazione dedicata per ogni avversario.
Per alcuni boss è semplicemente imprescindibile.

Naturalmente esistono attacchi impossibili da parare per cui occorre impratichirsi anche con la schivata, e perché no, non disdegnare l’attacco a distanza e i perk degli involucri. Mortal Shell II richiede tempo e dedizione, ma è capace di ripagare appieno gli sforzi e l’impegno profuso per padroneggiarlo.
Se sei un amante del genere, non ti deluderà.

A proposito di build e combinazioni possibili, il web sta già letteralmente strabordando di guide su come costruire il personaggio combinando i più disparati elementi di gioco: dall’involucro perfetto e micidiale, alle pietre magiche, alle armi che meglio consentono di affettare anche i mostri più ostici.
Il mio consiglio, in realtà, è quello di dedicare una prima blind run al titolo, così da lasciarti stupire e sorprendere dall’infinità di dettagli e segreti da scoprire. Per spulciare le guide ci sarà tempo nella seconda (o terza) run, necessarie se vorrete platinarlo.

Personalmente lo ho giocato su Xbox Series X su cui non ho proprio da lamentarmi per quanto riguarda le prestazioni offerte.

Mortal Shell 2

Conclusioni

Aspettavo da tempo un nuovo gioco che mi prendesse così, che mi spingesse a tornare ancora e ancora per superare quel maledetto boss, o finire di pulire quel beacon che sembra tanto alla portata e poi ti schianta sul più bello, o ancora che desse tanta soddisfazione nella scoperta di quel segreto che è sempre stato dietro l’angolo ma ti è sfuggito per un soffio fino ad ora.
Mortal Shell II ha scavalcato nella prima ora tutti gli altri titoli che stavo giocando, scalando la mia classifica del backlog e facendomi mettere in pausa altri titoli che credevo mi avrebbero tenuto incollato.

Come accennato prima, il colpo d’occhio è davvero notevole e con alcuni spunti davvero interessanti per quanto riguarda l’esplorazione di determinate aree che risultano particolarmente ispirate. C’è un po’ di ripetitività nel modelli e nei mostri, occorre ammetterlo, e col passare delle ore i dungeon iniziano a presentare un po’ il fianco a una certa ripetitività che li rende poco interessanti se non per raccogliere qualche consumabile o altra risorsa.

Insomma: per me è una grandissima scoperta. Ha ancora qualche piccolo angolo da smussare, ma il lavoro fatto dal primo al secondo capitolo è stato semplicemente incredibile.

Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro Server Discord e sul nostro Gruppo Telegram.

Nerdando in breve

Mortal Shell II espande ed amplifica l’esperienza punitiva del primo capitolo.

zeno2k_oro

Trailer