Resonance: A Plague Tale Legacy – Migliorare un capolavoro

Resonance

Recensione

Davvero è possibile migliorare un capolavoro? La risposta è sì: ci arriva dritta e chiara, lampante, dal team Asobo Studio che confeziona un prequel scritto, diretto e realizzato con tutti i crismi.
Un’avventura squisitamente single player che mi ha tenuto incollato al controller per oltre 20 ore e che mi si è appicciata addosso grazie alla sua incredibile scrittura.

Trama

Come detto siamo davanti ad un prequel del primo capitolo: la protagonista di questo titolo Sophia, è una brigante, una pirata. L’abbiamo intravista alla fine del precedente gioco e di lei non sappiamo molto.
Quel che scopriamo invece qui è che ha una vita fatta di traumi e drammi profondi, che trascendono la normale vita del brigante, fatta di amicizie poco raccomandabili, lutti e omicidi.

Sophia è infatti stranamente legata ad una figura storica mitologica: Teseo. Colpita fin da bambina da visioni elleniche, Sophia inizia a compilare un diario onirico che fungerà da bussola per il tesoro di Minosse, protetto, come è facile immaginare, dal celebre labirinto e dall’ancor più celebre Minotauro.

La storia di Sophia si distacca di molto dalla mitologia classica, ma è una narrazione efficace, travolgente e appassionante. Scopriamo i dettagli di quanto accaduto nel passato solo procedendo con la missione della nostra protagonista, in un parallelismo tra gli eventi correnti e quelli passati davvero emozionanti, da pelle d’oca.

Resonance

Gameplay

Cosa si può chiedere di più a un titolo con una grandissima scrittura? Un solido gameplay, e Resonance risponde appieno anche sotto questo punto di vista. Se i capitoli precedenti erano incentrati sullo stealth, qui siamo davanti a un titolo molto più action, con puzzle ambientali non troppo impegnativi ma dal sapore gustoso stile Tomb Raider e grandi combattimenti all’arma bianca che evolveranno man mano che troveremo nuove lame e sbloccheremo nuove abilità grazie ai (moltissimi) collezionabili sparsi ovununque.

A colpire è l’assenza del comando focus per scegliere l’avversario, eppure la telecamera non tradisce mai e concatenare combo micidiali, con finisher esaltanti, è un vero piacere per la soddisfazione personale di superare ostacoli e nemici sempre più agguerriti.
Non mancano le parti stealth, in realtà, ma non mi dilungherò per non incappare in fastidiosi spoiler.
Dico solo che la combinazione tra action, stealth, puzzle si fregia di un’alchimia e un equilibrio davvero rari e ottimamente fusi assieme in un continuum che non dà mai segni di inciampo o stanchezza.

Resonance

Comparto tecnico

L’aspetto grafico, lo si può notare dai miei screenshot, è assolutamente di prim’ordine. Ci sono scorci nei quali ho smesso di giocare e attivato la modalità fotografica solo per godermi i dettagli dell’architettura e della natura. Splendidi. Ho semplicemente adorato il mitico labirinto: ancora più bello di come lo abbia mai immaginato da quando ne ho scoperto il mito, da bambino.
Ottimo il comparto audio, con un accompagnamento emozionante, efficace, degno di una produzione cinematrografica, che ha sottolineato alla perfezione ogni passaggio della trama.

La cosa che più mi ha colpito, al di là della storia e della narrazione ottimamente recitata sia in inglese che in francese, è la lenta, inesorabile, discesa verso un abisso che anche cromaticamente accompagna Sophia verso il labirinto, verso la materializzazione dei suoi incubi.
Se nei primi livelli avevamo immagini solari, poetiche, quasi pacifiche, man mano che si procede e l’orrore prende piede, le palette, i modelli, le ambientazioni si fanno sempre più cupe e opprimenti, fino a incidere un senso di claustrofobia che mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo quando ho posato il controller, ad epopea conclusa.

E ora (anche grazie alla scena post credit sui cui non dirò nulla) non vedo l’ora di avere tra le mani il quarto capitolo.
Nel frattempo e nell’attesa, non posso che sperare di vedere su Xbox (e nel game pass) sempre più giochi come questo: di questo livello. Perché anche noi boxari meritiamo titoli single player così emozionanti (e no, non mi riferisco alle esclusive: i giochi dovrebbero essere per tutti, a prescindere dalla piattaforma).

Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro Server Discord e sul nostro Gruppo Telegram.

Nerdando in breve

Resonance: A Plague Tale Legacy è il prequel di A Plague Tale: Innocence.

zeno2k_oro

Trailer