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NBA THE RUN – 3v3 come ai vecchi tempi

NBA The Run

C’era una volta NBA Street, e tutti noi che abbiamo vissuto negli anni d’oro dei giochi sportivi arcade sappiamo esattamente cosa rappresentava quel gioco. Play by Play Studios, software house composta in parte da veterani che quell’era l’hanno contribuita a creare, ci riprova con NBA THE RUN, titolo con licenza ufficiale NBA, disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC. L’intenzione è nobile, la premessa è intrigante, ma il risultato? Scopriamolo con la mia recensione, resa possibile grazie a Play by Play Studios, che ringrazio per averci inviato una copia di NBA THE RUN per PlayStation 5.

Recensione

NBA THE RUN ha in mente un solo obiettivo: giocare. Scordiamoci ciò che NBA2K ci ha abituati ad avere: zero campagna, carriera, oppure un protagonista da creare pezzo per pezzo. Quello che c’è è un’idea di basket arcade pulito e immediato: prendere le proprie star NBA preferite (oltre trenta al lancio, affiancate da cinque leggende dello streetball create ad hoc) e portarle sui campetti da gioco street più iconici del pianeta, da Venice Beach fino al leggendario The Tenement nelle Filippine.

Il cuore del gioco è dato dai tornei a eliminazione diretta in quattro turni, che ci daranno l’agognato trofeo in caso di (sudata) vittoria. Il twist è nelle regole variabili implementate dai vari campetti: ogni partita può premiare le schiacciate, i tiri da tre, la gestione del pallone o altri parametri che cambiano in modo casuale, costringendo a ripensare la strategia round dopo round. Un’idea interessante, non c’è che dire!

Gameplay

Il formato è 3 contro 3 streetball, senza simulazione o tatticismi pesanti: si schiaccia, si fanno crossover a manetta, si difende col corpo e col sudore (specie i giocatori della squadra senza magliette). Il design di ogni giocatore è quello della stella NBA con capacità uniche, quindi LeBron sarà sicuramente diverso da Curry, Giannis è il solito bulldozer, Jokic farà dei passaggi totalmente senza senso, e Wembanyama è praticamente un personaggio rotto, come sta dimostrando in queste NBA Finals 2026 contro i Knicks, e questo è probabilmente il punto più riuscito del gioco.

Le modalità disponibili al lancio sono tre: Knockout Squads (squadra da tre giocatori reali in cooperativa, che ne affrontano altri 3), Knockout Solos (controlli tu tutti e tre i tuoi giocatori) e Knockout Friends, per tornei privati fino a 48 partecipanti. C’è anche un campo d’allenamento per sgranchirsi le dita prima di tuffarsi online.

NBA The Run

Detto questo, arriviamo al punto dolente. Nonostante il rollback netcode che sulla carta dovrebbe garantire fluidità e sincronizzazione, l’esperienza reale porta spesso un po’ di confusione. Le partite online risultano caotiche in più di qualche occasione: i giocatori si sovrappongono spesso tra loro, le animazioni ogni tanto vanno per la loro strada, e il motore di gioco a tratti risponde con qualche esitazione di troppo. Non è la fine del mondo, ma non è neanche quella reattività chirurgica che ci si aspettava.

Un problema che ho riscontrato, soprattutto nelle prime ore di gioco, è la difficoltà nel leggere la palla persa. Quando c’è una palla vagante, capire dove sia il pallone e chi lo abbia richiede un occhio allenato, e spesso un paio di secondi di troppo. Un difetto in parte figlio delle scelte artistiche, come vedremo, ma che impatta direttamente sull’esperienza di gioco e sulla frustrazione percepita.

La struttura a torneo è immediata e il loop funziona, ma dopo alcune sessioni si avverte la limitatezza dell’offerta al lancio. Le regole variabili sono una trovata intelligente, ma non bastano da sole a mascherare una certa ripetitività di fondo. L’esperienza è costruita per sessioni brevi e veloci, e lì, onestamente, fa il suo dovere alla grande, ma chi si aspetta profondità o anche stimolo alla rigiocabilità, a lungo andare potrebbe trovare l’offerta un po’ scarsa, o meglio “già vista”.

Audio e Video

Esteticamente, NBA THE RUN abbraccia con decisione l’estetica streetball: colori saturi, effetti visivi carichi, un’identità artistica riconoscibile e volutamente sopra le righe. I campi di gioco hanno personalità, i giocatori sono caricaturali al punto giusto, e le animazioni delle schiacciate sanno essere soddisfacenti quando vanno in porto. Oddio, a volte andranno avanti anche quando il giocatore non avrà più la palla in mano, cosa che le rende anche esilaranti.

Il problema, però, è che questa saturazione visiva gioca brutti scherzi proprio quando serve chiarezza. Il campo è piccolo, l’azione è frenetica, i colori sono ovunque: in queste condizioni perdere il pallone di vista è quasi inevitabile, e la grafica vivace diventa paradossalmente un ostacolo alla leggibilità dell’azione. Non è un difetto da poco in un gioco che si basa sulla lettura istantanea della situazione.

NBA The Run

Sul fronte sonoro, il gioco se la cava decisamente bene. La colonna sonora ha il giusto groove hip-hop/streetball anni ’90-2000 che ci si aspetta, con tracce che tengono il ritmo senza stancare. Gli effetti sonori come lo squeak delle suole o il suono del ferro che prendi quando tiri a caso come il sottoscritto, hanno quel riscontro che rende soddisfacente l’azione sul campo. Il doppiaggio, assente in senso stretto, lascia spazio a commenti e animazioni che fanno atmosfera, anche se ammetto che a volte lo speaker mi ha un po’ infastidito, specie quando rimarcava le mie pessime prestazioni!

Concludendo

NBA THE RUN ha il cuore al posto giusto. L’omaggio ai grandi giochi arcade del passato si sente, il rispetto per l’estetica streetball è genuino, e l’idea di base del basket 3v3 immediato, frenetico, con le licenze NBA è solida. Play by Play Studios ha costruito qualcosa che ha potenziale reale, e il piano di supporto post-lancio (nuovi giocatori, nuovi campi, nuove modalità) potrebbe col tempo riempire i vuoti evidenti.

Ma NBA THE RUN, oggi, è un gioco che ha ancora qualche problema, secondo me. La confusione nelle partite multiplayer è reale, con la risposta del motore di gioco che non è sempre quella di un titolo “veloce, fluido e reattivo” come promesso, e la grafica coloratissima (che è anche il suo tratto distintivo!) finisce per essere nemica della leggibilità in campo. Inoltre la spinta a rigiocare i tornei, specie nel caso in cui non si abbia una buona community alle spalle, potrebbe far esaurire rapidamente l’entusiasmo, dato che alla fine, al netto delle regole random prima di ogni partita, è “sempre” un 3v3 e basta.

Il prezzo di lancio molto allettante (24,99€ su PS Store) è onesto per quello che offre, ma mi auguro che con il futuro supporto, assieme all’implementazione di qualche altra modalità, il gioco possa fare quel salto di qualità che merita.

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Nerdando in breve

NBA The Run è un arcade basketball 3v3 online con un bello stile e buone intenzioni, ma un po’ di confusione e di ripetitività ne frenano il potenziale.

Trailer

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