Recensione
Se c’è una garanzia per quanto riguarda il Southern Gothic letterario, quella garanzia si chiama Michael McDowell. Il 12 maggio 2026 Neri Pozza ha dato alle stampe L’Amuleto, il primo romanzo dell’autore culto e, come una falena attirata dalla luce, non ho potuto fare a meno di tuffarmi nella lettura.
Come sempre quando mi avvicino a un romanzo di McDowell, sapevo di dovermi preparare a immagini truculente e dettagli macabri da far accapponare la pelle e naturalmente non sono rimasta delusa!
Trama
Alabama,1965. La piccola cittadina di Pine Cone ruota tutta intorno alla fabbrica di fucili che dà da vivere alla gente del posto, fiorente vista la guerra del Vietnam. Uno dei cittadini, Dean Howell, inviato nel campo di addestramento che lo preparerà alla partenza per il campo di battaglia, rimane sfigurato e quasi ucciso dall’esplosione del fucile che stava maneggiando, costruito proprio nella fabbrica cittadina, dove anche sua moglie Sarah lavora.
Rimandato a casa in condizioni critiche, Dean è accudito da Sarah e dall’anziana madre Jo, che sembra fermamente convinta che la colpa della disgrazia sia da imputare alla cittadina intera. Quando Jo regala a uno dei dirigenti della fabbrica uno strano amuleto che Sarah non le ha mai visto indossare, verrà innescata una spirale di morte che sembra impossibile da fermare.
Stile
Michael McDowell è stato scoperto tardi in Italia, grazie all’intuizione di Neri Pozza di pubblicare la saga di Blackwater (che, a proposito, devo ancora recuperare!). È stata una vera fortuna perché, altrimenti, avremmo perso un autore incredibile! McDowell si dimostra, in ogni romanzo, un Maestro del macabro, in grado di dare vita in ogni romanzo ad autentici incubi sospesi tra realtà e impossibile, caratterizzati da una prosa coinvolgente ed espressiva e ricchi di dettagli truculenti.
L’amuleto è, in realtà, il primo romanzo dell’autore: non è un caso, forse, che non sia finora il mio preferito (tra quelli che ho letto). Nella mia personale top list, al momento, resta saldamente in testa Luna Fredda su Babylon ma anche con L’amuleto devo ammettere di essere stata letteralmente risucchiata dalle pagine.
Anche in questa occasione, non sono riuscita a interrompere la lettura, divorando le 471 pagine di cui si compone L’amuleto. È impossibile, procedendo tra le pagine, non ritrovarsi pienamente coinvolti e in più di un’occasione mi sono scoperta a cercare di avvisare i personaggi degli imminenti quanto inevitabili pericoli che stavano correndo. McDowell non ha paura di esagerare: L’amuleto è una folle corsa di morte, apparentemente inarrestabile, in cui non ci viene risparmiato nulla. Il romanzo prende il tropos dell’oggetto maledetto e lo porta ai massimi livelli, esplorandone pienamente il potenziale. Se proprio devo trovare un difetto, avrei preferito un finale più approfondito ma, nel complesso, posso ritenermi pienamente soddisfatta!
Edizione
Come sempre quando si tratta dei romanzi di Michael McDowell, Neri Pozza ha dato vita a un’edizione di grande pregio, a cominciare dalla splendida copertina di Pedro Oyarbide: ricca di dettagli, non avrei mai smesso di guardarla! L’illustratore ha creato anche al segnalibro che vedi nell’immagine di apertura di questo pezzo, che troverai allegato nel libro.
L’amuleto è disponibile dal 12 maggio scorso, al prezzo di copertina di 15,90€.
Un grande grazie a Neri Pozza per avermi inviato una copia, permettendomi di emozionarmi, tremare di paura e calarmi nell’opprimente Alabama soprannaturale.
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Nerdando in breve
Tu ci credi agli oggetti maledetti? L’amuleto ti farà rivalutare tutte le tue certezze, trascinandoti in una girandola macabra e inevitabile.
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