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The Darkness Below – Amanti di Dungeon Master alle armi!

The Darkness Below

Ma se uscissero dalla caverna
e vedessero le cose alla luce del sole
si renderebbero conto di aver vissuto
in un mondo di apparenze.
Platone

Recensione

Quelli come me, che masticano videogiochi da qualche decennio, hanno la tendenza a considerare ormai pressoché ridotto a zero il tasso di innovazione nei vari generi videoludici.

Si tratta, però, a ben guardare, di una sensazione errata, perché, sebbene una larga parte dei generi tradizionali abbia visto la luce tra gli anni ’80 e ’90, è altrettanto vero che, anche negli ultimi anni, sono comunque sorte qua e là nuove categorie di videogiochi, più o meno riuscite.

Basterebbe ricordare, tra gli altri, gli extraction shooter, i card battler o i non-giochi per eccellenza, i terribili “idle”. È inevitabile, però, che una fetta di utenza rimanga sentimentalmente legata ai giochi nati dal brodo primordiale degli anni ’80, vuoi per nostalgia, vuoi per effettivo merito.

Tra i generi più antichi e – ahimè – agonizzanti, un posto d’eccellenza deve essere riservato ai cosiddetti “Dungeon Crawler”.

Il primissimo esemplare risale addirittura al 1975, quando – così mi suggerisce Wikipedia – fu pubblicato nientemeno che “pedit5” (!). Ora, non me ne vogliano gli sviluppatori di questa misconosciuto perla, ma è chiaro che quando pensiamo ai dungeon crawler i nomi che ci vengono in mente sono ben altri e decisamente più familiari.

Avanti diciamolo tutti assieme: “ma quanto era bello Dungeon Master?

The Darkness Below

Il passato è un futuro vissuto al contrario

Come può scoprire chi ha voglia di approfondire l’argomento, in realtà il genere dei dungeon crawler è molto più ampio di quanto solitamente si pensi. Possiamo trovarne alcuni in prima persona, altri persino con visuale isometrica, in tempo reale o a turni, di stampo fantascientifico o con ambientazione fantasy. Insomma, ce n’è uno po’ per tutti i gusti.

Eppure è chiaro che l’archetipo ben stampato nell’immaginario d’ogni appassionato sia proprio quello inaugurato da Dungeon Master: visuale in soggettiva, movimento grid based, puzzle ben strutturati e un manipolo di eroi, meglio se quattro, impegnato a bagnarsi le ossa in caverne buie e pullulanti di mostri.
Il gioco è tutto lì, nelle atmosfere buie, nel senso di estraniazione, nel costante timore d’un pericolo in agguato.

The Darkness Below, fa proprio questo, riprende gli stilemi del genere, li omaggia il giusto e fa compiere al giocatore un salto mortale all’indietro di una trentina d’anni.
Basterà?

The Darkness Below

Allora, c’era un guerriero, un mago e un chierico…

Partiamo da una considerazione di massima. Quando si parla di giochi indie e, in particolare, di solo project, come in questo caso, il genere dei giochi di ruolo è senz’altro il più ostico con cui confrontarsi e per la mole di contenuti e per le variabili in ballo.

Posso solo immaginare, quindi, lo sforzo compiuto da ELEFTHERIADIS SAVVAS nel costruire il mondo di TDB. E sì perché, in questo caso, difatti, pur trovandoci formalmente davanti a un dungeon crawler, lo sviluppatore ha voluto creare un vero e proprio mondo di gioco aperto, lontano quindi dagli epigoni di Dungeon Master, qualcosa insomma forse più vicina a un vecchio capitolo di Wizardry o di Might & Magic, seppur con le dovute proporzioni.

L’inizio del gioco è dei più tipici, quattro eroi approdati in un villaggio in cerca d’avventura si incontrano subito con alcuni personaggi pronti a riversare sulle loro spalle il peso dei loro gravosi problemi (lo so, detta così, sembra il simulatore di un “centro d’ascolto”…).

Questo ci porterà, quasi subito, a calarci in un pozzo e relativo dungeon per cercare di risolvere un alterco con goblin incattiviti da una qualche forma di corruzione.

E, a quel punto, ci sentiremo subito a casa…

The Darkness Below

È una questione di “classe”

Già dalle immagini a corredo, si può notare come lo sviluppatore abbia fatto di tutto per mettere a proprio agio i grandi “nostalgici” come il sottoscritto (mi raccomando, nostalgico solo sotto il profilo videoludico, eh!).

Schede dei personaggi, skill, trait e così via ci accompagneranno nella lunga avventura, senza introdurre mai grandi innovazioni nel genere. Anzi, da questo punto di vista ci sono anche delle semplificazioni rispetto al passato che francamente avrei preferito non trovare, come, ad esempio, il passaggio di livello automatico. Da apprezzare, invece, la crescita delle skill che avviene disgiuntamente dal livello del personaggio ed è legata all’uso effettivo che si fa di quella determinata abilità (ad esempio, la skill “explore” cresce semplicemente camminando e scoprendo nuove “caselle”).

Da questo punto di vista, la classe dei personaggi riveste un ruolo di primo piano, perché armatura, armi e, più in generale, oggetti possono essere indossati solo se si appartiene alla giusta categoria. Caratteristica questa che, sebbene sensata, ti porterà presto a riempire il tuo inventario di oggetti per te del tutto inutili.

La trama ci porterà a spasso sia per ambienti aperti, come foreste o cittadine, sia per veri e propri dungeon, come nella più pura delle tradizioni. Vagando, sarà inevitabile incontrare la fauna più classica del bestiario fantasy con la quale si finirà sovente per ingaggiare un acceso scambio di vedute a suon di mazzate sui denti o scariche elettriche sugli zebedei (scegli tu la soluzione più dolorosa…).

The Darkness Below

Ammazza che mazza (cit.)

Anche in riguardo agli scontri, lo sviluppatore ha preferito muoversi su un terreno più che collaudato. I combattimenti sono contestualizzati e si svolgono a turni, tra azioni base e skill o magie di vario genere, esattamente come ricordavamo avvenisse in Dungeon Master. Le cose, inutile dirlo, funzionano alla grande se non fosse per qualche problema legato a una UI alle volte un po’ troppo macchinosa e a un RNG spesso punitivo (ti garantisco che i frequenti miss nei momenti fatidici ti faranno letteralmente infuriare).

Venendo, invece, al level design si notano gli sforzi dello sviluppatore nel rendere intriganti le discese agli inferi, spezzando la monotonia degli scontri con appunti da leggere e puzzle di vario genere da risolvere.

A dispetto dell’impegno profuso, però, la mancanza di reali novità e la frequenza degli scontri, fa affiorare, qua e là, un po’ di noia durante l’esplorazione. A migliorare le cose interviene, per fortuna, una natura open world che si apre, però, solo dopo un inizio un po’ troppo guidato.

The Darkness Below

Ogni pixel è bell’ a mamma soja

I giochi in pixel art, da sempre dividono la platea, questo è noto, e comprendo chi, come me, si sente alle volte in imbarazzo a fissare sul proprio monitor, da oltre 30 pollici, pixel grossi quanto gli scarafoni di Fallout. Ma non dimentichiamo che la nostalgia è il più potente degli illusionisti e riesce spesso a farci sembrare affascinanti persino gli scarafoni.

Sotto questo punto di vista, il gioco, tra schermate fisse e grafica in prima persona 2,5 D, è un viaggio indietro nel tempo, una volta tanto, in senso positivo. I pixel sono tutti al posto giusto e la sensazione di stare giocando a una vecchia gloria degli anni ’90, con le comodità di oggi, è tutta lì a portata di mano.

Certo è ovvio che i mezzi a disposizione del prode sviluppatore sono quello che sono e le piccole magagne, come la ripetizione dei modelli dei PNG, sono dietro l’angolo. Ma si tratta, in fondo, di aspetti che ci fanno voler bene ancora di più a questo piccolo gioiello!

Conclusioni

The Darkeness Below è l’archetipo della “piccola perla indie”™. Complice la chiarezza degli scopi e la consapevolezza dei propri limiti, il gioco riesce a essere sempre piacevole e a far scattare con successo la scintilla dell’amarcord, contribuendo all’affiorare, sui nostri volti un po’ invecchiati, del tipico sorriso ebete di chi è convinto che il passato nasconda il nostro futuro.
Attenzione, però, perché il suo pregio principale finisce con l’essere anche il suo unico difetto: un po’ di coraggio e innovazione in più lo avrebbero reso un gioco imprescindibile!

Prezzo

The Darkness Below lo trovi su Steam al prezzo di € 16.49. Un grazie allo sviluppatore per avermelo inviato!

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Nerdando in breve

È un must per tutti coloro che hanno giocato alle glorie del passato e un’ultima occasione per chi finora se ne è tenuto alla larga.

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