
Recensione
Dopo averci deliziato con Ninja Gaiden 4, Team Ninja porta al prossimo livello anche l’altro suo celebre franchise, con il terzo capitolo della serie Nioh, che fin dalle prime battute promette una maggior ampiezza di respiro, più flessibilità e più difficoltà.
Trama
È l’alba della cerimonia del the, quella che ci consacrerà quali nuovi shogun, quando il nostro tempio viene assalito da un’orda di famelici yokai.
Non resterà che fuggire, riorganizzare le proprie fila e dare battaglia ai feroci demoni del sangue. E non mancheranno viaggi nel tempo.
Gameplay
La principale caratteristica di questo action RPG è la capacità, per il nostro eroe, di passare senza soluzione di continuità tra due diverse modalità di gioco (e attacco): samurai e ninja. Com’è facile prevedere, la prima prevede attacchi potenti, scontri frontali e parate, mentre la seconda predilige la velocità e l’attacco a distanza e dalle schivate.
Fin dall’inizio avremo modo di scegliere la nostra arma preferita per i due stili, che verrà cambiata istantaneamente assieme al nostro aspetto e alle abilità aggiuntive.
I combattimenti ripercorrono il classico Hack ‘n’ slash della serie in cui dovremo combinare sapientemente attacchi leggeri, pesanti e incanalare energia magica (ki) per dare vita a gustosissime finisher.
A questo si aggiunge la nota capacità di evocare Bestie Divine, che ci aiuteranno negli scontri.
E a tal proposito è bene dire che il livello di difficoltà è decisamente settato verso l’alto. Non è soul, ma vedremo la schermata di game over decisamente tante, tante volte.
L’altra caratteristica innovativa è la libertà di esplorazione: gli sviluppatori non hanno implementato un open world vero e proprio (per fortuna) ma non siamo più vincolati ai “corridoi” come nei capitoli precedenti.
Potremo quindi aggirarci abbastanza liberamente nel mondo senza rischio di eccessiva dispersione, mentre ci avviciniamo al prossimo obiettivo.

Comparto tecnico
Disponibile per PC e PlayStation 5, ho sperimentato la mia copia promo, per la quale ringrazio Team Ninja e Koei Tecmo Games, sulla console di casa Sony, versione original. Un po’ Wo Long, un po’ Ninja Gaiden, tanto Nioh. Questo, in breve, è la summa dei mix che compongono l’esperienza di gioco di Nioh 3.
Non chiamiamolo “open world” perché i dev ci tengono alla definizione che hanno coniato per questo titolo: open field. Un’esplorazione abbastanza libera che fa emergere i punti di interesse, affrontare avversari, scoprire segreti.
Sicuramente il combact system è il perno del titolo: per evitare il più classico dei button smashing, il gioco ci impone di ricaricare il Ki al termine di una sequenza di attacco, così da costringerci a ragionare e affrontare gli scontri cum grano salis invece di buttarci a capofitto contro gli yokai. Allo stesso modo la funzione di cambio stile integra la funzione di blocco per gli attacchi più potenti, così da creare un’autentica danza di morte che combina le diverse armi (e sono molte), gli stili samurai e ninja e, come detto il ki, che in soldoni è una sorta di energia che ci consente di sferrare i nostri attacchi.
Se lo stile ninja è una principale novità della serie, anche il samurai beneficia di un nuova meccanica, la parata, che dà maggiore profondità allo stile.
Il loot è davvero molto generoso e spesso ci troveremo a smontare e riutilizzarne i materiali e qui ci troviamo a quello che per me è il primo vero problema del gioco: troppo di tutto.
Un po’ come accade in Borderlands, ci troveremo ad avere troppe possibilità, troppe scelte, e difficoltà a gestire tutto: tutti gli stili di combattimento, le armi, il loot. Se la pagina bianca ti spaventa, qui potresti trovarti disorientato dal troppo pieno.
Non è un soulslike, come dicevo prima, ma il livello di difficoltà è settato decisamente verso l’alto e potrebbe dare vita a ben più di una frustrazione. I boss, in modo particolare, li ho trovati eccessivamente sbilanciati. Mi spiego meglio: se prendiamo a paragone sua maestà Bloodborne (Elden Ring forse è più vicino nel complesso ma meno nei combact pattern), ci sono alcuni boss davvero complessi e difficili da buttare giù, ma sono estremamente tecnici. Possiamo imparare bene i pattern di movimento, di attacco e non giocano “sporco”.
In Nioh 3, invece, può capitare di dover affrontare spazzate enormi senza preavviso, a metà di una sequenza di attacco e di fatto non avere alcuna possibilità di schivarle, oppure capita di evitare un attacco e vedere l’animazione del boss eseguire qualcosa di imprevedibile e innaturale.
La sensazione che si ha, quindi, è un livello di sfida ingiustamente troppo alto e frustrante. Il tutto con due stili di combattimento da padroneggiare, e le relative armi e combo. Insomma: come detto, c’è troppo di tutto e talvolta diventa incredibilmente confusionario.
Ad aumentare la confusione, poi, aggiungiamo la trama, decisamente caotica, e il viaggio nel tempo, con diverse ere da esplorare. Ancora: troppo di tutto.
Lato estetica e audio niente da dire: Nioh 3 è un piacere da vedere e ascoltare, soprattutto per quanto riguarda gli yokai, che ho trovato davvero convincenti.

Conclusioni
Insomma: Nioh 3 è un titolo non per tutti, ma per gli appassionati della serie è un salto evolutivo notevole.
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Nerdando in breve
Nioh 3 è il nuovo capitolo della serie di Team Ninja.

Trailer
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