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Led Zeppelin e Tolkien – Una storia infinita

Led Zeppelin e Tolkien

Una band immortale

Scommetto che non posso essere l’unica a considerare i Led Zeppelin la migliore band del mondo, vi prego, ditemi che non è così. La rock band inglese è diventata la mia preferita in assoluto da quando ho avuto la fortuna di scoprirne gli album e, da allora, ne ho recuperato l’intera discografia per non abbandonarla più.

Il ritorno al cinema

Proprio in questi giorni, i Led Zeppelin tornano di prepotente attualità grazie all’evento esclusivo organizzato da Nexo Digital. Per la prima volta in versione rimasterizzata, infatti, il concerto The Song Remains The Same, tenutosi al Madison Square Garden, sarà trasmesso nelle sale cinematografiche.
L’incredibile evento speciale sarà al cinema solamente nelle giornate del 25, 26 e 27 marzo 2024.
Il film-concerto raccoglie le emozioni dell’esibizione tenutasi a New York nel 1973, offrendo al contempo scorci sulla vita personale dei membri della band attraverso filmati di backstage e sequenze video appositamente realizzate.

Ma perché mai stiamo parlando dei Led Zeppelin sulle pagine di Nerdando? Non solo perché sono la mia band preferita (anche se, lo ammetto, questo un po’ ha influito) ma anche e soprattutto perché la band britannica può vantare un legame a doppio filo niente meno che con J.R.R. Tolkien e il suo immaginario.

Il legame di Tolkien

Il legame tra i Led Zeppelin e l’opera di Tolkien è davvero molto stretto, con citazioni dirette nei versi di alcune canzoni e rimandi più velati in altre.
D’altra parte il cantante della band, Robert Plant aveva fatto parte, prima dell’esperienza Led Zeppelin, di un gruppo folk rock di chiara ispirazione tolkeniana: Hobbstweedle (il fischio degli Hobbit). Ma non solo: tutti i membri della band, Jimmy Page in primis, non hanno mai nascosto il proprio interesse per il panorama dell’occulto e del fantasy in generale.

Non stupisce di certo, allora, trovare rimandi affatto nascosti all’opera di Tolkien in alcuni testi degli Zeppelin. L’esempio più lampante? Sicuramente Ramble On, uscita nel 1969 e contenuta nell’album Led Zeppelin II (peraltro una delle mie preferite).
Nel testo del brano troviamo citati direttamente sia Mordor che Gollum: “It was in the darkest depths of Mordor/ I found a girl so fair / But Gollum and the evil one / Crept up and slipped away with her“.
La ballad, dunque, sembra proprio ambientarsi nell’universo narrativo de Il Signore degli Anelli.

Ma anche in Misty Mountain Hop, pubblicata nel 1971  all’interno di Led Zeppelin IV, troviamo un chiaro riferimento al mondo di Tolkien: le montagne del titolo, infatti, altro non sarebbero che le Montagne Nebbiose dove Bilbo trovò l’Anello.
Così come il titolo stesso della canzone Over The Hills and Far Away (1973 – Houses of the Holy) è identico a quello di un racconto contenuto nella raccolta I Racconti Perduti di Tolkien.

E non finisce qui, perché, a ben cercare, è possibile cogliere numerosi riferimenti velati in moltissimi dei brani dei Led Zeppelin. In The Battle of Evermore (1971 – Led Zeppelin IV), che sembra riferirsi alla Battaglia del Pelennor di tolkeniana memoria ma anche in Stairway to Heaven, dallo stesso album, dove sembra esserci non solo un rimando a Galadriel (There’s a Lady who’s sure / all the glitters is gold) ma anche al Taniquetil, impersonato proprio dalla scala per il Paradiso. Ma anche in Kashmir (1975 – Physical Graffiti) il riferimento all’antico popolo di una razza gentile lascia subito pensare agli Ent, così come in No Quarter (1973 – Houses of the Holy) non si fa certo fatica a riconoscere ambientazioni tolkeniane.

Insomma, non resta che perdersi nelle atmosfere evocate dalle note dei Led Zeppelin, alla ricerca di suggestioni fantasy, volute o meno, che ci facciamo vivere in pieno la Terra di Mezzo.

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