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Distant Worlds 2 [Anteprima] – Un 4X grande come una galassia

Anteprima

I 4X sono quel genere di videogiochi strategici che ti risucchiano un sacco di tempo, ma che ogni volta che ne scopro uno ho l’impulso irrefrenabile di provare.

Ognuno ha le sue manie.

Distant Worlds 2, seguito di un titolo di nicchia ma venerato come uno dei migliori del suo genere, ci porta tra le stelle e ci mette alla guida di un neonato impero galattico, come molti esponenti di questo genere, non ultimo il fantastico Stellaris di Paradox.

Grazie a Slitherine/Matrix Games, abbiamo avuto l’opportunità di provare il gioco in anteprima, ovviamente nella sua versione non ancora definitiva: Distant Worlds 2 uscirà infatti il 10 marzo prossimo, ma già in questa versione si vede chiaramente di che pasta sia fatto.

Quindi bando alle ciance, e andiamo a vedere di cosa si tratta!

Come si gioca

Come vi accennavo nella introduzione, Distant Worlds è un titolo apprezzatissimo nella nicchia degli amanti della strategia hardcore, e solitamente i 4X ambientati nello spazio si rivolgono proprio a questo tipo di pubblico.

Non è un caso, infatti, che questo seguito sia attesissimo proprio da loro, ma la Slitherine sta lavorando bene per cercare di allargare la platea potenziale anche ad un pubblico meno ristretto, come è giusto che sia.

Per spiegarvi che impressione mi abbia lasciato Distant Worlds 2, non posso che partire dal principio, proprio dal tasto “New Game”: la possibilità di personalizzazione della partita è semplicemente fuori di testa.

Si può scegliere di personalizzare qualsiasi cosa, dalla forma della galassia, all’occorrenza degli eventi più disparati, fino addirittura alle condizioni di vittoria. Vi giuro, dirlo così non rende lo spaesamento cui ci si trova di fronte dinnanzi a tutta questa libertà!

Molto bella la possibilità di scegliere il livello tecnologico e di sviluppo all’inizio della partita: dall’era pre-warp (praticamente, agli albori dell’era spaziale), alla possibilità di partire con tanti imperi già espansi e ben definiti. A pensarci bene, anche Civilization permette di personalizzare la partita in questo modo, ma qui tutto sembra avere un respiro in qualche modo più “epico”, passatemi il termine.

Un altro aspetto che mi ha colpito è la possibilità di avere l’albero tecnologico da scoprire man mano, senza vedere cosa ci attende o, ancora, di renderlo anche randomico.

Per questa prova, le uniche due civiltà complete e dettagliate erano Ackdarian e Mortalen: dettagliata la lore, tanti i parametri che le definiscono; un perfetto prologo per capire cosa ci attenderà in gioco, perché il livello di dettaglio che si raggiunge in ogni singolo aspetto è da capogiro.

Una volta districatici nella configurazione della partita, che porta via un bel po’ di tempo in base a quanto ameremo personalizzare la nostra esperienza, eccoci nella mappa, che ci tira fuori un sincero wow di stupore: non è la qualità grafica a colpire, quanto la sensazione della vastità, esaltata dallo zoom che porta a muoverci dall’intera galassia all’orbita del pianeta natale della nostra civiltà.

Da qui in poi, sarà tutto nelle nostre mani.

La Galassia è moooolto grande

In questi casi e in questo tipo di titoli, lo spaesamento iniziale è praticamente d’obbligo; il sistema funziona in tempo reale, ma con la possibilità di mettere in pausa, come nei giochi della Paradox. E fidatevi, la pausa ci servirà assolutamente, in primis appena iniziato il gioco per raccapezzarci all’interno dell’interfaccia, organizzata bene ma non completamente ed immediatamente intuitiva (sia chiaro, nulla di impossibile per i già avvezzi). La stessa interfaccia è ricca di tutorial su ogni singola schermata,

Distant Worlds 2 è uno di quei titoli che si scoprono pian piano, giocandoci e scoprendo ciò che si può fare mentre effettivamente si scopre la galassia, ed è un qualcosa che, come ritmo, adoro. Sarà così che pian piano cominciamo a scoprire ciò che ci circonda, partendo dal nostro pianeta natale e dalle limitate risorse iniziali (la mia prova l’ho effettuata partendo dal livello tecnologico più scarso).

Pian piano lasceremo la nostra casa per scoprire le meraviglie nascoste nel nostro sistema solare, tra pianeti, lune, asteroidi; ognuno di essi potrà nascondere risorse (sono tantissime, e ciascuna di esse necessaria per costruire qualcosa) o luoghi unici, legati a bonus particolari o ad eventi narrativi, che ci guidano e sono legati alla particolare storia della nostra civiltà.

L’evoluzione tecnologica ci permetterà di mettere sempre di più il naso “fuori casa”: la scoperta dei motori warp sarà fondamentale per allargare letteralmente i nostri orizzonti. Tale evoluzione è gestita classicamente con un albero tecnologico molto dettagliato, che permette la ricerca in parallelo di diverse tecnologie; l’albero è vasto e promette faville.

Altro capitolo gigantesco è quello delle flotte: come da consuetudine, le navi si possono personalizzare completamente (per chi ne ha voglia) e possono essere gestite sia manualmente, che automaticamente, in un modo che adesso vado a raccontarvi, perché è uno degli aspetti che più mi ha colpito di Distant Worlds 2.

Sto parlando proprio della possibilità della automatizzazione delle operazioni. E per operazioni, intendo TUTTE le operazioni!

In pratica, Distant Worlds 2 può essere giocato a diversi livelli di micromanagement, secondo il gusto personale e il controllo che vogliamo esercitare sul nostro impero. Le possibilità sono pazzesche, e ne sono rimasto francamente stupito ed estasiato e non so se qui riesco a renderne l’idea.

Non vi va di esplorare a mano la galassia? Le navi si automatizzano. Non vi va di controllare le costruzioni sui pianeti? Si può automatizzare. E così potrei continuare per ogni singolo aspetto del gioco. La trovo un’idea splendida, perché permette di giocare a tutti, e nel modo che preferiscono.

Entrare ulteriormente nel dettaglio con un titolo del genere potrebbe portare a due diverse vie: scrivere un’enciclopedia, e in tal caso questo articolo lo leggereste in concomitanza con l’uscita di Distant Worlds 3, oppure sacrificare una miriade di aspetti sull’altare della leggibilità; ed entrambe le scelte non rientrano nei nostri scopi.

Il motivo è presto detto: dire di conoscere questo titolo vuol dire averci passato sopra decine e decine di ore, cosa che speriamo di fare con l’edizione definitiva, in uscita il mese prossimo; ma nel frattempo,

Grafica e sonoro

Piccolo accenno anche alla parte multimediale, pur essendo ancora una anteprima: il nuovo motore si difende benissimo, la galassia sembra viva con tutte le navicelle che scorrazzano e onestamente la reputo perfettamente adeguata al tipo di gioco; inoltre, non ho avuto rallentamenti di sorta.

La UI è…lineare, ecco. Nulla di eclatante, menu molto stile Office, ma tant’è: a questo tipo di titoli di certo non si gioca per appagare la vista.

Cosa manca?

Ecco, questo ce lo dice il documento degli sviluppatori allegato alla preview, che mi prendo la briga di tradurvi:

  • Miglioramento IA
  • Completamento delle linee narrative di tutte le fazioni
  • Completamento della storia e degli eventi per le minacce nel medio e fine gioco
  • Ottimizzazione notifiche e messaggi
  • Miglior bilanciamento per le condizioni di vittoria
  • Pulitura dei bug e ottimizzazione delle performance
  • Completamento manuale e Galactopedia

In conclusione

Non conoscevo il primo Distant Worlds e, in effetti, non sapevo cosa mi fossi perso! Non so quanto questo secondo capitolo sia più evoluto rispetto al primo, ma sembra proprio che quello che vedremo il 10 marzo sarà un titolone imperdibile per tutti gli amanti della strategia di questo calibro.

Mi rivolgo anche a voi amanti di Stellaris: se pensate che Distant Worlds 2 possa essere una mera copia del titolo di Paradox, non sapete quanto vi sbagliate.

Non vedo l’ora, sinceramente, di mettere le mani sul titolo completo!

Nerdando in breve

Distant Worlds 2 già dalla sua versione di anteprima promette benissimo: un titolo vastissimo e profondo, altamente personalizzabile e pieno di contenuti da scoprire!

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