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Uncharted – Alla conferenza svelati i retroscena del film

Il 17 febbraio esce al cinema Uncharted, il film prodotto Sony Pictures e distribuito da Warner Bros tratto dall’omonima serie di videogiochi. Per l’occasione, è stata organizzata una conferenza stampa (su Zoom) con Tom Holland (Nathan Drake), Ruben Fleischer (Regista), Charles Roven (Produttore) e Alex Gartner (Produttore). Essendo Holland la mia attuale celebrity crush e avendo amato tutta la saga videoludica, non vi nascondo che quando è arrivato l’invito per l’incontro sono esplosa in urla di gioia. Ritrovata la compostezza che si addice a una redattrice professionale, ho partecipato alla conferenza da remoto e ora vi racconto tutto quello che si è detto.

La conferenza

Eva Carducci conduce l’intervista al quartetto, aprendo l’incontro chiedendo quali difficoltà abbia incontrato il regista nell’adattare una saga così amata in prodotto cinematografico, senza deludere i fan. Risponde Ruben Fleischer, che racconta pregi e difetti del lavoro, con la costante consapevolezza di avere per le mani un tesoro inestimabile il cui livello da raggiungere è altissimo.

Per Tom Holland, che interpreta Nathan Drake (il protagonista dei videogiochi e quindi anche del film), girare un film del genere è stato come un sogno che si avvera. L’attore ha infatti detto di aver cercato a lungo un prodotto del genere a cui prendere parte, e che finalmente è riuscito a trovarlo.

Particolarmente attento ai dettagli, Holland ha raccontato che la difficoltà maggiore sia legata alla fisicità. Nathan è un personaggio dalla corporatura robusta e dai tratti fortemente mascolini, per cui ha dovuto assumere una certa impostazione che per il periodo delle riprese l’ha caratterizzato anche fuori dal set. Tuttavia, il suo Peter Parker è conosciuto non solo per il tono particolarmente amichevole, ma anche per alcuni aspetti di linguaggio non corporeo: un volto da ragazzino, una camminata particolare e altri dettagli cui l’attore dedica una gran cura. Per questo motivo la difficoltà è arrivata nel periodo in cui ha dovuto girare entrambi i film (Uncharted e Spider-Man: No Way Home, ndr): tornato nelle vesti dell’Uomo Ragno, si è sentito dire di essere diventato troppo mascolino. Spidey doveva essere “more like a boy, not like a man“, obbligandolo quindi a scrollarsi di dosso l’atteggiamento adulto del cercatore di tesori. Ci ha detto di averci messo quasi due settimane per tornare nella parte.

Film e videogiochi a confronto

Se da una parte Nathan Drake è un cercatore di tesori, e quindi un esploratore a tutti gli effetti, va detto che anche il lavoro di attore richiede una buona componente esplorativa del personaggio che si andrà a rivestire. Holland ha raccontato il suo processo esplorativo concentrandosi sugli aspetti che l’hanno legato al gioco. Per entrare nella parte ha investito una buona quantità di tempo nello stare a casa, seduto, a destreggiarsi fra i titoli davanti alla console. In particolare ha evocato la difficoltà che si incontra nel risolvere alcuni rompicapi (chi ha completato gli Uncharted, lo ben sa): la stessa dinamica si è ripresentata sul set, dove sia lui, sia parte del team che ha portato alla realizzazione del prodotto, ha dovuto interagire proprio con i medesimi enigmi. Stava per descriverli nel dettaglio, ma uno “SPOILER!” urlato da Gartner l’ha indotto a concludere la frase più sinteticamente del previsto.

Uncharted (il film) promette di essere ricco di easter egg che strizzeranno l’occhiolino alle persone che ne hanno completato i giochi. In particolare, Fleischer annuncia la presenza di un cameo molto importante che sicuramente (si augura) i fan riconosceranno e apprezzeranno assai. Al di là questo, però, sarà la relazione fra Nathan e Sully (Victor “Sully” Sullivan, cercatore di tesori, ndr) ciò che promette di conquistare chi ama Uncharted (il gioco): Holland l’ha definita come una big brother little brother relationship, lasciando intendere che lo stretto legame fra i due personaggi è passato egregiamente su schermo.

Ispirazioni per il film

Per entrare meglio nella parte, Tom Holland è stato affiancato sul set da Nolan North, il doppiatore ufficiale di Nathan Drake nei videogiochi. North è stato un grande supporto per tutto il processo che ha portato alla realizzazione del film, ha dichiarato Holland, aggiungendo che il doppiatore si è poi rivelato molto entusiasta del risultato finale. Ha infatti mandato una mail all’attore, complimentandosi con lui per l’ottimo lavoro.

Essendo il film destinato a chiunque, non solo a chi già conosca Nathan e le sue vicissitudini, regista e produttori ci hanno raccontato di essersi ispirati a diversi franchise per realizzare il film. In particolare, Indiana Jones, Star Wars, Mission Impossible, tutti gli 007 per quanto riguarda l’azione, mentre ai treasure hunter movie per le dinamiche da cercatore di tesori. Di tutti però, quello che ha influenzato maggiormente il team creativo è stato I Goonies, che ben unisce la leggerezza alle dinamiche di esplorazione avvincenti.
[Vi vedo, fan degli anni 80, che rimarcate l’importanza della vostra cultura cinematografica; vi vedo e vi rispetto, c’avete le vostre ragioni.]

Tom Holland: un Nathan Drake senza stuntman

Fra le scene che promettono di diventare iconiche, c’è una sequenza molto riconoscibile (quella della caduta di casse dall’aereo, che troviamo anche nel trailer) per cui Fleischer ha dichiarato di aver cercato di riprodurre il videogame quanto più possibile. L’intento non è mai stato quello di fare una trasposizione frame per frame del gioco, ovviamente, ma almeno una scena iconica volevano che fosse ripresa con quanta più fedeltà possibile e quel particolare inseguimento, secondo lui, centra l’obiettivo. Si è dichiarato fiero di averlo inserito nello script, e altrettanto della resa finale.

L’intento era infatti quello di simulare l’esperienza immersiva del videogioco: una scena iniziale ad alto potenziale d’azione avrebbe alzato immediatamente l’entusiasmo euforico delle persone in sala. Tuttavia, senza l’impegno di Tom Holland, quella scena non sarebbe mai venuta così tanto coinvolgente. Fleischer e i produttori si sono infatti complimentati con l’attore per essere riuscito a girare personalmente la scena dell’auto che lo colpisce (sempre presente nel trailer) senza aver avuto necessità si uno stuntman. Grazie all’abilità di Holland, è stato possibile lavorare di zoom avanti e indietro, soffermandosi su tutti i dettagli ed evitando l’uso di cgi. La veridicità del filmato, il fatto che sia proprio lui a rivestire il ruolo di stunt, è esattamente ciò che rende la scena così immersiva.

In conclusione dell’incontro, l’attore commenta proprio quella scena: “Quando ero sul set di Spider-Man con Tobey [Maguire] e Andrew [Garfield]” ha detto l’attore, “ho detto loro che in una scena salivo al volo su un aereo e poi venivo investito da una macchina. Mi hanno chiesto come fosse possibile, che senso potesse mai avere una scena del genere. Gli ho detto che ne aveva tantissimo, ma che per capirlo avrebbero dovuto guardare il film.”

E questo è quanto! Uncharted uscirà solo al cinema il 17 febbraio. In attesa di andare a vederlo, vi lascio il famoso trailer con inseguimenti di cui vi ho appena parlato.

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