Videogames

Il mondo degli esports dall’interno. A 37 anni.

Sono stato sempre incantato dal mondo degli esports e non sono uno di quei bacchettoni nostalgici che urlano la loro indignazione perché “ah, se tutto questo ci fosse stato ai miei tempi chissà come sarebbe andata”.
No.
Sono davvero molto felice per tutti i giovani che, in questi anni, possono vivere delle loro passioni e competere su grandi palcoscenici con la cornice di pubblico che meritano.

Il passato

Nei primi anni 2000 ho visto il mondo degli esports da spettatore e poi, con un po’ di fortuna e tanto impegno, sono riuscito a ritagliarmi uno spazio in alcuni team di PES, partecipando a tornei organizzati da ESL, arrivando perfino in EPS (ESL Pro Series, praticamente la Serie A per chi giocava in quel periodo) e presenziando a eventi live che mi emozionarono tantissimo: calcare un palco, segnare gol e vincere mentre la partita andava sul maxischermo alle mie spalle fu parecchio eccitante.

Dopo due anni passati a giocare, ho cambiato ruolo dedicandomi all’organizzazione, diventando Team Leader della squadra di PES regionale (evviva l’Abruzzo) e di quella nazionale di FIFA 09, per poi mollare tutto a marzo 2009 perché dovevo laurearmi e cercare un lavoro, non potevo permettermi distrazioni di sorta in quei delicati mesi che avrebbero deciso il mio futuro (scelta di cui non mi sono mai pentito; se adesso sono arrivato a questo punto, devo tutto alla mia lungimiranza). C’è però qualcosa che mi ha sempre innervosito: il videogiocatore era visto come una persona che perdeva tempo in attività troppo frivole per un adulto.

Da allora, tra eventi vari e competizioni online, mi sono trasformato semplicemente in uno spettatore, non essendomi più interessato a partecipare attivamente a qualche torneo finché…

Il presente

…finché non ho iniziato, negli scorsi mesi, a giocare a Legends of Runeterra. La competizione mi è sempre piaciuta e mi mancava, per quello ho continuato anche a partecipare alle Weekend League di FIFA in silenzio.
Scalare i vari rank partendo dal basso, pensare a carte e strategie mi ha fatto tornare in mente i tempi che furono: mi sono messo in testa di provarci, ancora una volta, nonostante l’età. Ma non volevo fermarmi ai giochi di carte perché sono sempre stato un tipo che apprezza l’azione.

Capita che il 7 aprile 2020 viene rilasciato da Riot (e sì, sempre loro) Valorant, FPS tattico competitivo che mi ha ricordato da vicino Counter-Strike, i tempi dell’università e le prime partite online con gli amici.
Vedendo le live di famosi streamer, sentivo la febbre crescere dentro. Volevo nuovamente scendere in campo.

Certo, stavolta non sono partito completamente da zero – anzi – dato che Nerdando ha una bella community composta da player appassionati e così, in men che non si dica, mi sono ritrovato a capo di un team che avrà l’onore di partecipare al Valorant Revolt, importante torneo organizzato dal nostro network Dive Esports e supportato da Logitech, che arriva proprio pochi giorni dopo il Twitch Rivals a cui ho assistito e nel corso del quale ho sentito, soltanto guardando i match, l’adrenalina tornare a pompare.

Adesso, da qualche giorno, ho iniziato gli allenamenti con la mia squadra. Allo stato attuale, non so come andrà la manifestazione, d’altronde ci troveremo di fronte dei professionisti di lungo corso, ma sono certo che mi emozionerò come è capitato quando ero ragazzino. Si torna nel mondo dei pro. A 37 anni.

D’altronde, mi sento anacronistico anche su Twitch, perché non dovrei vedere cosa vuol dire adesso competere con giocatori di alto livello?
Certo, devo imparare le mappe, i termini, stare dietro a gente più giovane e che va a mille rispetto a me, che dovrà stare però attenta alle mille domande che porrò per capire basi e meccanismi che mi permettano di avere delle performance quantomeno decenti.

Il futuro

Come mi piace dire sempre, in questi casi, “chi vivrà, vedrà“.

Dopo l’annuncio della nostra partecipazione al Valorant Revolt abbiamo avuto tanti contatti e molti nuovi ingressi nel server Discord che ci lasceranno organizzare qualcosa nei prossimi mesi.

Stay tuned, dunque: questo è solo l’inizio!

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