La Minaccia Con L'Asma - Il bello e il brutto di Star Wars: Episodio I - Nerdando.com
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La Minaccia Con L’Asma – Il bello e il brutto di Star Wars: Episodio I

Star Wars: Episodio I

Manca poco. Un mesetto ancora e la saga degli Skywalker sarà finita. La saga cinematografica per eccellenza, sacra per molti, non è però immune a critiche. Star Wars è un fenomeno anche generazionale e solitamente, se chiedete in giro, la trilogia più bella è sempre quella con cui si è cresciuti.

Per celebrare la fiaba più lunga di sempre, io (FrankieDedo) e l’ottimo LC, polemisti per passione, abbiamo deciso di dare sfogo a tutta la nostra caotica furia iconoclasta e fare una specie di gioco: per ogni capitolo della saga di Star Wars ci siamo scelti una “fazione” per la quale combattere. Ogni volta, uno di noi due porterà sul tavolo i motivi per cui il film è bello o brutto, ovviamente, da bravi polemici, nel modo più cinico e provocatorio possibile!

Entrambi adoriamo Star Wars e questo è stato un modo doloroso, ma onesto, di dare un’ultima occhiata ai nostri film preferiti. (semi-cit.) Speriamo di darvi un’esperienza simile, noi siamo qui, pronti a ricevere i vostri insulti e le vostre considerazioni. Nel frattempo, possiamo iniziare con un argomento per niente divisivo e che non fa arrabbiare nessuno: ma quanto è bello “La Minaccia Fantasma”?

Il bello

A costo di essere inutilmente provocatorio lo dico: Episodio I è come il vino. Si apprezza sempre di più col passare del tempo, sia che si cresca per apprezzarlo con uno spirito più critico, sia che le sue qualità si mostrino più solide con gli anni.

Troppo facile parlare della Reggia di Caserta, dei combattimenti, della portata dell’evento e di Darth Maul (che ritengo un personaggio estremamente sopravvalutato, almeno fino al ripescaggio in The Clone Wars).

Ciò che continuo ad apprezzare di questo film sono l’audacia, la lucidità e la grandiosità.

Audacia, perché George Lucas ha avuto il coraggio di rivoluzionare davvero Star Wars, trasformando una favola figlia di Akira Kurosawa e Flash Gordon in una narrazione politica su diritti umani, democrazia e indipendenza dei popoli. Forse troppo, per buona parte del popolo, che seppur con un poco di ragione, ha risposto malamente a questa complessità.

Episodio I è audace, però, anche sotto il lato estetico. I colori, le ambientazioni, i design sono netti, vividi e concreti, contrapposti alle scene più desaturate e modeste della trilogia classica. La Minaccia Fantasma è senza dubbio lo Star Wars di respiro più ampio, che si prende la briga di raccontare una galassia nel modo più comprensivo possibile, dallo schiavismo di Tatooine ai grattacieli di Coruscant, sottolineando anche a livello visivo e concettuale la dualità della storia di Anakin. Potrei stare ore a parlare delle scenografie e dei veicoli di questo film, che a mio parere restano fra i più indovinati dell’intera saga. Impossibile non citare la colonna sonora di John Williams, che rompe i canoni regalandoci uno dei pezzi più celebri della saga: Duel of the Fates. Se avessero detto che nel prossimo film ci sarebbe stato un brano contenente cori in sanscrito che cantano un poema gallese probabilmente si sarebbero accese le torce e affilati i forconi e invece questa fu una delle rivelazioni della seconda trilogia.

E poi gli sgusci! Sarà che da bambino adoravo le gare di Formula 1 e Star Wars e vederli uniti insieme mi ha divertito enormemente, non lo so. I vari podracer, tutti diversi e dettagliatissimi, la folle velocità e la strepitosa resa tecnica della scena mi hanno sempre fatto apprezzare questo aspetto diverso della società di Star Wars.

La lucidità di cui ho parlato non è riferita certo alle meravigliose navi di Naboo! È più qualcosa che aleggia sull’intero film, una misuratezza dei dialoghi, delle situazioni, che rende Episodio I saldo sui suoi piedi. Gran parte di questa “verve” è dovuta all’interpretazione di Liam Neeson, ma anche grazie, paradossalmente, a quel senso di straniamento dovuto al fatto che veniamo catapultati all’interno di una situazione a noi completamente estranea. Ci troviamo in un mondo nuovo che ha una struttura solida e che vive di vita propria senza troppa indulgenza nei confronti dello spettatore pigro o poco riflessivo. Un difetto per il botteghino e per le recensioni, ma questo è esattamente ciò che cerco in un grande universo fantastico.

E adesso, ultimo chiodo sulla mia bara: sì anche per i midi-chlorian! Bisogna ammettere che Lucas si è un attimo fatto prendere la mano con la sua mancanza di spiegazioni, ma i piccoli organismi non sono altro che un’antenna della Forza. La sua idea era quella di rivelare, nella terza trilogia, che questi midi-chlorian non erano altro che lo strumento con cui la Forza poteva interagire con gli esseri viventi, senza nulla togliere al suo alone di misticismo e vennero utilizzati come metafora della coesistenza in società. Lo script originale di Episodio VII, in verità, tirava in ballo i Whills, gli esseri mai rappresentati che dovrebbero incarnare la Forza… e questa è una cosa che avrebbe fatto uscire di testa ancora più appassionati! Quindi, in un certo senso, meglio così.

E sì, Episodio I è grandioso. La forza di questa narrazione ci mostra più punti di vista della situazione: gli intrighi in parlamento, dove un giovane Palpatine cerca di salire al potere, mentre un giovanissimo Anakin viene strappato all’abbraccio della madre, in nome di un bene comune. I due corsi della storia si scontreranno inevitabilmente, come sappiamo, e infatti per questo ritengo Episodio I l’unico vero fondamentale capitolo della trilogia prequel. Ogni evento da lì alla nascita di Darth Vader è determinato da un evento fondamentale, il momento in cui Qui-Gon libera Anakin e lo porta con sé. Se vogliamo, il momento iniziale da cui tutta la storia di Star Wars prende vita è quando proprio Qui-Gon Jinn modifica il lancio del dado con la Forza per far sì che sia Anakin ad essere liberato, un po’ così come tutti gli eventi della trilogia classica avvengono proprio grazie all’ufficiale dello Star Destroyer di Vader, che all’inizio di Una Nuova Speranza decide di non abbattere il guscio di R2-D2 e C-3PO. Star Wars è una grande opera in rima, ma questa è un’altra storia.

In definitiva, La Minaccia Fantasma è un ottimo film per famiglie, ovvero ciò che Star Wars deve essere. Ci sono spunti di riflessione, anche sociali. Ci sono spari, combattimenti e l’unica battaglia campale della saga. Ci sono inquadrature mozzafiato e poi, ehi, dato che tutti odiate Jar Jar Binks, qui viene picchiato, elettrificato, maltrattato e condannato a morte… come fate a non adorare questo film?

FrankieDedo

Il brutto

Quando si pensa al più grande problema di Episodio I, in molti penseranno a Jar Jar, la spiacevole spalla comica oggetto di offese sostanzialmente dal momento dell’uscita del film stesso.
Personalmente ho sempre trovato assurdo ridurre il tutto ad un personaggio che alla fin fine ha uno screen time limitato ed una rilevanza per la storia minore. Sarebbe come ridurre Episodio VI agli Ewok.

Quello che per me è il problema vero di Episodio I è l’assenza di una delle basi narrative per un film d’avventura: non ha un protagonista.

Anakin infatti non compare fino al secondo atto del film e non compie il percorso che ci si aspetta dal personaggio principale di una storia, anzi riveste molto più quello di supporto per quelli che dovrebbero essere i personaggi al centro della narrazione.

In questa logica, i protagonisti dovrebbero essere Obi-Wan e Qui-Gon Jinn. Tuttavia, i loro dialoghi ed i loro percorsi all’interno del film, ne fanno, di nuovo, dei personaggi che dovrebbero servire da mentore (Qui-Gon) e co-protagonista (Obi-Wan).

Di per sé, la cosa potrebbe essere accettabile: nel 99% delle storie mai composte dall’uomo abbiamo quelle character-driven e quelle story-driven.

L’assenza di un protagonista porta Episodio I nel secondo gruppo. Questo marca una grossa differenza con tutti gli altri film di Star Wars, che invece sono tutti film in cui sono sempre i personaggi a portare lo spettatore attraverso la trama e mai il contrario.

Questa inversione è uno dei motivi per cui inconsciamente, da fan della saga, ci ritroviamo straniti da Episodio I. Anche perché, in tutta sincerità, la trama non è eccezionale. Infatti, gli obiettivi della Minaccia Fantasma erano due: mostrarci l’origine di Anakin come Jedi e mettere le basi per l’avvento dell’Imperatore.

Tuttavia ci viene mostrato poco o niente dalla prospettiva del giovane Skywalker e l’unico aspetto rilevante che apprendiamo del suo personaggio è la sua relazione con la madre. Di fatti nudi e crudi ne vengono rivelati molti, dalla sua nascita al fatto che era uno schiavo, ma non sembrano avere un peso eccessivo sul personaggio in sé.

Il suo stesso primo incontro con Padmé fa venire abbastanza i brividi: perché ne sembra così intensamente attratto, a dieci anni? Non lo sappiamo, perché non vediamo la sua prospettiva.  Ancor meno ci viene fatto vedere dei Sith: non scopriamo i loro obiettivi né come intendono raggiungerli. Il complesso intrigo politico che eventualmente porterà Palpatine al potere assoluto non viene nemmeno accennato.

In conclusione, trovo che Episodio I meriti la sua posizione ai piani bassi nelle liste sull’episodio preferito. Tuttavia, credo che molte delle critiche (Jar Jar, i midi-chlorian, l’aspetto politico, la computer graphic) siano assurde e pretenziose (vedi “il bello”).

Quello che mi sarebbe piaciuto vedere era un film meglio strutturato.

Immaginate una versione che inizia su Tatooine, dove vediamo e seguiamo il giovane Anakin arrabattarsi come schiavo, pilota ed inventore, alla maniera in cui vediamo Luke o Rey all’inizio dei rispettivi film. Lo vediamo nelle sue sofferenze e virtù, scopriamo quei semi di arroganza mista a buon cuore, di desiderio di supremazia ma anche di pace. Ed infine vediamo come l’arrivo dei Jedi non solo sconvolga la sua vita, ma anche il suo cuore, dandogli il potere per mettere in pratica i suoi migliori e peggiori intenti.
Episodio I non ci mostra quasi niente di tutto ciò, fallendo nel mettere Anakin al centro della scena nel ruolo da protagonista che gli sarebbe spettato ed a mio parere questo è il suo peccato più grande.

LC

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