Mistfall - Luoghi perigliosi ed incontri misteriosi - Nerdando.com
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Mistfall – Luoghi perigliosi ed incontri misteriosi

La scatola di Mistfall

La scatola di Mistfall

I cooperativi mi piacciono un sacco, non è un mistero. Al di là di tutto ciò che riguarda infatti l’interazione fra i giocatori – ad eccezione dei giochi dove sono previsti traditori come Dead of Winter – che è di solito volta al raggiungimento della vittoria comune, ciò che mi affascina è l’ambientazione, la “giustificazione” che mi deve dare quella spinta in più ad intraprendere quelle avventure specifiche. Se il tutto è condito da toni epici, anche meglio. Si colloca perfettamente in quest’ambito il buon Mistfall, progetto nato da un kickstarter della NSKN, titolo per 1-4 giocatori dalla durata non eccessiva, distribuito in Italia da HC Distribuzione, che lo ha presentato quest’anno al Lucca Comics and Games assieme ad altri titoli di un certo calibro come Zena 1814 (non avete ancora letto il mio articolo? Correte ai ripari!) e Bretagne. Apriamo il sostanzioso cartone e vediamo cosa bolle in scatola.

Mistfall è un gioco che si basa su un board sempre nuovo, dato da 9 tessere luogo (che sceglieremo da un pool di 22 tessere) che posizioneremo in un dato modo a seconda dell’avventura che sceglieremo di giocare, così come indicato dall’apposito manualetto. Abbiamo poi un piccolo board per ogni personaggio – ve ne sono 7 in totale, ognuno ben caratterizzato e con classe ed abilità ben distinte – e un altrettanto piccolo board che ci farà gestire il tempo rimanente allo scadere della nostra avventura e i rinforzi dei nemici che ogni turno verranno a cercare di ammazzarci con simpatia e cortesia. Completa il tutto la gestione di punti vita, abilità, ricompense, incontri, eventi temporali e nemici che è data da svariati mazzi di carte. Eh sì, Mistfall può ricordare giochi come Pathfinder, il che non è affatto male. Sostanzialmente come funziona il gioco? Ogni turno è composto da 7 fasi, dove avremo sia l’arrivo di nuovi nemici da sconfiggere che la possibilità di esplorare nuovi luoghi per procedere fino all’esplorazione del luogo finale, dove avremo un incontro speciale e la presenza del vero e proprio boss di fine gioco. Si combatte utilizzando il mazzo talenti, che rappresenta anche il numero dei nostri punti vita, che potremo man mano ricaricare grazie a dei talenti avanzati e ad una serie di ricompense che conquisteremo sconfiggendo i vari mostri, che sono davvero numerosissimi (abbiamo ben tre mazzi distinti) e che contribuiscono al non avere quel senso di déjà vuche può capitare in titoli del genere. I luoghi sono l’altro elemento centrale di Mistfall, essendo scelti a caso – salvo alcuni “obbligatori” – vi faranno sempre tentennare nel momento dell’esplorazione: entreremo in un luogo infestato che ci farà perdere alcune delle nostre preziose carte oppure avremo fortuna e ci potremo riposare in un ameno luogo? Infine gli incontri, che sono gli eventi che si avviano nel momento in cui entriamo in un luogo, che mi hanno ricordato un po’ i vecchi jrpg quando, entrando in particolari zone della mappa, si avviavano gli incontri casuali. Ah, certo, e poi c’è il tempo che scorre sempre inesorabile e soprattutto inevitabile, e che ad ogni turno può cambiare la vostra sorte, in positivo o in negativo.

Sembra che sia tutto perfetto ed oliato, in Mistfall, vero? Eppure, e mi dispiace tantissimo, c’è un aspetto negativo a rendere difficoltosa l’esperienza di gioco: il manuale delle regole. La base di tutto, il biglietto da visita di ogni gioco, ciò che prendiamo in mano non appena aperta la scatola è purtroppo scritto in maniera estremamente difficile da comprendere. Capiamoci bene: non è il gioco ad avere bug o a non essere godibile, affatto. Il problema è arrivare a capire le regole, arrivare ad apparecchiare la tavola e ad iniziare a giocare. Un regolamento di più di una decina di pagine, fitto fitto e con tanti simboli che ritroverete poi sulle carte e su ogni elemento di gioco, non è già un gran bel vedere, ma è una cosa superabile – chi ha detto Arkham Horror? -; il problema è che alcune sezioni sono senza né capo né coda e dovrete rileggerle varie volte per capire cosa fare, specie per quanto riguarda la prima partita, il turno zero. Non avrò l’esperienza di molti di voi che leggono e di molti altri colleghi, però questo è stato uno dei pochi titoli che mi ha lasciato davvero spiazzato nel momento in cui ho aperto il manuale. Per non parlare poi di alcune contraddizioni tra il setup “generico” e quello “specifico” delle avventure, oppure di errori di impaginazione che non ti permettono di capire l’anatomia di alcune carte, insomma un gran mal di testa. Che poi il gioco non è affatto brutto, per niente, lo ripeto con forza! Mi è anche venuto un dubbio: ma è solo con il regolamento in italiano che ci sono questi problemi, o no? E, curiosando qua e là su internet, ho potuto constatare invece che i problemi derivano proprio dal gioco originale, e quindi posso immaginare che se il regolamento è scritto male a monte, la responsabilità è di chi l’ha scritto e di certo non di chi l’ha tradotto ed editato. Male ma non malissimo, per fortuna.

Mistfall è un bel gioco, che scorre bene e che diverte; i materiali e la grafica sono eccellenti – e tanti! – ed è uno di quei titoli dove le bustine proteggi-carte sono decisamente un buon acquisto; andando a curiosare sul nostro album su Facebook potrete vedere la mole di ottimo materiale che popola la scatola del gioco. Ciò che vi suggerisco è: don’t panic quando vi ritrovate con il regolamento in mano, con una lettura calma e attenta – e forse anche ripetuta un paio di volte – riuscirete a sbrogliare la matassa e a godervi un titolo davvero interessante e divertente. Mi danno ragione tutte le persone, infatti, che hanno provato con entusiasmo Mistfall durante il Lucca Comics and Games 2015, segno che il titolo merita successo e soprattutto merita tante partite, l’importante è non farsi scoraggiare da un regolamento lungo e complesso che, però, una volta appreso si rivela in realtà abbastanza semplice ed intuitivo. All’avventura!

Menzione d’onore: adoro i cooperativi anche perché Morgana non può battermi!

Ringrazio HC Distribuzione per il materiale.

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