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Pokémon GO: potrebbe fare di più, ma non si impegna

pokemongo

I giochi per smartphone hanno quasi sempre vita breve, questo si sa.
Quando uscì la notizia che presto sarebbe uscito Pokémon GO, le mille potenzialità che il titolo poteva offrire avevano fatto nascere, nella mia mente, la speranza che in questa precisa occasione mi sarei potuto trovare davanti una situazione completamente nuova: un gioco che, grazie ad un universo enorme basato su un franchise di successo, avesse una grande possibilità di evoluzione e una giocabilità virtualmente infinita.
Nonostante l’isteria di massa verso la nuova moda di catturare nel mondo reale i mostricciattoli creati da Satoshi Tajiri si sia esaurita già dopo pochi mesi dalla data di uscita, una grossa fetta di utenza originaria (molto probabilmente costituita dallo zoccolo duro dei fan e degli affezionati) ha continuato a connettersi quotidianamente per catturare le creature più difficili da trovare e per conquistare fino all’ultima palestra.

Si può dire, quindi, che Pokémon GO sia riuscito davvero nell’ardua impresa di creare un gioco virtualmente infinito e, soprattutto, in grado di non stancare?

In parte.

Per come la vedo io, un prodotto del genere ha bisogno di un’utenza molto ampia, costituita anche da semplici curiosi che si approcciano esclusivamente per moda; l’applicazione non è riuscita proprio in questa impresa, che invece avrebbe assolutamente dovuto raggiungere per mezzo di novità e innovazioni.
La mancanza delle medesime caratteristiche, poi, ha impedito anche ai fan dei pokémon come me di continuare ad utilizzare il prodotto con lo stesso entusiasmo iniziale.

Gli aggiornamenti che avrebbero dovuto rendere accattivante Pokémon GO, pur essendo stati più volte annunciati, sono ancora lontani dall’arrivare sui nostri dispositivi mobili. In tanti hanno desiderato e ancora desiderano avere la possibilità di effettuare scambi, di poter interagire in modo più concreto con altri utenti e di poter avere l’occasione di catturare anche nuove generazioni di pokémon.

Gli interventi che sono stati fatti dalla data di uscita ad ora, ai miei occhi, non hanno il peso necessario a infondere nuova linfa in un prodotto che, con la propria semplice struttura (ricordiamoci che, in fondo, si tratta esclusivamente di andare in giro per il mondo con un telefono in mano ed un caricabatterie di emergenza a catturare cose che non esistono) necessita di interventi ben più pesanti per non perdere la freschezza dovuta alla novità. Un buon segnale è costituito, invero, dall’introduzione di eventi, durante alcuni periodo dell’anno, in cui l’applicazione si trasforma e assume caratteristiche tematiche. Dal 26 ottobre, ad esempio, Pokémon GO si è lasciato influenzare dalla vicina festa di Halloween mutando l’esperienza offerta ai giocatori (anche se non di molto). Si tratta comunque di novità che, purtroppo, non incideranno più di tanto sulla longevità voluta da Niantic. Non c’è da sperare che, con il passare del tempo, gli sviluppatori siano realmente in grado di arricchire l’esperienza che si ripromettono di offrire agli utenti di Pokémon GO, riuscendo a sviluppare davvero le potenzialità di un titolo di questo genere. Non posso nascondere un po’ di amarezza nel constatare che i miei sogni di giocare ad una modernizzazione di quelle cartucce, che hanno accompagnato molti momenti della mia infanzia, si sono infranti. Ma probabilmente non è colpa di Niantic, ma delle mie aspettative troppo alte e di una speranza che, in fondo lo sapevo, non era realizzabile.


Nerdando in breve

Pokémon GO si avvia al suo lento declino, possiamo solo sperare che Niantic rilasci gli aggiornamenti tanto promessi e che questi siano sufficienti a risollevare le sorti di un gioco che potenzialmente poteva essere eternamente godibile e divertente.



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