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Sherlock: le citazioni dai libri – Stagione 2

La serie tv inglese Sherlock è da poco tornata alla ribalta, grazie alla quarta ed attesissima stagione in onda proprio questo mese.
Pur trasferendo le avventure dell’investigatore nel tempo presente, gli autori Mark Gatiss e Steven Moffat hanno saputo mantenere un grande equilibrio con le opere di partenza, costellando gli episodi di rimandi al canone e gustose easter eggs dedicate agli appassionati.
Dopo avervi segnalato le citazioni scovate nella prima stagione, siamo arrivati alla seconda: considerata da molti (me compresa) la migliore a livello qualitativo, questa stagione ci regala anche parecchi riferimenti alle opere di Sir Arthur Conan Doyle.

Episodio 1 – Scandalo a Belgravia

La stagione si apre con un episodio che, nella trama principale e nel titolo, richiama apertamente il racconto “Uno scandalo in Boemia“, che a sua volta apriva la raccolta “Le avventure di Sherlock Holmes“. In entrambi i casi fa la sua comparsa il personaggio della Donna, Irene Adler. Nell’episodio appare anche il celebre cappello che, nell’immaginario comune, caratterizza il personaggio di Holmes: Sherlock lo utilizza per cercare di nascondersi dai media con l’unico risultato di renderlo, invece, un elemento caratterizzante della sua immagine agli occhi del pubblico. Un po’ come è successo al predecessore letterario con l’immagine di Sidney Paget.
L’episodio si apre con un montaggio che mostra una serie di casi riportati da Watson sul suo blog: tutti i titoli dei post richiamano titoli di racconti del canone.
Secondo quanto afferma John, sul sito di Sherlock è presente una disquisizione su 240 tipi differenti di tabacco: ne “Il segno dei quattro” Holmes afferma di aver scritto una monografia su 140 specie di tabacco.
L’sms che Moriarty invia a Sherlock ha lo stesso testo della nota che l’antagonista lascia all’investigatore nel finale di “La valle della paura“.
La presenza di un pollice nel frigo di Sherlock è un richiamo a “L’avventura del pollice dell’ingegnere“, la spiegazione del perché non accetti casi da clienti anonimi si trova anche in “L’avventura del cliente illustre“.
Infine i Camei Vaticani che Sherlock e John utilizzano come parola in codice sono un riferimento ad un caso sconosciuto che Conan Doyle menziona durante “Il mastino dei Baskerville“.

Episodio 2 – I mastini di Baskerville

Come si capisce già dal titolo, l’episodio è ispirato al romanzo “Il mastino dei Baskerville” ma, come al solito, non mancano altre fonti.
Per esempio, l’utilizzo del gas allucinogeno è ripreso da “L’avventura del piede del diavolo” , quando Sherlock si presenta armato di arpione il riferimento è a “L’avventura di Black Peter“, mentre la finta scommessa con Watson è tratta da “L’avventura del carbonchio azzurro“.
Quando Sherlock non riesce a trovare le proprie sigarette cerca anche una pantofola: il riferimento è a “Il cerimoniale dei Musgrave“, nel quale Watson sostiene che Holmes teneva il tabacco in una vecchia pantofola persiana. Per farsi rivelare proprio il nascondiglio delle sigarette, Sherlock dice di trovare interessante il caso ma che dovrà mandare Watson ad occuparsene: nel romanzo “Il mastino dei Baskerville” Holmes manda davvero solamente Watson ad investigare.
Quando Sherlock sostiene di preferire “qualcosa che sia il 7% più forte del tè” si può notare un rimando a “Il segno dei quattro“, quando l’investigatore afferma di utilizzare una soluzione di cocaina al 7%.
Nell’episodio, infine, viene utilizzata la celebre frase “Una volta eliminato l’impossibile ciò che rimane, per quanto improbabile, dev’essere la verità“.

Episodio 3 – Le cascate di Reichenbach

L’episodio più intenso della stagione si ispira al racconto “L’ultima avventura“, che mostra il confronto finale tra Holmes ed il suo acerrimo nemico Moriarty.
Sullo schermo Watson si allontana per occuparsi della signora Hudson, sulle pagine tornava all’hotel per assistere un’anziana e morente gentildonna inglese.
Il titolo stesso del racconto viene menzionato da Moriarty mentre si trova a Baker Street. A questo proposito, la visita in casa dell’investigatore da parte dell’antagonista è ispirata al film “Sherlock Holmes e la donna in verde“, del 1945, da cui viene ripresa anche l’idea di Moriarty che distrugge la reputazione di Sherlock e cerca di spingerlo al suicidio facendolo saltare da un palazzo.
La scomparsa dei bambini dal collegio è un riferimento a “L’avventura della scuola del priorato“.
Nell’episodio, infine, viene introdotto il Diogenes Club, presente in alcuni racconti e soprattutto ne “L’avventura dell’interprete greco“.



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