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Gotham sì, Gotham no… La terra dei cachi

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Mosso dalla rinnovata dinamicità dell’universo cinematografico legato all’Uomo Pipistrello e tentato dalla vasta gamma di possibilità visive offerte da un abbonamento Netflix, ho colto l’occasione per guardare la prima serie di Gotham.

Pensata come un prequel/spin-off e dedicata ai personaggi legati al mondo di Batman, la serie, annunciata per la prima volta nel settembre del 2013 e mandata in onda da Fox da settembre 2014, ha come protagonista un giovane Jim Gordon.
Fresco detective del dipartimento di polizia di Gotham, James viene assegnato, assieme al suo nuovo partner Harvey Bullock, al caso dell’omicidio dei Wayne.
Attraverso le puntate, lo spettatore assisterà alle vicende del futuro commissario e, scena dopo scena, ai vari casi a cui la polizia dovrà trovare soluzione.

L’idea di una serie ambientata a Gotham, che fosse in grado di prendere tutto ciò che i fumetti ci hanno regalato, ma sottraendo dall’equazione il fattore Batman, mi ispirava moltissimo. Una delle caratteristiche che rendono particolarmente coinvolgente le avventure dell’alter ego di Bruce Wayne, infatti, è l’atmosfera che pervade le pagine degli albi a fumetti.
Se anche nel primo film di Christopher Nolan, Batman Begins, abbiamo avuto modo di apprezzare un’ambientazione molto curata e dettagliata del mondo criminale e della profonda corruzione che pervade Gotham City, le vicende ideate da Bruno Heller, che mettono in primo piano gli avvenimenti che porteranno alla genesi del Crociato Mascherato, permettono di far immedesimare perfettamente lo spettatore nella cornice delle storie DC comics.

Se l’idea, quindi, risulta molto intrigante, il cast con nomi quali Benjamin McKenzie (the O.C.) nel ruolo di Jim Gordon, Jada Pinkett Smith come Fish Mooney e di John Doman (per chi ha visto I Borgia, già, lui…) per Carmine Falcone non convince affatto. La recitazione non è stata una delle scelte migliori per la realizzazione di Gotham e, nonostante la siano attori non alle prime armi, l’espressività dei personaggi ricorda quella parodistica dei protagonisti di Occhi del Cuore della serie Boris (in sostanza gli attori sono dei cani maledetti).
Per quanto riguarda i comprimari, la situazione non migliora: Selina Kyle, la futura Catwoman, viene interpretata da un’odiosissima Carmen Bicondova ed il ruolo di Bruce Wayne viene affidato al giovane David Mazouz, che ha deciso di caratterizzare il futuro Cavaliere Oscuro come un piagnone perennemente sull’orlo del pianto isterico.
Note positive, invece, sono la scelta di Sean Pertwee per Alfred (molto british e molto in parte) e Robin Lord Taylor per Oswald Cobblepot, alias il Pinguino.
Certo, io resto un fan di Michael Gough e di Danny DeVito, ma penso anche che Batman Forever sia il miglior Batman, da certi punti di vista, quindi direi che i gusti sono gusti e la facciamo finire in pari.

Altra nota molto dolente è quella relativa agli effetti speciali.
Nonostante la tecnica utilizzata per mostrare lo skyline di Gotham risulti talmente finto da apparire come un qualcosa di premeditato, quando si assiste a scene dove devono essere mostrate in modo esplicito avvenimenti che si potrebbero definire inusuali, l’effetto “puntata di Hercules o Xena” non smette mai di accompagnare lo spettatore.
Un vero peccato perché, per quanto riguarda, invece, le ambientazioni, le scenografie ed i costumi sono molto ben realizzati.

Ultimo punto che potrebbe far storcere il naso ai puristi è l’estrema flessibilità che hanno mostrato gli sceneggiatori nella genesi dei vari personaggi. Se l’idea di rendere Edward Nygma un tecnico della polizia risulti abbastanza simpatica, la scelta fatta, ad esempio, per Poison Ivy, Catwoman o Cappuccio Rosso risulta difficilmente digeribile. Certo, si doveva pur mostrare qualcosa relativa al mondo di Batman in questa serie, ma sarebbe stato preferibile maggiore tatto nel pasticciare con le storie dei villain.
Nonostante tutti questi difetti, la serie si lascia guardare e alla grande.
Sarà dovuto al fatto che le atmosfere legate all’uomo pipistrello mi affascinano sempre e che Hercules e Xena richiamano subito alla mente i tempi della mia spensierata fanciullezza, ma ho letteralmente divorato tutta la prima stagione.
Non mi resta che sperare che Netflix, in futuro, mi dia la possibilità di recuperare anche la seconda e la terza stagione, al momento assenti nella libreria multimediale.

Nerdando in breve

Una serie che cerca di sfruttare l’affascinante atmosfera di Gotham City e di mostrare gli avvenimenti che intercorrono tra l’omicidio dei genitori di Bruce Wayne e la nascita del Cavaliere Oscuro. Il tutto condito da orrendi effetti speciali.



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