Nove sfumature di Nerd #24 – La serie Crash Bandicoot - Nerdando.com
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Nove sfumature di Nerd #24 – La serie Crash Bandicoot

Crash Bandicoot

Crash Bandicoot

Tra voci di corridoio e notizie che appaiono qua e là, spesso, dall’uscita della Playstation 4, si sente parlare di un possibile rilancio della saga di Crash Bandicoot.

Il simpatico animaletto antropomorfo, inizialmente chiamato “Willy the Wombat”, che nella mente della Naughty Dog doveva divenire la mascotte della console di casa Sony (un po’ come Sonic per SEGA e Mario per Nintendo), è rimasto nel cuore di ogni videogiocatore che si rispetti e, senza ombra di dubbio, è il protagonista di una di quelle saghe che in tanti vorrebbero poter tornare a giocare. Le casse da rompere in cerca di frutti wumpa, il pericolo costituito da TNT e NITRO, la leggendaria maschera Aku Aku e il malvagio dr. Neo Cortex, uniti alla caratteristica struttura dei livelli a binario ma con grafica tridimensionale, hanno creato un mix che, nonostante l’età, si mostra ancora fresco e divertente.
Il destino del nostro bandicoot è ancora avvolto nel mistero, tuttavia è impossibile non tornare con la mente ai giochi che, secondo me, sono più rappresentativi del personaggio.

1. Crash Bandicoot (1996)

Il primo capitolo, l’origine di tutto è un gioco estremamente innovativo (per quei tempi).
L’esordio del nostro eroe, di Aku Aku e dei frutti wumpa ha decisamente segnato la mia infanzia. Il perfido dr. Neo Cortex intende utilizzare un potente esercito di mutanti, influenzati con uno speciale condizionamento mentale, per conquistare il mondo. Un bandicoot, di nome Crash, usato come cavia negli esperimenti per la creazione della potente armata, si dà alla fuga e, trasportato sull’isola di N. Sanity, comincia l’avventura per liberare la propria amata dalle grinfie del malvagio dottore.

OMG: In origine, i filmati del gioco avrebbero dovuto seguire lo stile di un cartone animato, ma la Sony rifiutò l’idea. I vari video, poi, sarebbero dovuti essere riutilizzati per creare una serie animata, ma non se ne fece più nulla.

2. Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back (1997)

Quello che secondo me rimane il miglior capitolo di tutta la saga.
Il secondo episodio dedicato a Crash riparte da dove era finito il precedente episodio.
Cortex, sopravvissuto ad uno schianto su un’isola, scopre all’interno di una caverna un lungo cristallo appuntito. Dopo anni di ricerche, il malvagio dottore studia l’immenso potere del minerale e decide, quindi, di utilizzarlo per alimentare una grande stazione spaziale in grado di condizionare e ridurre in schiavitù tutta l’umanità. Tuttavia, il potere di un unico cristallo non basta e Cortex decide di utilizzare il suo vecchio nemico Crash per recuperare gli altri 25 sparsi sul pianeta e lo convince a collaborare fingendo di essere passato dalla parte dei buoni e sostenendo di utilizzare il potere raccolto per salvare il pianeta da distruzione certa.
La grande innovazione della raccolta dei cristalli, la possibilità di utilizzare gadget come moto d’acqua, jetpack e il salire sul dorso di Polar contribuiscono non poco a migliorare le già ottime premesse del primo capitolo.

OMG: Crash Dash.

3. Crash Bandicoot 3: Warped (1998)

Come da titolo, terzo capitolo del gioco di piattaforme dedicato al nostro caro bandicoot.
Dopo l’epilogo di Crash Bandicoot 2, con la distruzione del Cortex Vortex (la stazione spaziale per il controllo della mente) e la pioggia di detriti creati da tale esplosione, un antico tempio viene distrutto ed il malvagio Uka Uka, il fratello cattivo del potente spirito Aku Aku, viene così liberato dalla forzata prigionia impostagli secoli prima.
Una volta libero, il malvagio spirito decide di servirsi del dr. Cortex per recuperare i cristalli del potere in varie epoche storiche.
Spetterà ovviamente a Crash impedire la realizzazione del piano malefico e, per farlo, dovrà attraversare livelli ambientati nella Francia medievale, nell’Antico Egitto e nella Prima guerra mondiale.

OMG: il Finto Crash, brutta copia dell’originale Crash Bandicoot, appare in alcuni livelli mentre fa una brutta imitazione del balletto del Crash originale, una volta superato il 102%.

4. Crash Team Racing (1999)

L’ultimo gioco della serie prodotto dalla Naughty Dog (già T.T) è un gioco di guida che si propone, in realtà, come rivale di Mario Kart 64.
Nitros Oxide, che afferma di essere il più veloce pilota della galassia, sfida il campione di corse di kart del pianeta Terra ad un gioco di nome “Vinca il più veloce”: se il pilota terrestre riuscirà a battere il temibile alieno, la Terra sarà salva, in caso contrario il pianeta diventerà un gigantesco parcheggio ed i suoi abitanti saranno ridotti in schiavitù.
Piste e armi sono, ovviamente, tutte ispirate alla saga di Crash Bandicoot e per affrontare il gioco nelle varie modalità si può selezionare uno tra i vari personaggi presenti negli altri capitoli. La lunghissima rigiocabilità (a volte lo reinserisco ancora nella console) e l’immediatezza del gioco rendono questo uno dei titoli che considero immortali e, senza dubbio, uno dei miei preferiti di tutta la serie.

5. Crash Bash (2000)

Un torneo organizzato dai fratelli Aku Aku ed Uka Uka per stabilire definitivamente il vincitore tra bene e male fa da pretesto per un party game ambientato nel mondo di Crash Bandicoot, con il primo videogioco non prodotto dalla Naughty Dog.
Senza dubbio, con l’assenza dei creatori della saga, comincia il declino dei titoli dedicati al simpatico bandicoot, tuttavia il prodotto è simpatico, divertente e conquista con la sua semplicità e velocità di gioco.

OMG: forse non tutti lo sanno, ma nella schermata dei titoli, tenendo premuti i tasti R1, L1, Quadrato e Start, è possibile giocare la demo di Spyro 3!

6. Crash Bandicoot: l’ira di Cortex (2001)

Prodotto dalla Traveller’s Tales, il gioco vede Crash ed Aku Aku affrontare la minaccia rappresentata da Uka Uka e dalla liberazione da parte di quest’ultimo degli Elementali, maschere assai potenti. Toccherà nuovamente raccogliere i cristalli per fermare i potenti antagonisti ed un nuovo temibile nemico, Crunch Bandicoot, in un capitolo che, in fin dei conti, risulta assai deludente (se paragonato ai suoi predecessori).
Questo titolo rappresenta l’inizio del lento declino dei giochi dedicati al caro Crash.
Caricamenti lunghissimi, grafica non all’altezza, animazioni legnose, il doppiaggio… tutto rende l’esordio della serie su Playstation 2 assai diverso da quello che ci si aspettava, attestando il gioco su livelli perfino inferiori rispetto a quanto visto sulla console di precedente generazione.

7. Crash Twinsanity (2004)

Cortex e Crash sono costretti a collaborare per contrastare la minaccia costituita dagli Evil Twins, due pappagalli provenienti dalla decima dimensione e con grandi poteri mentali.
Tante innovazioni, come la collaborazione tra i due storici antagonisti e la sostituzione della struttura a tunnel con una più moderna sorta di free roaming, tentano di risollevare le sorti del bandicoot su Playstation 2. Si è lontani dai fasti degli episodi prodotti dalla Naughty Dog, ma almeno non si è davanti alla catastrofe de “L’ira di Cortex”.

8. Crash Tag Team Racing (2005)

Dopo la fallimentare esperienza di “Crash Nitro Kart” assistiamo ad un nuovo tentativo di replicare il successo di Crash Team Racing.
Ambientata subito dopo la fine di “Crash Twinsanity”, la trama vede Cortex intento ad elaborare un nuovo piano malvagio per vendicarsi del suo acerrimo nemico: una semplice gara di corse sarà il pretesto per cercare di ottenere finalmente vendetta sul povero peramele.
Un trama assai povera fa da contorno ad un gioco che tenta di innovare una formula, che ormai collaudata da tempo, rischia di risultare vecchia. Inoltre, le novità principali, come la possibilità di fondere la propria auto con quella di un avversario per ottenere una super vettura o quella di mescolare la struttura di un gioco di kart con quella di un gioco più propriamente a piattaforme, non solo non riescono sempre nell’intento di modernizzare, ma, addirittura, a volte risultano molto difficili da giudicare come idee sensate.

9. Crash of the Titans (2007)

L’ultimo capitolo preso in esame rappresenta anche il punto più basso di tutta la saga.
Il dr. Cortex, radunati i suoi alleati, intende utilizzare l’aura magica dell’isola Wumpa per creare un macchinario in grado di trasformare la fauna dell’isola in una potente armata di titani.
A prescindere dalla trama, quanto mai labile e senza senso, le scelte fatte, come la contaminazione con il genere picchiaduro e la capacità di effettuare delle combo, la stessa possibilità di controllare i titani e il doppiaggio di Cortex (sul serio, il Mago Forest?), minano al principio la possibilità di risollevare le sorti dell’icona legata ai frutti wumpa.

Non c’è che dire, la speranza di assistere ad un ritorno in grande stile del nostro amato Crash c’è tutta. Nell’attesa di vedere cosa decideranno in Sony, io rimetto nel lettore Crash Team Racing!



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