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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>NerdandoSu Halloween &#8211; Le soundtrack horror che hanno fatto storia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo "Fedro" Fedrizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 12:00:07 +0000</pubDate>
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<p>Introduzione Ci sono alcuni film horror che hanno fatto la storia, ma avete mai provato a guardare un lungometraggio di questo tipo senza soundtrack? Vi assicuro, fa metà, se non un terzo della paura che farebbe se la colonna sonora fosse presente. Così ho pensato che sarebbe stato interessante, anche per cultura personale, analizzare le [&#8230;]</p>
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<h2>Introduzione</h2>
<p>Ci sono alcuni <strong>film horror</strong> che hanno fatto la storia, ma avete mai provato a guardare un lungometraggio di questo tipo senza <strong>soundtrack</strong>? Vi assicuro, fa metà, se non un terzo della paura che farebbe se la colonna sonora fosse presente.</p>
<p>Così ho pensato che sarebbe stato interessante, anche per cultura personale, <strong>analizzare le canzoni che hanno fatto la storia nell&#8217;ambito horror</strong> e scoprire perché aiutano la sensazione di paura trasmessa dal film.</p>
<p>Prima di entrare nel dettaglio, però, dobbiamo farci una domanda: <strong>perché questo tipo di musica ci fa spaventare?</strong></p>
<h2>Teoria</h2>
<p>Secondo lo studio di <strong>Hans-Eckhardt Schaefer</strong> ( Music-Evoked Emotions—Current Studies, <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5705548/">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5705548/</a>) le onde sonore sono interpretate dall&#8217;orecchio e trasformate in segnali neurali che vengono inviati al cervello.</p>
<p>Ci sono quattro meccanismi nel suono che hanno rilevanza sulle nostre emozioni perché intervengono sui segnali che arrivano al cervello, questi sono: <strong>tempo, timbro, volume e consonanza</strong>.</p>
<p>Facendola molto, ma molto semplice, potremmo dire che: mischiando nella maniera corretta questi quattro segnali, si ottengono delle onde sonore che stimolano <strong>l&#8217;amigdala</strong>. Essa è il centro nervoso che controlla anche la paura, e che, se sollecitata, va a stimolare la ghiandola surrenale. Tale ghiandola inizia a produrre noradrenalina, una parola difficile che indica l&#8217;ormone che prepara il corpo a reagire in situazioni di imminente pericolo, principalmente aumentando la frequenza cardiaca.</p>
<p>Ma queste sono solo parole, <strong>passiamo al concreto!</strong></p>
<h2>Profondo Rosso &#8211; Goblin e Giorgio Gaslini</h2>
<p>Questa composizione è <strong>veramente un capolavoro</strong>, invidiata da qualsiasi thriller/horror di altre nazioni.</p>
<p>In questa musica viene a galla <strong>il concetto di consonanza</strong>, ossia il suonare contemporaneamente due note (che possono essere sia differenti, sia uguali ma di ottave diverse) di modo che ascoltate assieme producano una melodia che sia orecchiabile.</p>
<p>La base di questo brano è semplicemente <strong>un giro di note fisso in consonanza</strong>, più precisamente ogni nota viene suonata in una ottava base e in due ottave più alta.</p>
<p>Per i non avvezzi un&#8217;ottava è una scala completa di otto note, ad esempio nella scala <strong>DO</strong> RE MI FA SOL LA SI <strong>DO </strong>il primo DO sarà quello di riferimento, mentre il secondo sarà un&#8217;ottava più alto.</p>
<p>Alla base si aggiunge poi <strong>un giro note suonate su un basso</strong> tagliate occasionalmente da alcuni picchi altissimi in timbro e molto forti in volume (minuto 0:25 nel video).</p>
<p>Ultimo ad arrivare sono gli <strong>accordi</strong> (gruppi di note suonate insieme) di organo assieme alle percussioni, fatti partire sul <em>climax</em> dell&#8217;azione nella scena (minuto 0:50 nel video).</p>
<p>Come è facile notare, questa parte ha una <strong>connotazione lugubre</strong>, che è data dall&#8217;uso di accordi in forma minore, il che significa la nota principale dell&#8217;accordo è spostata in basso di una terza (le terze funzionano allo stesso modo delle ottave).</p>
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<h2>The Murder &#8211; Bernard Herrmann</h2>
<p>Non poteva mancare la colonna sonora di <strong>Psycho</strong>, il film horror per antonomasia, più precisamente quella della scena del delitto.</p>
<p><strong>Staccato</strong> è la parola chiave di questo componimento. Lo Staccato è una tecnica ritmica in cui, come si può facilmente dedurre dal nome, si applica una pausa netta, di silenzio, tra un suono e quello successivo.</p>
<p>La prima parte di questo brano è una serie in Staccato di <strong>note di volume e tono estremamente alti</strong>, come per comunicare un senso di crescente ansia. Ovviamente non può mancare il solito gioco di consonanze (lungo tutta l&#8217;opera).</p>
<p>Passato il momento di <em>climax</em>, ossia quello dell&#8217;accoltellamento, il ritmo rallenta e il tono si abbassa notevolmente, mantenendo una punta di Staccato. Questo suscita allo spettatore la sensazione della morte lenta e dolorosa della protagonista. Se provate ad ascoltare questa parte <strong>con gli occhi chiusi</strong>, vi accorgerete di poterla paragonare al respiro rotto di chi è sul punto di morte (minuto 0:24 nel video).</p>
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<h2>The Shining &#8211; Wendy Carlos e Rachel Elkind</h2>
<p>Per questo film ho deciso di prendere solo il brano iniziale, questo perché <strong>The Shining</strong> non ha un vero e proprio brano iconico, ma sono tutti egualmente peculiari. Per questo ho deciso, per evitare di scrivere un trattato, di parlare solo del <strong>tema iniziale</strong>.</p>
<p>Avete presente tutto quello che ci siamo detti finora? ritmi veloci, toni alti e altri mezzi per trasmettere ansia? Beh, dimenticate tutto perché The Shining <strong>è tutta un&#8217;altra storia</strong>.</p>
<p>Qui lo scopo fondamentale è quello di <strong>favorire l&#8217;inquietudine nello spettatore</strong>, far capire che, anche se la scena sembra mostrare una famiglia andare in vacanza, non è un film per bambini.</p>
<p>Questo scopo lo adempie eccome, attraverso l&#8217;utilizzo magistrale degli <strong>Ottoni</strong>: strumenti a fiato composti da ottone, come il trombone o il corno francese (dall&#8217;inizio).</p>
<p>La base di questo componimento sono <strong>note basse</strong>, molto allungate, punto di forza degli strumenti usati.</p>
<p>A favorire il senso di inquietudine, ogni tanto verrà fatto suonare <strong>uno strumento a corde</strong>, che però produrrà un suono distorto e con molto eco (minuto 1:15 nel video).</p>
<p>Ma non è finita qui, l&#8217;ultima chicca che porta questo brano è <strong>l&#8217;utilizzo di una voce</strong> (opportunamente modificata tramite dispositivi elettronici) come strumento (minuto 1:47 nel video).</p>
<p>Non so se è la presenza di inquietanti voci, ma sicuramente <strong>questa è la colonna sonora che svolge meglio il suo lavoro</strong> tra quelle che fino ad ora ho descritto.</p>
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<h2>Tubular Bells &#8211; Mike Oldfield</h2>
<p><strong>L&#8217;Esorcista</strong>, ci siamo arrivati.</p>
<p>Il titolo di questo brano, ossia <strong>Campane Tubulari</strong>, è il nome dello strumento a percussione usato come principale, assieme ad un piano.</p>
<p>Questa composizione, a parte per le sue campane tubulari, è veramente <strong>molto simile a Profondo Rosso</strong>.</p>
<p>La base è sempre composta da una serie di <strong>note in consonanza</strong>, con delle note di basso a condire il tutto (dall&#8217;inizio del brano).</p>
<p>A differenza però del primo brano di cui abbiamo parlato, qui troviamo <strong>una prepotente introduzione della chitarra elettrica distorta</strong> (minuto 3:52 nel video).</p>
<p>Udite udite signori e signore, mi permetterò di fare una critica ad un capolavoro come questo: <strong>secondo me Oldfield poteva fare a meno della chitarra elettrica</strong>. Non so perché, ma mi crea un senso di disorientamento, siamo sul <em>set </em>de L&#8217;Esorcista o ad un concerto Rock?</p>
<p>È chiaro, però, che <strong>questo strumento è una peculiarità</strong>, un qualcosa che nessuno aveva all&#8217;epoca.</p>
<p>Questo brano <strong>è bello perché è vario</strong>, pieno di particolarità e intrigante all&#8217;orecchio.</p>
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<h2>Conclusione</h2>
<p>L&#8217;avventura alla scoperta dei misteri delle colonne sonore dei film horror più famosi è arrivata alla sua conclusione, un peccato, perché <strong>mi sono veramente divertito a scrivere questo articolo</strong>, è come se avessi dovuto immergermi nella testa dell&#8217;autore, per capire cosa intendesse fare con ogni cambio di tonalità o stile.</p>
<p>Ma <strong>è stato anche molto difficile</strong>, infatti chiedo scusa ai musicisti, di sicuro ho trattato qualche argomento troppo superficialmente.</p>
<p>Spero che questo articolo possa aiutarvi a capire meglio i prossimi film horror che andrete a vedere, inoltre, <strong>quali altre canzoni avreste inserito come iconiche?</strong> Raccontatemelo sul nostro <a href="https://www.facebook.com/groups/nerdandocom/">gruppo Facebook!</a></p>
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		<title>Halloween &#8211; Il cult che rivitalizzò l&#8217;horror ha ancora qualcosa da dire</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/10/25/halloween-il-cult-che-rivitalizzo-lhorror-ha-ancora-qualcosa-da-dire/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2018 10:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Alfred Hitchcock]]></category>
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<h2>Halloween</h2>
<p>Era il <strong>1978</strong> quando <strong>John Carpenter</strong>, regista destinato ad entrare nella storia del cinema, realizza un horror slasher intelligente e curato nei dettagli, che conquista il mondo: <strong>Halloween</strong>.<br />
Nel 2018, esattamente quarant&#8217;anni dopo, l&#8217;eco di Halloween non si è ancora spenta, tanto che proprio il <strong>25 ottobre 2018</strong> arriva nei cinema un film dallo stesso titolo e con la stessa protagonista, con l&#8217;obiettivo di chiudere definitivamente il cerchio.</p>
<p>Girato in appena venti giorni con un budget di trecentomila dollari, Halloween ne incassò oltre settanta milioni, diventando <strong>uno dei film indipendenti con i maggiori incassi di sempre</strong>. Un successo planetario che ha dato il via ad un fortunato franchise che, tra alti e bassi, ha visto tornare Micheal Myers ben otto volte sullo schermo.</p>
<h2>Genesi e casting</h2>
<p>L&#8217;idea per il film venne a <strong>John Carpenter</strong> dopo aver visitato un ospedale psichiatrico: lì incontro un bambino che lo fissò con uno sguardo che terrorizzò il giovane regista. Carpenter scrisse il copione insieme all&#8217;allora fidanzata <strong>Debra Hill</strong>, modificando l&#8217;idea originale per fare in modo che l&#8217;azione si svolgesse interamente nella notte di Halloween.</p>
<p>Debra Hill compare anche nel film, o meglio, sono le sue mani a comparire: la sceneggiatrice le &#8220;prestò&#8221; al <strong>Micheal Myers</strong> bambino nella soggettiva iniziale, poiché il tempo era poco e l&#8217;attore bambino che vediamo nel film fu disponibile solo durante l&#8217;ultimo giorno di riprese.</p>
<p><strong>Donald Pleasence</strong>, che interpreta il dr. Loomis, non era stato la prima scelta per il ruolo: Carpenter avrebbe infatti voluto <strong>Peter Cushing</strong> o <strong>Christopher Lee</strong>. Entrambi gli attori, però, rifiutarono per via della paga troppo bassa. In successive interviste, Lee ammise di considerare a posteriori questa come la scelta peggiore della propria carriera. Lo stesso Pleasence, comunque, non era particolarmente entusiasta del film e confessò a Carpenter di aver accettato solamente perché il copione era piaciuto moltissimo a sua figlia.</p>
<p>Nel ruolo della protagonista troviamo l&#8217;allora esordiente <strong>Jamie Lee Curtis</strong>: per lei si trattava del primo ruolo in assoluto (fu pagata appena 8000 dollari) ma Carpenter la scelse perché era figlia di <strong>Janet Leigh</strong>, in una sorta di omaggio ad Alfred Hitchcock.</p>
<p><em>(Piccolo extra: il bambino a cui Laurie fa da baby sitter è interpretato da un infante <strong>Paul Rudd</strong>, futuro Ant-Man).</em></p>
<h2>Citazioni</h2>
<p>Janet Leigh, infatti, era stata la protagonista di <strong>Psycho</strong>, indiscusso capolavoro di <strong>Alfred Hitchcock</strong>. Ma Halloween, a ben guardare, è costellato di riferimenti al Maestro del Brivido.</p>
<p>Anche il nome dello psichiatra <strong>Sam Loomis</strong> arriva direttamente da Psycho: è infatti il nome dell&#8217;amante segreto di <strong>Marion Crane</strong>, interpretata per l&#8217;appunto da Janet Leigh. La critica, comunque, sembra aver colto il <em>fil rouge</em> che Carpenter ha cercato di creare tra Psycho e il suo film, visto che Halloween è stato definito in più di un&#8217;occasione &#8220;il nuovo Psycho&#8221;.</p>
<p>Non solo Psycho, comunque: il film che appare in televisione durante una scena è l&#8217;horror del 1951 <strong>La cosa dell&#8217;altro mondo</strong>, diretto da <strong>Howard Hawks</strong>. Tra l&#8217;altro, nel 1982, Carpenter realizzerà un fortunatissimo remake proprio di questa pellicola.</p>
<p>Inoltre sul comodino della protagonista Laurie si può scorgere una riproduzione di <strong>Annabelle</strong>, celebre bambola maledetta protagonista di diversi film dell&#8217;orrore.</p>
<h2>Realizzazione</h2>
<p>Il budget limitato influì moltissimo sulle scelte registiche anche se, a posteriori, forse ha contribuito a rendere <strong>Halloween</strong> il cult che è diventato negli anni.</p>
<p>Un esempio sono le <strong>atmosfere buie</strong>, dovute al fatto che non era possibile permettersi più luci; gli attori, in più, oltre a percepire paghe decisamente basse, hanno girato indossando ciascuno i propri vestiti, per risparmiare sui costumi.</p>
<p>Anche la maschera di <strong>Micheal Myers</strong> è stata realizzata al risparmio. La troupe, infatti, acquistò per pochi dollari una maschera di <strong>William Shatner</strong>, all&#8217;epoca in voga nei panni del Capitano Kirk di Star Trek. La maschera venne dipinta di bianco, le furono accorciati i capelli e allargati gli occhi: l&#8217;effetto inquietante è decisamente ben riuscito.</p>
<p>Per il suo killer, Carpenter ha dichiarato di essersi ispirato al personaggio di <strong>Yul Brinner</strong> in <a href="https://nerdando.com/2016/10/03/westworld-cosa-sapere-sulla-nuova-serie-hbo/"><strong>Il mondo dei robot</strong></a>. Ecco perché, Myers, non corre mai ma risulta, nella sua lentezza, ancora più spaventoso.</p>
<p>L&#8217;aspetto più riuscito della pellicola, comunque, è sicuramente il <strong>piano sequenza iniziale in soggettiva</strong>, rimasto nei libri di storia del cinema (io stessa l&#8217;ho studiato all&#8217;università). Non si tratta della prima soggettiva di questo genere, ma sicuramente della più d&#8217;effetto, tanto che ha tracciato la rotta per il cinema horror a venire. Per realizzare la sequenza ci vollero due interi giorni di riprese.</p>
<h2>Musica</h2>
<p>Elemento forte del film è anche la <strong>colonna sonora</strong>, composta dallo stesso John Carpenter in appena quattro giorni. Il tema principale, composto per pianoforte nell&#8217;insolito ritmo di 5/4, è diventato un vero e proprio cult nel cult.<br />
La colonna sonora è accreditata a nome della <strong>Bowling Green Philarmonic</strong>, un riferimento fatto da Carpenter alla sua infanzia: la sua città natale, infatti, si chiama Bowling Green, in Kentucky ma non possiede nessuna filarmonica.</p>
<p>Quando Laurie ed Annie si trovano in macchina la canzone che proviene dall&#8217;autoradio è la celebre &#8220;<strong>Don&#8217;t Fear the Reaper</strong>&#8221; dei <strong>Blue Öyster Cult</strong>: considerando che in quel momento Myers le sta seguendo, assume un significato anche interno al film.</p>
<h2>Sequel</h2>
<p>Halloween ebbe un sequel ufficiale nel 1981: <strong>Il signore della morte</strong>, diretto da <strong>Rick Rosenthal</strong> con sceneggiatura di John Carpenter. Nella pellicola tornano alcuni dei personaggi di Halloween.</p>
<p>Nel 1982 esce <strong>Halloween III &#8211; Il signore della notte</strong>, che si discosta per la prima volta dal personaggio di Micheal Myers ed abbandona il genere slasher.<br />
Dopo questo esperimento vengono realizzati altri sequel che riportano l&#8217;attenzione su Micheal Myers ma non hanno più nessun legame con Carpenter ed il progetto iniziale: si tratta di <strong>Halloween 4 &#8211; Il ritorno di Micheal Myers</strong> (1988), <strong>Halloween 5 &#8211; La vendetta di  Micheal Myers</strong> (1989) e <strong>Halloween 6 &#8211; La maledizione di Micheal Myers</strong> (1995).</p>
<p>Nel 1998, vent&#8217;anni dopo l&#8217;uscita del primo film, Steve Miner dirige <strong>Halloween &#8211; 20 anni dopo</strong>: la pellicola si ambienta vent&#8217;anni dopo le vicende mostrate ne Il signore della morte e vede di nuovo Jamie Lee Curtis nei panni di Laurie. Non tiene conto dei fatti esposti nei vari sequel.</p>
<p>Nel 2002 Rick Rosenthal, supportato da Debra Hill e John Carpenter alla sceneggiatura, realizza <strong>Halloween &#8211; La resurrezione</strong>, di nuovo con Jamie Lee Curtis nei panni della protagonista. Nel 2008 <strong>Rob Zombie</strong> decide di occuparsi della saga e realizza il reboot/prequel <strong>Halloween &#8211;  The Beginning</strong>, cui fa seguire un anno dopo <strong>Halloween II</strong>.</p>
<p>Oggi, quarant&#8217;anni dopo il film che diede origine a tutto, <strong>Jamie Lee Curtis</strong> torna nuovamente a vestire i panni di Laurie in <strong>Halloween</strong>, seguito diretto del primo film che non tiene conto degli eventi di tutti gli altri prodotti della saga. Il film è diretto da <strong>David Gordon Green</strong> ma vede John Carpenter occuparsi della colonna sonora.</p>
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		<title>Ed Gein &#8211; La madre di tutti i serial killer: la genesi dell&#8217;orrore</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/03/19/ed-gein-la-madre-di-tutti-i-serial-killer-la-genesi-dellorrore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2018 13:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Ed Gein - La madre di tutti i serial killer]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Inkiostro]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Paciaroni]]></category>
		<category><![CDATA[Il silenzio degli innocenti]]></category>
		<category><![CDATA[Jacopo Masini]]></category>
		<category><![CDATA[Non aprite quella porta]]></category>
		<category><![CDATA[Psycho]]></category>
		<category><![CDATA[Rossano Piccioni]]></category>
		<category><![CDATA[serial killer]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Ed Gein" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Come molti di voi sapranno, sono tornato alla mia vecchia passione: l&#8217;horror; dopo aver recuperato un po&#8217; di film, ho cominciato a leggere anche fumetti a tema ed eccomi qui a scrivere di Ed Gein &#8211; La madre di tutti i serial killer, edito da Edizioni Inkiostro. Recensione Edward Theodore Gein, per tutti Ed, sconvolse [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Ed Gein" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-22804" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein.jpg" alt="Ed Gein" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Come molti di voi sapranno, sono tornato alla mia vecchia passione: l&#8217;<strong>horror</strong>; dopo aver recuperato un po&#8217; di film, ho cominciato a leggere anche fumetti a tema ed eccomi qui a scrivere di <strong>Ed Gein &#8211; La madre di tutti i serial killer</strong>, edito da<strong> Edizioni Inkiostro.</strong></p>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>Edward Theodore Gein</strong>, per tutti <strong>Ed</strong>, sconvolse gli Stati Uniti tra il 1947 e il 1957, ispirando &#8211; fra l&#8217;altro &#8211; titoli come <strong>Il Silenzio degli Innocenti</strong>, <strong>Psycho</strong> e <strong>Non Aprite quella Porta</strong>.</p>
<p>Nella ridente cittadina di <strong>Plainfield</strong>, nel Wisconsin, tutti conoscevano Ed e la sua famiglia composta dal padre <strong>George</strong>, un capofamiglia brutale e alcolizzato, dalla cattolicissima madre <strong>Augusta</strong> e dal fratello maggiore <strong>Henry</strong>.</p>
<p>Anche se, essendo eventi di più di settanta anni fa, non si potrebbero definire spoiler, non vi accennerò più nulla sulla vita del protagonista di questa <strong>biografia a fumetti</strong>: sappiate solo che un particolare evento distruggerà le sicurezze di Ed e lui, da quel momento, non tornerà più indietro, entrando in un vortice di <strong>violenza, perversione e morte</strong>.</p>
<h2>Testi e disegni</h2>
<p>Le prime tavole, in cui i padroni di casa della serie <strong>The Cannibal Family</strong> &#8211; disegnati da <strong>Rossano Piccioni</strong> &#8211; ci introducono la storia di Ed Gain, ci fanno scoprire alcuni dettagli interessanti; una volta girata la pagina, lo stile del volume cambia e il tratto di <strong>Francesco Paciaroni</strong> ci traghetta dall&#8217;orrore immaginario, che è imprigionato fortunatamente solo negli albi a fumetti, nel terrore vero, puro e terso che ha colpito realmente Plainfield nello scorso secolo.</p>
<p>Il tratto di Paciaroni non lascia spazio all&#8217;immaginazione, <strong>mostrando in maniera diretta</strong> i disturbi di Edward Theodore Gein e, soprattutto, la scia di sangue che ha colpito con una forza devastante il piccolo paese statunitense.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-22806" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-2.jpg" alt="Ed Gein" width="847" height="437" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-2.jpg 847w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-2-300x155.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/ed-gein-2-768x396.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 847px) 100vw, 847px" /></p>
<p>I testi di <strong>Jacopo Masini</strong> sono ispirati &#8211; ho visto documentari e letto parecchi testi inerenti questo serial killer &#8211; e ripercorrono con precisione l&#8217;intera esistenza del mostro (non mi vengono in mente altre parole per descriverlo), partendo dall&#8217;adolescenza fino ad arrivare alla sua morte; mi ha inquietato e turbato: Ed Gain veniva visto da tutti come una persona normale ma, senza che nessuno sospettasse alcunché, commetteva atroci crimini in totale tranquillità, come se fossero atti naturali. Brividi, brividi veri.</p>
<p>Ho letteralmente letto tutto d&#8217;un fiato le 48 pagine del volume che <strong>vi consiglio fermamente</strong>, soprattutto se vi intrigano le personalità disturbate.</p>
<p>Un ultimo plauso <strong>al titolo, davvero geniale</strong>. No, non è un refuso.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Se i serial killer vi affascinano, non lasciatevi sfuggire l&#8217;ultimo lavoro di Masini e Paciaroni: Ed Gein &#8211; La madre di tutti i serial killer <strong>saprà stupirvi piacevolmente.</strong></p>
<h2>Nerdandometro: [usr 3.8]</h2>
<p>[amazon_link asins=&#8217;B0041KW3SW,B00SJWYA1G,B0000E5SJD,B06XJ6C85X,B00FRMWR48,B003ZDNLCS,B0082RQM5K,B076CX2NY5,B01832NQWA,B00LC8IRRC&#8217; template=&#8217;ProductCarousel&#8217; store=&#8217;nerdandocom-21&#8242; marketplace=&#8217;IT&#8217; link_id=&#8217;64869661-2b50-11e8-b7a4-dff9161f0beb&#8217;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/03/19/ed-gein-la-madre-di-tutti-i-serial-killer-la-genesi-dellorrore/">Ed Gein &#8211; La madre di tutti i serial killer: la genesi dell&#8217;orrore</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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