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	<title>Placentia Games - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Wendake &#8211; Il german italiano dedicato ai pellerossa</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/11/06/wendake-german-italiano-dedicato-ai-pellerossa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2017 13:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo Sabia]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[German]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Wendake, per chi non lo sapesse, è il nome con cui i nativi chiamavano la regione dei laghi canadese occupata oggi dal Quebec. Qui vivevano diverse tribù di pellerossa, tra cui i famosi Uroni (o Wyandot) che l&#8217;hanno abitata per secoli e che ancora oggi ne occupano una porzione riservata loro. In quest&#8217;area e nei primi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19462" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake1.jpg" alt="Wendake" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake1-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><strong>Wendake</strong>, per chi non lo sapesse, è il nome con cui i nativi chiamavano la regione dei laghi canadese occupata oggi dal Quebec. Qui vivevano diverse tribù di pellerossa, tra cui i famosi Uroni (o Wyandot) che l&#8217;hanno abitata per secoli e che ancora oggi ne occupano una porzione riservata loro.</p>
<p>In quest&#8217;area e nei primi decenni della colonizzazione europea, si ambienta Wendake: il <em>german</em> creato da <strong>Danilo Sabia</strong> che per i nativi americani ha grandissima passione, come dimostra questo bel board game.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>Wendake</strong> è un gioco di piazzamenti, risorse e movimenti. Ve ne aveva già parlato Giando nella sua analisi del <a href="https://nerdando.com/2017/06/06/wendake-anteprima-grandi-laghi/">prototipo</a> a giugno; oggi, invece, dopo la presentazione ad <strong>Essen Spiel 2017</strong>, è pronto ad invadere il mercato italiano a partire da <strong>Lucca Comics &amp; Games 2017</strong>.</p>
<p>La sua struttura modulare si adatta al diverso numero di giocatori, da due a quattro, che prendono le redini di una tribù di nativi. Ogni giocatore ha il compito di badare alla gestione del villaggio, l&#8217;esplorazione delle terre e dei fiumi, le piantagioni e la caccia.<br />
Oltre al produrre risorse, però, i nativi possono entrare in contatto con le altre tribù, in modo bellicoso o pacifico, commerciare con gli europei, stringere alleanze con i francesi o gli inglesi, che all&#8217;epoca si contendevano il territorio.</p>
<p>Il tutto senza dimenticare le antiche tradizioni, i rituali mistici e la cura dei nativi feriti.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19463" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake2.jpg" alt="Wendake" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake2-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Meccaniche</h2>
<p>La prima cosa a colpire, nella meccanica di gioco, è la plancia dinamica del giocatore: una tabella 3&#215;3 contiene le nove (più una sul retro) azioni possibili; collocando i nostri segnalini possiamo scegliere una riga, colonna o diagonale a scelta della tabella, eseguendo le azioni riportate sulle tessere. A fine turno, poi, si andrà a scalare, facendo uscire le tessere della fila più in basso e sostituendone una con altre tessere speciali (che racchiudono <strong>più azioni</strong> ciascuna) da una riserva che si aggiorna in continuazione.<br />
Le azioni vanno dal movimento alla guerra, dalla raccolta alla caccia, dai rituali con cui recuperare nativi feriti al commercio con gli europei fino alla mistica delle maschere degli stregoni.</p>
<p>Mi ha colpito la notevole cura dei dettagli e l&#8217;immersività dell&#8217;<strong>ambientazione</strong>: ad esempio, barattando risorse con gli europei, si rischia di contrarre il vaiolo, mettendo fuori gioco il nostro commerciate; anche la raccolta di risorse, così come la caccia e la conciatura delle pelli, è davvero ben bilanciata: come l&#8217;autore riporta nelle regole, i nativi erano molto rispettosi dell&#8217;ambiente in cui vivevano e non raccoglievano mai più di quanto servisse loro. Questo si riflette anche nel gioco: è possibile collezionare moltissime risorse, ma gli eccessi non sono minimamente utili ai fini della vittoria.</p>
<p>L&#8217;altro punto di forza, che rende davvero interessante questo board game, è che i punti vittoria vengono collezionati su due differenti &#8220;binari&#8221;, ognuno composto da due tipologie di punteggio: commercio, guerra, maschera e rituale. I punti da calcolare a fine partita per la vittoria sono quelli più bassi per ciascun binario; se per esempio nel binario commercio + guerra abbiamo totalizzato rispettivamente 12 e 10 punti, dovremo contare solo i 10 punti. Questo fa sì che le scelte del giocatore siano sempre bilanciate: concentrarsi sull&#8217;aumento di un solo punteggio non serve a nulla, se l&#8217;altro resta su livelli bassi.<br />
E a proposito della modularità, anche i binari lo sono e di partita in partita possiamo scegliere una delle tre combinazioni possibili.</p>
<p>Ma <strong>Wendake</strong> offre anche altri spunti di novità, partita dopo partita: dopo aver preso la giusta pratica con le dinamiche di gioco, infatti, è possibile utilizzare le regole avanzate e introdurre le diverse tribù native, ognuna con bonus particolari che incidono pesantemente sulla strategia di gioco.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19464" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake3.jpg" alt="Wendake" width="1000" height="601" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake3.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake3-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake3-768x462.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake3-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>L&#8217;unico neo che ho trovato, per essere onesti, è la scarsa interazione tra giocatori: al di là del buttare un occhio a cosa stanno facendo gli avversari e a come si stanno spostando sui binari dei punteggi, l&#8217;unica interazione attiva è la guerra: in pratica, spostando soldati su territori già occupati, e scegliendo l&#8217;azione militare, possiamo attaccare gli avversari.</p>
<p>Gli scontri, tuttavia, sono sempre comandati: i soldati di annullano a vicenda e i lavoratori vengono sempre rimpiazzati dai soldati attaccanti.<br />
Se, ad esempio, un mio avversario occupa un territorio con un cacciatore e una sentinella, attaccandolo io con due sentinelle otterrò sempre di eliminare il suo e il mio soldato, e sostituire il suo cacciatore col mio secondo guerriero, che diventerà un punto di appoggio per un mio futuro cacciatore che ne prenderà il posto successivamente.</p>
<p>Oltre a questo, davvero poco altro: nella scelta delle maschere, che consiste nell&#8217;estrarre delle carte casuali dal mazzo per creare combinazioni differenti e prendere il punteggio relativo, l&#8217;unico modo di ostacolarsi l&#8217;un l&#8217;altro è che di turno in turno può essere usata una so combinazione (coppia, tris, due coppie, ecc.)</p>
<h2>Materiali</h2>
<p>Una cosa da dire è che questo scatolone, di quasi due chili di peso, è davvero ricchissimo di contenuto: tra risorse, carte, tessere, meeple e plance, abbiamo oltre 500 pezzi: una quantità davvero imponente.<br />
Ottimi i materiali, sia i cartonici che soprattutto le risorse in legno, sagomate alla perfezione.</p>
<p>Il setup del gioco, soprattutto nelle prime partite, vi porterà via un po&#8217; di tempo per piazzare sul tavolo tutta questa moltitudine di materiali. Da notare che, però, il gioco poi viaggia via molto veloce: i setti turni potranno tenervi impegnati fino ad un paio di ore, ma le azioni viaggiano via piuttosto rapide, con davvero pochi momenti di attesa e nessun momento morto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19465" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake4.jpg" alt="Wendake" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake4.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake4-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake4-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake4-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Sono rimasto molto colpito da questo board game: l&#8217;ambientazione, da grande amante della cultura <strong>pellerossa</strong>, è semplicemente fantastica, estremamente rispettosa dei nativi americani. Danilo Sabia, che ho avuto il piacere di incontrare ad Essen, non ha fatto mistero di essere cresciuto in compagnia di Ken Parker e di aver ereditato da lì la sua passione per i nativi.</p>
<p>Personalmente, io sono invece cresciuto all&#8217;ombra dei Tex che divorava mio padre, per cui sono più legato ai nativi dei deserti; tuttavia non posso che dirmi entusiasta da questa immersione nel mondo dei pellerossa, e sono felicissimo che si tratti di un gioco tutto italiano.</p>
<p>Ringrazio <strong>Placentia Games</strong> e <strong>Post Scriptum</strong> per avermi dato l&#8217;occasione di sperimentare questo titolo in anteprima.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Wendake</strong> è il board game &#8220;german&#8221; tutto italiano per immergersi nella complessa e affascinante vita dei nativi americani.</p>
<h2>Nerdandometro: 4,1/5</h2>
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		<title>Wendake &#8211; Anteprima dei Grandi Laghi</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2017 12:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il titolo che oggi abbiamo provato in anteprima in realtà lo conosciamo da un po&#8217; di tempo con un altro nome: Wendake non è altro che il titolo definitivo di Grandi Laghi, eurogame targato Post Scriptum e Placentia Games, ad opera di Danilo Sabia. Grazie all&#8217;instancabile Mario Sacchi, ho avuto la possibilità di provare il prototipo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-15597" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101.jpg" alt="Grandi Laghi" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a>
<p>Il titolo che oggi abbiamo provato in anteprima in realtà lo conosciamo da un po&#8217; di tempo con un altro nome: <strong>Wendake</strong> non è altro che il titolo definitivo di <strong>Grandi Laghi</strong>, eurogame targato <strong>Post Scriptum</strong> e <strong>Placentia Games</strong>, ad opera di <strong>Danilo Sabia</strong>. Grazie all&#8217;instancabile <a href="https://nerdando.com/2015/05/05/due-chiacchiere-con-mario-sacchi-post-scriptum-games/"><strong>Mario Sacchi</strong></a>, ho avuto la possibilità di provare il <strong>prototipo</strong> quasi definitivo del gioco, che promette davvero bene. Ma andiamo per ordine!</p>
<h2>Ambientazione dei Grandi Laghi</h2>
<p>Wendake è un &#8220;<strong>tedesco</strong>&#8221; che ci proietta nell&#8217;America dove non era ancora MacDonalds a farla da padrone bensì gli <strong>Indiani d&#8217;America di metà 1700</strong>, intenti a sviluppare il loro accampamento, gestire le riserve di caccia e coltivazione e iniziare i primi commerci con l&#8217;Uomo Bianco, il tutto non dimenticando le religioni tribali e le antiche forze che governavano il mondo sottile. Di sicuro, per essere un tedesco, l&#8217;ambientazione c&#8217;è e, grazie ad un prototipo graficato a dovere, non mi sono ritrovato a gestire tessere e cubetti &#8220;anonimi&#8221; ma ho potuto già immergermi nelle atmosfere che sanno di polvere e tribù. Punto a volte &#8220;debole&#8221; degli eurogame, in Wendake mi ritengo invece soddisfatto degli sforzi fatti per unire ambientazione a meccaniche.</p>
<p>La <strong>plancia</strong> è data dalla combinazione di due elementi modulari da selezionare a seconda del numero dei giocatori; avremo un accampamento base, inattaccabile dagli avversari, e una serie di territori dove ci sono postazioni nelle quali potremo coltivare una tipologia di vegetale tra le tre disponibili o cacciare i castori. Il nome del gioco era &#8220;Grandi Laghi&#8221;, e infatti la mappa ricalca proprio quella regione nordamericana a cavallo tra <strong>USA e Canada</strong>, con tanto di accuratezza grafica nel riportare i vari laghi su plancia, e non dimentichiamoci delle pedine Canoa con cui popolare le distese d&#8217;acqua, necessarie per pescare . Abbiamo infine un&#8217;ultima plancia che riporterà il turno di gioco, l&#8217;ordine e i punti derivanti dalle Maschere, ottenibili tramite combinazioni di carte pescabili tramite le azioni. Ovviamente, completano il tutto una valanga di cubetti e meeples, che nella versione finale avranno forme ad hoc.</p>
<h2>La meccanica originale</h2>
<p>Mi voglio soffermare principalmente su quello che è l&#8217;aspetto più <strong>originale</strong> (ma non l&#8217;unico) di Wendake, ossia la <strong>plancia azioni dinamica</strong>. Sostanzialmente ogni giocatore parte con 9 azioni base, ognuna riportata su una tessera, da posizionare sulla plancia personale. Potremo scegliere tre azioni in ogni turno, posizionando su ognuna di esse un pedone, e a fine turno succederanno due cose: laddove abbiamo posizionato il pedone, dovremo <strong>voltare</strong> la tessera, svelando la faccia &#8220;Rituale&#8221; (utile per guadagnare punti e riportare sul campo i Nativi feriti), e in seguito faremo fisicamente <strong>scorrere</strong> le nove tessere in basso, facendo uscire le ultime tre dalla plancia.</p>
<p>Una di queste tessere, volendo, potrà essere sostituita da una tessera &#8220;<strong>upgrade</strong>&#8221; da scegliere tra altre di primo o secondo livello che avremo posizionato a lato del tabellone, che costituiranno un miglioramento di un&#8217;azione che magari dà meno possibilità. Infatti gli upgrade di primo o secondo livello avranno tutti più di un&#8217;azione possibile per tessera, potenziando così sempre più le nostre giocate. Infine, le due tessere &#8220;vecchie&#8221; più quella &#8220;nuova&#8221; saranno da reinserire casualmente nella prima fila in alto della plancia personale, vuota a causa dello scivolamento. Questo viene ripetuto ogni turno, e dà la possibilità di <strong>personalizzare</strong> turno dopo turno le proprie possibilità di azione, cosa che sarà potenzialmente diversa di partita in partita. L&#8217;unico limite è dato dalla vostra inventiva, o dagli avversari che sceglieranno prima di voi proprio quella tessera che avevate adocchiato da tempo!</p>
<h2>Condizioni di vittoria</h2>
<p>Come si <strong>vince</strong> a Wendake? Sostanzialmente giocando in maniera equilibrata e andando a chiedere al giocatore ciò che in altri titoli è stata definita &#8220;insalata di punti&#8221; &#8211; definizione che non mi trova molto d&#8217;accordo in quanto non ci vedo nulla di male nel diversificare il gioco. Potremo guadagnare <strong>punti</strong> in <strong>quattro</strong> categorie &#8211; Maschere, Rituali, Commercio e Militare &#8211; suddivise a coppie (generate casualmente) su due segnapunti. La cosa originale è che saranno le due categorie &#8211; una per segnapunti &#8211; dove avremo ottenuto il valore <em><strong>minore</strong></em> a generare il nostro punteggio finale. Cosa che quindi eviterà il powerplay in una-due categorie ma spingerà il giocatore ad agire uniformemente lungo i <strong>7 turni</strong> di gioco. Questo secondo me gioca anche a favore dell&#8217;ambientazione, dato che non ha senso che una tribù ben organizzata non pensi a gestire tutti gli aspetti che ne contraddistinguono la realtà quotidiana, no?</p>
<p>Il gioco si basa sulle azioni e sul fatto di fare punti nei vari ambiti, dando anche la possibilità di usare le proprie <strong>unità militari</strong> per andare ad infastidire il giocatore avversario ed evitare che spadroneggi troppo sulla regione dei Grandi Laghi. Lo abbiamo testato principalmente in due giocatori e vi assicuro che il gioco gira proprio bene, introducendo anche dei sistemi alternativi per fare punti che potrebbero regalare inaspettate sorprese a fine partita, nel momento del conteggio punti.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p><strong>Incuriositi</strong> da queste caratteristiche di Wendake? Fate bene, dato che questo titolo ha un enorme <strong>potenziale</strong> e soprattutto rappresenta una ventata di <strong>aria fresca</strong> in un mondo, quello degli eurogame di piazzamento lavoratori, che a volte sembra un ripetersi con meccaniche già viste; la possibilità di <strong>plasmare</strong> turno dopo turno la vostra plancia azioni è qualcosa che mi lascia positivamente sorpreso e che mi ha divertito non poco. Non posso che attendere con trepidazione l&#8217;uscita del gioco, tant&#8217;è che vi invito a supportare il gioco nella campagna <strong>Kickstarter</strong> che partirà in estate. Un grosso in bocca al lupo a Danilo e a Post Scriptum e Placentia Games, e ottimo lavoro con questo gioco ambientato nei Grandi Laghi!</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Abbiamo provato Wendake in anteprima, e la sua plancia azioni dinamica è la novità più interessante dai tempi degli Indiani d&#8217;America che spopolavano nella regione dei Grandi Laghi!</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore</em></p>
<p><em>Mia moglie Morgana continua a vincere, anche con i prototipi, anche quando ero sicuro di averla spuntata. E invece no. Neanche navigando sui Grandi Laghi.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/06/06/wendake-anteprima-grandi-laghi/">Wendake &#8211; Anteprima dei Grandi Laghi</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Kepler-3042 &#8211; Lo spazio è fatto per essere occupato</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/12/19/kepler-3042-lo-spazio-e-fatto-per-essere-occupato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2016 14:20:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione Questa recensione di Kepler-3042 nasce proprio all&#8217;indomani dell&#8217;uscita di Rogue One, spin-off della saga di Star Wars, e quindi mai come adesso il tema &#8220;spazio&#8221; è sulla bocca di tutti. Il mondo da tavolo non può e non deve essere da meno, pertanto al di là di ciò che è proprio relativo alla saga di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/12/19/kepler-3042-lo-spazio-e-fatto-per-essere-occupato/">Kepler-3042 &#8211; Lo spazio è fatto per essere occupato</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/kepler3042.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-11923" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/kepler3042.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/kepler3042.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/kepler3042-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/kepler3042-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/kepler3042-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></h2>
<h2>Introduzione</h2>
<p>Questa recensione di <strong>Kepler-3042</strong> nasce proprio all&#8217;indomani dell&#8217;uscita di <a href="https://nerdando.com/rogue-one-star-wars-story-pareri-della-redazione/">Rogue One</a>, spin-off della saga di Star Wars, e quindi mai come adesso il tema <strong>&#8220;spazio&#8221;</strong> è sulla bocca di tutti. Il mondo da tavolo non può e non deve essere da meno, pertanto al di là di ciò che è proprio relativo alla saga di Guerre Stellari, è con piacere che accogliamo la versione definitiva di <strong>Kepler-3042</strong> sui nostri tavoli! Creato da <strong>Simone Cerruti Sola</strong>, illustrato da <strong>Alan D&#8217;Amico</strong> e sviluppato da <strong>Placentia Games</strong> sotto la saggia supervisione editoriale di <strong>Post Scriptum</strong>, questo gestionale che avevamo avuto modo di testare qualche tempo fa &#8211; torneremo in breve sull&#8217;argomento &#8211; ha visto la luce &#8220;ufficiale&#8221; durante il <strong>Lucca Comics and Games 2016</strong>, a seguito di un&#8217;ottima campagna <strong>Kickstarter</strong> e della presentazione all&#8217;importante fiera di <strong>Essen</strong>. Andiamo a terraformare!</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>In realtà abbiamo avuto modo di esplorare in lungo e in largo le regole di Kepler-3042 nella nostra anteprima, pertanto <strong><a href="https://nerdando.com/anteprima-kepler-3042/">vi invito ad andare a leggerla</a> </strong>così da entrare meglio nel dettaglio. Per i più pigri: <strong>Kepler-3042</strong> è un gestionale che ci vede nei panni dei colonizzatori &#8211; per l&#8217;appunto &#8211; dell&#8217;anno 3042 che, dato l&#8217;avanzamento tecnologico, decidono di lasciare la terra per esplorare e conquistare i pianeti dello spazio. Avremo ben 28 pianeti &#8211; tutti denominati in base ai pledger di Kickstarter, idea simpatica! &#8211; da colonizzare e, soprattutto, da <strong>terraformare</strong>, cioè da &#8220;evolvere&#8221; per ottenere ulteriori punti che ci condurranno alla vittoria. A bordo delle nostre astronavi, quindi, ci muoveremo attraverso gli esagoni spaziali per giungere sulle pedine che rappresenteranno il pianeta conquistato o qualche altro tipo di struttura che incontreremo lungo il nostro viaggio. Parliamo però di un gestionale, cosa dobbiamo gestire quindi? Semplicemente, in modo originale, Kepler-3042 ci dà subito i 17 cubetti che rappresentano le tre materie prime &#8211; <strong>Materia, Energia ed Antimateria</strong> &#8211; che possiamo usare per colonizzare, terraformare, costruire, inventare &#8211; perdonatemi, momento Tassoni. Altra scelta originale del gioco è quella di poter sacrificare permanentemente alcune delle risorse per avere un boost produttivo in vari ambiti, cosa che a prima vista può sembrare poco remunerativa ma che in realtà può essere usata senza grandi drammi &#8211; ci sono meccanismi di rigenerazione sparsi qua e là &#8211; per avere dei vantaggi non indifferenti. Completano il tutto le plance tramite le quali selezioneremo le <strong>azioni</strong> da compiere &#8211; che non si possono ripetere consecutivamente e che hanno vari costi/benefici a seconda della posizione sulla griglia &#8211; e i nostri <strong>avanzamenti tecnologici</strong>, che ci permetteranno di potenziare sempre più le nostre strutture per avere più materie, più astronavi, più possibilità. Il tutto in 16 turni, e ad ogni fine turno si attiverà una carta <strong>Progresso</strong> che ci porterà dei cambiamenti nel turno seguente, così da variare ancor più l&#8217;esperienza di gioco. Infine ogni giocatore avrà a disposizione delle carte <strong>Obiettivo </strong>(standard o avanzato), da realizzare prima di terminare la partita e da non far intuire all&#8217;avversario.</p>
<h2>Materiali</h2>
<p>Sappiamo bene che i prototipi, per definizione, sono scarsamente valutabili dal lato materiali, pertanto è con piacere che ho potuto toccare con mano la vera dotazione di Kepler-3042, e vi rimando al nostro <a href="https://www.facebook.com/pg/nerdandocom/photos/?tab=album&amp;album_id=1309047509166783"><strong>unboxing sulla pagina Facebook</strong></a>. La scatola è compatta ma bella pesante, e vi sono contenuti non pochi pezzi; il <strong>tabellone</strong> è bello grande ma saggiamente ripiegato in sei sezioni che evitano l&#8217;effetto &#8220;imbarcata&#8221;, purtroppo spesso riscontrabile nei boardgames. <strong>Cubetti</strong> bianchi, arancioni e neri come se piovesse, assieme a tutte le pedine necessarie per le colonizzazioni, la selezione delle azioni e i turni di gioco. Seguendo un consiglio che al tempo del prototipo diedi a <strong>Mario Sacchi</strong> di Post Scriptum, le astronavi sono state realizzate con delle belle pedine in legno e non con un cartoncino su di una basetta di plastica: <strong>legno rulez</strong>! Completano la dotazione un blocchetto <strong>segnapunti</strong>, le classiche plancette di <strong>riepilogo delle azioni e dei pianeti</strong> e le carte dei Progressi e degli Obiettivi, chiare e ben fatte; citare questi componenti mi dà il La per parlarvi di una delle feature del gioco: ogni materiale è stato stampato <strong>in italiano ed in inglese</strong>! Si tratta di una scelta che condivido sempre &#8211; come accade anche in altre produzioni &#8211; e che può portare fortuna a Kepler-3042 con il pubblico internazionale, considerando anche che il gioco è stato presentato ad <strong>Essen</strong> e, se andrete a spulciare i nomi della campagna Kickstarter, noterete come ci siano anche contributi internazionali. Questo è un indice della potenzialità che può avere la scelta di sviluppare un gioco &#8211; 100% made in Italy &#8211; guardando oltre i confini della casa di produzione o dell&#8217;autore, che permette sempre più alle realtà italiane di espandersi verso i mercati esteri e di diffondere sempre più la qualità delle nostre produzioni, che spesso non hanno niente da invidiare &#8211; o a volte sono anche decisamente migliori! &#8211; ai più blasonati <strong>eurogame</strong> di origine tedesca. Well done!</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p><strong>Kepler-3042</strong> è un gestionale che diverte, impegna e soddisfa. Sono tante le strategie e le possibilità, e un approccio intelligente alla partita è d&#8217;obbligo sin da subito, dato che i 16 turni sembrano tanti ma in realtà non sono troppi. Il gioco scorre bene e, sebbene non ci sia eccessiva interazione tra giocatori data anche la scelta di ambientare il tutto in un futuro pacifico dove nessuno guerreggia, scala bene già in 2 grazie a dei semplici ma efficaci espedienti che il regolamento ci suggerisce chiaramente. L&#8217;elemento <strong>spaziale</strong> del gioco è supportato anche da un godibile volumetto, ad opera di <strong>Adrian Fartade</strong>, dove viene spiegata la <strong>scienza</strong> dietro Kepler-3042, il tutto per aumentare ancor più l&#8217;immersività e, chissà, per incuriosire i &#8220;neofiti dello spazio&#8221; che potrebbero essere ispirati ad approfondire l&#8217;argomento &#8211; di cui, ricordiamolo, il nostro <strong>jedi.lord</strong> è esperto ed entusiasta. E adesso, quella galassia lontana lontana è tutta da colonizzare!</p>
<h2>Prezzo</h2>
<p>Il prezzo consigliato di <strong>Kepler-3042</strong> è di 44.99€.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Colonizziamo, gestiamo risorse ed esploriamo lo spazio profondo con <strong>Kepler-3042</strong>, gestionale letteralmente spaziale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: Essen, mica pizza e fichi!</em></p>
<p>Ringraziamo <strong>Mario</strong> e <strong>Post Scriptum</strong> per il materiale gentilmente inviatoci</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/12/19/kepler-3042-lo-spazio-e-fatto-per-essere-occupato/">Kepler-3042 &#8211; Lo spazio è fatto per essere occupato</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>[Anteprima] Kepler-3042: Andiam a terraformar</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/06/14/anteprima-kepler-3042/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2016 11:55:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Adrian Fartade]]></category>
		<category><![CDATA[Boardgame]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/06/14/anteprima-kepler-3042/">[Anteprima] Kepler-3042: Andiam a terraformar</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://lh5.googleusercontent.com/-GPYG9cdiQ8Y/V1-vg-9jKVI/AAAAAAAALPM/xn106Lm7ygAFnaABbv_thkNkuvy2fYtpQCL0B/w958-h719-no/97f024b7-8630-4458-9b8a-c827a585c3d7.jpg" width="958" height="718" /><br />
Una delle cose che più apprezzo della mia esperienza su <em><strong>Nerdando.com</strong></em> è la possibilità di avere un rapporto diretto con le case editrici di giochi da tavolo. Diretta conseguenza di ciò è la possibilità di provare spesso in anteprima degli interessanti prototipi, <a href="https://nerdando.com/play-2016/">come testimoniato dalla nostra ultima e magica Play 2016</a>, ed oggi vi parlerò in anteprima proprio dell&#8217;ultimo prototipo targato <strong><em>Post Scriptum</em></strong> &amp; <em><strong>Placentia Games</strong></em>: <strong>Kepler-3042</strong>, un gioco di <em><strong>Simone Cerruti Sola</strong></em>, con la collaborazione speciale di Adrian Fartade (sì, proprio lui, il gestore di <a href="http://www.link2universe.net/">Link 2 Universe</a>, visitate anche <a href="https://www.facebook.com/Link2Universe">la sua pagina FaceBook</a>!), attualmente in <a href="https://www.kickstarter.com/projects/postscriptum-games/kepler-3042">fase KickStarter</a>. Voglio ringraziare personalmente <em><strong>Mario Sacchi</strong></em> di <em><strong>Post Scriptum</strong></em> (<a href="https://nerdando.com/due-chiacchiere-con-mario-sacchi-post-scriptum-games/">qui la nostra intervista</a>) che, trovandosi in quel di Firenze, mi ha letteralmente consegnato a casa la bustona con tutti i componenti del prototipo per testarlo in tranquillità. Grazie! Ma ora andiamo a vedere di cosa parla questo gioco spaziale.</p>
<p>Ke<strong>pler-3042</strong>, come intuibile dal nome, è un gioco che ci lancia alla conquista di pianeti nello spazio aperto. 3042 non è il pin del conto in banca di Mario, bensì è l&#8217;anno in cui ci troviamo, e i terrestri hanno raggiunto un tale livello tecnologico da poter tranquillamente andare a colonizzare lo spazio, spingendosi ben oltre il sistema solare. Chi colonizzerà più pianeti e chi espanderà di più le proprie conoscenze scientifico-tecnologiche sarà il degno vincitore della colonizzazione delle spazio. Le meccaniche di gioco sono quelle tipiche del gestionale, avremo però un numero limitato di risorse rappresentato da 17 cubi a giocatore (rappresentanti tre diverse materie prime) da piazzare sui pianeti per poi raccogliere i frutti delle nostre azioni, risorse che non potranno aumentare ma solo diminuire nel caso si decida di effettuare una o due azioni bonus, che bruceranno definitivamente una o due materie recuperabili, per fortuna, ma non in automatico. I cubetti saranno sempre a nostra disposizione e decideremo, tramite la plancia delle azioni, come allocarli e su che strategia puntare, il tutto strettamente correlato al nostro livello di sviluppo tecnologico. Le possibilità sono numerose e diverse, andiamo quindi ad esaminare la dotazione di gioco ed il regolamento.</p>
<p>Abbiamo un tabellone decisamente ampio nel quale è disegnata una rete esagonale; sono poi raffigurate diverse stelle ed è lì vicino che, ad inizio partita, andremo a posizionare a faccia in giù le tessere pianeta, anch&#8217;esse esagonali, che rappresentano i punti colonizzabili dello spazio. Assieme ai 28 pianeti avremo a disposizione delle tessere miniera che ci permetteranno di recuperare le materie perdute in cambio di una delle nostre astronavi, e delle tessere Sole Viola che rappresentano punti di particolare interesse scientifico che vi daranno un bonus a fine partita. Vi ho parlato di astronavi, esatto, e sarà costruendole che potrete viaggiare, turno dopo turno, attraverso gli spazi esagonali della plancia; ogni giocatore ha tre pedine a disposizione che rappresentano il numero massimo di astronavi giocabili contemporaneamente, ma tenete conto che, ogni volta che colonizzerete un pianeta, potrete riprendere in riserva la nave. Colonizzando un pianeta (fino ad un massimo di cinque) prenderete la relativa carta &#8211; ad inizio partita avrete a disposizione solo la carta della Terra &#8211; sulla quale sono riportati gli eventuali punti che riceverete subito e le risorse che il pianeta produrrà (o meglio trasferirà dalla vostra riserva sulla carta) se giocherete l&#8217;azione corrispondente; l&#8217;ultima parte della carta è occupata dalla descrizione delle risorse necessarie per terraformare il pianeta. Di cosa si tratta? Mettiamola così: una volta atterrati sul pianeta, avete a disposizione un potenziale che solo tramite la terraformazione verrà espresso. In pratica, spendendo le risorse necessarie, potrete girare la carta e così ottenere degli ulteriori punti e una più allettante produzione di materie. Diciamo che terraformare è un&#8217;azione alquanto importante, per non dire quasi obbligata, dato che il lato B della carte è sempre ricco di soddisfazioni. Ogni pianeta avrà un livello di terraformazione che ci indica quanto è complesso effettuare l&#8217;azione &#8211; ça va sans dire che più è alto il livello, più corposo sarà il pianeta &#8211; e, per poterla effettuare, dovremo sviluppare a sufficienza la tecnologia di terraformazione. Ricordatevi che in <strong>Kepler-3042</strong> le risorse prodotte su di un pianeta rimangono sulla carta specifica, e questo sarà da tenere in conto in quanto alcune azioni richiedono che le materie vengano prese da un&#8217;unica fonte o che l&#8217;astronave verrà prodotta da una specifica colonia, quindi attenzione all&#8217;allocazione delle risorse!</p>
<p>Passando quindi alla plancia tecnologia, essa sarà necessaria per permettervi di effettuare azioni sempre più complesse nel corso del gioco. Ad inizio partita sceglierete due &#8220;specialità&#8221; dove ottenere il primo livello, mentre le altre saranno a zero; starà a voi cercare di sviluppare armonicamente le cinque specialità (livello di terraformazione, movimento delle astronavi, produzione di antimateria nera, produzione di energie arancioni e fisica quantistica che vi permetterà di trasformare le vostre risorse presenti sui pianeti) per avere sempre più opzioni. Man mano che aumenterete i livelli (sono quattro per specialità) conquisterete dei punti blu, che indicano la supremazia scientifica; un aspetto molto simpatico dello sviluppo tecnologico è che, quando arriverete al terzo o al quarto livello, regalerete un livello anche agli avversari poiché la vostra conquista è talmente importante che non può passare inosservata. Per quanto possa sembrare strano il concetto di aiutare anche gli avversari, Mario mi ha spiegato che in <strong>Kepler-3042</strong> i giocatori non sono in guerra, non ci si mette i bastoni tra le ruote né tantomeno sono presenti azioni direttamente lesive nei confronti degli altri colonizzatori. Esatto, l&#8217;umanità è in pace e l&#8217;armonia regna sovrana: ognuno può attuare la propria strategia e le proprie tattiche senza necessariamente combattere. Un&#8217;utopia che, speriamo, magari diventerà realtà.</p>
<p>Ricapitolando, quindi, tramite la plancia azioni sceglieremo cosa fare: abbiamo nove opzioni &#8211; tra le quali costruire astronavi, colonizzare, terraformare, produrre le risorse del pianeta, aumentare la tecnologia e così via &#8211; che saranno influenzate nei loro effetti dal livello tecnologico e dai pianeti che avremo colonizzato. Sul tabellone abbiamo due &#8220;percorsi punti&#8221;, uno viola ed uno blu: quello blu, come detto prima, verrà foraggiato dalle scoperte tecnologiche, mentre quello viola riceverà punti in base alle colonizzazioni. I giocatori competono su ogni percorso, dato che la posizione porterà vantaggi a chi è più avanti, e a fine partita darà dei punti vittoria finali. Sui percorsi avremo anche dei bonus &#8220;instant&#8221; che potranno essere presi durante il turno e che ci daranno materie in più o punti estemporanei da considerare a fine partita. Chiudo la carrellata con le carte evento, che scopriremo ad inizio turno ma che si attueranno solo alla fine dello stesso, che danno sostanzialmente dei bonus a tutti i giocatori, come la possibilità di trasformare materie o di ottenere un ripristino di materie bruciate; infine abbiamo le carte obiettivo personale, consegnate ad inizio partita e da tenere celate agli avversario, che ci daranno uno scopo &#8220;personale&#8221; da perseguire &#8211; ad esempio terraformare quattro pianeti della stessa tipologia, o arrivare ad un certo livello di sviluppo &#8211; in cambio di punti. Abbiamo ben 16 turni per concludere la partita vittoriosi, e vi assicuro che sebbene possano sembrare molti, alla fine la coperta è corta e ci ritroveremo a valutare attentamente ogni mossa per farle rendere al massimo, senza però quella sensazione di &#8220;gioco interrotto sul più bello&#8221; che, personalmente, ho riscontrato in altri titoli attualmente molto in voga. I punti si ottengono in tantissimi modi, e alla fine farete un conto complessivo per determinare il vincitore. E ricordate: più ci si allontana dalla Terra, più i pianeti vi regaleranno punti extra a fine partita!</p>
<p>Come gira <strong>Kepler-3042</strong>? Bene! Lo abbiamo testato io e Morgana (ovviamente ha vinto lei) e abbiamo potuto esprimere ognuno il suo modo di giocare: io ho puntato un po&#8217; più sulla tecnologia e su di una colonizzazione precisa (a causa del mio obiettivo personale), mentre lei ha gestito le risorse e la colonizzazione &#8220;in quantità&#8221;. La scelta di poter compiere azioni extra bruciando risorse ha il suo perché, e se all&#8217;inizio si è fin troppo conservativi temendo di rimanere a secco, giocando ci si rende conto che la gestione delle risorse è elastica e permette di osare qualcosa in più. Come anticipatomi da Mario, confermo che in <strong>Kepler-3042</strong> non esiste una strategia dominante, ma è davvero possibile fare tante cose e vincere in svariati modi; mi sento di consigliare, una volta presa la mano, di giocare più partite mettendo l&#8217;accento su tattiche e strategie differenti, così da variare sempre più l&#8217;esperienza. La cura dei dettagli e della realizzazione sono elevatissime, e la collaborazione con Adrian, vero esperto dello spazio, da al gioco una marcia in più, rendendo l&#8217;esperienza più &#8220;realistica&#8221;, facendoci sognare e desiderare di conquistare lo spazio. Ultimamente il tema è tornato in auge nel gioco da tavolo, ed è una valida e piacevole alternativa al classico tema fantasy. I miei complimenti al team <em><strong>Post Scriptum/Placentia Games</strong></em> e soprattutto un grande in bocca al lupo per il <em><strong><a href="https://www.kickstarter.com/projects/postscriptum-games/kepler-3042">kickstarter di Kepler-3042</a></strong></em>, al quale vi invito a partecipare se il mio articolo ha destato in voi lo stesso interesse ed entusiasmo che abbiamo avuto noi giocandoci!</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: ormai Morgana vince anche nei giochi che non sono stati ancora pubblicati. Ma come devo fare?</em></p>
<hr />
<h2><strong>Nerdando in breve</strong></h2>
<p>Colonizzazione e sviluppo tecnologico nello spazio più profondo in 16 turni di un gestionale completo ed accurato.</p>
<p><em> </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/06/14/anteprima-kepler-3042/">[Anteprima] Kepler-3042: Andiam a terraformar</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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