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Wendake – Anteprima dei Grandi Laghi

Grandi Laghi

Il titolo che oggi abbiamo provato in anteprima in realtà lo conosciamo da un po’ di tempo con un altro nome: Wendake non è altro che il titolo definitivo di Grandi Laghi, eurogame targato Post Scriptum e Placentia Games, ad opera di Danilo Sabia. Grazie all’instancabile Mario Sacchi, ho avuto la possibilità di provare il prototipo quasi definitivo del gioco, che promette davvero bene. Ma andiamo per ordine!

Ambientazione dei Grandi Laghi

Wendake è un “tedesco” che ci proietta nell’America dove non era ancora MacDonalds a farla da padrone bensì gli Indiani d’America di metà 1700, intenti a sviluppare il loro accampamento, gestire le riserve di caccia e coltivazione e iniziare i primi commerci con l’Uomo Bianco, il tutto non dimenticando le religioni tribali e le antiche forze che governavano il mondo sottile. Di sicuro, per essere un tedesco, l’ambientazione c’è e, grazie ad un prototipo graficato a dovere, non mi sono ritrovato a gestire tessere e cubetti “anonimi” ma ho potuto già immergermi nelle atmosfere che sanno di polvere e tribù. Punto a volte “debole” degli eurogame, in Wendake mi ritengo invece soddisfatto degli sforzi fatti per unire ambientazione a meccaniche.

La plancia è data dalla combinazione di due elementi modulari da selezionare a seconda del numero dei giocatori; avremo un accampamento base, inattaccabile dagli avversari, e una serie di territori dove ci sono postazioni nelle quali potremo coltivare una tipologia di vegetale tra le tre disponibili o cacciare i castori. Il nome del gioco era “Grandi Laghi”, e infatti la mappa ricalca proprio quella regione nordamericana a cavallo tra USA e Canada, con tanto di accuratezza grafica nel riportare i vari laghi su plancia, e non dimentichiamoci delle pedine Canoa con cui popolare le distese d’acqua, necessarie per pescare . Abbiamo infine un’ultima plancia che riporterà il turno di gioco, l’ordine e i punti derivanti dalle Maschere, ottenibili tramite combinazioni di carte pescabili tramite le azioni. Ovviamente, completano il tutto una valanga di cubetti e meeples, che nella versione finale avranno forme ad hoc.

La meccanica originale

Mi voglio soffermare principalmente su quello che è l’aspetto più originale (ma non l’unico) di Wendake, ossia la plancia azioni dinamica. Sostanzialmente ogni giocatore parte con 9 azioni base, ognuna riportata su una tessera, da posizionare sulla plancia personale. Potremo scegliere tre azioni in ogni turno, posizionando su ognuna di esse un pedone, e a fine turno succederanno due cose: laddove abbiamo posizionato il pedone, dovremo voltare la tessera, svelando la faccia “Rituale” (utile per guadagnare punti e riportare sul campo i Nativi feriti), e in seguito faremo fisicamente scorrere le nove tessere in basso, facendo uscire le ultime tre dalla plancia.

Una di queste tessere, volendo, potrà essere sostituita da una tessera “upgrade” da scegliere tra altre di primo o secondo livello che avremo posizionato a lato del tabellone, che costituiranno un miglioramento di un’azione che magari dà meno possibilità. Infatti gli upgrade di primo o secondo livello avranno tutti più di un’azione possibile per tessera, potenziando così sempre più le nostre giocate. Infine, le due tessere “vecchie” più quella “nuova” saranno da reinserire casualmente nella prima fila in alto della plancia personale, vuota a causa dello scivolamento. Questo viene ripetuto ogni turno, e dà la possibilità di personalizzare turno dopo turno le proprie possibilità di azione, cosa che sarà potenzialmente diversa di partita in partita. L’unico limite è dato dalla vostra inventiva, o dagli avversari che sceglieranno prima di voi proprio quella tessera che avevate adocchiato da tempo!

Condizioni di vittoria

Come si vince a Wendake? Sostanzialmente giocando in maniera equilibrata e andando a chiedere al giocatore ciò che in altri titoli è stata definita “insalata di punti” – definizione che non mi trova molto d’accordo in quanto non ci vedo nulla di male nel diversificare il gioco. Potremo guadagnare punti in quattro categorie – Maschere, Rituali, Commercio e Militare – suddivise a coppie (generate casualmente) su due segnapunti. La cosa originale è che saranno le due categorie – una per segnapunti – dove avremo ottenuto il valore minore a generare il nostro punteggio finale. Cosa che quindi eviterà il powerplay in una-due categorie ma spingerà il giocatore ad agire uniformemente lungo i 7 turni di gioco. Questo secondo me gioca anche a favore dell’ambientazione, dato che non ha senso che una tribù ben organizzata non pensi a gestire tutti gli aspetti che ne contraddistinguono la realtà quotidiana, no?

Il gioco si basa sulle azioni e sul fatto di fare punti nei vari ambiti, dando anche la possibilità di usare le proprie unità militari per andare ad infastidire il giocatore avversario ed evitare che spadroneggi troppo sulla regione dei Grandi Laghi. Lo abbiamo testato principalmente in due giocatori e vi assicuro che il gioco gira proprio bene, introducendo anche dei sistemi alternativi per fare punti che potrebbero regalare inaspettate sorprese a fine partita, nel momento del conteggio punti.

Concludendo

Incuriositi da queste caratteristiche di Wendake? Fate bene, dato che questo titolo ha un enorme potenziale e soprattutto rappresenta una ventata di aria fresca in un mondo, quello degli eurogame di piazzamento lavoratori, che a volte sembra un ripetersi con meccaniche già viste; la possibilità di plasmare turno dopo turno la vostra plancia azioni è qualcosa che mi lascia positivamente sorpreso e che mi ha divertito non poco. Non posso che attendere con trepidazione l’uscita del gioco, tant’è che vi invito a supportare il gioco nella campagna Kickstarter che partirà in estate. Un grosso in bocca al lupo a Danilo e a Post Scriptum e Placentia Games, e ottimo lavoro con questo gioco ambientato nei Grandi Laghi!

Nerdando in breve

Abbiamo provato Wendake in anteprima, e la sua plancia azioni dinamica è la novità più interessante dai tempi degli Indiani d’America che spopolavano nella regione dei Grandi Laghi!

Menzione d’onore

Mia moglie Morgana continua a vincere, anche con i prototipi, anche quando ero sicuro di averla spuntata. E invece no. Neanche navigando sui Grandi Laghi.

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