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	<title>Alan Menken - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>NerDisney #50 &#8211; Rapunzel &#8211; L&#8217;intreccio della torre</title>
		<link>https://nerdando.com/2023/09/07/nerdisney-50-rapunzel-lintreccio-della-torre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Valeria "Morgana" Caizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2023 08:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
		<category><![CDATA[Alan Menken]]></category>
		<category><![CDATA[Classici Disney]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/09/Rapunzel-lintreccio-della-torre-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/09/Rapunzel-lintreccio-della-torre-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Rapunzel" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/09/Rapunzel-lintreccio-della-torre-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/09/Rapunzel-lintreccio-della-torre-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/09/Rapunzel-lintreccio-della-torre-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/09/Rapunzel-lintreccio-della-torre.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>i miei ricordi Natale 2010: ormai da diversi anni il film Disney di Natale non c&#8217;era più, non era più l&#8217;evento che quando ero piccola aspettavo con ansia ogni anno, preannunciato da un battage pubblicitario enorme e di solito da un ambitissimo album di figurine Panini dedicato. Quando ho visto che invece quell&#8217;anno ci sarebbe [&#8230;]</p>
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<h2>i miei ricordi</h2>
<p><strong>Natale 2010: ormai da diversi anni il film Disney di Natale non c&#8217;era più</strong>, non era più l&#8217;evento che quando ero piccola aspettavo con ansia ogni anno, preannunciato da un battage pubblicitario enorme e di solito da un ambitissimo album di figurine Panini dedicato. Quando ho visto che invece quell&#8217;anno ci sarebbe stato <em><strong>Rapunzel</strong></em>, un film Disney che sembrava, dalle pubblicità, vagamente somigliante a quelli che un tempo amavo, ispirato a una classica fiaba e con una vera principessa, ammetto di essere stata un po&#8217; diffidente: non volevo che le mie speranze fossero di nuovo illuse dopo le delusioni dei film degli ultimi anni (includendo il precedente <a href="https://nerdando.com/2023/08/24/nerdisney-49-la-principessa-e-il-ranocchio/"><em>La principessa e il ranocchio</em></a>), inoltre il fatto che <em>Rapunzel</em> fosse stato realizzato in animazione 3D non mi ispirava molto. Sono quindi andata al cinema dopo parecchie settimane dall&#8217;uscita, nell&#8217;ultimo cinema che ancora lo proiettava nella mia città, in una sala minuscola con lo schermo grande quanto la mia TV e sedie pieghevoli al posto delle classiche poltrone. <strong>In quella piccola sala buia è successo l&#8217;inaspettato</strong>: già dalle prime immagini, delle quali mi sono innamorata anche se erano digitali e non classicamente disegnate e piatte, mi sono sentita tornare bambina, come quando un classico Disney mi faceva sognare e innamorare. Da quel momento per fortuna, il &#8220;rinascimento moderno Disney&#8221; è cominciato e anche grazie alle nuove tecniche di animazione negli ultimi 13 anni ci ha regalato capolavori proprio come <em>Rapunzel</em>, che è diventato uno dei miei preferiti di sempre, soprattutto per il tono scanzonato e divertente oltre che per <strong>il ritorno delle canzoni di alto livello</strong> (e, lo ammetto, anche della classica storia d&#8217;amore).</p>
<h2>il classico del ritorno alle origini</h2>
<p>Con <em>Rapunzel</em>, <strong>Disney torna alle origini scegliendo di raccontare una classica fiaba con protagonista una principessa, come non accadeva dagli anni &#8217;90,</strong> direi dal 1995 con <a href="https://nerdando.com/2023/01/12/nerdisney-33-pocahontas/"><strong><em>Pocahontas</em></strong></a> (no, <a href="https://nerdando.com/2023/02/23/nerdisney-36-mulan/">Mulan</a> non è una principessa, e non lo sono nemmeno <a href="https://nerdando.com/2023/02/09/nerdisney-35-hercules/">Megara e </a><a href="https://nerdando.com/2023/01/26/nerdisney-34-il-gobbo-di-notre-dame/">Esmeralda</a>, mettetevi l&#8217;anima in pace). Sì, lo so, anche l&#8217;anno prima era stata portata al cinema un&#8217;altra fiaba classica, ma dimentichiamocela per un attimo (o anche per un po&#8217; più di tempo, perché no). La fiaba ispiratrice è <strong><em>Raperonzolo</em></strong>, che ovviamente come tutte le antiche fiabe che si rispettino (pensiamo ad esempio a <em>Cenerentola</em>) contiene un bel po&#8217; di drammi e violenza, completamente eliminati dalla Disney. Il raperonzolo è un fiore selvatico che può essere mangiato crudo in insalata, e nella fiaba è proprio ciò che la madre di Raperonzolo ama mangiare mentre è incinta della sua bambina: ecco perché deciderà quindi di chiamarla così! Nel film tutto ciò è stato eliminato, c&#8217;è invece un fiore magico (che non somiglia per niente ai raperonzoli) che salva la vita della madre mentre è incinta e conferisce alla bambina ancora non nata i poteri magici del film. Anche la trama generale è molto diversa: Raperonzolo non è figlia di reali ma di due persone comuni che si sono rivolte a una maga (Gothel) perché non riuscivano ad avere figli, hanno poi rubato i famosi raperonzoli dal giardino della maga facendola infuriare (<strong>prima regola per sopravvivere nelle fiabe: mai rubare fiori</strong>) finendo per dover cedere in cambio la loro stessa figlia. La bambina quindi cresce rinchiusa in una torre nel bosco alla quale si accede solo arrampicandosi sui suoi lunghi capelli (questa è l&#8217;unica parte rimasta uguale nel film); una volta cresciuta, Raperonzolo viene notata da un re che ovviamente si innamora subito di lei e la vuole sposare, quindi insieme pianificano la fuga che però viene scoperta: per punizione la ragazza viene rasata e abbandonata nel deserto, mentre il re per disperazione si getta dalla torre (spoiler: non muore ma viene accecato dai rovi sottostanti). Dopo anni di tristezza e vagabondaggi, il re e Raperonzolo si ritrovano, lei con le sue magiche lacrime gli restituisce la vista e vivono per sempre felici e contenti insieme ai 2 figli che intanto &#8220;chissà come &#8221; sono arrivati&#8230; Indovinate quale parte la Disney ha deciso di non includere!</p>
<h2>Curiosità</h2>
<p>Le voci originali dei protagonisti Rapunzel e Flynn Ryders sono di <strong>Mandy Moore</strong> e del bravissimo <strong>Zachary Levi</strong> (scusate ho un debole per lui) che hanno sia recitato che cantato. Indimenticabile inoltre <strong>Donna Murphy</strong> nel ruolo della cattivona madre Gothel.</p>
<p>Il titolo originale del film è &#8220;<em>Tangled</em>&#8221; che significa &#8220;aggrovigliato&#8221;, &#8220;intrecciato&#8221;: è un titolo divertente che già fa intuire il tono moderno e divertente che avrà il film! Prima di arrivare però alla scelta di questo titolo ne erano stati proposti altri, come il semplice &#8220;<em>Rapunzel</em>&#8221; e &#8220;<em>Rapunzel Unbraided</em>&#8220;, ma poi per evitare di enfatizzare troppo il richiamo ad una principessa dato lo scarso successo del film dell&#8217;anno precedente (<em>La Principessa e il Ranocchio</em>) e per dare l&#8217;idea che anche il protagonista maschile avesse un ruolo importante nella storia (è effettivamente la voce narrante) e cercare di attirare un pubblico che fosse il più ampio possibile, è stato scelto il neutro &#8220;<em>Tangled</em>&#8221; con una <strong>operazione di puro marketing</strong>.</p>
<p>In origine il film avrebbe dovuto essere disegnato come nella più classica delle tradizioni Disney, invece poi è stata scelta la CGI e secondo me è stata un&#8217;ottima scelta che ha rivitalizzato il genere non solo per i contenuti (qui abbiamo infatti una principessa d&#8217;azione invece che una in attesa di essere salvata dal solito principe) ma anche per l&#8217;aspetto grafico. Per gli sfondi, gli scenari e in generale lo stile grafico sono stati di ispirazione i dipinti a olio in stile Rococo, in particolare quelli dell&#8217;artista francese <strong>Jean-Honorè Fragonard</strong>.</p>
<p>Su <strong>Disney+</strong> vi consiglio caldamente di andare a cercare il corto &#8220;<strong><em>Le incredibili nozze</em></strong>&#8220;: in pochi divertentissimi minuti scoprirete le avventure degli anelli nuziali di Rapunzel e Eugene nei minuti precedenti il fatidico sì!</p>
<p>C&#8217;è anche <strong>una serie animata</strong> (stavolta disegnata) dedicata a Rapunzel ma mi sono sempre rifiutata di guardarla perché inizia con un evento che cancella un po&#8217; il finale del film e a me queste cose non piacciono, inoltre di solito le serie tratte dai classici sono sempre abbastanza bruttine (ricordo ad esempio <em>Timon &amp; Pumbaa</em> o <em>Aladdin</em>) per cui ammetto di aver ceduto al pregiudizio.</p>
<p>Se fate particolare attenzione scorgerete la principessa Rapunzel <strong>in un altro famoso classico degli ultimi anni</strong>, cioè <em>Frozen</em>: verso l&#8217;inizio del film potete notarla mentre si avvia verso il castello di Anna e Elsa prima dell&#8217;incoronazione di Elsa.</p>
<h2>La colonna sonora</h2>
<p>A mio modestissimo parere <strong>le canzoni di <em>Rapunzel</em> sono tutte bellissime</strong>, a cominciare da &#8220;<em>When will my life begin?</em>&#8221; passando per &#8220;<em>Mother knows best</em>&#8221; e la divertentissima &#8220;I<em>&#8216;ve got a dream</em>&#8221; per arrivare, infine, alla super romantica &#8220;<strong><em>I see the light</em>&#8221; che si è meritata l&#8217;Oscar come Miglior Canzone Originale</strong>. Le musiche sono state scritte da Alan Menken, già autore delle colonne sonore di capolavori come <a href="https://nerdando.com/2022/11/03/nerdisney-28-la-sirenetta/"><em>La Sirenetta</em></a>, <a href="https://nerdando.com/2022/12/01/nerdisney-30-la-bella-e-la-bestia/"><em>La Bella e la Bestia</em></a>, <a href="https://nerdando.com/2022/12/15/nerdisney-31-aladdin/"><em>Aladdin</em></a> e <a href="https://nerdando.com/2023/01/12/nerdisney-33-pocahontas/"><em>Pocahontas</em></a>.</p>
<h2>Il live action</h2>
<p><strong>Non è ancora uscito ed anzi è in pre-produzione</strong>, ma io non vedo l&#8217;ora di vederlo! Spero tanto che sarà fatto un buon lavoro di adattamento, e che sceglieranno Florence Pugh per interpretare Rapunzel, come si vocifera da qualche settimana. Se dovessimo scegliere per somiglianza fisica allora la parte dovrebbe andare a Amanda Seyfried che è anche una ottima cantante, ma purtroppo credo che non sarà scelta per via dell&#8217;età. Non sono molto convinta invece dell&#8217;idea di prendere Zachary Levi per Flynn, come lui stesso vorrebbe tanto: preferirei qualcuno di più giovane, e sarebbe invece bellissimo se lui e Mandy Moore interpretassero il re e la regina!</p>
<h2>Come è invecchiato</h2>
<p>Direi che Rapunzel è invecchiato benissimo, <strong>dopo più di 10 anni continuo a riguardarlo spesso quando ho voglia di romanticismo e allo stesso tempo di divertimento</strong>. La grafica per ora regge il passare del tempo e le canzoni sono immortali, inoltre <em>Rapunzel</em> è meritevole di essere uno dei primi film Disney in cui la donna protagonista prende in mano la propria vita e il proprio destino invece di aspettare di essere salvata e magari anche sposata. Finalmente quindi un po&#8217; di femminismo anche in Disney, dopo il mancato tentativo di <em>Mulan</em> (se volete sapere perché la penso cosi leggete <a href="https://nerdando.com/2023/02/23/nerdisney-36-mulan/">qui</a>!).</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2023/09/07/nerdisney-50-rapunzel-lintreccio-della-torre/">NerDisney #50 &#8211; Rapunzel &#8211; L&#8217;intreccio della torre</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>NerDisney #35 &#8211; Hercules</title>
		<link>https://nerdando.com/2023/02/09/nerdisney-35-hercules/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2023 09:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/02/Hercules-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/02/Hercules-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/02/Hercules-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/02/Hercules-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/02/Hercules-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/02/Hercules.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/02/Hercules.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49176" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/02/Hercules.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/02/Hercules.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/02/Hercules-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/02/Hercules-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/02/Hercules-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></h2>
<h2>I miei ricordi</h2>
<p>Quando esce <em>Hercules</em> nel 1997 ho nove anni e sono almeno un paio d&#8217;anni che ho già una spiccata passione per la <strong>mitologia greca</strong>, complici una serie di libri illustrati per ragazzi che raccontano i vari miti &#8211; edulcurati perché insomma c&#8217;è tanta roba vietata ai minori. Quindi potete immaginare la mia gioia nel vedere due delle mie passioni preferite riunite nel <strong>35° classico Disney</strong>.</p>
<p><strong>Da buon piccolo nerd</strong> storsi il naso alle devianze dal mito (ci torniamo dopo), ma il film seppe comunque conquistarmi grazie al ritmo indiavolato, le musiche indimenticabili &#8211;<em> Ieri era zero</em> la mettevo a ripetizione nel videoregistratore &#8211;  e allo stile d&#8217;animazione unico.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Sul monte Olimpo <strong>Zeus ed Era</strong> festeggiano la nascita del loro primogenito, Ercole. L&#8217;unico non felice della situazione è <strong>Ade</strong>, che trama da anni per rovesciare il fratello. Il nuovo arrivato è un ostacolo da eliminare. Purtroppo per lui, i suoi due scagnozzi Pena e Panico falliscono nell&#8217;intento, riuscendo solo a renderlo mortale. Il neonato viene allevato da Anfitrione ed Alcmena finché non scopre la sua vera origine e dovrà cercare di riottenere il suo posto nell&#8217;Olimpo.</p>
<h2>Semidei con superproblemi</h2>
<p>A meno che non siate completamente a digiuno di mitologia classica &#8211; rimediate, è un mondo bellissimo &#8211; credo che abbiate subito capito quanto poco fedele è il film alla <strong>leggende greche</strong>. La rottura più vistosa con la tradizione è nel rappresentare Zeus ed Era come una coppia modello ed Ercole come loro figlio. Non solo i due si tradivano sempre a vicenda, ma la moglie di Zeus <strong>odiava Ercole</strong> e tentò sempre di ammazzarlo. La vera madre di Ercole era Alcmena, facendo di lui un semidio fin da subito. Inoltre Ade non ha mai covato rancore per il suo ruolo di custode dell&#8217;oltretomba.</p>
<p>In generale la storia del film ricorda più quella di <strong>Superman</strong>, con classici passaggi di crescita e di ricerca del proprio posto nel mondo &#8211; una vera ossessione della Disney del periodo. Mettendo da parte la mitologia, la storia funziona nella sua semplicità. La similitudine con i supereroi fu esplicitata dai due registi, <strong>Ron Clements e John Musker</strong>. I due erano fan del genere e <em>Hercules</em> a detta di Musker fu il loro modo di fare un film di supereroi. I due scelsero il progetto dopo che Disney rimandò quello che poi sarebbe diventato <em>Il pianeta del tesoro</em>, partendo da una bozza d&#8217;idea sviluppata dall&#8217;animatore Joe Haidar. L&#8217;altra ispirazione per il film furono le commedie <em>screwball</em> degli anni &#8217;30, in particolare nei rapporti tra i personaggi principali, con <strong>Megara</strong> direttamente ispirata ad alcune commedie di Barbara Stanwyck.</p>
<p>Se la storia è archetipica, a restare impressa in <em>Hercules</em> è l&#8217;animazione. Musker e Clements assunsero il leggendario illustratore britannico <strong>Gerald Scrafe</strong> come designer, il cui stile assomigliava un po&#8217; a quello dei vasi dell&#8217;antica Grecia. Usando Scrafe come base, gli animatori crearono una Grecia stilizzata ma coerente con <strong>l&#8217;arte greca</strong>, pieno di curve e spigoli. <em>Hercules</em> è molto più cartoonesco rispetto ai Classici immediatamente precedenti e successivi. Solo <em>Le follie dell&#8217;imperatore</em> si muoverà in simili territori, anche umoristici. <em>Hercules</em> non è slapstick e surreale come il successivo film, ma anch&#8217;esso è pieno di gag e battute fulminanti, piene di anacronismi, citazioni classiche e doppi sensi. Aiutò in fase di produzione avere due attori come Danny DeVito e James Woods, rispettivamente voci originali di Filottete e Ade. Soprattutto <strong>Woods</strong> improvvisò molti dialoghi e diede al personaggio di Ade quell&#8217;aria minacciosa e divertente che lo rende un personaggio memorabile.</p>
<h2>Colonna Sonora</h2>
<p>Le musiche sono per l&#8217;ultima volta opera di <strong>Alan Menken</strong>, per i testi di David Zippel. Menken per Hercules esplora il gospel, soprattutto grazie al <strong>coro delle muse</strong>, che narrano gli eventi del film e interagiscono con qualche personaggio. L&#8217;idea è molto buona e rimanda anche alla tradizione del teatro greco, con il coro che parla al pubblico.</p>
<p>La canzone centrale è <em>Go the distance</em>, in italiano chiamata <em>Posso Farcela</em> e cantata splendidamente da <strong>Alex Baroni</strong>, nominata pure all&#8217;Oscar. La mia preferita resta <em>Ieri era zero.</em> L&#8217;unica canzone che ho sempre trovato un po&#8217; fuori ritmo rispetto al film è <em>L&#8217;ultima speranza</em>, quella cantata da Filottete.</p>
<h2>Live Action e Sequel</h2>
<p><em>Hercules</em> non ebbe nessun seguito, sebbene ce n&#8217;era uno in lavorazione ambientato durante la guerra di Troia. L&#8217;unico prodotto successivo al film è stata <strong>una serie animata</strong>, chiamata semplicemente <em>Hercules</em>. La serie è ambientata durante l&#8217;addestramento di Ercole, ma confesso di non averla mai vista.</p>
<p>Il remake live action è attualmente in lavorazione, prodotto dai fratelli Russo e diretto da <strong>Guy Ritchie</strong>. Non è ancora stata decisa una data d&#8217;uscita, né annunciato il casting.</p>
<h2><strong>Com&#8217;è invecchiato</strong></h2>
<p>Difficile essere obiettivi su questo film, che ho sempre amato molto. Come storia, ritmo e animazione non è invecchiato per niente. Anche gli inserti 3D, principalmente<strong> l&#8217;idra</strong>, tengono ancora botta e non stonano. Quello che forse è invecchiato è l&#8217;umorismo. Se tutte le battute sui miti greci restano atemporali, lo stesso non si può dire di altre più legate al periodo, ma questo resta sempre uno dei rischi dell&#8217;umorismo citazionista.</p>
<p>In generale però <strong><em>Hercules</em> merita ancora oggi una visione</strong>, sia per i bambini ma anche per gli adulti, che ci troveranno un umorismo non infantile e una struttura molto simile ai film di supereroi tanto popolari oggi.</p>
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		<title>NerDisney #34 &#8211; Il gobbo di Notre Dame</title>
		<link>https://nerdando.com/2023/01/26/nerdisney-34-il-gobbo-di-notre-dame/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2023 09:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Alan Menken]]></category>
		<category><![CDATA[Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Esmeralda]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Josh Gad]]></category>
		<category><![CDATA[Notre Dame de Paris]]></category>
		<category><![CDATA[Quasimodo]]></category>
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<p>I miei ricordi Quando nel 1996 uscì nei cinema Il gobbo di Notre Dame avevo nove anni: ero nel pieno della &#8220;mania Disney&#8221; e non mi perdevo mai un appuntamento al cinema. Ricordo che andai al cinema con grandissime aspettative ma devo ammettere che all&#8217;epoca restai un po&#8217; interdetta: il film non riuscì a coinvolgere [&#8230;]</p>
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<h2>I miei ricordi</h2>
<p>Quando nel 1996 uscì nei cinema <strong><em>Il gobbo di Notre Dame</em></strong> avevo nove anni: ero nel pieno della &#8220;mania Disney&#8221; e non mi perdevo mai un appuntamento al cinema. Ricordo che andai al cinema con grandissime aspettative ma devo ammettere che all&#8217;epoca restai un po&#8217; interdetta: il film non riuscì a coinvolgere particolarmente la me bambina e, da quella prima volta al cinema, lo riguardai giusto un paio di volte in VHS per poi concentrarmi su classici più affini ai miei gusti.</p>
<p>NerDisney, la nostra rubrica sui classici, è nata però anche come <strong>una sfida a riscoprire con occhi nuovi tutti i classici Disney</strong>, quelli del nostro cuore e quelli che ai tempi non ci dissero nulla o quasi. In questo senso, sono stata davvero felice di riguardare<em> Il gobbo di Notre Dame</em>: ho potuto coglierne aspetti che da bambina non avrei potuto e rivalutarlo per i suoi pregi.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Nella Parigi di fine Quattrocento lo zingaro <strong>Clopin</strong> racconta alla folla la storia del gobbo di Notre Dame: la città è gestita dall&#8217;integerrimo giudice <strong>Frollo</strong>, che ha fatto sua la missione di scacciare gli zingari dalla città. Dopo aver ucciso una fuggiasca che tentava di proteggere il suo neonato, Frollo scopre che il bambino è deforme e sta per buttarlo in un pozzo quando il Diacono di Notre Dame interviene, convincendolo a risparmiare il piccolo e a crescerlo come proprio.</p>
<p>Vent&#8217;anni dopo, l&#8217;ormai cresciuto <strong>Quasimodo</strong> non è mai uscito da Notre Dame, dove vive recluso con la sola compagnia delle sue amate campane e di tre gargoyle. Sono proprio loro a convincerlo a mescolarsi alla folla nel giorno della <strong>Festa dei Folli</strong>, lo spettacolo che ha sempre guardato dall&#8217;alto sognando di viverlo in prima persona. Qui conosce l&#8217;affascinante zingara <strong>Esmeralda</strong> e l&#8217;intrepido capitano delle guardie <strong>Febo</strong> ma incontra anche il pregiudizio della folla: solo Esmeralda ha il coraggio di prendere le sue difese e per questo viene perseguitata da Frollo e costretta a rifugiarsi a Notre Dame.<br />
Dopo aver legato con lei, Quasimodo aiuta Esmeralda a fuggire eludendo la sorveglianza ma Frollo è pronto a tutto pur di riacciuffarla e non si fermerà davanti a niente.</p>
<h2>Il classico cupo e maturo</h2>
<p><em>Il gobbo di Notre Dame</em> <strong>si distacca molto dai canoni dei classici precedenti</strong> e presenta tematiche decisamente più mature e cupe, inaspettate in un film per bambini. Nel lungometraggio troviamo morte, cattiveria, quasi infanticidio, lussuria -credo che la canzone di Frollo rappresenti il momento più esplicito di Disney finora-, pregiudizio e gelosia.<br />
Certo, il materiale di partenza era effettivamente anche peggio: il romanzo <em>Notre Dame de Paris</em> di <strong>Victor Hugo</strong> non è certo famoso per l&#8217;ottimismo di fondo ma resta una storia davvero bellissima.<br />
<strong>Sono molti i cambiamenti operati da Disney</strong> (tra cui la bontà di Febo, che nell&#8217;originale è un personaggio davvero pessimo, e il suo amore a lieto fine con Esmeralda) ma non potevamo aspettarci nulla di diverso: già così, c&#8217;è un deciso cambio di rotta rispetto al passato. Che poi è probabilmente il motivo che da bambina mi aveva impedito di apprezzare il film.</p>
<p>I protagonisti stessi rappresentano un <strong>momento di maturazione rispetto ai film del passato</strong>. Quasimodo è fisicamente molto lontano dallo standard cui eravamo abituati con i precedenti classici Disney. Nonostante un aspetto completamente fuori dalla norma, <strong>Quasimodo</strong> è dotato di un grande cuore e di un&#8217;interiorità ricca e sfaccettata che aspetta solo di avere la sua occasione per rivelarsi. Anche <strong>Esmeralda</strong> si distanzia dalle precedenti eroine Disney: è una ragazza dalle mille risorse, in grado di badare a se stessa e pronta a buttarsi nella mischia in prima persona. È di fatto lei il motore dell&#8217;azione quando si tratta di schierarsi, correre rischi e alzarsi contro l&#8217;autorità. <strong>Il messaggio di fondo del film è sicuramente quello che non bisogna giudicare dall&#8217;apparenza e si deve andare oltre la superficie</strong>. Certo, secondo me è un po&#8217; svilito dalla scelta di far innamorare Esmeralda del bello della situazione a discapito di quanto era stato costruito fin dall&#8217;inizio con Quasimodo. Ma anche tolto il finale, comunque, resta un film coraggioso per la Disney del 1996.</p>
<h2>Colonna sonora</h2>
<p>La colonna sonora de <em>Il gobbo di Notre Dame</em> è composta da <strong>Alan Menken</strong> e <strong>Stephen Schwartz</strong>, già autori delle meravigliose musiche di <a href="https://nerdando.com/2023/01/12/nerdisney-33-pocahontas/"><em>Pocahontas</em></a>. Anche per questo nuovo classico il duo fa un lavoro eccellente: nonostante non avessi più guardato <em>Il gobbo di Notre Dame</em> da adulta, ricordavo perfettamente alcune delle canzoni. Il tema musicale è decisamente riuscito e riesce a sottolineare la storia alla perfezione. Obiettivo che era fondamentale, a ben guardare, perché <strong><em>Il gobbo di Notre Dame</em></strong> <strong>si rivela decisamente musical</strong>.<br />
Certo, per me se parliamo di musica e Hugo, esiste solo<em> Notre Dame de Paris</em> di Riccardo Cocciante ma devo ammettere che il classico Disney si difende bene!</p>
<h2>Live action e sequel</h2>
<p>Come succedeva spesso all&#8217;epoca, anche <em>Il gobbo di Notre Dame</em> ha avuto il suo <em>sequel direct to video</em>: <strong><em>Il gobbo di Notre Dame II</em></strong> è uscito nel 2002 ed è ambientato cinque anni dopo gli eventi mostrati nel primo film. Ammetto di non averlo mai visto ma il giudizio che ne è stato dato è generalmente negativo e il film, che trova finalmente un&#8217;anima gemella anche per Quasimodo, mette in evidenza la stessa sciatteria produttiva che caratterizza purtroppo tutti i sequel Disney pensati direttamente per l&#8217;home video.</p>
<p>Per quanto riguarda un <strong>remake in live action</strong>, la notizia che Disney stia lavorando anche a <em>Il gobbo di Notre Dame</em> è del 2019: da allora sono stati molti i <em>rumors</em> che si sono avvicendati ed è voce insistente che sarà l&#8217;attore <strong>Josh Gad</strong> a prestare il volto a Quasimodo. Attualmente il film risulta ancora in lavorazione.</p>
<h2>Com&#8217;è invecchiato</h2>
<p><em>Il gobbo di Notre Dame</em>, rivisto oggi, mi ha dato l&#8217;impressione di essere <strong>uno dei classici Disney invecchiati meglio</strong>: questo probabilmente è dovuto al fatto che affronta tematiche più adulte e adotta uno stile più cupo del solito, il che lo rende facilmente apprezzabile da un pubblico più maturo. Negli anni, inoltre, la sensibilità generale è cambiata e oggi non stupisce più trovare scelte di questo tipo anche nel campo dell&#8217;animazione.</p>
<p><em><strong>Il gobbo di Notre Dame</strong></em> regala riflessioni profonde sulla prevaricazione, sul concetto di diverso e sul mondo dell&#8217;apparenza in una cornice rutilante, colorata e musicalmente maestosa. Rivederlo oggi, per me, è stato una scoperta <em>ex novo</em>: se anche voi, da bambini, lo avevate accolto con titubanza, vi consiglio di provare l&#8217;esperienza di una visione con gli occhi degli adulti.</p>
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		<title>NerDisney #33 &#8211; Pocahontas</title>
		<link>https://nerdando.com/2023/01/12/nerdisney-33-pocahontas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2023 09:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Alan Menken]]></category>
		<category><![CDATA[Classici Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Disney]]></category>
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		<category><![CDATA[John Rolfe]]></category>
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<h2>I miei ricordi</h2>
<p><strong>1995</strong>: ho 8 anni e l&#8217;appuntamento  natalizio con il cinema per guardare il nuovo <strong>classico Disney</strong> è per me irrinunciabile. Quest&#8217;anno tocca a <strong><em>Pocahontas</em></strong>, un film che si distacca dal canone dei classici visti fino ad allora: ricordo che, fin dalla prima visione, me ne sono innamorata. I colori e le musiche di <em>Pocahontas</em> mi fanno brillare gli occhi, il suo rapporto con la natura me la fa sentire subito affine. Una principessa dai capelli scuri, pacata e che ama la natura: per una bambina di 8 anni che era stata abituata fino ad allora a guardare sullo schermo eroine biondissime (con una prima eccezione rappresentata da Jasmine in <a href="https://nerdando.com/2022/12/15/nerdisney-31-aladdin/"><em>Aladdin</em></a>) l&#8217;immedesimazione è automatica.</p>
<p>Ancora oggi, il <strong>33° classico Disney</strong>, così differente rispetto allo standard fino a quel momento, mi rimane nel cuore e resta uno dei miei preferiti in assoluto. L&#8217;ho riguardato e riguardato, fino all&#8217;ultima visione per scrivere questo articolo, trovandolo ogni volta coinvolgente e visivamente spettacolare.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Nei primi anni del 1600 sono molte le spedizioni europee che si avventurano nel &#8220;<strong>Nuovo Mondo</strong>&#8221; in cerca di ricchezze e gloria. Dall&#8217;Inghilterra parte una nave diretta in Virginia, guidata dall&#8217;avido governatore Ratcliffe. A bordo della nave, anche l&#8217;avventuriero <strong>John Smith</strong>, che ha già esperienza di incontri con i nativi americani.<br />
La nave sbarca nel territorio dei Powhatan: <strong>Pocahontas</strong>, la figlia del capo, in cerca della sua strada e della sua identità, è subito incuriosita dagli strani nuovi arrivati. Dopo il primo fortuito incontro, Pocahontas e John Smith entrano in sintonia, si innamorano e imparano a conoscere le rispettive differenze e modi di pensare. Le loro popolazioni, però, si preparano invece allo scontro.</p>
<h2>Il cambio di rotta</h2>
<p>Con <em>Pocahontas</em> gli Studios Disney tentano un cambiamento di rotta rispetto ai classici precedenti, che non sarà apprezzato appieno dal pubblico. La direzione scelta è quella della serietà: <strong>niente animali parlanti, maggiore realismo</strong> a cominciare dal tratto, <strong>niente lieto fine</strong>. <em>Pocahontas</em> è anche <strong>il primo classico Disney che si ispira a fatti storici reali</strong>: per quanto la storia che vediamo su schermo sia modificata <em>ad hoc</em>, infatti, Pocahontas è realmente esistita e parte della sua vicenda si è svolta effettivamente in maniera simile a quella rappresentata su schermo.</p>
<p>Con una produzione travagliata che dura più di cinque anni a causa delle difficoltà dell&#8217;animazione, <em>Pocahontas</em> viene accusato di essere noioso, privo di ispirazione e dalla trama confusa. Personalmente non mi trovo d&#8217;accordo con quest&#8217;analisi: all&#8217;epoca probabilmente ci si aspettava soprattutto divertimento da un film Disney, soprattutto se consideriamo quelli immediatamente precedenti &#8211;<a href="https://nerdando.com/2022/12/29/nerdisney-32-il-re-leone/"><em>Il Re Leone</em></a>, <a href="https://nerdando.com/2022/12/01/nerdisney-30-la-bella-e-la-bestia/"><em>La Bella e la Bestia</em></a>, <em>Aladdin</em> &#8211; ma <em>Pocahontas</em> <strong>risulta coinvolgente e ricco di emozione</strong>. A livello visivo è tuttora spettacolare, grazie ad un uso espressivo del colore, che acquista un ruolo di primo piano all&#8217;interno della trama.</p>
<p>Nonostante critiche non sempre lusinghiere e l&#8217;accusa di perpetrare gli stereotipi nei confronti dei nativi americani &#8211; nonostante la produzione si fosse avvalsa di consulenti e membri dello staff nativi americani &#8211; , <em>Pocahontas</em> <strong>si rivela un buon successo al botteghino</strong>. Gli incassi, se paragonati a quelli de <em>Il Re Leone</em>, appaiono deludenti ma in ogni caso <em>Pocahontas</em> è il quarto maggior incasso del 1995 in Nord America -superato solo da <em>Apollo 13</em>, <em>Toy Story</em>, <em>Batman Forever</em>-.</p>
<h2>Colonna sonora</h2>
<p><strong>La colonna sonora è</strong>, secondo me, <strong>il punto di forza</strong> di <em>Pocahontas</em>. Composta da <strong>Alan Menken</strong> e <strong>Stephen Schwartz</strong>, contiene brani ancora oggi magnifici, come <strong><em>I colori del vento</em></strong>, cantata nella versione italiana dalla stupenda voce di <strong>Manuela Villa</strong> (che, non a caso, è entrata nella mia <a href="https://nerdando.com/2017/06/08/le-3-migliori-canzoni-dei-cartoni-animati-disney/">top tre delle più belle canzoni Disney</a>).</p>
<p>Pur non avendo vinto il premio Oscar come miglior film d&#8217;animazione, contrariamente alle aspettative di casa Disney, che si era ormai abituata alla vittoria, <em>Pocahontas</em> ha portato a casa due statuette, proprio grazie alle sue musiche: ha vinto infatti l&#8217;<strong>Oscar per la migliore colonna sonora</strong> e quello per la <strong>migliore canzone</strong> con <em>I colori del vento</em>.</p>
<h2>Live action e sequel</h2>
<p>Allo stato attuale <strong>non esistono remake live action ufficiali</strong> di <em>Pocahontas</em>, anche se sembra che Disney abbia nei suoi piani l&#8217;idea di trasporre anche questo classico nel prossimo futuro. Tra i titoli papabili per le prossime produzioni, infatti, si è vociferato anche di <em>Pocahontas</em>, che verrebbe interpretata naturalmente da un&#8217;attrice nativa americana. Staremo a vedere, sicuramente la pellicola potrebbe rendere bene in un live action, soprattutto perché ha canzoni davvero splendide.</p>
<p>Esiste invece un sequel ufficiale animato, distribuito direttamente in home video: <strong><em>Pocahontas II &#8211; Viaggio nel nuovo mondo</em></strong>. Uscito nel 1998, il film riprende in parte le vicende reali, con Pocahontas che raggiunge l&#8217;Europa insieme al suo nuovo amore, John Rolfe. <strong>Sinceramente non l&#8217;ho mai guardato</strong>: non ho mai apprezzato i sequel <em>direct-to-video</em> e, come molti altri, ho sempre fatto parte del &#8220;team John Smith&#8221;. Scusa, John Rolfe.</p>
<h2>Com&#8217;è invecchiato</h2>
<p>Probabilmente sono di parte, ma trovo che <em>Pocahontas</em> sia invecchiato davvero bene. Riguardato oggi, il film conquista proprio come il primo giorno. Anzi, <strong>forse oggi può essere apprezzato anche di più</strong>: quelli che all&#8217;epoca vennero considerati difetti, come l&#8217;eccesso di realismo, oggi possono essere compresi maggiormente, dato che la sensibilità del pubblico è cambiata, così come lo sono le aspettative nei confronti di un film animato.</p>
<p>La <strong>mancanza del lieto fine</strong>, particolarità per un classico Disney, all&#8217;epoca mi colpì e mi rattristò, oggi invece posso apprezzarla: la vita non sempre concede un &#8220;e vissero per sempre felici e contenti&#8221; e l&#8217;amore è un sentimento più articolato di come viene spesso mostrato su schermo, spesso comprende la necessità di saper lasciar andare e rispettare le ambizioni dell&#8217;altro (un po&#8217; come insegna il finale di <a href="https://nerdando.com/2017/02/03/la-la-land-cinema-meraviglia/"><em>La La Land</em></a>).</p>
<p><strong>Musiche e disegni stupendi</strong>, una sensibilità matura, un messaggio di fondo che invita al rispetto dell&#8217;altro e al rispetto dell&#8217;ambiente: <em>Pocahontas</em> si dimostra ancora incredibilmente attuale e a ogni visione si conferma senza ombra di dubbio <strong>il mio classico Disney preferito</strong>.</p>
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