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NerDisney #36 – Mulan

I miei ricordi

Nel lontano 1998 ero in piena adolescenza: il momento adatto per essere colpita in pieno dalla forza di un personaggio femminile come Mulan che decide di stravolgere le tradizioni del suo tempo, di ribellarsi ai suoi genitori (e alle loro aspettative) e di prendere in mano il proprio destino. Peccato che per farlo debba far finta di essere un uomo, ma da qualche parte si deve pur cominciare. Non c’è da stupirsi quindi che Mulan fosse uno dei classici preferiti non solo mio ma di un’intera generazione di ragazze! La mia scena preferita è in assoluto quella in cui Mulan decide di scappare di casa, travestirsi da uomo e andare in guerra per salvare la vtia del padre: una musica incalzante (diversa da quella del resto del film e fatta al sintetizzatore) accompagna le immagini in cui la ragazza ruba l’armatura, si taglia i capelli con un colpo di spada e corre via sotto la pioggia: davvero molto emozionante. Qualcuno su Youtube ha cercato di riprodurre la scena in cui Mulan con un solo colpo si accorcia i capelli, ma i risultati non sono stati affatto come quelli del film! Una delle cose che più aveva impressionato la mia mente adolescente è il testo della canzone Reflection in cui Mulan si sfoga su quanto si senta inadeguata e oppressa dalle aspettative della società e dei sui genitori, in particolare la frase “se facessi quel che vorrei i miei cari perderei” mi è rimasta impressa a lungo: quanti adolescenti in un modo o nell’altro possono dire di essersi sentiti coì almeno una volta? Secondo me tanti…

Lo stile essenziale dei tratti dei disegni all’epoca mi ha molto colpito, così come la grafica dai colori decisi: indimenticabile la scena iniziale dei titoli in cui il paesaggio compare come dipinto con l’inchiostro da un pennello cinese.

Infine, ricordo di essere stata particolarmente impressionata dal doppiaggio italiano: la voce di Mushu è di Enrico Papi, che in quel periodo era famoso per Sarabanda e che non mi sarei aspettata fosse così bravo a doppiare.

Il classico più orientale

La trama di Mulan è ispirata a un’antica leggenda cinese, quella di Hua Mulan, un’eroina che in un periodo storico e in un paese in cui alle donne non era consentito nemmeno di parlare senza permesso, si è travestita da uomo, si è unita all’esercito e ha combattuto contro gli Unni diventando addirittura generale senza mai essere scoperta, fino a quando non ha dovuto rifiutare la proposta di un comandante che voleva a tutti costi farle sposare sua figlia.

Mentre sceglievo il titolo per questo paragrafo, inizialmente avrei voluto scrivere “il classico più femminista”. Riflettendo a fondo però, soprattutto dopo aver rivisto il film, ho cambiato idea, perché secondo me Mulan è meno femminista di quanto vuole (o vorrebbe) apparire: tutto ciò che Mulan fa dopo essersi travestita da uomo viene sempre comparato a ciò che farebbe un uomo “vero”. Anche quando la ragazza, nella famosa scena sulla montagna, riesce a sbaragliare da sola un intero esercito, Mushu le dice: “brava, sei stata un vero uomo!”… Caro Mushu, tutto il film a dire che una donna può fare tutto quello che fa un uomo ma all’indietro e sui tacchi e poi te ne esci con una frase così? Non ci siamo proprio. Il personaggio più femminista di tutto il film è in realtà l’imperatore della Cina: il rappresentate vivente delle tradizioni millenarie cinesi quando scopre che il salvatore del suo impero non è un soldato ma una soldatessa non esita a riconoscerne il valore e addirittura a nominarla membro del suo consiglio! Proprio uguale a Li Shang che invece avrebbe voluto uccidere Mulan una volta scoperta la verità e che non lo fa solo perché in debito con lei…

Curiosità

Per le curiosità su Mulan mi affiderò alle parole della mia cara amica Clack che vi ha dedicato un intero articolo qui.

Inoltre, qui trovate un interessante approfondimento del nostro LC sul paradosso Mulan in Giappone.

La colonna sonora

Le musiche di Mulan sono state scritte dal compositore Jerry Goldsmith; tra le canzoni spicca la bellissima Reflection che è stata responsabile del lancio della carriera di Christina Aguilera ed ha avuto un immenso successo in tutto il mondo. Honor to us all e A girl worth fighting for sono carine anche se molto poco femministe.Aammetto che da adolescente mi piaceva I’ll make a man out of you solo perché la cantava Li Shang a petto nudo, questa canzone però promuove un modello di mascolinità tossica (un vero uomo è forte, duro, coraggioso, ecc) che oggi non è più accettabile.

Il live action

Quando ho saputo che Disney aveva in programma di realizzare un film live action wuxia basato su Mulan sono stata molto contenta: il wuxia è uno dei miei generi preferiti e ho anche partecipato alla conferenza stampa a Milano nel 2020 in cui la regista Niki Caro ha presentato il suo film: se vi interessa, qui trovate il mio resoconto. Purtroppo, sono stata molto delusa dal risultato finale! Data la presenza tra i consulenti di uno dei realizzatori di La tigre e il dragone, mio wuxia preferito, mi aspettavo grandi cose, invece il risultato finale è stato abbastanza scarso, nonostante nel cast ci fosse Donnie Yen, che adoro ma che da solo non è bastato a far funzionare il film. A parte il fatto che sono stati eliminati dalla trama personaggi molto importanti tra cui il capitano Li Shang (che avrei visto benissimo interpretato da Henry Golding o Simu Liu) e Mushu, è stato inserito a forza un elemento sovrannaturale che stona. Voi direte, anche nel cartone del ’98 c’è una parte sovrannaturale, cioè il draghetto Mushu, ma è davvero così? Pensateci: a parte una volta in cui Mushu accende un fuoco d’artificio e un’altra in cui scrive una lettera, per il resto del film la sua presenza è davvero così fondamentale? E se Mushu fosse solo nella mente di Mulan, un parto della sua immaginazione che lei crea per sostenersi data la paura per l’impresa rischiosissima in cui si è andata a tuffare? A voi l’ardua sentenza…

Inoltre, del live action non mi è piaciuto il femminismo forzato: va bene, si tratta di una favola con streghe volanti ecc., ma il fatto che il comandante Tung, dopo aver scoperto che Mulan è una donna, lo accetta come niente fosse è davvero poco realistico data la cultura e il periodo storico, avrei preferito vedere in lui almeno un po’ di turbamento e soprattutto di lotta contro se stesso e le sue tradizioni, prima di arrivare alla giusta e lecita decisione di trattare una donna al pari di un uomo, a dimostrazione della forza che ci vuole per cambiare un’ideologia.

Come è invecchiato

Dopo ben 25 anni devo ammettere che continuo ad apprezzare abbastanza Mulan anche se le riflessioni sul femminismo di cui ho parlato più su mi fanno un po’ storcere il naso. Probabilmente la “colpa” è del fatto che i tempi sono cambiati (poco, ma lo sono) e che soprattutto io sono cambiata e cresciuta. Nonostante ciò, spero che Mulan continuerà ad ispirare le bambine che lo guardano oggi e che lo guarderanno in futuro a capire il proprio valore e rendersi conto che nella vita possono fare tutto quello che vogliono, nonostante i modelli duri a morire imposti dalla società patriarcale.

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