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	<title>GiappoNerdando - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Giappoacquisti #3 &#8211; Akihabara</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Aug 2024 08:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GiappoNerdando]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono certo che ve lo siete chiesti: ma come, già 2 articoli e non si parla del quartiere &#8220;nerd/otaku/geek&#8221; per eccellenza, la mecca degli amanti di anime e manga (e non solo), l&#8217;espansione &#8211; o forse dovrei chiamarla l&#8217;origine &#8211; della Japan Town del Lucca Comics and Games? Ma certo, amiche e amici di Nerdando, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Akihabara.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-52386 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Akihabara.png" alt="Akihabara" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Akihabara.png 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Akihabara-300x169.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Akihabara-1024x576.png 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/11/Akihabara-768x432.png 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Sono certo che ve lo siete chiesti: ma come, già 2 articoli e non si parla del quartiere &#8220;nerd/otaku/geek&#8221; per eccellenza, <strong>la mecca</strong> degli amanti di anime e manga (e non solo), l&#8217;espansione &#8211; o forse dovrei chiamarla l&#8217;origine &#8211; della Japan Town del Lucca Comics and Games?</p>
<p>Ma certo, amiche e amici di Nerdando, ogni cosa a suo tempo: oggi è il momento di parlare di <strong>Akihabara</strong> e di come fucilare i vostri risparmi.</p>
<h2>Akihabara</h2>
<p>Il quartiere otaku per eccellenza non poteva non meritare uno spazio tutto suo! Al di là dei posti di cui vi accennavo, mi fa piacere raccontarvi il <strong>mondo dell&#8217;usato</strong> che troverete per le vie di Akihabara. <strong>Fun fact</strong>: a volte avrete seria difficoltà a capire se si tratta di usato o meno!</p>
<figure id="attachment_52389" aria-describedby="caption-attachment-52389" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki2.png"><img decoding="async" class="wp-image-52389 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki2.png" alt="Akihabara Station" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki2.png 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki2-300x169.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki2-1024x576.png 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki2-768x432.png 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-52389" class="wp-caption-text">Benvenuti nel quartiere della perdizione nerd</figcaption></figure>
<p>Considerando che Akihabara è una zona che ha un <strong>grosso viale centrale</strong> (che attraversa a sud il fiume Kanda e a nord arriva al quartiere di Ueno, in pratica all&#8217;ingresso del parco), il resto del quartiere è un <strong>reticolo</strong> di vie che si sviluppano a destra e a sinistra del viale principale, con l&#8217;area di maggior interesse che va verso nord dalla stazione di Akihabara fino alla stazione della metro di Suehirochou e dintorni. Non che a Ueno non si trovino interessanti nerdate, ma diciamo che ad Akihabara non c&#8217;è via di scampo!</p>
<p>Probabilmente l&#8217;articolo più interessante da spulciare è <strong>l&#8217;action figure</strong>. Akihabara è piena di negozi che vendono figures, ma veramente piena, e fate attenzione: a differenza dell&#8217;Italia, dove di solito i negozi hanno l&#8217;ingresso direttamente sulla strada, in Giappone è molto più facile entrare in un piccolo atrio con un ascensore e dover scegliere il piano dove andare a seconda del negozio che intendete visitare. Le &#8220;rumorose&#8221; insegne per strada recano quasi sempre il piano al quale troverete il negozio (1F, 2F, B1 e così via), e spesso molti negozi hanno più di un piano anche perché i metri quadri sono sempre abbastanza scarsi. Troverete quindi negozi di 4 piani ma ogni piano potrebbe essere grande poco più della vostra sala da pranzo! Tenete quindi lo sguardo verso l&#8217;alto per non lasciarvi scappare nulla.</p>
<figure id="attachment_52387" aria-describedby="caption-attachment-52387" style="width: 720px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki6.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-52387 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki6.jpg" alt="Un negozio Kotobukiya" width="720" height="1280" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki6.jpg 720w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki6-169x300.jpg 169w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki6-576x1024.jpg 576w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption id="caption-attachment-52387" class="wp-caption-text">In questo negozio ci lascerete il cuore, gli occhi e potenzialmente anche del sonante danaro.</figcaption></figure>
<p>Al di là dei negozi ufficiali dove troverete le figures nuove di zecca &#8211; e vi straconsiglio di visitare i negozi della <strong>Kotobukiya</strong> (pura poesia) e della <strong>Tamashii Nations</strong> &#8211; è nei negozietti &#8220;privati&#8221; dove potrete fare i migliori affari. Ci sono innumerevoli negozi di sole action figures, e vi anticipo che One Piece spadroneggia clamorosamente. Bene, la maggior parte di questi negozi venderà statuine usate che però sono in condizioni strepitose; a volte troverete qualche scatola un po&#8217; danneggiata ma, a meno che non sia un&#8217;action figure rarissima, questo comporterà un calo drastico dei prezzi. Sta a voi la scelta, quindi: se riuscite a soprassedere alla scatola rovinata, potrete veramente portare a casa delle figures interessantissime a due lire. Per esempio, durante il mio primo viaggio ho comprato una figure di Super Sonico in versione &#8220;impiegato della sala giochi Taito&#8221;; il prezzo standard è di non meno di 25€ più spese di spedizione, mentre io l&#8217;ho <strong>pagata meno di 5€</strong> poiché la scatola aveva un angolo rovinato. Ma occhio: la figure è più che perfetta, e viene venduta incellofanata! Un affare che ancora oggi mi lascia soddisfatto.</p>
<p>Inoltre, per chi è a caccia di figures, suggerisco di dare un&#8217;occhiata a quelle che si possono vincere negli <strong>Ufo Catcher</strong> o &#8220;maledette macchinette mangiasoldi con la pinza che non prende manco l&#8217;aria&#8221;. La <strong>Banpresto</strong> realizza numerose figures appositamente per essere messe in palio nelle sale giochi, e quindi c&#8217;è un fiorente mercato dell&#8217;usato grazie agli skillatissimi giapponesi che vincono le figures in poche mosse e poi le rivendono presso i negozi dell&#8217;usato. Vi faccio un esempio anche qui: forse conoscete la serie di figures &#8220;Diamond Flag Ship&#8221; di One Piece che raffigura tutte le procaci protagoniste del manga di Eiichiro Oda vestite in chiave piratesca. Bene, in Italia queste figures hanno un prezzo che oscilla dai 30/35€ (se avete fortuna) ai 45€ come standard. In Giappone potrete trovarle nei negozi dell&#8217;usato, con la sola scatola aperta ma con i pezzi ancora imbustati a meno di 15€, tant&#8217;è che io stesso ho comprato la figure di Boa Hancock a qualcosa come 12€ in un negozietto ad Akihabara. Non male, vero?</p>
<p>Le action figures dai prezzi più bassi le troverete spesso e volentieri <strong>fuori dai negozi</strong>, su degli scaffali o in dei cestoni letteralmente per strada &#8211; ovviemente NESSUNO si sognerebbe di rubarle! Ammetto che c&#8217;è molto ciarpame, anche considerando la produzione veramente esagerata di figures, ma vi suggerisco di spulciare un po&#8217; tutti i negozi che offrono questa sezione per cercare l&#8217;affare della vita. Ah, e se trovate un&#8217;occasione, non fatevela scappare: passa veramente una fiumana di gente per le vie di Akihabara, e <strong>ogni lasciata è persa</strong> &#8211; e lo dico per esperienza personale!</p>
<figure id="attachment_52388" aria-describedby="caption-attachment-52388" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki3.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-52388 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki3.png" alt="Yodobashi ad Akihabara" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki3.png 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki3-300x169.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki3-1024x576.png 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki3-768x432.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-52388" class="wp-caption-text">Yodobashi ad Akihabara è un posto incredibile! Visitatelo, ce n&#8217;è per tutti i gusti!</figcaption></figure>
<p>Infine, sempre in zona, vi consiglio di fare in giro nei <strong>SOFMAP</strong>, negozi 100% nerd dove troverete telefoni, computer, macchine fotografiche, videogiochi, dvd/bluray e figures sia nuove che usate &#8211; è il posto dove ho comprato la collector di Senran Kagura di cui vi accennavo sopra. Sofmap è il parente &#8220;nerd&#8221; di Bic Camera e <strong>Yodobashi</strong>, che potremo intendere come dei Mediaworld nostrani, e troverete anche qui un sacco di interessanti occasioni da spulciare. Non trascurate niente, non sia mai scatti <strong>l&#8217;acquisto della vita</strong>!</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
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		<title>Giappoacquisti #2 &#8211; Nakano Broadway</title>
		<link>https://nerdando.com/2024/07/25/giappoacquisti-nakano-broadway/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2024 08:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GiappoNerdando]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Entriamo quindi nella Nakano Broadway! Come arrivare Situata ad ovest della tentacolare Shinjuku, Nakano Broadway è sostanzialmente un centro commerciale situato all&#8217;interno di alcune vie subito di fronte alla stazione di Nakano. Quest&#8217;ultima è servita dai treni JR della Chuo-Sobu Line (gialla) e della Chuo Line (arancione) che la collegano in meno di 10 minuti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba5.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-52378 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba5.jpg" alt="Una libreria piena di fumetti" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba5.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba5-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba5-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba5-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Entriamo quindi nella <strong>Nakano Broadway</strong>!</p>
<h2>Come arrivare</h2>
<p>Situata ad <strong>ovest</strong> della tentacolare <strong>Shinjuku</strong>, Nakano Broadway è sostanzialmente un centro commerciale situato all&#8217;interno di alcune vie subito di fronte alla stazione di Nakano. Quest&#8217;ultima è servita dai treni JR della Chuo-Sobu Line (gialla) e della Chuo Line (arancione) che la collegano in meno di 10 minuti a Shinjuku, e dalla metro Tozai (blu, T) che però non include alcune delle principali stazioni (le più comode potrebbero essere Otemachi e Nihombashi nel caso in cui alloggiaste nei dintorni di Tokyo Station).</p>
<p>Una volta arrivati, riemergete dai binari e dirigetevi verso <strong>l&#8217;uscita nord</strong>. Lasciandovi la stazione alle spalle, noterete una struttura coperta che, in alto a destra e per tutto il suo interno, presenterà un logo a forma di sole, che vi indica che vi trovate nella <strong>Nakano Sunmall</strong>. Questa via, coperta, è una specie di &#8220;centro commerciale naturale&#8221; dove troverete una marea di negozietti di vestiti, cibo, farmacie e l&#8217;immancabile combini, ottimo per rifocillarvi in previsione delle ore che spenderete nella Broadway! Anche se vi suggerirei di provare qualche <strong>ristorantino</strong>: ne vale la pena, dico sul serio, e tra sushi, takoyaki, carne alla griglia e l&#8217;immancabile ramen avrete letteralmente l&#8217;imbarazzo della scelta.</p>
<p>Continuando sempre dritti ci ritroveremo all&#8217;ingresso della Nakano Broadway, <strong>non potrete sbagliarvi</strong> grazie ai caratteri (comprensibili!) cubitali situati sulla porta: ci siamo!<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h2>Nakano Broadway</h2>
<p>Nakano Broadway si sviluppa in <strong>quattro piani</strong>, di cui uno seminterrato. Partiamo proprio da questo, poiché è il meno nerd di tutti, in quanto è più una specie di mercato con una miriade di banchetti con frutta, verdura, carne, pesce e così via, assieme a negozi di abbigliamento e di vario genere. Niente di nerd, ma in ogni caso è un divertente spaccato che vi immergerà nella vita quotidiana di un giapponese residente in zona. Anzi, un negozio che vi suggerisco caldamente di visitare è il <strong>DAISO</strong>: si tratta di un 100Yen shop, dove in pratica tutto quello che c&#8217;è costa <strong>meno di 1€ al pezzo</strong>. In Italia forse rabbrividiremmo in un negozio del genere, ma in Giappone Daiso è sinonimo di qualità, e c&#8217;è veramente di tutto di più per la casa e non solo: io ci ho comprato dal portabuste per automobile alla cravatta, dalla fudo-pen (penna-pennello) al ramen istantaneo, dalla targhetta per la valigia alla scatola per i biglietti da visita. Farete ottimi acquisti senza spendere una fortuna!</p>
<p>Il piano terra (1F, in Giappone il piano terra è indicato come piano 1, sapevatelo) già inizia ad essere stuzzicante, con la presenza di negozi di <strong>card games</strong> (Amenity Dream), <strong>elettronica</strong> (GEO Nakano, Janpara e Junk World, che vende attrezzatura di seconda mano &#8211; che nome del cavolo <em>ndr</em>), una <strong>sala giochi Namco</strong>, qualche negozio di figures di vario genere e tipo, un negozio per i <strong>wrestler professionisti</strong> (non sto scherzando, è il negozio ufficiale della Dai Nihon Pro Wrestling!) ma soprattutto abbiamo il primo assaggio del gigante che popola la Nakano Broadway: <strong>MANDARAKE</strong>.</p>
<figure id="attachment_52379" aria-describedby="caption-attachment-52379" style="width: 720px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/nakano.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-52379 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/nakano.png" alt="" width="720" height="1280" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/nakano.png 720w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/nakano-169x300.png 169w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/nakano-576x1024.png 576w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption id="caption-attachment-52379" class="wp-caption-text">La Nakano Broadway aspetta solo di essere esplorata</figcaption></figure>
<h2>Mandarake</h2>
<p>Breve lezione di storia: Mandarake è uno dei più importanti negozi di usato &#8220;nerd&#8221; dell&#8217;intero Giappone (e, perché no, del mondo, considerando quello che c&#8217;è dentro). Nato negli anni &#8217;80, apre i suoi quartier generali proprio a Nakano, andandosi ad insediare nella Nakano Broadway e pian piano si espande in tutto il Giappone. Sono famosi i negozi di <strong>Akihabara</strong> (8 piani di pura bellezza, ma strettina) e <strong>Osaka</strong> (dove per entrare dovrete letteralmente scendere le scale all&#8217;interno di una grotta artificiale), ma la parte del leone la fanno i <strong>30 negozi</strong> (esatto, trenta) che potrete trovare all&#8217;interno della Broadway.</p>
<p>Nei negozi Mandarake quindi troverete <strong>manga</strong>, <strong>bluray/DVD</strong>, <strong>videogiochi</strong>, <strong>action figures</strong>, <strong>artbook</strong>, <strong>collezionabili</strong> e <strong>memorabilia</strong> di tutta la cultura nerd di produzione nipponica. Avrete accesso a tutta una serie di beni di seconda mano che saranno però in ottime condizioni, anzi a volte sembrano proprio nuovi di zecca. Troverete cose ad un prezzo ridicolmente basso (i fumetti sono quasi tutti sui 108Yen, ossia meno di 1€) e altre ad un prezzo ridicolmente alto, specie parlando di collector/limited edition di figures rarissime. Non pensate però di trovare solo vecchiume: così come potrete trovare le action figures originali di Mazinga degli anni &#8217;70 (prezzi inavvicinabili, ma a voi la scelta), avrete a disposizione anche il Gear Fifth Rufy di <em>One Piece</em> e così via. Per i più smaliziati, c&#8217;è anche un&#8217;enorme selezione di <strong>hentai e doujinshi</strong>. Io ve l&#8217;ho detto, poi fate vobis.</p>
<p>Ritornando alla Nakano Broadway, <strong>i 30 negozi Mandarake</strong> (divisi per tema merceologico ma non solo) sono sparsi principalmente tra il secondo e il quarto piano (sempre secondo la numerazione giapponese). Sono anche presenti gli headquarters, non sia mai vogliate lasciare un curriculum!</p>
<h2>E poi?</h2>
<p>Per quanto riguarda gli altri negozi presenti nel centro commerciale, nei tre piani superiori ci saranno <strong>una marea di punti vendita</strong> dove troverete soprattutto action figures, peluches e anche qualcosa per il cosplay. Vi segnalo <strong>Game Station</strong> (2F) che tratta videogiochi, con anche qualcosina in una lingua a noi più congeniale e <strong>Antique Nakano Broadway</strong> (3F), solo roba vintage dell&#8217;epoca Showa (quindi non oltre il 1989). Inoltre, sparsi nei piani superiori troverete anche negozi di orologi (davvero una marea), negozi di vestiti più o meno strani (andiamo dal militare agli anni &#8217;80 con unicorni) e, cosa sempre buona e giusta, cibo!</p>
<figure id="attachment_52391" aria-describedby="caption-attachment-52391" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-52391 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba3.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba3.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba3-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-52391" class="wp-caption-text">Giusto qualche titolo, per capire</figcaption></figure>
<h2>Concludendo</h2>
<p>Sembra niente, ma visitare per bene Nakano Broadway <strong>stanca parecchio</strong>, fosse anche per entrare in tutti i vari Mandarake; alcuni sono davvero interessanti al di là dell&#8217;acquisto, poiché sono quasi organizzati a mo&#8217; di mini-mostre/mini-museo, e troverete tanta roba che qui o non si è mai vista o la si è vista solo col binocolo. Ottimo posto dove rifugiarsi nelle giornate piovose, Nakano Broadway vi soddisferà se siete <strong>appassionati del vintage</strong> o se cercate qualcosa <strong>più di nicchia</strong> e avete già bazzicato a sufficienza Akihabara.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ecco, forse a differenza di Akihabara <strong>è più difficile trovare il negozio &#8220;che ti tira la roba appresso&#8221;</strong>, sebbene Mandarake possa offrire numerose soddisfazioni a basso budget specie per quanto riguarda i supporti cartacei; per quanto riguarda le figures, dipende tutto dai vostri desideri e dal vostro budget. In ogni caso, se siete alla ricerca di qualcosa veramente particolare, Nakano Broadway è imperdibile!</p>
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		<title>Giappoacquisti #1 &#8211; Seconda mano, prima qualità</title>
		<link>https://nerdando.com/2024/07/11/giappoacquisti-1-seconda-mano-prima-qualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2024 08:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GiappoNerdando]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Iniziamo i nostri #Giappoacquisti andando a dare un&#8217;occhiata agli acquisti di seconda mano in quelli che sono, a mio modesto avviso, i posti migliori dove procurarsi roba fantastica a prezzi stracciati. Sparagn e cumbarisc, o per dirla in italiano, risparmia e fai bella figura. Partiamo da un grosso disclaimer: se storcete il naso di fronte [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2024/07/11/giappoacquisti-1-seconda-mano-prima-qualita/">Giappoacquisti #1 &#8211; Seconda mano, prima qualità</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_52382" aria-describedby="caption-attachment-52382" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba4.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-52382 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba4.png" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba4.png 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba4-300x169.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba4-1024x576.png 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba4-768x432.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-52382" class="wp-caption-text">Qualcuno ha detto Artbook?</figcaption></figure>
<p>Iniziamo i nostri <strong>#Giappoacquisti</strong> andando a dare un&#8217;occhiata agli <strong>acquisti di seconda mano</strong> in quelli che sono, a mio modesto avviso, i posti migliori dove procurarsi roba fantastica a prezzi stracciati. <em>Sparagn e cumbarisc</em>, o per dirla in italiano, risparmia e fai bella figura.</p>
<p>Partiamo da un grosso disclaimer: se storcete il naso di fronte al concetto di &#8220;acquistare roba usata&#8221;, beh, sappiate che in Giappone la situazione è diversa dagli ammuffiti mercatini o dalle traballanti bancarelle che potrete trovare qua e là in fiere più o meno organizzate. La mania tutta giapponese dell&#8217;ordine e del rispetto si trasmette anche agli oggetti, quindi nel 90, ma anche 95% dei casi troverete materiale a dir poco <strong>PERFETTO</strong>, che spesso e volentieri vi sembrerà nuovissimo anche nel caso di qualcosa più in là coi mesi, se non con gli anni.</p>
<p>Per esempio, io ho comprato ad Akihabara la limited edition di Senran Kagura Burst re:Newal, usata. Bene, tenendo conto che il prezzo medio in <strong>Europa</strong> era di <strong>80€</strong> in preorder (parliamo di giugno 2018, il gioco è poi uscito a gennaio 2019 da noi), io l&#8217;ho <strong>comprata a poco più di 35€</strong>, ma era tenuta in condizioni ineccepibili, con tutti gli extra al suo interno &#8211; ogni portachiavi, ogni cartolina, libretto extra e cd extra &#8211; e con addirittura i codici per il PS Store non utilizzati! Certo, il gioco è solo in giapponese (come il gentilissimo commesso mi ha ricordato al momento dell&#8217;acquisto), ma se è la limited in sé ad interessarvi, l&#8217;affare è a portata di mano. Questo non è valido per tutti i titoli, ovviamente, perché le cose più vecchie o più di nicchia subiranno un&#8217;impennata dei prezzi, ma questa non è nient&#8217;altro che un risvolto della classica legge di domanda e offerta.</p>
<p>Concluso il nostro preambolo per rassicurarvi sullo stato degli oggetti comprati, andiamo ora ad elencare <strong>i principali posti e negozi dove potrete comprare usato &#8220;nerd&#8221;</strong>.</p>
<figure id="attachment_52383" aria-describedby="caption-attachment-52383" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba1.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-52383 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba1.png" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba1.png 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba1-300x169.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba1-1024x576.png 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/mandakiba1-768x432.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-52383" class="wp-caption-text">Mandarake, dove c&#8217;è davvero roba introvabile</figcaption></figure>
<h2>Mandarake</h2>
<p>Come scoprirete nell&#8217;articolo che pubblicherò sulla Nakano Broadway, <strong>da Mandarake si trova davvero di tutto</strong>. Cercate manga? Ce ne sono una marea, e tutti a prezzi stracciati; troverete sia singoli numeri che serie complete comodamente impacchettate. Ovviamente è tutto in lingua locale, ma per collezionismo vi sorprenderete a prelevare diversi manga e a portarli in cassa senza quasi nemmeno rendervi conto di quel che sta succedendo. Non volete un fumetto, ma cercate un artbook della vostra serie preferita (videogiochi ampiamente inclusi)? Ne troverete a caterve! In questo caso, a seconda della rarità, i prezzi possono oscillare, da uno <strong>&#8220;ma stiamo scherzando?</strong>&#8221; per un artbook di <em>Your Name</em> a meno di 10€ ad uno &#8220;<strong>ma stiamo scherzando?</strong>&#8221; per un artbook di <em>Dragon Ball</em> a più di 90€. Mi verrebbe da dire che a volte è questione di pura fortuna o di tempismo, ma alla fine la decisione sta a voi: se è il sogno di una vita, beh, la spesa vale l&#8217;impresa, e volete mettere il beneficio emozionale dell&#8217;averlo comprato proprio lì?</p>
<p>Continuando, passiamo ai <strong>dvd/bluray</strong>. Anche in questo caso la scelta è enorme, e troverete anche tantissimi cd audio con le colonne sonore dei vostri anime preferiti. Non ci accontentiamo però, e passiamo ai videogiochi; potrete trovare un&#8217;ampia scelta di titoli sia per le console più vecchie che per quelle più recenti. I prezzi variano, ma c&#8217;è una precisazione d&#8217;obbligo da fare: in Giappone i videogiochi nuovi costano più che in Italia, scendendo raramente sotto i 70€ di media. Credo che sia dovuto al diverso costo della vita unito a degli stipendi più alti degli standard italiani; in ogni caso il negozio dell&#8217;usato videoludico vi verrà incontro nel caso in cui vogliate comprare giochi più vecchi o limited edition. Coi giochi più vecchi potrete portarvi a casa titoli che hanno fatto la storia per due lire, e spesso le limited edition costano molto meno che da noi come vi dicevo poc&#8217;anzi.</p>
<p><strong>Attenzione</strong>! <strong>Controllate la compatibilità</strong> delle vostre console/lettori per essere sicuri che possiate usufruire di ciò che state comprando!</p>
<p>I principali Mandarake sono quelli di Tokyo, a partire dal quartier generale nella Nakano Broadway per poi passare ad Akihabara, Shibuya e Ikebukuro (dove, breve storia divertente, sono entrato solo per scoprire che era un negozio interamente dedicato allo Yaoi o Boys Love). Potrete però fare ottimi acquisti anche nella città di Utsunomiya (a nord di Tokyo), Nagoya, Osaka (dovrete entrare in una grotta artificale!) e Fukuoka.</p>
<h2>Book Off</h2>
<p>Per quanto Mandarake abbia di tutto, forse Book Off &#8211; in particolar modo quello di Akihabara &#8211; occupa una posizione ancora più alta nella mia classifica personale. <strong>Si tratta di una enorme catena di negozi</strong>, sparsi letteralmente in tutto il Giappone, specializzata nell&#8217;usato e che, a seconda del nome, si occupa di un settore o di un altro. Book Off raccoglie al suo interno non solo libri ma anche manga, artbooks, cd musicali, anime in dvd/bluray, videogiochi e console, con un grande parco di titoli retrogaming tipo Game Boy, PS1 e così via. Book Off, andando su di un mercato più di &#8220;massa&#8221;, dispone veramente di tantissima merce, e il negozio di Akihabara, complice il quartiere, dà veramente tanta soddisfazione.</p>
<p><strong>Alcuni dei nostri acquisti?</strong> Cartucce GameBoy di <em>Pokemon</em> a 1€ l&#8217;una, un Winning Eleven 3 per PS1 a 9€, i bluray dei nuovi film di <em>Evangelion</em> a meno di 10€ l&#8217;uno, numeri 1 di manga sparsi per me e da riportare ad amici a circa 1€, 3-4 artbook di <em>Senran Kagura</em> e 4 artbook di <em>Rayearth</em>, orgoglioso acquisto di Morgana, che per sua stessa ammissione cercava da 15 anni e non riusciva a trovarli sotto i 60€ l&#8217;uno, comprati a poco meno di 15€. Inoltre, se vi può interessare, c&#8217;è una sezione per adulti piena di hentai, tutti incellofanati per ovvi motivi&#8230;</p>
<p>Book Off è davvero ovunque sul territorio, ma io vi suggerisco caldamente di visitare il <strong>negozio di Akihabara</strong>, considerando che è proprio attaccato alla <strong>stazione</strong>. Dall&#8217;atrio principale, dirigetevi verso l&#8217;uscita che dà sulla piazzetta sulla quale si affaccia il gigantesco Yodobashi Akihabara (centro commerciale simil-mediaworld, ma pieno anche di nerdate bellissime), e girate a destra prendendo il sottopasso. Superato lo starbucks ad angolo, girate a destra e poco dopo, nuovamente sulla destra, troverete l&#8217;ingresso del Book Off, che si sviluppa su diversi piani.</p>
<p>Ah, proprio all&#8217;ingresso, sulla destra ci sono delle scalette che scendono. <strong>Il negozio che si trova lì sotto&#8230;</strong> beh, vi sconsiglio di andarci con i vostri genitori o con dei minorenni!</p>
<figure id="attachment_52384" aria-describedby="caption-attachment-52384" style="width: 720px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/paolousato.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-52384 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/paolousato.png" alt="" width="720" height="1280" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/paolousato.png 720w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/paolousato-169x300.png 169w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/paolousato-576x1024.png 576w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption id="caption-attachment-52384" class="wp-caption-text">Il nostro irreprensibile LC consiglia solo giochi di un certo livello, anche usati.</figcaption></figure>
<h2>K-Books</h2>
<p>Qui andiamo proprio nel campo degli amanti di anime e manga. <strong>K-BOOKS</strong> è una catena sparsa tra i 7 negozi nel quartiere di <strong>Ikebukuro</strong>, un negozio a due piani ad Akihabara e un altro negozio nella città di Osaka. Questa catena si basa quasi esclusivamente su merchandise usato relativo ad anime e manga, idols, cosplay, dvd/blu-ray e figures. I negozi sono tutti abbastanza piccoli &#8211; come un po&#8217; tutti i negozi giapponesi, del resto &#8211; ma straripano letteralmente di oggetti. Sicuramente K-BOOKS ha a cuore il pubblico delle serie shoujo, cosa intuibile dagli scaffali più &#8220;carichi&#8221; di oggetti. Anche qui, ogni cosa è ben catalogata, imbustata e dalle ottime condizioni.</p>
<p>Vi consiglio comunque di fare un salto nei negozi di Ikebukuro, poiché sono tutti situati abbastanza vicini tra loro e attorno al grandissimo <strong>Sunshine City</strong>, bel centro commerciale con al suo interno lo store ufficiale dello Studio Ghibili, il Pokémon Center Mega Tokyo, il J-World (un parco divertimenti basato sulle serie pubblicate su Shonen Jump quali <em>One Piece</em>, <em>Naruto</em>, <em>Dragon Ball</em>, <em>Detective Conan</em> e così via) e soprattutto un piano pieno di ristoranti fantastici &#8211; andate a mangiare il tonkatsu! http://www.k-books.co.jp/news/2015/test/k-books-en/_index.html</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p>Chiudo questo <em>excursus</em> sull&#8217;usato &#8220;nerd&#8221; aiutandovi a capire come riconoscere un usato: se trovate sulle etichette i seguenti kanji &#8220;<strong>中古</strong>&#8220;, allora l&#8217;oggetto è usato e a quel punto potrete valutare se è un acquisto conveniente o meno. Come vi dicevo, a volte è difficile riconoscere al volo se una figure è nuova o meno, quindi una rapida occhiata alla ricerca di questi kanji può aiutarvi. Al netto del fatto che ho sempre trovato oggetti in ottime condizioni e completi di tutto, vi suggerisco comunque di non fidarvi ciecamente e di dare un&#8217;occhiata voi stessi alle condizioni, alla presenza di tutti gli eventuali pezzi e a chiedere più informazioni ai commessi nel caso in cui qualcosa non fosse chiaro &#8211; ma, in tal caso, <strong>buona fortuna con la lingua</strong>!</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
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		<title>Giappoacquisti #0 &#8211; Usciamo i soldi</title>
		<link>https://nerdando.com/2024/06/27/giappoacquisti-0-usciamo-i-soldi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 08:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GiappoNerdando]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Acquisti]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione ai Giappoacquisti Sappiamo benissimo che uno dei motivi per cui andiamo in Giappone è l&#8217;immersione nella cultura &#8220;nerd&#8221; locale, fatta di anime, manga, action figures, videogiochi, artbook e chi più ne ha più ne metta. Il quantitativo di materiale che riuscirete a trovare nella terra del Sol Levante è pressoché infinito e gli acquisti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_52376" aria-describedby="caption-attachment-52376" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-52376 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki4.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki4.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/12/aki4-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-52376" class="wp-caption-text">Giappone, shut up and take my money!</figcaption></figure>
<h2>Introduzione ai Giappoacquisti</h2>
<p>Sappiamo benissimo che uno dei motivi per cui andiamo in Giappone è l&#8217;immersione nella cultura &#8220;nerd&#8221; locale, fatta di <strong>anime, manga, action figures, videogiochi, artbook</strong> e chi più ne ha più ne metta. Il quantitativo di <strong>materiale</strong> che riuscirete a trovare nella terra del Sol Levante è pressoché <strong>infinito</strong> e gli acquisti prosciugheranno spesso e volentieri le vostre finanze, ma a volte la sola Akihabara, <a href="https://nerdando.com/2018/06/21/giapponerdando-akihabara/">come raccontava anche il buon LC</a>, può non essere sufficiente &#8211; o, se siete più esigenti, può non soddisfare la ricerca di prodotti di nicchia senza dover visitare minuscoli negozi sovraffollati e più &#8220;commerciali&#8221;.</p>
<p>Chi mi conosce sa bene che la mia capacità di resistere agli acquisti è pressoché vicina allo zero, così come è noto il mio viscerale amore per il Giappone e le sue infinite sorprese che si possono trovare nei suoi innumerevoli negozi. A questo punto mi è venuto naturale, complice la possibilità di tornare in Giappone dopo il dannato COVID, di condividere con voi <strong>un po&#8217; di consigli che derivano dalla mia esperienza diretta in terra nipponica</strong>, al fine di aiutarvi e guidarvi in quel posto che sembra essere totalmente incomprensibile e che forse, alla fine, lo è <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Inoltre ho appena avuto modo di tornare in Giappone, pronto a rinfrescare la memoria: è tutto ancora come me lo ricordavo, <strong>splendido e affascinante</strong>, e in questo momento storico (A.D. 2024) il cambio Euro-Yen è molto favorevole.</p>
<p>Iniziamo quindi questa nuova sotto-rubrica di <a href="https://nerdando.com/2018/06/13/giapponerdando-0/">Giapponerdando</a> che andrà a farvi scoprire qualche altra zona di <strong>Tokyo</strong> dove recarvi per poter andare a caccia delle vostre giapponerdate preferite. Sicuramente andremo a visitare i punti cardine della nerdaggine, ma ricordatevi però sempre una grande verità: in Giappone potreste trovare qualcosa di impensabile <strong>anche nei posti</strong> <strong>più impensabili</strong>!</p>
<p>Infine, un invito a chi legge: <strong>avete domande particolari</strong> sul Giappone, sugli acquisti, su cosa fare o vedere una volta attraversato mezzo mondo per arrivarci? <strong>Fatecelo sapere e vi risponderemo!</strong></p>
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		<title>GiappoNerdando #6: Il Paradosso di Mulan</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/03/30/il-paradosso-di-mulan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2020 12:02:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GiappoNerdando]]></category>
		<category><![CDATA[Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mulan è, dal mio punto di vista chiaramente perfetto, indiscutibilmente ed insindacabilmente uno dei migliori lungometraggi animati della Disney. Nonostante ciò, nella Terra del Pollo Fritto è pressoché sconosciuto: a Tokyo Disneyland &#38; Disneysea non solo non vi sono attrazioni a tema, ma manca anche qualunque merchandise. Nella mia esperienza inoltre, la stragrande maggioranza delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25040" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600.jpg" alt="Giapponerdando" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><strong>Mulan</strong> è, dal mio punto di vista chiaramente perfetto, indiscutibilmente ed insindacabilmente<strong> uno dei migliori</strong> lungometraggi animati della Disney.</p>
<p>Nonostante ciò, nella Terra del Pollo Fritto è pressoché <strong>sconosciuto</strong>: a Tokyo Disneyland &amp; Disneysea non solo non vi sono attrazioni a tema, ma manca anche qualunque <em>merchandise</em>. Nella mia esperienza inoltre, la stragrande maggioranza delle ragazze, anche se appassionate della Disney,<strong> non ha mai visto Mulan</strong> ed in alcuni casi non sa nemmeno che cosa sia.</p>
<p>Per chi conosce i trascorsi e le <strong>tese relazioni tra Cina e Giappone</strong> non dovrebbe essere una sorpresa che una storia che celebra un’eroina della Terra di Mezzo non sia esattamente la più popolare dall’altro lato del Mare del Giappone.</p>
<p>Eppure, da tempo non riesco a togliermi dalla testa che <strong>da un lato</strong> Mulan narra esattamente il tipo di storia che più rappresenta lo <strong>spirito nipponico</strong> e <strong>dall’altro</strong> porta avanti uno dei messaggi di cui più <strong>il Giappone e la sua gioventù avrebbero bisogno</strong>.</p>
<p>Nello specifico, ci penso e ripenso da quando l’anno scorso venne fuori la notizia che alcune delle più prestigiose università del paese truccavano i test d’ingresso per favorire l’accesso a medicina ai ragazzi, <strong>a discapito delle ragazze</strong>.</p>
<p>Questa storia c’entra a pieno con questo <strong>paradosso</strong> che è la mancanza di popolarità di Mulan in Giappone, nonostante la rilevanza che i due aspetti cardine della storia della giovane guerriera cinese abbiano per questo paese.</p>
<p>Il primo di questi due aspetti, quello di cui ci sarebbe bisogno, è quello sulla<strong> disparità tra uomini e donne</strong>. Mulan infatti è, com’è evidente, una storia sul<strong> ruolo dei generi</strong> e la lotta che devono combattere le donne per poter essere considerate sullo stesso piano degli uomini.</p>
<p>Vediamo la nostra protagonista essere sostanzialmente inadatta ed inetta al ruolo che la<strong> società tradizionale</strong> le vuole affibbiare, mentre si rivela migliore della competizione maschile in compiti che <strong>non le sarebbero dovuti spettare</strong>.</p>
<p>In generale, dà un messaggio molto forte di come l’essere bloccati in preconcetti legati alla tradizione sia non solo assurdo, ma persino pericoloso ed è il<strong> pregiudizio</strong> prima ancora dei mongoli (sì, lo so, gli “unni”) l’antagonista.</p>
<p>Non è un caso che il climax del film veda i compagni di Mulan vestiti da donne e l’eroina vestita da uomo, in un <strong>rovesciamento dei ruoli</strong> e delle posizioni che mostra ed insegna ai giovani spettatori che non c’è niente di disdicevole o vergognoso in questo.</p>
<p>Questo messaggio è uno che in Giappone sarebbe necessario come una trama coerente nei sequel di Star Wars.</p>
<p>Il Paese del Sol Levante si posiziona infatti parecchio in basso nella<strong> classifica per l’uguaglianza di genere</strong>, con un punteggio che è <strong>121esimo su 159 paesi</strong> (per chi fosse curioso: l’Italia, sempre competitiva quando si tratta di essere arretrati, è “solo” 76esima, penultima tra i paesi europei ad ovest di Trieste).</p>
<p>La <strong>discriminazione</strong> e la <strong>disuguaglianza</strong> che le donne giapponesi fronteggiano ogni giorno sono innanzitutto nel mondo lavorativo: non solo la maggior parte delle posizioni manageriali è occupata da uomini (il 93.7% nel 2018, per darvi un’idea), ma esistono addirittura <strong>lavori esclusivamente per donne</strong> che sono sostanzialmente l’equivalente della segretaria anni ’50, serva del padre padrone. Queste posizioni sono chiamate “<strong><em>office lady</em></strong>”, una <em>wasei</em> (parola in falso inglese originata qui) che non lascia dubbi su quale fetta della popolazione riguarda.</p>
<p>Oltre all’ambito lavorativo, c’è anche quello <strong>familiare</strong>, dove le donne subiscono ancora un’enorme <strong>pressione sociale</strong> riguardo temi come il matrimonio, il far figli e, soprattutto l’occuparsi di casa. Tipo la <strong>scena iniziale di Mulan</strong>, appunto.</p>
<p>Mi è capitato molte volte in passato di parlare con donne che mi raccontavano di come, finito il lavoro, dovessero sostanzialmente correre a casa per preparare la cena ai mariti (ed in alcuni casi anche il pranzo del giorno seguente). O anche di parlare con quegli stessi mariti, che passano i fine settimana a giocare a golf mentre le mogli portano i figli in giro o puliscono casa.</p>
<p>Questa netta<strong> separazione dei ruoli</strong>, questa concezione che esistano “mansioni da donne” e “mansioni da uomini” è esattamente ciò che Mulan dimostra essere <strong>insensato</strong> in maniera tanto semplice quanto efficace.</p>
<p>Fermiamoci un attimo qui ed andiamo sull’<strong>altro aspetto fondamentale</strong> di Mulan, che a mio parere rappresenta un valore centrale nella cultura giapponese: quello dell’<strong>impegno come mezzo</strong> per superare ogni ostacolo.</p>
<p>In Mulan, una scena famosissima per via della canzone, ma anche estremamente sottovalutata, è quella in cui la nostra protagonista arranca fino a cadere durante una marcia con dei pesi, che vengono presi da Li Shang.</p>
<p>Mulan reagisce sentendosi <strong>umiliata</strong>. Sin da piccolo, quella reazione mi ha sempre <strong>impressionato enormemente</strong>: crescendo in una cittadina dove la mentalità del “meno faccio, meglio sto” è endemica, vedere qualcuno soffrire perché gli veniva levato, letteralmente, un peso era sbalorditivo.</p>
<p>Stessa cosa nella scena immediatamente successiva, quando Li Shang invita “Ping” ad andare a casa, mentre lei sceglie di tornare indietro e dimostrare con disciplina e forza che <strong>può guadagnarsi quel ruolo</strong>.</p>
<p>In fondo, <strong>non c’era motivo</strong> per Mulan di fare dietrofront: suo padre era salvo e così lo sarebbe stata anche lei. Nonostante tutto però, compie questa scelta, per crearsi quel posto nel mondo che fino ad ora<strong> le era stato negato</strong>, tramite sforzo e dedizione.</p>
<p>Sotto questo punto di vista, la scelta di Mulan <strong>non è così dissimile da un Naruto</strong> o chissà quanti altri protagonisti di opere giapponesi. Proprio perché nella cultura nipponica, questo <strong>spirito di costante massimo impegno</strong> permea, a volte in modo anche negativo, l’intero paese.</p>
<p>Da qui il <strong>paradosso della mancanza di popolarità</strong> di Mulan: uno dei suoi due aspetti fondamentali coinciderebbe perfettamente con un ideale cardine della nazione, mentre l’altro sarebbe qualcosa che avrebbe assolutamente bisogno di assimilare.</p>
<p>Quando scoppiò il caso delle università che favorivano gli uomini nei test d’ingresso, in molti non se la presero perché era in tutto e per tutto una discriminazione di genere, ma perché era <strong>un’offesa al lavoro duro</strong> che gli studenti avevano messo nel preparare l’esame.</p>
<p>In questo senso, la reazione non è dissimile da quella di Li Shang quando scopre che Ping è una donna: <strong>aveva ammirato il soldato</strong> che si era impegnato durante l’addestramento, ma non era pronto ad accettare anche l’<strong>irrilevanza del genere</strong> di quello stesso soldato.</p>
<p>Per questo, mi piacerebbe tanto che Mulan potesse un giorno acquisire la popolarità che merita anche in Giappone. Anche perché insomma, i karaoke hanno bisogno di “Farò di te un uomo”.</p>
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		<title>GiappoNerdando #5: Imparare il Giapponese con gli Anime</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/06/09/giapponerdando-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jun 2019 12:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GiappoNerdando]]></category>
		<category><![CDATA[Anime]]></category>
		<category><![CDATA[giapponese]]></category>
		<category><![CDATA[lingua]]></category>
		<category><![CDATA[Manga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non si può parlare di Giappone senza parlare della peculiare lingua locale. Come l’italiano infatti, il giapponese è una lingua parlata quasi esclusivamente nella stessa nazione. Di conseguenza, le opportunità di venirci in contatto o di fare pratica sono estremamente limitate se si vive lontani dal Pacifico. Nonostante ciò, per l’influenza che i prodotti artistici [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25040" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600.jpg" alt="Giapponerdando" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Non si può parlare di Giappone senza parlare della peculiare<strong> lingua locale</strong>.</p>
<p>Come l’italiano infatti, il giapponese è una lingua parlata <strong>quasi esclusivamente nella stessa nazione</strong>. Di conseguenza, le <strong>opportunità di venirci in contatto</strong> o di fare pratica sono estremamente limitate se si vive lontani dal Pacifico.</p>
<p>Nonostante ciò, per l’influenza che i prodotti artistici e videoludici che fanno parte delle nostre passioni hanno avuto su di noi, non pochi decidono d’intraprendere l’arduo (ma a mio parere entusiasmante) compito di <strong>imparare questa lingua</strong>.</p>
<p>Come detto però avere a che fare con il <strong>giapponese nella vita quotidiana</strong> quando non si vive tra la Corea e le Filippine (o alle Hawaii) può essere difficoltoso. È anche per questo che molti ricorrono alla strategia di <strong>guardare anime in lingua originale</strong> con sottotitoli in una lingua conosciuta.</p>
<p>Di per sè si tratta di una buona idea: in quanto (seppur pessimo) insegnante di lingua, tra le cose che ripeto quotidianamente ai miei studenti vi è esattamente quella di trovare un modo di rendere <strong>interessante e piacevole lo studio</strong>.</p>
<p>La domanda però è: <strong>funziona veramente</strong>? Si può veramente imparare il giapponese guardando ore ed ore di anime in lingua originale?</p>
<p>Parlando per esperienza personale e per quella delle persone che ho conosciuto qui, <strong>la</strong> <strong>risposta breve è no</strong>.</p>
<h2>La risposta lunga</h2>
<p>La risposta lunga è meno disfattista.</p>
<p>Partiamo subito da <strong>un paio di banalità</strong>: cercare di imparare il giapponese limitandosi a guardare cartoni sarebbe una follia. Uno <strong>studio più tradizionale</strong> è fondamentale, com’è ovvio.</p>
<p>Non solo, ma se si vuole iniziare effettivamente a “<strong>sentire l’audio</strong>” invece di limitarsi a leggere i sottotitoli, il livello a cui si inizia con questo metodo dev’essere già intermedio.</p>
<p>Dati per scontati questi due punti, passiamo all’<strong>argomento principale</strong>, ma rigirando la domanda, ovvero: perché guardare anime <strong>non è un buon metodo</strong> per imparare il giapponese?</p>
<p>Innanzitutto, perché la maggior parte degli anime ha <strong>elementi del tutto irrealistici</strong>, che portano i personaggi ad usare una quantità spropositata di parole che sono<strong> estremamente rare</strong> o semplicemente<strong> non esistono</strong> (mi dispiace, ma nonostante tutto “kamehameha” non si può trovare su un dizionario).</p>
<p><em>“Ma tu, infimo ed infido autore di questo pseudo-articolo, ti spacci per esperto di ストカッゾ, dovresti sapere che esistono un sacco di manga slice of life!”</em></p>
<p>Assolutamente vero e sono <strong>indubbiamente meglio</strong> di anime fantasy o horror. Ma la domanda che dovreste chiedervi è se in quegli anime i personaggi usano un <strong>giapponese normale</strong>.</p>
<p>Ciò che intendo è questo: il giapponese, più di altre lingue, non solo ha regole rigide sui<strong> livelli di formalità</strong> utilizzata, ma è anche molto schematico sui <strong>tipi di parlata</strong>. Per dire, avete presente quando in italiano qualcuno vuole fare la parlata da cafone in un film? Ecco, in giapponese esistono <strong>regole più o meno precise</strong> sul come dovrebbe essere.</p>
<p>Ora, nella maggior parte degli anime<em> slice of life</em> i personaggi principali rispondono a degli <strong>archetipi</strong> di qualche tipo (la tsundere, il teppista, il secchione e così via). Per ognuno di questi esiste un tipo di parlata ben preciso, che sebbene usi parole reali e più o meno comuni, genererebbero del ridicolo se usate nella vita quotidiana.</p>
<p>In sostanza, la maggior parte degli<em> slice of life</em> finisce comunque per “insegnare” un giapponese che non ha <strong>nessun riscontro nella realtà</strong>, o quasi.</p>
<p>Esistono delle eccezioni. Un anime per esempio in cui la lingua non è sottoposta alle modifiche dovute all’archetipo del personaggio è <strong>Orange</strong>. Un altro è<a href="https://nerdando.com/2018/01/01/tsuki-ga-kirei-una-storia-semplice/"> Tsugi ga kirei</a>. In entrambi i casi i personaggi principali sono persone normali che<strong> parlano in maniera normale</strong>.</p>
<p>Nello stesso<a href="https://nerdando.com/2017/01/24/your-name-gli-intrecciati-fili-del-destino/"><strong> Your Name</strong></a> il giapponese utilizzato è <strong>piuttosto realistico</strong> (per quanto vi siano parole “assurde” legate alla parte fantastica della storia). Non a caso, di nuovo<strong> non abbiamo personaggi stereotipati</strong>.</p>
<p><em>“Evviva che bello! Quindi posso imparare il giapponese guardando gli anime! Crunchyroll plus, a me!”</em></p>
<p>Non per ammazzare rapidi entusiasmi, ma bisogna riflettere ancora un attimo. Fino ad ora la domanda era stata sul fatto se fosse possibile imparare il giapponese o no utilizzando gli anime. Come ho già detto da principio,<strong> la risposta è no</strong>. Sarebbe bello e comodo, ma uno studio costante e più tradizionale è necessario per imparare una lingua che ha basi grammaticali e sintattiche del tutto differenti dalle lingue romanze.</p>
<p>Quello che ci si può chiedere è invece: si può fare<strong> pratica di ascolto</strong> utilizzando gli anime?</p>
<p>Questa è la vera domanda che ci si dovrebbe porre ed a cui <strong>la risposta è sì</strong>, fintanto che lo si fa utilizzando <strong>sottotitoli in giapponese</strong> e guardando i sopraccitati anime che utilizzano un linguaggio realistico (nulla proibisce di usare qualunque anime, sia chiaro, solo che per quelli più fantasiosi un livello avanzato è necessario).</p>
<p>Il problema è che<strong> trovare anime con i sottotitoli in giapponese</strong> è difficile al di fuori dei territori nipponici, quantomeno utilizzando fonti legali. Di conseguenza la soluzione più semplice diventa guardare le<strong> produzioni Netflix</strong>, come ad esempio Violet Evergarden.</p>
<h2>Ed i manga?</h2>
<p>Fino ad ora ho parlato esclusivamente di anime. Vale dunque un <strong>discorso simile</strong> per i manga? A mio parere<strong> assolutamente no</strong>. I manga sono un pessimo modo di fare pratica di lettura fino a quando non si è raggiunto un <strong>livello avanzato</strong>, in quanto non solo soffrono dello stesso problema degli anime legato al linguaggio più o meno realistico, ma costringono all’uso di un dizionario.</p>
<p>Utilizzare un dizionario cercando manualmente i <em>kanji</em> è una <strong>perdita di tempo incredibile</strong> e che può essere tranquillamente evitata leggendo cose scritte in digitale ed in cui è possibile selezionare, copiare ed incollare.</p>
<h2>In sostanza</h2>
<p>Imparare una lingua è sempre un percorso<strong> lungo e faticoso</strong>, specialmente quando è molto distante dalla nostra lingua madre. È anche però a mio parere fonte di <strong>soddisfazioni ed opportunità</strong>.</p>
<p>Il giapponese è una <strong>splendida lingua</strong> e raccomanderei a chiunque sia interessato di provare ad impararla. Trovare modi stimolanti di studiarla è fondamentale ed unire l’apprendimento alle proprie passioni è un ottimo modo per non stufarsi. Tuttavia, va fatto in modo <strong>appropriato e sensato</strong>.</p>
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		<title>GiappoNerdando #4: Gli Anime nella Realtà</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/11/20/giapponerdando-4-gli-anime-nella-realta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 13:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GiappoNerdando]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Anime]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Manga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo articolo è in coppia con un altro che trovate qui dove cercherò di rappresentare la relazione tra fantasia e realtà in Giappone. L’idea alla base è semplice: molti di noi sono venuti in contatto la prima volta con la terra tra Cina e Hawaii tramite i cartoni (e fumetti, e videogiochi) qui prodotti. Per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25040" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600.jpg" alt="Giapponerdando" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Questo articolo è in coppia con un altro che trovate <a href="https://nerdando.com/2018/11/11/giapponerdando-3-la-realta-negli-anime/">qui</a> dove cercherò di rappresentare la<strong> relazione tra fantasia e realtà</strong> in Giappone.</p>
<p>L’idea alla base è semplice: molti di noi sono venuti<strong> in contatto la prima volta</strong> con la terra tra Cina e Hawaii tramite i cartoni (e fumetti, e videogiochi) qui prodotti. Per quanto questi possano essere più o meno fantasiosi, offrono però spesso uno <strong>spaccato sulla quotidianità</strong> <strong>giapponese</strong> e di come gli abitanti del luogo vedano la loro stessa vita e società.</p>
<p>In questo articolo cercherò di raccontare brevemente come e quanto nella vita quotidiana in Giappone ci si possa imbattere in <strong>riferimenti a manga, anime e videogiochi</strong> ed in generale quanto questi possano essere parte integrante della quotidianità da queste parti.</p>
<p>La raccolta è frutto delle mie<strong> osservazioni</strong> in 5 mesi passati qui e delle numerose conversazioni che il mio lavoro mi ha consentito di avere con persone di ogni età e di varie estrazioni sociali.</p>
<p><em>(Il cibo sarà escluso perché gli verrà dedicato un articolo a parte. Un giorno. Forse.)</em></p>
<p><strong>Spoiler</strong>: statue di venerazione a Goku ancora non se ne vedono, ma credo sia solo questione di tempo.</p>
<h2>Premesse</h2>
<p>Partiamo da un paio di presupposti, forse scontati ma che ritengo sia il caso di elencare, giusto per evitare confusione. In Giappone gli anime ed i manga sono popolari, <strong>più che in Italia</strong>, ma&#8230;</p>
<p>Non significa che chiunque sia un fan, anzi, direi che la maggior parte li inizia ad<strong> ignorare</strong> quando finisce il liceo. Il fatto che semplicemente da bambini un po’ tutti hanno visto Doraemon o Hanpan Man <strong>non implica</strong> che tutti diventino fan degli anime.</p>
<p>Non significa che la produzione mediatica giapponese si riduca a cartoni e fumetti. Vengono prodotti <strong>migliaia di serie tv e film</strong> ogni anno e ci sono svariati <strong>scrittori</strong> giapponesi estremamente popolari in patria di cui non sentiamo mai parlare.</p>
<p>Non significa che se andate per strada in<strong> cosplay</strong> la gente non vi trovi fuori luogo. Ci sono maid cafè e zone “dedicate”, ma sono ridotte a<strong> poche vie</strong> di Akihabara o di Harajuku.</p>
<h2>Popolarità fuori target</h2>
<p>Detto ciò, partiamo da uno dei<strong> miti</strong> che sin da piccolo sentivo: in Giappone <strong>anche gli adulti</strong> leggono i manga.</p>
<p>Si tratta di un argomento interessante: innanzitutto perché ci si potrebbe chiedere se non sia vero <strong>anche in Italia</strong> che molti ben sopra i 30 anni leggono regolarmente fumetti (per poi riporli in orizzontale in uno scaffale che evoca mostri del caos e black space marines).</p>
<p>Ora, sebbene questo discorso sia vero e senza dati a disposizione sulle demografiche delle vendite dei fumetti nel mondo, la <strong>principale differenza</strong> che mi sento di evidenziare è la seguente: in Giappone è molto più comune vedere persone<strong> leggere fumetti in pubblico</strong>.</p>
<p>Lo so, sembra una cosa assurda, ma ditemi: quante volte vedete qualcuno che chiaramente detiene già un diploma di scuola superiore leggere un fumetto su un autobus o un treno? Qui invece un buon 30% delle persone che va o torna da lavoro o scuola <strong>legge manga o guarda anime</strong> &#8220;davanti a tutti&#8221;, per così dire. (Entrambe le cose vengono fatte da cellulare ovviamente, le versioni cartacee stanno scomparendo, anche se è interessante e romantico come alcuni dei pochissimi che ho visto leggere Shonen Jump sul treno fossero degli over 60).</p>
<h2>Mostri sacri</h2>
<p>Detto quindi che c’è una certa presenza anche tra fasce d’età oltre il target principale di fumetti e cartoni, quanto viene sfruttata questa in quanto a <strong>loghi, sponsorship, pubblicità</strong> e così via?</p>
<p>La risposta è<strong> parecchio</strong>, ma con un caveat: la presenza è quasi del tutto riservata ad alcuni personaggi dalla popolarità sconfinata. Parliamo innanzitutto di quelli <strong>classici</strong> che ormai son diventati parte integrante della cultura popolare giapponese, come <strong>Doraemon</strong>, <strong>Hanpan Man</strong> e <strong>Mario</strong>. In secondo luogo altri estremamente conosciuti come Luffy, Goku o Totoro.</p>
<p>Così è possibile trovare adesivi “bimbo a bordo” con il faccione di Doraemon, un’infinità di biscotti di Hanpan Man, <strong>pubblicità per il turismo</strong> che vanno quotidianamente sulla tv del treno che sono strutturate come un livello di Super Mario e pubblicità contro il bullismo con Luffy.</p>
<p>Il punto è che, sebbene ci siano altre serie estremamente di successo in termini di vendite come <a href="https://nerdando.com/2017/11/19/attacco-dei-giganti-miglior-manga/">Attacco dei Giganti</a> o Boku no Hero Academia, <strong>i classici sono i classici</strong>, un po’ come Diabolik o Tex da noi.</p>
<h2>Tutto il resto</h2>
<p>Bene, quindi questo significa che il resto è ignorato? No, nient’affatto. Una delle più grandi differenze con l’Italia è esattamente che “gli altri” sono comunque visibili nella<strong> vita di tutti giorni</strong>, solo che solo per cose legate a quel fumetto o cartone stesso.</p>
<p>Faccio un paio di esempi, entrambi ambientati a <strong>Shibuya</strong>. A giugno è stata rilasciata una nuova edizione di <strong>Slam Dunk</strong> e per celebrarla vi era un cartellone enorme allo Shibuya Crossing (per chi non lo conoscesse: uno degli scorci più famosi di Tokyo e dove probabilmente per comprare un cm2 di spazio pubblicitario dovreste vendere tutti i vostri averi per le prossime tre generazioni).</p>
<p>Nello stesso periodo era stata annunciata la trasposizione animata di <strong>The Promised Neverland</strong> e per l’occasione una sezione intera della stazione di Shibuya (di nuovo, parliamo di una delle stazioni più trafficate al mondo) era dedicata a tavole originali con l’annuncio.</p>
<p>In questo senso credo che non soltanto la popolarità, ma la<strong> rilevanza sociale e culturale</strong> di anime e manga in Giappone sia su un altro livello rispetto a quanto vediamo in Italia. Per dire, riuscireste a immaginare <strong>Termini</strong> tappezzata da tavole di <strong>PK</strong> per l’annuncio di PKNE? Oppure un cartellone gigante in <strong>zona Duomo</strong> a Milano per l’ultimo numero di <strong>Rat-Man</strong>?</p>
<p>Ci sarebbe potenzialmente molto altro da elencare, ma questo era ciò che più mi premeva raccontare per ora.</p>
<p>Avete altri suggerimenti o ci sono altre curiosità che vorreste scoprire? Scrivetele nei commenti o nel nostro gruppo ufficiale <a href="https://www.facebook.com/groups/nerdandocom/">Nerdando.com Assemble</a>.</p>
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		<item>
		<title>GiappoNerdando #3: La Realtà negli Anime</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/11/11/giapponerdando-3-la-realta-negli-anime/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Nov 2018 13:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GiappoNerdando]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Anime]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo articolo è in coppia con un altro che troverete a breve su queste pagine dove cercherò di rappresentare la relazione tra fantasia e realtà in Giappone. L’idea alla base è semplice: molti di noi sono venuti in contatto la prima volta con la terra tra Cina e Hawaii tramite i cartoni (e fumetti, e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25040" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600.jpg" alt="Giapponerdando" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/Giapponerdando1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Questo articolo è in coppia con un altro che troverete a breve su queste pagine dove cercherò di rappresentare la <strong>relazione tra fantasia e realtà</strong> in Giappone.</p>
<p>L’idea alla base è semplice: molti di noi sono venuti <strong>in contatto la prima volta</strong> con la terra tra Cina e Hawaii tramite i cartoni (e fumetti, e videogiochi) qui prodotti. Per quanto questi possano essere più o meno fantasiosi, offrono però spesso uno<strong> spaccato sulla quotidianità giapponese</strong> e di come gli abitanti del luogo vedano la loro stessa vita e società.</p>
<p>In questo articolo cercherò di raccogliere quelle cose insolite che ho sempre visto negli anime (e nei manga, e nei videogiochi) e che si sono rivelate più o meno <strong>corrispondenti alla realtà</strong> e non frutto di esagerazioni.</p>
<p>La raccolta è frutto delle mie <strong>osservazioni</strong> in 5 mesi passati qui e delle numerose conversazioni che il mio lavoro mi ha consentito di avere con persone di ogni età e di varie estrazioni sociali.</p>
<p><em>(Il cibo sarà escluso perché gli verrà dedicato un articolo a parte. Un giorno. Forse.)</em></p>
<p><strong>Spoiler</strong>: Godzilla parrebbe non essere vero. Sui mostri tentacolari sto indagando.</p>
<h2>Divise scolastiche e non</h2>
<p>Uno degli elementi onnipresenti negli anime ambientati a scuola, che rappresentano una buona maggioranza di quelli prodotti, sono le <strong>divise degli studenti</strong>. Ora, se da un lato potesse essere scontato che in Giappone esistano veramente le divise, prima di venir qui mi aspettavo che la maggior parte di quelle che vengono disegnate sono esagerate nei loro<strong> colori sgargianti</strong> e <strong>design particolari</strong>.</p>
<p>A quanto pare invece le divise sono<strong> esattamente così</strong>: sebbene ve ne siano parecchie banalmente composte da camicia bianca e pantalone nero per i ragazzi e divisa da marinaretta per le ragazze, ci si imbatte spesso e volentieri in divise più complesse.</p>
<p>Giusto pochi giorni fa ad esempio ho notato dei ragazzi la cui divisa rassomigliava in maniera impressionante a quella del Liceo Shujin di <strong>Persona 5</strong>.</p>
<p>Non sono però solo design e colori ad essere simili in maniera sorprendente a quelli degli anime, nonostante le loro esagerazioni, ma anche i <strong>dettagli</strong>: è infatti immediatamente possibile notare come le adolescenti giapponesi adorino addobbare i propri zaini e cellulari con <strong>ninnoli</strong> di ogni forma e specie, un modo come un altro per guadagnare un minimo di individualità in una società improntata all’uniformare.</p>
<p>Infine, il discorso è stato improntato fino ad ora sulle divise scolastiche, perché sono quelle che appaiono più spesso, ma è applicabile a tutte le numerose divise che si trovano qui: da quelle per i cuochi dei ristoranti di Sushi a quelle dei dipendenti dei supermercati. Sono<strong> come le si vede</strong> raffigurate: colorate, diversificate e fantasiose.</p>
<h2>Vestiario e Capelli Inusuali</h2>
<p>Sì, bene le divise, ma ci sarà veramente gente con i <strong>capelli sparati</strong> e di colori improbabili come un Cloud di <strong>Final Fantasy VII</strong>? La risposta sarebbe incompleta ed inesatta tanto se fosse positiva che se fosse negativa.</p>
<p>Chiariamo subito un punto: la <strong>maggior parte</strong> delle donne giapponesi ha i capelli tinti, ma lo fanno solo terminata la scuola e soprattutto usando <strong>colori “normali”</strong> (solitamente un castano che una persona con un cromosoma Y come me non è in grado di definire in modo appropriato).</p>
<p>Ciò non toglie che vi siano talvolta ragazzi e ragazze dai<strong> capelli improbabili</strong> tanto nella forma quanto nel colore, ma sono una rarità e li si incontra soprattutto in alcuni quartieri di Tokyo come Harajuku o <a href="https://nerdando.com/2018/06/21/giapponerdando-akihabara/">Akihabara</a>.</p>
<p>Discorso simile per il <strong>vestiario</strong>: le cose più incredibili si trovano solo in determinati luoghi (quantomeno con frequenza), ma allo stesso tempo si possono vedere ovunque e di continuo alcuni <strong>accessori</strong> che sono onnipresenti in anime e manga, come i cappelli di paglia e le fasce per coprire le braccia indossate da ragazze e donne in estate.</p>
<h2>Vita Scolastica e Lavorativa</h2>
<p>I più avvezzi agli anime <em>school life</em>, come li chiamano quelli che ne sanno, sanno che ci sono alcuni <strong>eventi</strong> che sono fondamentali nello svolgimento dell’anno scolastico e che spesso coincidono con archi narrativi importanti: il <strong>festival dello sport</strong> ed il <strong>festival della cultura</strong>.</p>
<p>Anche in questo caso, il dubbio non era tanto sull’esistenza degli stessi (per quanto sia un continuo rimando all’enorme differenza tra la vita scolastica italiana e quella giapponese), quanto al fatto che magari nella finzione l’importanza e la complessità degli stessi eventi potesse essere <strong>sovrastimata</strong>.</p>
<p>Ebbene, non è così: il festival della cultura nelle scuole è realmente un evento in cui ragazzi e ragazze passano<strong> settimane a lavorare</strong> ore ed ore per preparare ogni sorta di possibile intrattenimento per gli altri studenti ed i visitatori che effettivamente si recano alla scuola per godersi il tutto.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>vita lavorativa</strong>, molti avranno avuto modo di apprezzarne uno spaccato piuttosto cinico nella splendida prima serie di <strong>Aggrettsuko</strong>.</p>
<p>Anche in questo caso, parlando anche per esperienza più o meno personale, c’è <strong>molto di vero</strong>: gli orari eccessivi, le donne che lasciano il lavoro appena si sposano, i party aziendali a cui non è possibile sottrarsi.</p>
<p>C’è anche la passione per il <strong>golf della domenica</strong>, che, a dispetto di quanto mi aspettassi, è uno sport estremamente popolare tra impiegati ed impiegate di ogni età. Ah, ovviamente l’ossessione per le terme è anche molto vera, ma quella è più scontata probabilmente.</p>
<h2>Vicoli</h2>
<p>Un elemento presente in moltissimi anime è il contrapporre il caos della grande città alle pacifiche <strong>viottole di periferia</strong>, con gatti randagi che ammirano placidamente delle anziane donne munite di scopa di saggina che raccolgono le foglie (o annaffiano il <strong>Ranma</strong> di turno).</p>
<p>Anche in questo caso, l’immagine è una rappresentazione incredibilmente credibile di ciò che potreste vedere ogni giorno in una delle vie dei<strong> quartieri residenziali</strong> di Kawasaki.</p>
<p>Infatti, nelle cosiddette città dormitorio è molto semplice imbattersi in situazioni di pace, dove stradine strette e quasi del tutto prive di traffico sono popolate durante il giorno solo da donne di mezza età o pensionati che puliscono il bordo della strada o annaffiano il giardino ed è immediato il contrasto con il caos e le folle di Tokyo.</p>
<h2>Notti Estive</h2>
<p>Un elemento che si nota spesso negli anime e che mi aveva sempre lasciato perplesso è l’<strong>orario a cui fa notte</strong>: difatti spesso mi domandavo come fosse possibile che in scene ambientate a Settembre alle 6 e mezza potesse essere già buio.</p>
<p>Quando ho saputo che mi sarei trasferito qui ho sperato a lungo che si trattasse di scelte degli animatori e non di una<strong> triste verità</strong>. Le mie speranze sono però state vane: il Giappone infatti ha adottato un<strong> fuso orario chiaramente sbagliato</strong>, per cui in piena estate il sole sorge alle 4 e tramonta alle 19.</p>
<p>In sostanza, quando vedete anime in cui gli studenti lasciano la scuola a luglio (sì, qui la scuola chiude solo ad agosto) quando è già notte, non significa che son rimasti lì fino alle 10, ma probabilmente stanno tornando a casa <strong>in tempo per cena</strong>.</p>
<p>Tra l’altro, parlando di estate: in molti anime e giochi giapponesi è possibile sentire il <strong>costante sottofondo di cicale</strong> dal volume spropositato. Anche questa è un’altra caratteristica portante dell’estate giapponese, in cui cicale grandi più o meno come uno scooter si annidano in ogni cespuglio e cantano da mattina a sera con un quantitativo di decibel da far invidia ai Pantera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo è quanto ho avuto modo di osservare fino ad ora per quanto riguarda quegli <strong>aspetti inusuali</strong> degli anime che si sono rivelati invece reali.</p>
<p>Ne avete altri da suggerire o altre cose che vi piacerebbe scoprire? Chiedete pure nei commenti o nel nostro gruppo ufficiale, <a href="https://www.facebook.com/groups/nerdandocom/">Nerdando.com Assemble</a>.</p>
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		<title>GiappoNerdando #2 &#8211; Comiket, la fiera del fumetto di Tokyo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Aug 2018 12:59:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[GiappoNerdando]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un’afosa giornata di Agosto ho visitato il Comiket. “E checcos’è il Comiket?”, vi starete giustamente chiedendo. Il Comiket, sagace abbreviazione di Comik Market (コミックマーケット), è una fiera di fumetti che si svolge biannualmente a Minato, distretto di Tokyo che si affaccia sulla Baia. Sebbene nella forma non sia così differente da tante fiere nostrane, [&#8230;]</p>
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<p>In un’afosa giornata di Agosto ho visitato il <strong>Comiket</strong>. “E checcos’è il Comiket?”, vi starete giustamente chiedendo.</p>
<p>Il Comiket, sagace abbreviazione di <strong>Comik Market</strong> (コミックマーケット), è una <strong>fiera di fumetti</strong> che si svolge biannualmente a Minato, distretto di <strong>Tokyo</strong> che si affaccia sulla Baia.</p>
<p>Sebbene nella forma non sia così differente da tante fiere nostrane, è decisamente unico nella sostanza. Infatti, il Comiket è (quasi) esclusivamente una <strong>fiera per artisti indipendenti</strong> che, riuniti in circoli, sono lì per presentare i loro lavori, prodotti e stampati di tasca propria.</p>
<h2>Com’è andata</h2>
<p>Ma andiamo per ordine, parlando di cose importanti, cioè il sottoscritto.</p>
<p>Il Comiket come tante altre fiere <strong>si svolge su tre giorni</strong>, da venerdì a domenica. Nel caso del Comiket 94 questo significava dal 10 al 12 di Agosto, il che implicava che per me era possibile recarmici solo la mattina del 10.</p>
<p>Armato di buona volontà, uno zaino vuoto e una Calpis mi sono quindi avviato e dopo un’ora e mezza circa di viaggio (un requisito minimo o quasi se ci si vuole spostare verso le estremità di Tokyo purtroppo) sono arrivato di fronte al celebre <strong>Tokyo Big Sight</strong>.</p>
<p>Lo definisco celebre, perché chi come me è abituato a leggere manga o vedere anime, si sarà prima o poi imbattuto in una <strong>serie che tira in ballo il Comiket</strong> e l’immediatamente riconoscibile edificio dove si svolge, come avviene ad esempio in <a href="http://Url preview:https://nerdando.com › 2018 › 08 › 13 › steinsgate">Steins Gate</a> o in Hayate the Combat Butler.</p>
<p>La fila per entrare, nonostante l’<strong>impressionante numero di persone presenti</strong>, scorreva senza troppi problemi, grazie anche all’assenza di biglietterie (sì, è una <strong>fiera gratis</strong>, roba dell’altro mondo eh?) ed inutili controlli agli zaini, giusto il tempo di dare uno sguardo agli <strong>svariati gadget</strong> che venivano regalati all’uscita dalla stazione.</p>
<p>All’interno il Tokyo Big Sight non è altrettanto appariscente e non è molto diverso dai padiglioni di Roma Fiera dove si svolge il <strong>Romics</strong>. La dissonanza immediata che si nota però è come, fedelmente alla natura della fiera, nella maggior parte dei padiglioni <strong>non vi siano grossi stand</strong> con insegne, brand, divise e quell’immagine da negozio in fase di smaltimento.</p>
<p>Invece si possono vedere file interminabili di <strong>tavolini</strong> dove gruppi di tre o quattro persone espongono il proprio prodotto, solitamente in vesti normali, talvolta in costumi più o meno interessanti.</p>
<p>Nonostante la mia<strong> totale ignoranza</strong> in fatto di produzione artistica indipendente giapponese, era immediatamente intuibile chi fossero gli artisti più attesi. Infatti, in pieno stile giapponese, piuttosto che lasciare che si creassero resse incontrollate davanti agli spazi occupati dalle star della fiera, gli organizzatori avevano preparato dei cartelli per far sì che si formassero naturalmente delle code all’esterno dei padiglioni stessi e che potevano accedere solo quando vi era lo spazio per presentarsi davanti all’ambito banchetto.</p>
<p>(Ammetto anche che all’inizio non avevo ben capito cosa stessero facendo e mi sembrava solo un mucchio di tipi che faceva file a caso, un’occorrenza non rara in Giappone. Perdonatemi per aver dubitato di voi, organizzatori-san).</p>
<p>Dopo un lauto pranzo a base di patatine e pollo fritto ho avuto anche l’occasione di visitare la<strong> parte più banale della fiera</strong>, ovvero quella dove si trovavano le produzioni su licenza e che più di tutte rassomigliava a una fiera qualunque.</p>
<p>In circa<strong> tre ore</strong> sono riuscito quindi a girare una buona parte del Comiket, grazie alla relativa facilità con cui ci si spostava nonostante la fiumana di persone.</p>
<h2>Impressioni (del mese prima) di settembre</h2>
<p>Il Comiket rappresenta indubbiamente un’<strong>esperienza interessante</strong>, non solo per l’emozione di poter visitare un evento ammirato così tante volte disegnato e animato.</p>
<p>Normalmente in una fiera mentre ci aggiriamo tra un banco e l’altro rimaniamo colpiti quando intravediamo la<strong> presenza di qualche autore</strong>. In questo caso invece si ha la coscienza di essere <strong>sempre di fronte</strong> al creatore dell’opera che stiamo guardando e sfogliando, il cui sguardo non è quello del negoziante che spera di ripagare il costo dell’affitto dello stand, ma di una persona che sta vedendo il frutto della propria mente giudicato.</p>
<p>Allo stesso tempo però, il Comiket presenta <strong>due problemi</strong> considerevoli.</p>
<p>Il<strong> primo</strong> è comune a quello di altre fiere, ovvero l’essere<strong> improntata</strong> <strong>esclusivamente all’acquisto</strong>. Non aspettatevi eventi, mostre, show, nemmeno una gara di cosplay (giustamente, visto che non possono avere il buon Zeno2K come giudice). Al Comiket, la gente ci va perché è quasi letteralmente l’<strong>unico modo di acquistare</strong> molto di quello che vi si trova (che, è bene ricordarlo, sebbene siano prevalentemente fumetti, include anche libri, videogiochi, guide, musica e altro).</p>
<p>La cosa in sé non è eccessivamente un problema, se non fosse che personalmente <strong>non conoscevo nessuno</strong> degli autori esposti né le loro opere, anche volendo tralasciare il problema linguistico. Di conseguenza tutto quello che potevo fare era girare e vedere copertine o disegni che potevano sembrarmi più o meno interessanti, ma che non mi richiamavano praticamente niente alla mente.</p>
<p>Il <strong>secondo problema</strong> è uno che probabilmente vi aspettate se siete anche solo leggermente a conoscenza della <strong>cultura doujinshi</strong> (ecco, se sapete che significa <em>doujinshi</em>, ovvero 同人誌, fumetto indipendente, è già sufficiente per capire dove sto per arrivare). Ovvero, la maggior parte dei fumetti esposti nella fiera è di natura <strong>apertamente erotica</strong> e non nella versione più artistica del termine, come un fumetto di Manara, ma in quella più <strong>banale ed appariscente</strong>.</p>
<p>Questo implica che personalmente la presenza di una buona metà, se non di più, degli albi esposti era per me del tutto ridondante, se non quasi fastidiosa da trovarsi costantemente sotto gli occhi.</p>
<p>Oltre a ciò, il Comiket è stato in generale il<strong> primo evento</strong> di questo tipo a cui ho assistito qui nella <strong>Terra del Pollo Fritto</strong> (se credete che sia quella del sushi vi sbagliate di grosso). A tal fine mi fa piacere notare come l’organizzazione fosse in tutto e per tutto <strong>eccellente</strong>, a dispetto di folle numerose e orari striminziti.</p>
<p>Inoltre ho avuto modo di constatare qualcosa di cui ero già vagamente a conoscenza, ovvero la <strong>diversa concezione del cosplay</strong> che si ha qui: non si trovano infatti decine e decine di cosplay come accade a Lucca, la cui maggior parte è abbozzata o preparata all’ultimo minuto; al contrario, se ne trovano ben <strong>pochi</strong> e quasi tutti femminili, ma con <strong>costumi particolarmente curati</strong>.</p>
<p>Oltre a ciò, i personaggi rappresentati sono quasi sempre degli <strong>originali</strong> (o quantomeno a me del tutto sconosciuti), piuttosto che incarnazioni di personaggi famosi di cartoni e fumetti.</p>
<p>In generale, è stata un’esperienza che è <strong>ben valsa il tempo ed il denaro</strong>, ma non penso la ripeterò né la consiglierei a chi non ha una certa passione per la produzione fumettistica e d’animazione giapponese. Per esempio se siete di Pisa ed avete di recente installato Pokemon Go “per avere una scusa per andare a camminare” potreste mandare in corto circuito ogni vostro neurone in pochi minuti dall’orrore.</p>
<p>Ora mi ritiro nel mio antro per dedicarmi a, uhm, studi sul fumetto che ho comprato.</p>
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		<title>Giapponerdando #1 &#8211; Akihabara, magia e realtà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2018 12:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GiappoNerdando]]></category>
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		<category><![CDATA[Anime]]></category>
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		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
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<p><strong>Akihabara</strong> (秋葉原, letteralmente “campo delle foglie d’autunno”) è un quartiere nel distretto di Chiyoda, nella zona nord-est di <strong>Tokyo</strong>, ed è noto al mondo come una sorta di paradiso per gli <strong>otaku</strong>.</p>
<p>Grazie alla recente visita dei nostri <strong>Giando</strong> e <strong>Morgana</strong> ho avuto modo di passare buona parte di una giornata girovagando qui, avendo così modo di constatare di persona cosa si potesse vedere e provare in questo luogo di cui spesso si parla in toni mistici.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/MG_4991_1000x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25186" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/MG_4991_1000x600.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/MG_4991_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/MG_4991_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/MG_4991_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/MG_4991_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Prima di iniziare a descrivere ciò che mi sono trovato davanti però, vorrei fare un <strong>passo indietro</strong> all’ormai lontano 2007, in modo da poter rendere vagamente più comprensibile ciò che ho intenzione di scrivere.</p>
<p>Nel Novembre del disgraziato anno 2007 andavo infatti per la prima volta al <strong>Lucca Comics &amp; Games</strong>. Al tempo ero un liceale squattrinato, impossibilitato a fare acquisti su internet e confinato in una triste realtà dove le fumetterie avevano la longevità delle ginocchia di Ronaldo e la fornitura di un negozio di costumi da bagno a Novosibirsk.</p>
<p>Inoltre, come buona tradizione vuole, molte delle mie passioni erano <strong>poco condivise</strong> dalla maggior parte della mia cerchia sociale (erano questi gli oscuri tempi in cui conoscevo letteralmente solo una persona che avesse letto i libri di Martin ed in cui se avessi portato un <strong>Death Note</strong> a scuola sarebbe stato considerato solo un quaderno strambo).</p>
<p>Il Lucca Comics rappresentava quindi ai miei occhi una sorta di <strong>mondo perfetto</strong>, dove avrei potuto trovare ogni volume mancante, ogni poster, ogni edizione speciale e tanta, tanta gente che, anch’essa soggetta a gusti in un certo senso simili ai miei, ne faceva sfoggio con orgoglio per quattro giorni di ludibrio in questo magnifico<strong> paese dei balocchi</strong>.</p>
<p>Dirigendomi ad <strong>Akihabara</strong> per la prima volta i sentimenti che crescevano dentro di me erano per certi versi simili, ma allo stesso tempo in maniera drasticamente ridotta e non solo a causa del cinismo e della morte interiore che mi ha conquistato negli anni. Più avanti cercherò di dilungarmi sul perché, ora ho già cianciato abbastanza e sarebbe il caso di parlare di cosa effettivamente ho trovato.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/MG_4998_1000x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25185" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/MG_4998_1000x600.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/MG_4998_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/MG_4998_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/MG_4998_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/MG_4998_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Dunque<strong> cosa c’è ad Akihabara</strong>? È quel concentrato di cultura otaku che farebbe squagliare il cervello al nostro FrankieDedo? Ricorda una strada tutta neon e disegni provocanti di <strong>Blade Runner</strong>? La risposta, come nei migliori matrimoni, è contemporaneamente sì e no.</p>
<p>Girando per le strade di <strong>Akiba</strong> (come viene abbreviato il nome del quartiere) è impossibile non venire sommersi dalla quantità impressionante di cartelloni colorati raffiguranti personaggi di <strong>anime, manga e videogiochi</strong>, così come pubblicità di ogni tipo di <strong>prodotto elettronico</strong>.</p>
<p>Si viene fermati ogni centinaio di metri da ragazze vestite da cameriere francesi dell’800 che con i loro graziosi faccini e le loro tenere vocine vogliono invitarvi a questo o a quel <strong>maid cafè</strong>, un bar dove altre ragazze così vestite vi serviranno dolci e bevande a prezzi esorbitanti. A voi decidere se farvi adescare.</p>
<p>Pressoché qualunque negozio troviate lungo la via sembra essere una di queste cose:</p>
<ul>
<li>un deposito enorme di <strong>action figure</strong> (molte delle quali esposte lungo il marciapiede, tanto qui non le ruba nessuno).</li>
<li>un <strong>arcade</strong> a più piani stipato di quindicenni che vi faranno sentire come se foste dei sessantenni alle prese con uno smartphone.</li>
<li>un impolverato rigattiere di<strong> retrogaming</strong>, con ogni generazione pensabile di console Nintendo, Sega o Sony.</li>
<li>un negozio di una catena che dovrebbe essere di elettronica ma che finisce per avere robe tipo queste.</li>
</ul>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG-20180604-WA0024_1000x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25187" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG-20180604-WA0024_1000x600.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG-20180604-WA0024_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG-20180604-WA0024_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG-20180604-WA0024_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/06/IMG-20180604-WA0024_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>In generale la percezione che dà trovarsi qui è quella di essere in un<strong> gigantesco centro commerciale</strong> che invece di vendere vestiti, gioielli e scarpe ha solo roba per otaku ed appassionati di elettronica di ogni genere.</p>
<p>Tutto ciò, detto così, suona probabilmente<strong> splendido</strong>. Eppure, non posso negare che ciò che mi ha lasciato è soprattutto un forte senso di <strong>indifferenza</strong>. La magia che si può provare in una fiera come Lucca infatti sembra del tutto assente e non solo per l’ovvia mancanza di una presenza massiccia di <strong>cosplayer</strong> (che ci sono, ma decisamente pochi rispetto a quanto si può aspettare) o eventi che contraddistinguono una fiera.</p>
<p>Il grande supermarket è interessante quando si ha molto da comprare: quando manca la pecunia o, sorprendentemente nel mio caso, qualcosa per cui faremmo follie e che giustifica anche un po’ di sano <strong>window shopping</strong>, Akihabara finisce per diventare una sorta di centro commerciale con pubblicità fighe.</p>
<p>La differenza più grande con l’esperienza del mio primo Lucca l’ha fatta però la possibilità di poter comprare un po’ qualunque cosa grazie ad internet (oltre che ad una parvenza d’indipendenza economica), il che distrugge inevitabilmente il sogno di un luogo dove andare a trovare <strong>tutto ciò che vorremmo</strong> (e magari non sappiamo nemmeno di volere).</p>
<p>D’altro canto era anche ingeneroso da parte mia aspettarmi di trovare l’<strong>atmosfera di una fiera</strong> che dura pochi giorni e che attira decine di migliaia di persone giunte nella splendida cittadina toscana con il solo scopo di parteciparvi.</p>
<p>Akihabara è lì<strong> ogni giorno</strong>: per tutti i residenti, di cui per loro sfortuna sono ormai parte anche io, si tratta solo di prendere uno o più treni in un giorno qualunque per potervi andare.</p>
<p>In tal senso, l’idea di poter trovare un <strong>angolo di mondo</strong> che fosse dedicato alla sottocultura nerd 365 giorni l’anno era nient’altro che un <strong>sogno irrealizzabile</strong>, che non deve però del tutto sconfessare ciò che un luogo come Akihabara può comunque offrire.</p>
<p><em>(Le prime due foto, quelle belle, sono una gentile concessione di Giando, che se mettevo le mie veniva giù il sito dalla vergogna).</em></p>
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