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	<title>Filosonerdando - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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	<title>Filosonerdando - Nerdando</title>
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		<title>I trofei hanno rovinato i videogiochi?</title>
		<link>https://nerdando.com/2024/08/06/i-trofei-hanno-rovinato-i-videogiochi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2024 08:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Discutendo]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/trofei-1024x576.jpeg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/trofei-300x169.jpeg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/trofei-300x169.jpeg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/trofei-1024x576.jpeg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/trofei-768x432.jpeg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/trofei.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Correva l&#8217;anno 2010 e mi accingevo, per la prima volta, a giocare a Modern Warfare 2 sulla Xbox 360 di un caro amico. Improvvisamente, tra un momento di stupore meravigliato e l&#8217;altro, vedo apparire una notifica con tanto di 10G annesso. È stato l&#8217;inizio della fine. Nemmeno sapevo di essere un completista, ma da quel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/trofei-1024x576.jpeg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/trofei-300x169.jpeg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/trofei-300x169.jpeg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/trofei-1024x576.jpeg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/trofei-768x432.jpeg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/trofei.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-55282 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/trofei.jpeg" alt="Trofei PlayStation" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/trofei.jpeg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/trofei-300x169.jpeg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/trofei-1024x576.jpeg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/trofei-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Correva l&#8217;anno 2010 e mi accingevo, per la prima volta, a giocare a <em>Modern Warfare 2</em> sulla Xbox 360 di un caro amico.<br />
Improvvisamente, tra un momento di stupore meravigliato e l&#8217;altro, vedo apparire una notifica con tanto di 10G annesso. <strong>È stato l&#8217;inizio della fine</strong>. Nemmeno sapevo di essere un <em>completista</em>, ma da quel momento in poi (o meglio: dal momento dell&#8217;acquisto della mia console in poi) ho iniziato a misurare il livello di utilizzo di un videogioco sulla base degli obiettivi/trofei sbloccati.</p>
<p>Il mio ragionamento era semplice: <strong>se ho sbloccato tutto, allora vuol dire che ho sviscerato il gioco</strong>. Posso disinstallarlo, metterlo via e/o rivenderlo.<br />
Inizia così una china in cui inizio ad andare a caccia di guide, wiki, <em>walkthrough</em> e quant&#8217;altro il web mi metta a disposizione per completare tutti i giochi che compro. Ma è solo l&#8217;inizio di un pericoloso trend, perché il passaggio successivo è stato quello di controllare quanto tempo ci voleva a completare un gioco, prima di prenderlo, e ancor prima di valutare il mio effettivo interesse per quel gioco.</p>
<p>Grosso balzo in avanti: arriva il <strong>Game Pass</strong> e questo fa lievitare il mio punteggio giocatore. Non solo: se trovo giochi che possono essere sbloccati in poco tempo, li installo giusto il tempo di completarli, aggiudicandomi così i 1000G, e poi via nel dimenticatoio. Ancor peggio: provo un profondo senso di frustrazione se non riesco a completare un gioco, e di diabolico fastidio per quei giochi che ti sbloccano un obiettivo nei primissimi minuti, spingendoti a giocarli anche se non ti piacciono. Vi rendete conto della distorsione? Investire tempo (per quanto poco) in giochi di cui non mi frega nulla solo perché sono facili da completare.</p>
<p>Insomma: credo che il punto sia chiaro. <strong>Il mio focus si è spostato dal medium al meta</strong>. Il gioco è praticamente scomparso, in favore degli obiettivi e punteggi associati ad esso. Dov&#8217;è finito il divertimento? Completare un gioco dovrebbe essere soddisfacente: un coronamento, una glorificazione. Un mezzo, certo non il fine.</p>
<p>Col passare degli anni <strong>sono dovuto scendere a compromessi</strong>: il tempo è sempre meno e alcuni giochi sono davvero troppo lunghi. Alcuni li ho ripresi per completarli anni dopo, magari in momenti di stanca o per recuperare titoli che erano stati surclassati dall&#8217;arrivo di qualche tripla A. Oppure perché in attesa di risoluzione dei bug (come <em><a href="https://nerdando.com/2020/11/09/assassins-creed-valhalla-lera-dei-vichinghi/">AC:Valhalla</a></em>). Ma in libreria ho una serie di cadaveri illimitata, tutti a zero G o con una manciata di obiettivi.<br />
Per un lungo periodo mi ero fissato con le statistiche, ma ora ho smesso di controllare: vedermi sotto al 50% fa troppo male.</p>
<p>Ma il punto, ora, è un altro: mi è capitato, recentemente, di imbattermi in un DLC colossale, <strong>almeno 40 ore di gioco</strong>. Nessun trofeo/obiettivo.<br />
Devo ammettere con me stesso che la spinta a giocarlo e a sviscerarlo tutto viene a mancare: sembra fine a se stesso, non ho gli stimoli per andare a perlustrare ogni anfratto.<br />
Altro esempio: giochi che richiedono tre run minime, centinaia di collezionabili, eventi incrociati che invalidano i trofei costringendo a ripartire da capo. Li guardo, li studio, li analizzo e poi decido di non giocare, non iniziare nemmeno. Oppure di scendere a patti con me stesso e sapere che mi fermerò ad un certo punto, e prendere questa come premessa ineluttabile, pena ore di frustrazione e malumore).</p>
<p>Prima di chiudere la mia riflessione, eccovi <strong>un paio di mie statistiche</strong>:</p>
<ul>
<li>Xbox:
<ul>
<li>Giochi giocati: 482</li>
<li>Giochi completati: 250</li>
<li>Gamescore: 252.026</li>
</ul>
</li>
<li>PS:
<ul>
<li>Giochi giocati: 50</li>
<li>Giochi completati: 6</li>
<li>XP: 19.935</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Le mie giornate migliori: il 15 gennaio 2021 (51 obiettivi sbloccati) e il 18 settembre 2022 (2090 gamescore acquisiti). Migliore Streak: 52 giorni con almeno un obiettivo sbloccato.<br />
Non posso fare a meno di chiedermi come cambieranno queste statistiche tra il giorno in cui chiuderò l&#8217;articolo e quello in cui leggerete. Forse dovrei tornare di tanto in tanto ad aggiornarlo?<br />
<strong>Capite il livello di disagio?</strong></p>
<p>Insomma: mio malgrado sono arrivato alla conclusione che <strong>i trofei hanno rovinato i videogiochi</strong>.<br />
Eppure sono partito a giocare, negli anni &#8217;90, quando il fine ultimo del medium era anche il primo: intrattenere e divertire. Se corro indietro con la mente ripenso a titoli che mi hanno appassionato per ore ed ore, che ho giocato e rigiocato e finito e rifinito solo per il gusto di farlo. <em><a href="https://nerdando.com/2014/09/15/non-e-un-gioco-per-vecchi-1-the-secret-of-monkey-island/">The Secret of Monkey Island</a></em>, ad esempio, e poi anche <a href="https://nerdando.com/2015/02/16/non-e-un-gioco-per-vecchi-10-eye-beholder-2-legend-darkmoon/"><em>Eye of the Beholder 2</em></a>, <em>Centurion</em>, <a href="https://nerdando.com/2015/02/09/non-e-un-gioco-per-vecchi-9-player-manager/"><em>Player Manager</em></a>, e molti, moltissimi altri in cui l&#8217;unico scopo era quello di passare qualche ora serena.</p>
<p>Da vecchio nerd quale sono, sono anche abbastanza disincantato: so bene che il meccanismo del trofeo è un capolavoro di psicologia sociale. Da un lato c&#8217;è la gratificazione immensa (spesso inconscia) nel vedere coronare con un &#8220;premio&#8221; lo sforzo individuale: è il meccanismo che sta alla base della gamification. Vi siete mai chiesti perché quando apriamo una <strong>mistery box</strong> (mi vengono in mente quelle di <em><a href="https://nerdando.com/2017/05/22/injustice-2-il-ritorno-degli-dei/">Injustice 2</a></em>) c&#8217;è sempre un&#8217;animazione che ne ritarda lo svelamento?</p>
<p>Il motivo è semplice: quel secondo di attesa è parte integrante del piacere in sé. L&#8217;attesa aumenta la sensazione di appagamento nella scoperta del premio. Da lì a renderle qualcosa di acquistabile il passo è breve e infatti non è un caso se sono state equiparate al gioco d&#8217;azzardo, per la loro capacità di creare ludopatia.<br />
Anche perché, come per ogni tossina, il <strong>grado di soddisfazione dura sempre meno</strong> e ci porta a reiterare ancora e ancora quel comportamento per esperire di nuovo quella breve ma intensa scarica di serotonina.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte c&#8217;è i<strong>l meccanismo perverso del mordi e fuggi</strong> e mettere a disposizione trofei che richiedono più run o decine di ore di gioco non fa che aumentare il tempo di <em>adoption</em> da parte dei giocatori, elemento che ovviamente decreta indirettamente il successo di un titolo. Immaginate un gioco presente su Game Pass che richieda decine e decine di ore per essere completato perché, oltre ai vari incroci di quest e finali alternativi, si fregia di un drop rate degli oggetti semplicemente scellerato (vero, <em><a href="https://nerdando.com/2024/06/28/nerdandoconsiglia-giugno-2024/">Lords of the Fallen</a></em>?). Chiaro che più ore un gioco presente su Game Pass viene giocato e maggiore sarà il suo &#8220;successo&#8221;. Ma non è questo forse un modo subdolo di pompare il &#8220;successo&#8221; di un gioco?</p>
<p>Ultimamente si sta parlando di <strong>introdurre il concetto di &#8220;platino&#8221; anche su Xbox</strong>, ma invece forse sarebbe giunto il momento di smantellare l&#8217;intero impianto e tornare a concentrarsi sull&#8217;aspetto prettamente ludico. E voi che ne pensate?</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
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		<title>La vita di un cinefilo è costellata di citazioni cinematografiche &#8211; Il club dei 39</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/04/26/la-vita-di-un-cinefilo-e-costellata-di-citazioni-cinematografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2020 12:00:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Citazioni-cinematografiche.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Citazioni-cinematografiche-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Citazioni cinematografiche" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Citazioni-cinematografiche-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Citazioni-cinematografiche-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Citazioni-cinematografiche.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Citazioni-cinematografiche-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2020/04/26/la-vita-di-un-cinefilo-e-costellata-di-citazioni-cinematografiche/">La vita di un cinefilo è costellata di citazioni cinematografiche &#8211; Il club dei 39</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Citazioni-cinematografiche.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Citazioni-cinematografiche-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Citazioni cinematografiche" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Citazioni-cinematografiche-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Citazioni-cinematografiche-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Citazioni-cinematografiche.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Citazioni-cinematografiche-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Citazioni-cinematografiche.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-36136" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Citazioni-cinematografiche.jpg" alt="Citazioni cinematografiche" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Citazioni-cinematografiche.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Citazioni-cinematografiche-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Citazioni-cinematografiche-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Citazioni-cinematografiche-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Molti dicono che non si vive di sole <strong>citazioni cinematografiche</strong> ma io invece affermo forte e chiaro che SI PUÒ FARE!<br />
Tanti non capiranno e mi guarderanno come se fossi pazza ma io francamente me ne infischio e vado per la mia strada.<br />
<strong>Il cinema è uno stile di vita</strong> e noi cinefili incalliti in un certo senso siamo in missione per conto di Dio: abbiamo il sacro dovere di diffondere le bellezze della settima arte.</p>
<p>La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita e qualunque situazione quotidiana può prestarsi ad essere risolta con una citazione cinematografica <em>ad hoc</em>. Certo, la prima regola del fight club è che non si parla del fight club ma con l&#8217;amore per il cinema è diverso: se ne deve parlare eccome! <strong>Bisogna cercare di contagiare quante più persone possibile</strong> con questa passione un po&#8217; molesta.<br />
Il vero problema è che passiamo senza neanche farci caso dall&#8217;età in cui si dice &#8220;un giorno farò così&#8221; all&#8217;età in cui si dice &#8220;è andata così&#8221;. Quindi, prima si inizia e meglio è!</p>
<p>Fare o non fare, non c&#8217;è provare: non fatevi problemi, uscite di casa e <strong>tempestate il mondo di citazioni cinematografiche</strong>. Cogliete l&#8217;attimo, rendete straordinaria la vostra vita. Il pensare è per gli stupidi mentre i cervelluti si affidano all&#8217;ispirazione, per cui non preoccupatevi troppo e seguite l&#8217;istinto. Vi stupirete di quante occasioni una giornata qualunque possa offrirvi per colorare il mondo di grande cinema.<br />
Non ci credete? Facciamo un esempio, allora!</p>
<p>Suona la sveglia, <strong>inizia una nuova giornata</strong>. Amo l&#8217;odore del napalm al mattino, mi alzo piena di energie. Spalanco la finestra e mi guardo intorno: c&#8217;è così tanta bellezza nel mondo, sarà anche perché è il mio compleanno. Decido che sarà una giornata positiva e mi preparo ad affrontarla; mezz&#8217;ora dopo sono già in strada con la grinta giusta. Il tempo di uscire dal portone e mi rendo conto che sta piovigginando: la prudenza vorrebbe che tornassi a prendere un ombrello ma la prospettiva di rifare sei piani di scale senza ascensore rischia di rovinarmi l&#8217;umore, così mi dico  che non può piovere per sempre e mi avvio ugualmente per la mia strada. Inforco le cuffiette, la canzone che seleziono è sempre la stessa, sussurrando un deciso suonala ancora, Sam al mio cellulare.</p>
<p><strong>La mia prima tappa è il mio bar preferito</strong> per regalarmi una perfetta colazione da compleanno. Mentre mi metto in fila, visualizzo il mio obiettivo: l&#8217;ultima ciambella alla crema. Naturalmente, proprio come succederebbe in un classico film, il tizio due persone avanti a me ha esattamente la mia stessa idea e, con aria allegramente inconsapevole, ordina proprio l&#8217;oggetto del mio desiderio. L&#8217;istinto di urlargli contro &#8220;Ehi tu porco, levale le mani di dosso! È il mio regalo a me per il mio compleanno&#8221; è fortissimo. Riesco a trattenermi e <strong>valuto l&#8217;ipotesi di provare a corromperlo</strong> o di fargli un&#8217;offerta che non potrà rifiutare, al limite. Alla fine il buon senso prevale e decido di seguire l&#8217;esempio della signora subito prima di me, che ha ordinato un croissant, sempre alla crema. È un ripiego ma a volte sei tu che mangi l&#8217;orso e a volte è l&#8217;orso che mangia te. Dopo un malinconico &#8220;Quello che ha preso lei&#8221; rivolto alla cassiera decido che consumerò la mia colazione davanti alle vetrine di Tiffany. Io vado pazza per Tiffany&#8230; specie in quei giorni in cui mi prendono le paturnie. E il giorno in cui diventi un po&#8217; più vecchia è decisamente quello perfetto per farsi prendere dalle paturnie.</p>
<p>Il giro da Tiffany, come mi aspettavo, è rigenerante: sono pronta per affrontare <strong>una giornata di lavoro</strong>. Il progetto a cui sto lavorando si rivela una sfida impegnativa ma d&#8217;altra parte la più grande beffa che il diavolo abbia mai fatto è stata convincere il mondo che lui non esiste e io non sono da meno in quanto a scaltrezza, quindi posso farcela! Sicuramente l&#8217;atteggiamento dispotico del capo non aiuta ma dopo una discussione in cui gli dico di tutto, a partire da un minaccioso &#8220;Stai parlando con me?&#8221; per finire con un ribelle &#8220;sei solo chiacchiere e distintivo!&#8221;, la mia libertà creativa sembra ristabilita definitivamente. Proprio quando la giornata sembra aver preso il verso giusto, arriva puntuale <strong>la richiesta d&#8217;aiuto del collega</strong>. Mi sento buona oggi e in fondo sono a buon punto col mio lavoro, così decido di dargli una mano. D&#8217;altra parte, quando qualcuno ti chiede se sei un dio, tu gli devi dire sì! Appena aperto il suo progetto, però, me ne pento immediatamente. È un disastro! Ma come hai fatto?! Disonore su di te, disonore sulla tua mucca! Con oggi ho segnato almeno nove punti sul mio schifezzometro! Ci sarà parecchio da fare&#8230; ma raccolgo la sfida, nessuno può mettere baby in un angolo!<br />
Ci metto quasi tutta la giornata ma alla fine sono decisamente soddisfatta: questo potrebbe essere il mio capolavoro. Posso uscire dall&#8217;ufficio con un animo più che positivo, d&#8217;altra parte è proprio vero: sorridi e il mondo sorriderà con te, piangi e piangerai da solo. Mi fermo a fare quattro chiacchiere con i colleghi, vorrei potessimo parlare più a lungo ma&#8230; sto per avere un vecchio amico a cena stasera.</p>
<p>Resta infatti la parte finale della giornata, che è anche la più piacevole: <strong>la festa con gli amici</strong>. Arrivo in leggero anticipo davanti al locale, giusto per avere il tempo di selezionare con cura la citazione perfetta per avviare i festeggiamenti. Ne passo in rassegna molte, potrei affacciarmi a metà dalla porta dichiarando a denti stretti &#8220;Sono il lupo cattivo&#8221;. Oppure potrei introdurmi a suon di musica e domandare agli astanti: &#8220;Danzi mai col diavolo nel pallido plenilunio?&#8221;. Tutte opzioni valide ma alla fine la trovo, <strong>l&#8217;entrata d&#8217;effetto</strong>. Mi sistemo il vestito e i capelli e faccio il mio ingresso nel ristorante, pronunciando la mia citazione, al mio segnale scatenate l&#8217;Inferno.</p>
<p>Si dimostra una serata piacevole, ricca di <strong>conversazioni interessanti</strong> che si rivelano tutte ottimi spunti per introdurre citazioni a profusione. Come rispondere che ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi a chi mi domanda com&#8217;è andata la giornata o elargire la massima che con la forza della verità in vita ho conquistato l&#8217;universo a chi si lancia in elucubrazioni filosofiche.<br />
A chi poi si lamenta del fatto che il mio smisurato amore per <strong>il cinema di una volta</strong> sia sintomo di decadenza, non posso che rispondere che io sono ancora grande, è il cinema che è diventato piccolo.<br />
Tra una chiacchiera e un bicchiere di vino, arriva il momento dei ringraziamenti e dei saluti. È stata una serata perfetta e mi ha anche permesso di dimostrare a tutti voi <strong>come si possa tranquillamente riempire una giornata qualunque di citazioni cinematografiche</strong>, per cui non posso che concludere la festa affermando che conosco la metà di voi solo a metà e nutro per meno della metà di voi metà dell&#8217;affetto che meritate.</p>
<p>E tu che leggi, <strong>le hai colte tutte le citazioni in questo articolo?</strong> Sì? Bravo! Hai vinto un mappamondo! No? Beh&#8230; Nessuno è perfetto!</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2020/04/26/la-vita-di-un-cinefilo-e-costellata-di-citazioni-cinematografiche/">La vita di un cinefilo è costellata di citazioni cinematografiche &#8211; Il club dei 39</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Kobe Bryant, il Mio Eroe Tragico</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/02/25/kobe-bryant-il-mio-eroe-tragico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2020 09:25:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosonerdando]]></category>
		<category><![CDATA[Basket]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Il Signore degli Anelli]]></category>
		<category><![CDATA[Marvel]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/02/wp2852376_1000x563.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/02/wp2852376_1000x563-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Kobe Bryant" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/02/wp2852376_1000x563-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/02/wp2852376_1000x563-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/02/wp2852376_1000x563.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Un mese fa mi sono svegliato e, come ogni mattina, ho acceso il cellulare ed ho iniziato a leggere i messaggi arrivati durante la notte giapponese/pomeriggio italiano. L’argomento principale delle conversazioni era la morte di Kobe Bryant. Il mio cervello non esattamente brillante a nessun’ora del giorno, specialmente nei primi minuti dopo essere rinvenuto da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/02/wp2852376_1000x563.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/02/wp2852376_1000x563-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Kobe Bryant" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/02/wp2852376_1000x563-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/02/wp2852376_1000x563-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/02/wp2852376_1000x563.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/02/wp2852376_1000x563.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-35443" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/02/wp2852376_1000x563.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/02/wp2852376_1000x563.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/02/wp2852376_1000x563-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/02/wp2852376_1000x563-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Un mese fa mi sono svegliato e, come ogni mattina, ho acceso il cellulare ed ho iniziato a leggere i messaggi arrivati durante la notte giapponese/pomeriggio italiano. L’argomento principale delle conversazioni era la <strong>morte di Kobe Bryant</strong>.</p>
<p>Il mio cervello non esattamente brillante a nessun’ora del giorno, specialmente nei primi minuti dopo essere rinvenuto da quello che dovrebbe essere sonno, in un primo momento <strong>non capiva bene</strong> cosa fosse successo.</p>
<p>Eppure la realtà era molto semplice, un elicottero si era schiantato causando la morte delle 9 persone a bordo, tra cui l’ex giocatore dei <strong>Los Angeles Lakers</strong> e la sua secondogenita.</p>
<p>In brevissimo tempo, Facebook, Twitter e giornali vari si affollavano di parole, storie ed articoli, mentre tutto il mondo davanti ai miei occhi sembrava essere entrato in uno<strong> stato di stupore e lutto</strong> (a volte anche coloro che probabilmente a malapena sapevano chi Bryant fosse, come ricorderebbe <strong>Zero Calcare</strong> in “Quando muore uno famoso”).</p>
<p>Ad ogni modo, dopo un paio d’ore ce l’ho fatta anche io a capire cosa fosse successo. Afferrato il concetto, ho <strong>scrollato le spalle</strong> e ho proseguito la mia giornata, ignorando quali sentimenti dovessi provare o fosse naturale provare di fronte a ciò.</p>
<p><strong>Kobe Bryant è il mio più grande eroe</strong>.</p>
<p>Quando parlo di “eroe” ciò che intendo è l’accezione più<strong> mitologica</strong> e <strong>mistica</strong> della parola. Bryant per me non è mai stato una<strong> persona in carne ed ossa</strong>: era un essere che viveva una vita che non era parte del mio stesso mondo o di quello delle persone normali. Qualcuno che si può guardare <strong>solo attraverso uno schermo</strong>, perché nella realtà non può esistere.</p>
<p>È questo il <strong>grande potere dello sport</strong>, soprattutto quello americano: ai miei occhi da bambino, quelle che guardavo non erano partite, ma <strong>battaglie</strong> in cui persone dai superpoteri si fronteggiavano per decidere di un destino più alto.</p>
<p>Crescendo, ho imparato ad amare la pallacanestro in altri modi ed il cinismo, sorto da una migliore comprensione della realtà, ha intaccato la visione magica dell’NBA come di un qualcosa di uscito dalle pagine di un fumetto. Tuttavia, questa <strong>fascinazione infantile</strong> verso il personaggio “Kobe Bryant, supereroe in maglia gialloviola” non mi ha mai abbandonato.</p>
<p>Il modo in cui ho vissuto la sua carriera, i sentimenti che ho provato e le lezioni ed ispirazioni che ne ho tratto sono assimilabili al modo in cui seguo<strong> fumetti e libri fantasy</strong>: storie piene di difficoltà e tragedie in cui gli eroi alla fine <strong>vincono o muoiono</strong>.</p>
<p>Ricordo una mattina di dieci anni fa, dopo gara-5 delle<em> Finals</em> contro Boston vinta dai Celtics. Ero andato a letto alle 6, a partita finita,<strong> totalmente sconvolto</strong> da un turbinio di emozioni. Non soltanto la rabbia per la sconfitta, ma l’<strong>immane e brutale passione</strong> del modo in cui Bryant aveva giocato mi si era rovesciata addosso e mi toglieva il sonno.</p>
<p>Era stata una delle sua migliori partite di tutti i tempi, eppure sembrava stesse combattendo contro una <strong>marea inarrestabile</strong>. Oggi lo paragonerei forse al senso di ineluttabilità di <a href="https://nerdando.com/2018/04/25/avengers-infinity-war-un-parere-spoiler-free/"><em>Avengers: Infinity War</em></a>. Al tempo però, mi richiamò alla mente qualcos’altro.</p>
<p>Così, incapace di prendere sonno, presi la mia copia del Silmarillion per leggere un capitolo che allora conoscevo a memoria: La Rovina del Beleriand e l’uccisione di Fingolfin. Nella mia testa non riuscivo a distogliermi l’immagine di Bryant come il furioso Re dei Noldor, che<strong> cavalca verso la sua fine</strong> contro un avversario invincibile, nonostante tutto il suo valore.</p>
<p>Quella serie finì con la vittoria dei Lakers in gara 7. La storia<strong> doveva continuare</strong> ed il nostro eroe aveva ancora battaglie da combattere e vincere.</p>
<p>Era questo<strong> il modo in cui vivevo le partite</strong> di Bryant:<strong> avventure epiche</strong> che si presentavano a me sullo schermo, ambientate in un mondo che allo stesso tempo era il mio ma anche un altro <strong>piano irraggiungibile</strong>.</p>
<p>Con questa mentalità e questa intensità approcciai la fine.</p>
<p>Nel 2013 quella storia, quella del mio eroe, era <strong>inaspettatamente al termine</strong>, durante una stagione che più che mai sembrava frutto della penna di un autore della Marvel.</p>
<p>Di nuovo, una notizia di prima mattina: Kobe Bryant si era rotto il tendine di Achille. Il mio eroe era, dal punto di vista della pallacanestro, arrivato alla fine.</p>
<p>La realizzazione in questo caso mi <strong>devastò immediatamente</strong>. Mi sentivo come se il libro che stavo leggendo avesse raggiunto l’ultima pagina senza che mi avvedessi che fosse così vicina.</p>
<p>Memore di questi sentimenti, per certi versi capivo la mia mancanza di una reazione forte: mi sentivo come se la persona che fosse morta non fosse il mio eroe. Era <strong>l’attore che l’interpretava</strong>.</p>
<p>Ovviamente, la realtà delle cose<strong> non è questa</strong> e non c’è distinzione tra Kobe Bryant giocatore di pallacanestro e Kobe Bean Bryant, morto in un incidente. Ma la mia mente <strong>rifiutava di considerare</strong> la possibilità: le persone reali muoiono così a caso, una mattina qualunque, mentre gli eroi invece spirano <strong>al termine di battaglie epiche</strong>. In tal senso, nella mia testa, il suo trapasso era molto più facile da assimilare all’infortunio di cui parlavo prima.</p>
<p>Nei giorni successivi però ho iniziato a vedere <strong>qualcosa che ha cambiato</strong> tanto la mia prospettiva, quanto i miei sentimenti. A Los Angeles ed in tutto il mondo iniziavano ad apparire tributi ed in generale si poteva percepire un<strong> senso di perdita</strong> che mai avevo sentito o visto in vita mia.</p>
<p>Mi ci sono voluti giorni per capire cosa mi ricordasse (ho già detto che il mio cervello è lento mi pare).</p>
<p>In quel capolavoro che è <a href="https://nerdando.com/2018/12/04/spider-man-un-nuovo-universo-tutti-i-volti-del-ragno/"><em><strong>Into the Spider-Verse</strong></em></a>, una delle scene che più mi ha colpito è quella della reazione degli abitanti di New York alla <strong>morte di Spider-Man</strong>. In pochi secondi dall’annuncio, la città intera si ferma e <strong>sembra persa</strong> come un adolescente che ha appena visto la sua cotta baciare un altro.</p>
<p>Per i newyorchesi di Spider-Verse, <strong>Spider-Man era vero</strong>, ma allo stesso tempo non lo era mai stato completamente fino al suo trapasso, quando dal misterioso amichevole Uomo Ragno di quartiere è diventato Peter Parker, ricercatore di 26 anni del Queens.</p>
<p>La morte di <strong>Kobe Bryant</strong>, l’uomo, ha generato la stessa reazione: per me, per molti, era successo l’inspiegabile. L’eroe, quello che viveva in un mondo diverso da tutti, era diventato reale nel più crudele dei modi.</p>
<p>È passato del tempo da allora e, con la cerimonia del 24 febbraio, si è sostanzialmente concluso il <strong>periodo di lutto</strong> per l’NBA e per il mondo.</p>
<p>Mi ci è voluto ogni singolo istante fino ad ora per arrivare a capire cosa significasse per me la morte del mio eroe. Cosa stessi provando, cosa potessi portare con me che mi possa aiutare da qui in avanti.</p>
<p><strong>Kobe Bryant è il mio eroe</strong>, quella figura mitologica che combatte contro tutto e tutti e rende possibile l’impossibile su un campo da basket che è una metafora della vita. È quello che sbaglia cento volte ma non si arrende mai, anche se significasse sbagliare altre mille. È quell’eroe tragico a cui <strong>il lieto fine è precluso</strong>, perché se lo avesse sarebbe solo uno dei tanti.</p>
<p>Soprattutto, è quello che mi ha mostrato ancora una volta che quell’<strong>inafferrabile fantasia epica</strong> che cerco in libri e fumetti <strong>può esistere</strong> non solo in quel mondo dove ha vissuto, dietro uno schermo, ma anche in quel mondo dove vivo io, e dove lui è morto.</p>
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		<title>I 50 anni dell&#8217;allunaggio: sì, ci siamo andati davvero!</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/07/19/i-50-anni-dellallunaggio-si-ci-siamo-andati-davvero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jul 2019 12:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosonerdando]]></category>
		<category><![CDATA[NerdandoSu]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[50 anni Apollo 11]]></category>
		<category><![CDATA[Apollo 11]]></category>
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		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[Teoria del complotto]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/apollo1.0_900x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="200" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/apollo1.0_900x600-300x200.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/apollo1.0_900x600-300x200.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/apollo1.0_900x600-768x512.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/apollo1.0_900x600.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Ve lo premetto, questo è un articolo ad alto carico di polemica. E non potrebbe essere altrimenti, perlomeno da parte mia. Se c&#8217;è un argomento che mi infiamma in modo davvero istantaneo e anche piuttosto imbarazzante per il mio lato sociale e diplomatico, è quello relativo alla presunta teoria del complotto riguardante l&#8217;allunaggio del 20 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/apollo1.0_900x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="200" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/apollo1.0_900x600-300x200.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/apollo1.0_900x600-300x200.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/apollo1.0_900x600-768x512.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/apollo1.0_900x600.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/apollo1.0_900x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-31356 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/apollo1.0_900x600.jpg" alt="" width="900" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/apollo1.0_900x600.jpg 900w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/apollo1.0_900x600-300x200.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/apollo1.0_900x600-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></p>
<p>Ve lo premetto, questo è un articolo ad <strong>alto carico di polemica</strong>. E non potrebbe essere altrimenti, perlomeno da parte mia.</p>
<p>Se c&#8217;è un argomento che mi infiamma in modo davvero istantaneo e anche piuttosto imbarazzante per il mio lato sociale e diplomatico, è quello relativo alla<strong> presunta teoria del complotto</strong> riguardante l&#8217;allunaggio del 20 luglio del 1969, noto anche con il nome di &#8220;<strong>Moon Hoax</strong>&#8220;, secondo la quale tale allunaggio sarebbe una montatura orchestrata dalla NASA e dal governo USA.</p>
<p>Sarà di certo dovuto al fatto che la questione tocca da vicino una delle mie grandi passioni, nonché il lavoro che ho la fortuna di fare, ma anche e semplicemente al fatto che mi irrita fortemente chi deve negare a prescindere senza avere un briciolo di prova a favore di ciò che afferma.</p>
<p>E mi fa innervosire, per dirvi, ancor <strong>più dei terrapiattisti</strong>. Perché quelli mi fanno quasi tenerezza: troppo stupida la loro tesi, per essere presa in considerazione come qualcosa di cui uno possa essere realmente convinto.</p>
<p>Dopo <strong>50 anni</strong> ci sono ancora persone in tutto il mondo, USA in primis, ma anche in Italia non si scherza, che affermano con forte convinzione che, secondo loro, sulla Luna l&#8217;uomo non ci sarebbe mai arrivato. Tutto finto, tutto girato in uno studio (sì, solitamente ci mettono di mezzo anche <strong>Stanley Kubrick</strong>, tanto la fantasia non costa nulla), tutta una presa in giro all&#8217;intera popolazione mondiale, orchestrata talmente bene che tutti quelli coinvolti &#8211; e si tratta di migliaia e migliaia di persone &#8211; nonché l&#8217;Unione Sovietica, grande nemica degli USA al tempo, avrebbero taciuto del tutto circa il grande inganno.</p>
<p>C&#8217;è gente che davvero lo pensa.</p>
<p>E che afferma, candidamente, &#8220;<strong><em>i</em><em>o non credo all&#8217;allunaggio</em></strong>&#8220;. Lo scrive ovunque nei social network, nei commenti agli articoli dei giornali, te lo dice in faccia se esce fuori l&#8217;argomento; quelli più &#8220;furbi&#8221; girano documentari improbabili, ci fanno conferenze, ci guadagnano.</p>
<p>Persino su giornali di un certo livello c&#8217;è qualcuno che dà spazio ad articoli che mettono in dubbio l&#8217;allunaggio (per quanto sospetto che sia un metodo per acchiappare i like, sfruttando la sempre maggiormente diffusa voglia di dire la propria pure quando non si è in grado) e ci sono politici che pubblicamente sbandierano il loro scetticismo in merito. Questa è forse <strong>la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso di bile</strong>, perché quando è troppo è troppo.</p>
<p>E ho scritto questo articolo, in cui vomito insulti su gente che ha scelto di costruirsi i propri paraocchi, proclamando a tutto il mondo di esserseli tolti.</p>
<p>Ora, io rispetto le opinioni di tutti, e ci mancherebbe altro, ma il fatto è questo: <strong>l&#8217;allunaggio NON è un&#8217;opinione, è un fatto storico</strong>. E come tale deve essere trattato. Non stiamo parlando del tuo gusto di pizza preferito o di quale partito politico rappresenti maggiormente il tuo pensiero. Ma di eventi.</p>
<div id="attachment_31358" style="width: 955px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/1532598949_Nasa_Apollo11_Header_945x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-31358" class="wp-image-31358 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/1532598949_Nasa_Apollo11_Header_945x600.jpg" alt="" width="945" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/1532598949_Nasa_Apollo11_Header_945x600.jpg 945w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/1532598949_Nasa_Apollo11_Header_945x600-300x190.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/1532598949_Nasa_Apollo11_Header_945x600-768x488.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 945px) 100vw, 945px" /></a><p id="caption-attachment-31358" class="wp-caption-text">Non vi azzardate a dire &#8220;come fa la bandiera a sventolare?&#8221;. Non ci provate.</p></div>
<p>Vi sognereste mai di dire un qualcosa come &#8220;<em>io non credo che la Seconda Guerra Mondiale sia mai avvenuta</em>&#8221; o &#8220;<em>non credo che l&#8217;Impero Romano sia mai esistito</em>&#8220;?</p>
<p>No, vero?</p>
<p>Ecco, perché <strong>qui siamo a questo livello</strong>. Esattamente a questo livello.</p>
<p>Lo scopo di questo articolo non è quello di fornire argomentazioni per spiegare che l&#8217;allunaggio è avvenuto veramente, e neanche quello di confutare le tesi bislacche dei complottisti, perché c&#8217;è gente che lo fa già molto bene, ma è quello, semplicemente, di prender posizione e di cercare di darvi qualche idea e qualche strumento in più per farvi ridere, insieme a me, di queste <strong>teorie infondate</strong>.</p>
<h2>I fatti</h2>
<p>Per capire bene, bisogna partire dalle<strong> basi</strong>.</p>
<p>Di cosa stiamo parlando? <strong>Quando siamo andati sulla Luna</strong>, e perché?</p>
<p>Il <strong>20 luglio del 1969</strong> l&#8217;umanità arrivava per la prima volta nella storia a metter piede sul suolo dell&#8217;unico satellite naturale della Terra, la Luna.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/261255main_21_firstfootprint_full_800x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-31359 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/261255main_21_firstfootprint_full_800x600.jpg" alt="" width="800" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/261255main_21_firstfootprint_full_800x600.jpg 800w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/261255main_21_firstfootprint_full_800x600-300x225.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/261255main_21_firstfootprint_full_800x600-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Lo faceva grazie ad una missione, l&#8217;<strong>Apollo 11</strong>, parte di un qualcosa di più grande come il <strong>Programma Apollo</strong>, un programma spaziale statunitense condotto dalla <strong>NASA</strong>, che aveva lo scopo proprio di portare, al suo culmine, alcuni astronauti sul suolo lunare.</p>
<p>In quegli anni c&#8217;era la <strong>Guerra Fredd</strong>a, che potremmo riassumere come un <strong>gigantesco conflitto ideologico</strong> a livello mondiale che contrapponeva le due grandi superpotenze dell&#8217;epoca, gli USA e l&#8217;Unione Sovietica. Si chiamò Guerra Fredda perché, per fortuna, tale contrapposizione non sfociò mai in una guerra sul campo, ma si combatté su molti altri fronti, dei più disparati.</p>
<p>Uno di essi era la <strong>Corsa allo Spazio</strong>, che si pose come obiettivo fondamentale finale la <strong>conquista della Luna</strong>: le due superpotenze impiegarono una mostruosa quantità di uomini e risorse per poter primeggiare nella conquista dell&#8217;ultima frontiera.</p>
<p>Pensate che in soli 12 anni si passò dal lancio del primo satellite, lo <strong>Sputnik nel 1957</strong>, al primo essere umano sulla superficie lunare nel 1969. Impressionante, se si pensa che il primo uomo a varcare i confini dell&#8217;atmosfera lo aveva fatto soltanto nel <strong>1961</strong>! Era <strong>Jurij Gagarin</strong>, per rinfrescarvi la memoria, ed era sovietico.</p>
<p>La NASA, grazie agli incredibili progressi dei programmi <strong>Mercury</strong>, <strong>Gemini</strong> ed infine <strong>Apollo</strong>, vinse la competizione spaziale e portò <strong>Neil Armstrong</strong> e <strong>Edwin &#8220;Buzz&#8221; Aldrin</strong> a toccare il suolo lunare con i loro scarponi, mentre il loro compagno <strong>Michael Collins</strong> (rimasto in orbita lunare all&#8217;interno del modulo di comando) e l&#8217;umanità tutta, da 400&#8217;000 km di distanza, li osservavano con il fiato sospeso.</p>
<p>In Italia era già il giorno dopo ed erano praticamente tutti davanti alla TV ad ascoltare la famosa esclamazione &#8220;<strong><em>Ha toccato! Ha toccato!</em></strong>&#8221;</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/343-OveQB9U?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>Sembrava l&#8217;inizio di una nuova era in cui l&#8217;umanità era pronta a colonizzare altri corpi celesti: <strong>altre sei missioni Apollo</strong> furono inviate sulla Luna, una fallì (la ricorderete, è la celebre Apollo 13) e nel 1972, infine, mettemmo per l&#8217;ultima volta la nostra impronta sul grigio ed arido suolo lunare. Erano previste almeno altre 3 missioni, cancellate perché costavano troppo e oramai lo scopo era raggiunto.</p>
<p>Da allora <strong>l&#8217;esplorazione spaziale umana ha preso altre vie</strong>, diverse da quelle che ci attendevamo forse, ma allo stesso modo (se non di più) utili al progresso della nostra civiltà.</p>
<p>Molti dicono che <strong>stiamo per tornarci</strong>. La NASA <em>in primis</em>, che sta per &#8220;varare&#8221; il suo nuovo programma dall&#8217;evocativo nome di <strong>Artemis</strong>, Artemide, sorella di Apollo e dea della Luna.</p>
<p>Per fare cosa vogliamo tornarci? Questo ve lo spiego in un altro momento ed in un altro articolo, che ora ho soltanto voglia di fare <strong>un po&#8217; di sana polemica</strong>.</p>
<h2>Le basi del complotto e come farle crollare</h2>
<p>Dato che su questo argomento, come avrete potuto intuire, sono piuttosto sensibile, ho provato e ho voluto, per anni, tentare di capire cosa dicano i complottisti: quali siano le prove che adducano per dire che è tutto un falso, <strong>quali siano le argomentazioni portate alla discussione</strong>, quali verifiche abbiano affrontato per portare in auge la loro tesi.</p>
<p>Ora, io non credo di aver visto e letto di tutto, ma un&#8217;idea me la sono fatta: <strong>è tutta fuffa</strong>, e chi lo nega è in malafede.</p>
<p>Sono 50 anni che c&#8217;è qualcuno che continua a dire che si tratta di un inganno e, puntualmente, ad ogni &#8220;prova&#8221; portata <strong>c&#8217;è una risposta plausibile e verificata che la demolisce</strong>. Puntualmente, ogni volta.</p>
<p>Volete qualche esempio? Bene.</p>
<p>Tirano in ballo l&#8217;<strong>arretratezza tecnologica</strong>, asserendo che negli anni &#8217;60 non avessimo sufficiente tecnologia: non è vero, assolutamente. Basta documentarsi: siamo andati nello Spazio, abbiamo rischiato, probabilmente ora quella tecnologia non passerebbe tutte le verifiche e i controlli necessari, ma fu un balzo straordinario. Tecnologicamente di sicuro. E tutto quello sforzo ci tornò utile sulla Terra, molto di più di quello che pensiamo. Se vi interessa l&#8217;argomento, sappiate che <a href="https://spinoff.nasa.gov/"><strong>qui</strong></a> ci sono tutti i brevetti nati dalla ricerca spaziale americana.</p>
<p>Tirano in ballo la possibilità che le <strong>fotografie fossero state falsificate</strong> dalla NASA perché è impossibile far foto del genere: tutto perfettamente spiegabile sia scientificamente che tramite post-processing. Un famoso e sin troppo celebrato documentario italiano che sbugiarderebbe l&#8217;allunaggio porta come prova opinioni di registi e fotografi. Non di tecnici. Non di scienziati o di ingegneri. E comunque non riescono a provare alcunché. Per approfondire, <strong><a href="https://www.siamoandatisullaluna.com/le-foto-sospette.html">qui</a></strong> avete un sacco di risorse per farvi un&#8217;idea.</p>
<div id="attachment_31357" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/Apollo_11_600x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-31357" class="size-full wp-image-31357" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/Apollo_11_600x600.jpg" alt="Moon hoax 2" width="600" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/Apollo_11_600x600.jpg 600w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/Apollo_11_600x600-150x150.jpg 150w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/Apollo_11_600x600-300x300.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/Apollo_11_600x600-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-31357" class="wp-caption-text">Queste sono le tracce degli allunaggi fotografate da un&#8217;altra sonda della NASA, il Lunar Reconnaissnce Orbiter.</p></div>
<p>Tirano in ballo le <strong>fasce di Van Allen</strong>: basta documentarsi in modo serio per capire che non muori all&#8217;istante, se le attraversi. Soprattutto se sei all&#8217;interno di una navicella schermata, e se consideri che le fasce di Val Allen non sono assolutamente una sfera che avvolge la terra in modo uniforme. <strong><a href="https://www.siamoandatisullaluna.com/fasce-di-van-allen.html">Qui</a> <a href="https://arc.aiaa.org/doi/abs/10.2514/6.1969-19">qui</a></strong> e <strong>qui</strong> altre informazioni per approfondire.</p>
<p>Tirano in ballo financo il fatto che i tre astronauti dell&#8217;equipaggio di Apollo 11 avrebbero rifiutato di <strong>giurare sulla Bibbia</strong>: ma siamo seri? Su questa questione non spreco neanche bit, per quanto è ridicola.</p>
<p>Chiedono: ma se ci andavamo negli anni &#8217;60, <strong>come mai ora non ci sappiamo più andare?</strong> Ci sappiamo andare, miei cari ma, semplicemente, non c&#8217;è motivo di giustificare un esborso monetario così ingente, perlomeno non per portare prove a voi mentecatti, che comunque direste che sono false.</p>
<p>Inoltre, non mi è mai stato chiaro se per i complottisti fosse <strong>falsa la prima missione, tutte o proprio l&#8217;uomo nello spazio</strong>. Boh.</p>
<p>E allora? Allora <strong>un complottista convinto</strong>, di quello che divulga anche teorie false, <strong>non lo convinci perché non vuole sentire ragioni</strong>. Dice a te che sei un credulone, ma lui stesso è vittima di un inganno, un autoinganno che si nasconde dietro al paralume della voglia di dare un parere, di guardare oltre: ripeto, non si tratta di dare un parere. Stai mentendo sapendo di mentire. E tutta l&#8217;energia che spendi per provare cose false, con una tenacia e uno sforzo mentale che neanche gli scienziati veri, non sono forse reinvestibili in roba più intelligente?</p>
<p><strong>Il complottista è convinto di essere migliore di te</strong>, perché crede di avere accesso ad una verità assoluta che ai comuni mortali creduloni sfugge: peccato che io sia abituato a fuggire da chi sostiene di avere la verità in mano. E peccato anche che questa verità abbia gambe fragili come pasta sfoglia.</p>
<h2>Link utili</h2>
<p>Vi lascio un paio di link dai quali partire per approfondire il megapippone con il quale oggi vi ho ammorbato; sono due dei più famosi siti italiani che si occupano del <strong>debunking</strong> circa il moon hoax.</p>
<p>Se vi sembra troppa roba e troppo pesante è perché <strong>andare sulla Luna non è un gioco da ragazzi</strong>. Ci sono migliaia di cervelloni che hanno studiato, pensato, congetturato, costruito per anni ed anni e per farlo bisogna studiare ed approfondire.</p>
<p><strong>Non basta andare su internet</strong> per diventare esperti e sputare sentenze di conseguenza.</p>
<p>Link 1: <a href="https://www.siamoandatisullaluna.com/">Siamo andati sulla Luna</a></p>
<p>Link 2: <a href="https://lunasicisiamoandati.blogspot.com/">Luna? Sì, ci siamo andati!</a> Il Blog di Paolo Attivissimo (che ne ha ricavato un libro, consultabile gratuitamente proprio sul blog)</p>
<p>Cari complottisti, dopo <strong>50 anni</strong> non ancora vi siete stufati di essere sbugiardati? Davvero volete continuare a sentirvi importanti propagandando menzogne?</p>
<p>Per me, avete ampiamente cotto il razzo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/07/19/i-50-anni-dellallunaggio-si-ci-siamo-andati-davvero/">I 50 anni dell&#8217;allunaggio: sì, ci siamo andati davvero!</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>The Black Game &#8211; O dello smascherare la natura umana</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/01/17/the-black-game-o-dello-smascherare-la-natura-umana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2019 08:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosonerdando]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Bandersnatch]]></category>
		<category><![CDATA[Black Mirror]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Brooker]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="The Black Game" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>The Black Game Dopo una campagna pubblicitaria sapientemente studiata, come sempre Netflix riesce a fare in questi casi, è arrivato il giorno dedicato a The Black Game. Anticipato da brevi e criptici filmati, da un evento su Facebook e da poche e nebulose anteprime, l&#8217;evento legato a Black Mirror e in particolare all&#8217;ultimo film della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/01/17/the-black-game-o-dello-smascherare-la-natura-umana/">The Black Game &#8211; O dello smascherare la natura umana</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="The Black Game" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-28813" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game.jpg" alt="The Black Game" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>The Black Game</h2>
<p>Dopo una campagna pubblicitaria sapientemente studiata, come sempre Netflix riesce a fare in questi casi, è arrivato il giorno dedicato a <strong>The Black Game</strong>.<br />
Anticipato da brevi e criptici filmati, da un evento su Facebook e da poche e nebulose anteprime, l&#8217;evento legato a <a href="https://nerdando.com/2016/12/28/black-mirror-lo-specchio-oscuro-dei-nostri-tempi/"><strong>Black Mirror</strong></a> e in particolare all&#8217;ultimo film della serie, <a href="https://nerdando.com/2018/12/29/black-mirror-bandersnatch-abbiamo-davvero-una-scelta/"><strong>Bandersnatch</strong></a>, è finalmente sui nostri schermi che, per l&#8217;occasione, sono quelli degli smartphone.</p>
<h2>Che cos&#8217;è?</h2>
<p><strong>Ma che cos&#8217;è The Black Game?</strong> Fino ad oggi, in realtà, se ne sapeva molto poco, con un conseguente quanto prevedibile altissimo livello di aspettative. Si sapeva solamente che sarebbe stato un gioco rivolto agli utenti di <strong>Instagram</strong> e che avrebbe ricalcato la trama di Bandersnatch: il pubblico sarebbe quindi stato chiamato a scegliere l&#8217;andamento della giornata di un soggetto scelto da Netflix.</p>
<p>Dalle 9.00 di questa mattina,<strong> 16 gennaio 2019</strong>, l&#8217;esperimento-evento è iniziato: nelle <strong>Stories di Instagram</strong> di Netflix abbiamo così potuto scoprire l&#8217;identità del soggetto, tale Pierpaolo, che seguiremo per tutta la giornata e che dovrà eseguire le azioni che gli utenti decideranno per lui. Fino ad ora si è già riproposto il sistema binario conosciuto in Bandersnatch, con gli spettatori chiamati a scegliere tra due differenti opzioni tramite lo strumento del sondaggio che le Instagram Stories offrono.</p>
<p>Per quanto ho potuto vedere al momento in cui scrivo, l&#8217;evento ricalca l&#8217;andamento di Bandersnatch anche per quanto riguarda l&#8217;<strong>incremento dell&#8217;importanza delle decisioni da prendere</strong>: siamo partiti da bivi banali come l&#8217;abbigliamento e la colazione per poi progredire verso il comportamento sociale e da adottare in pubblico.</p>
<h2>L&#8217;importante è che se ne parli</h2>
<p>Come diceva <strong>Oscar Wilde</strong>: &#8220;<em>Non importa che se ne parli bene o male. L&#8217;importante è che se ne parli</em>&#8220;. Mai assunto fu più applicabile a The Black Game. Come era già accaduto con Bandersnatch, non sono mancate le <strong>critiche</strong>. Tra chi ha accusato il network di giocare con troppa leggerezza con argomenti importanti o chi ha lamentato la scarsa originalità o la eccessiva lentezza del progetto, è comunque innegabile che tutti, estimatori o detrattori, stiano seguendo The Black Game, partecipando al suo pubblico.</p>
<p>Senza entrare quindi nel merito, non si può che ammettere che ancora una volta Netflix e Black Mirror hanno fatto centro: <strong>vi piaccia o no, state tutti giocando</strong>.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-28816" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game-1.jpg" alt="The Black Game" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game-1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game-1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game-1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/The-Black-Game-1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Gli Easter Eggs</h2>
<p>Qui sopra vedete un&#8217;immagine tratta da quella che potremmo definire la sala di controllo di <strong>The Black Game</strong>. Le comunicazioni che abbiamo ricevuto prima del gioco-evento e che continuano a inframmezzare le scelte che siamo chiamati a compiere arrivano infatti da questa stanza.</p>
<p>Chi conosce il mondo di Black Mirror sa che a <strong>Charlie Brooker</strong> e company piace giocare con le autocitazioni e, anche in questo caso, non manca l&#8217;<em>inside joke</em> in grado di far perdere il sonno agli appassionati di questo genere di cose. In particolare, la sala di controllo contiene numerosi riferimenti all&#8217;<strong>universo narrativo di Black Mirror</strong> e gli utenti sono stati sfidati a trovarle tutte proprio nell&#8217;evento Facebook, in un post che, nemmeno a dirlo, è stato pubblicato alle 16.01 (nulla è mai casuale con Charlie Brooker).</p>
<p>In ogni caso, dalle Stories che abbiamo già potuto vedere, i <strong>rimandi agli episodi di Black Mirror</strong> appaiono anche nel corso delle (dis)avventure del povero Pierpaolo.</p>
<h2>Ma qual è l&#8217;obiettivo?</h2>
<p>Ma a cosa serve un progetto come <strong>The Black Game</strong>?<br />
L&#8217;obiettivo principale, che è apparso subito chiaro a tutti, è sicuramente <strong>pubblicitario</strong>: Bandersnatch è uscito da poco e ha generato un gran parlare, appare quindi logico cavalcare l&#8217;onda e tenere viva l&#8217;attenzione con un evento pensato <em>ad hoc</em> per ricollegarsi al film interattivo.</p>
<p>Ma è davvero tutto qui? Con Black Mirror, ormai dovremmo averlo imparato, le cose non sono mai soltanto quelle che appaiono a uno sguardo superficiale. Lo specchio oscuro pensato da Charlie Brooker, d&#8217;altra parte, pur conservando una struttura antologica, segue costantemente un <strong>unico filo conduttore</strong>: la degenerazione dell&#8217;essere umano a contatto con una tecnologia sempre più evoluta.<br />
E, a parer mio, The Black Game non fa affatto eccezione e, anzi, si inserisce prepotentemente nel solco tracciato dalla serie TV, <strong>portando l&#8217;inquietudine a nuovi livelli</strong>, visto che quello che succede, stavolta, non ci vede semplici spettatori ma protagonisti in prima persona.</p>
<p>Se la guardiamo sotto questa luce, le polemiche legate alla realizzazione di The Black Game lasciano il tempo che trovano. Ritmo lento, svolte preordinate, utilizzo di attori anziché persone comuni: possiamo parlarne, certo, ma non è questo il vero obiettivo. <strong>Non è Pierpaolo il protagonista di The Black Game, siamo invece tutti noi</strong>. Già le prime Stories hanno evidenziato come il pubblico dei giocatori abbia preferito sempre e in larga maggioranza le scelte più imbarazzanti e &#8220;cattive&#8221; per il malcapitato soggetto dell&#8217;esperimento ed è questo, secondo me, il vero punto su cui vuole focalizzarsi The Black Game.</p>
<p>&#8220;<em>È un attore, è tutto un gioco</em>&#8221; si potrebbe obiettare. Innegabile, ma se così non fosse? Probabilmente la maggior parte di noi farebbe comunque le stesse scelte <strong>in nome del divertimento e dello spettacolo</strong>, incurante del fatto che, in realtà, quello che si sta manovrando è un essere umano con una vita vera. E d&#8217;altra parte, come hanno fatto già notare alcuni utenti, nel <em>deep web</em> esistono già persone che utilizzano i mezzi informatici per far dirigere ad altri la propria vita in cambio di soldi.</p>
<p><strong>The Black Game</strong>, quindi, sicuramente non rappresenta nulla di nuovo o di particolarmente originale ma permette a chi voglia guardarlo con occhio oggettivo di vedere in piena luce la vera natura umana, che si nasconde dietro uno schermo ma mostra, in occasioni come questa, la sua vera faccia. E c&#8217;è di che avere paura.</p>
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		<title>Gameplay, perché guardarlo?</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/05/21/gameplay-perche-guardarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 May 2018 11:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosonerdando]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Gameplay.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Gameplay-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Gameplay" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Gameplay-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Gameplay-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Gameplay-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Gameplay.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Iniziamo con il dire una banalità: la diffusione di internet in tutto il globo terracqueo ha trasformato la nostra vita quotidiana e, tra le tante cose, sta rivoluzionando l’industria dell’intrattenimento, così che capisaldi del settore del mai compianto Ventesimo Secolo, come gli show televisivi, sono stati costretti ad adattarsi o a scomparire. Allo stesso tempo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Gameplay.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Gameplay-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Gameplay" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Gameplay-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Gameplay-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Gameplay-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Gameplay.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Gameplay.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-24538" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Gameplay.jpg" alt="Gameplay" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Gameplay.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Gameplay-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Gameplay-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Gameplay-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Iniziamo con il dire una banalità: la diffusione di internet in tutto il globo terracqueo ha trasformato la nostra vita quotidiana e, tra le tante cose, sta rivoluzionando <strong>l’industria dell’intrattenimento</strong>, così che capisaldi del settore del mai compianto Ventesimo Secolo, come gli show televisivi, sono stati costretti ad adattarsi o a scomparire.</p>
<p>Allo stesso tempo sono nate fonti d’intrattenimento del tutto nuove ed una che indubbiamente rappresenta suscita interesse per coloro di noi appassionati di videogiochi: <strong>il gameplay</strong>.</p>
<h2>Un passo indietro</h2>
<p>Per quelli della mia ormai vetusta generazione <strong>giocare ai videogiochi</strong> era sempre un’attività esclusiva, piuttosto che inclusiva. Si giocava nella propria stanza da soli o al massimo in compagnia di amici e fratelli o sorelle (quelli con una connessione migliore potevano addirittura godersi i primi giochi con multiplayer online).</p>
<p>Il giocare ai videogiochi era per lo più quest’esperienza solitaria e quando se ne parlava con chi un determinato gioco non l’aveva mai visto, si creava quest’aria di misticismo e leggenda, <strong>per cui l’ascoltatore formava nella sua mente aspettative</strong> che potevano differire enormemente dalla realtà. In fondo, finché non si vedeva il gioco dall’amico o ce lo si faceva prestare, non c’era modo di saperne molto di più.</p>
<p>Con la creazione di piattaforme come <strong>YouTube</strong> questa narrazione da focolare finì: il desiderio recondito di molti videogiocatori di poter condividere con il mondo le proprie avventure videoludiche era finalmente realizzabile.</p>
<h2>Perché guardare Gameplay</h2>
<p>Oggi i gameplayer sono tra i principali creatori di contenuti su <strong>YouTube</strong> e su <strong>Twitch</strong>, con un seguito in costante aumento e tale da iniziare a dar rilevanza economica e sociale anche al fenomeno dell’e-sport (sebbene questo fosse nato ben prima). Parrebbe che ormai un po’ tutti si dilettino in questa attività, <a href="https://www.twitch.tv/nerdando">persino noi</a> di Nerdando.</p>
<p>Viene però spontaneo chiedersi: <strong>qual è il punto di guardare altre persone giocare ad un videogioco?</strong> Cos’è che attrae tutto questo pubblico?</p>
<p>Tralasciando i casi di ragazze che acquisivano popolarità esponendo le proprie grazie, da un paio d’anni limitati dalle nuove linee guida di Twitch, si può fare una divisione in <strong>due gruppi di gameplayer di successo</strong>: <strong>quelli seguiti per le proprie abilità</strong> in un gioco e <strong>quelli seguiti per la propria personalità</strong>, con tutto che si può essere benissimo parte di entrambe le fazioni.</p>
<p>Nel primo caso, la spiegazione della popolarità è relativamente semplice: <strong>si guarda giocatori più bravi per migliorare le proprie abilità</strong> e perché siamo irresistibilmente attratti dal vedere cose che ci piacciono praticate a livelli di cui comprendiamo la complessità e difficoltà.</p>
<p>Nel secondo caso però il dubbio è più legittimo: <strong>a che scopo sorbirsi ore ed ore di gameplay di qualcuno che non è particolarmente bravo?</strong> La spiegazione non può essere semplicemente “perché fa ridere”: un sacco di cose fanno ridere e possono essere meno tediose del mettersi davanti ad uno schermo, con un gioco che magari nemmeno proveremo mai di persona.</p>
<p>Le motivazioni che si possono trovare sono sostanzialmente tre.</p>
<p><strong>L’immedesimazione</strong>: siamo sempre suscettibili a considerare un volto su uno schermo come di qualcuno di “importante” (per lo meno, in generazioni cresciute con una tv, chissà in futuro). Tuttavia, se normalmente i personaggi televisivi o dello sport sembrano irragiungibili e vivere in un mondo a loro riservato, chi fa gameplay è uno di noi. Possiamo immaginarci al posto suo, stuzzicando positivamente il nostro ego.</p>
<p><strong>La comunicazione</strong>: direttamente dal punto precedente viene quest’altro. La maggior parte dei gameplayer, soprattutto coloro che operano in diretta, intrattiene una comunicazione diretta con i propri fan, così che il piedistallo su cui spontaneamente mettiamo questi “personaggi pubblici” si abbassa, seppur senza mai venir meno.</p>
<p><strong>Il personaggio</strong>: il motivo per cui questo piedistallo non viene mai meno è che comunque chi produce questo tipo di contenuti, se lo fa bene, si presenta sempre con determinate vesti. Gli spettatori si fidelizzano e si attendono da lui o lei un certo atteggiamento, senza il quale diverrebbe solo uno dei tanti.</p>
<h2>Tirando le somme</h2>
<p>Uno dei gameplayer (o let’s player, che dir si voglia) che seguo più assiduamente non dice quasi mai “io”, ma <strong>“noi”</strong>, in quanto il suo parere è che, che sia su YouTube in differita o su Twitch in diretta, lui ed il pubblico giocano insieme.</p>
<p>C’è lui al comando, a premere i tasti ed a prendere decisioni, ma <strong>le emozioni ed il divertimento del gioco sono condivisi da chiunque stia guardando</strong>.</p>
<p>È questo il punto per cui il guardare gameplay sta diventando un passatempo così diffuso: <strong>il videogioco va oltre</strong>, divenendo un’esperienza collettiva in cui una guida a noi accessibile ci conduce, un po’ come se fossimo tornati bambini e ci appassionassimo a guardare un ragazzo più grande in sala giochi.</p>
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		<title>È possibile godersi il Lucca Comics &#038; Games in un solo giorno?</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/11/06/e-possibile-godersi-il-lucca-comics-games-in-un-solo-giorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2017 11:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[Filosonerdando]]></category>
		<category><![CDATA[Assassin's Creed Origins]]></category>
		<category><![CDATA[Lucca Comics & Games]]></category>
		<category><![CDATA[Lucca Comics & Games 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Stranger Things]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/Lucca-Comics-and-Games-2017.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/Lucca-Comics-and-Games-2017-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Lucca Comics and Games 2017" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/Lucca-Comics-and-Games-2017-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/Lucca-Comics-and-Games-2017-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/Lucca-Comics-and-Games-2017-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/Lucca-Comics-and-Games-2017.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Il mio primo Lucca Comics &#38; Games lo ricordo come fosse oggi. Era il 2001 è mi ci portò mio padre in giornata. Sono le follie fighissime che fanno i genitori per te e che ti fanno rendere conto di essere fortunato. Da allora la kermesse lucchese è cresciuta moltissimo ed io con lei: da [&#8230;]</p>
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<p>Il mio primo <strong>Lucca Comics &amp; Games</strong> lo ricordo come fosse oggi. Era il 2001 è mi ci portò mio padre in giornata.</p>
<p>Sono le follie fighissime che fanno i genitori per te e che ti fanno rendere conto di essere fortunato. Da allora la kermesse lucchese è cresciuta moltissimo ed io con lei: da quel 2001 ho saltato soltanto 3 edizioni e per cause davvero di forza maggiore, roba che rosicavo nel silenzio (ma neanche tanto) sapendo che nel cuore della Toscana batteva, per quel fine settimana, il cuore pulsante di quasi tutte le mie passioni più grandi, che si sono evolute anche loro col tempo.</p>
<p>Ho passato periodi più o meno lunghi in fiera, con l&#8217;abbonamento completo o soltanto, sfortunatamente, per un giorno, come quest&#8217;anno: purtroppo gli impegni, la vita e tutto il resto ad un certo punto sopraggiungono, ma mi fa sempre piacere riuscire a ritagliarmi un momento per godere, seppur brevemente, di questo classico appuntamento di metà autunno. Per dirvi, a me il fatto che sia Halloween non interessa in sé, ma perché so che coincide con il Lucca Comics e con Milan &#8211; Juve (ma questa è un&#8217;altra storia).</p>
<p>Lucca C&amp;G è per me un momento di svago tradizionale ed importante e mi scoccia, sinceramente, dovervi rinunciare.</p>
<p>Ieri, gironzolando nelle vie ormai familiari della meravigliosa cittadina toscana sono venuti fuori dei ragionamenti che vorrei condividere con voi, perché suppongo che se leggete questa pagina un minimo il Lucca C&amp;G l&#8217;appetito ve lo stuzzica.</p>
<p>Ebbene, quello che mi chiedevo era: è possibile godersi l&#8217;appuntamento lucchese con un sol giorno a disposizione?</p>
<p>La risposta è: dipende.</p>
<p>Sì, quando ho cominciato a scrivere l&#8217;articolo era più netta, ma ho cambiato idea e ovviamente vado a spiegarvi perché.</p>
<h2>Scegliere il giorno</h2>
<p>La scelta del giorno in cui si visiterà la fiera è fondamentale. Il sabato è di solito il giorno dell&#8217;apocalisse annunciata, quello in cui si tocca il record di presenze e quello in cui pensare di fare tutto diviene improbabile: con probabilità 99.9% almeno in un momento della giornata andrete incontro a ingorghi umani o a code che paiono interminabili.</p>
<p>È possibile godersi LC&amp;G soltanto il sabato o la domenica? No.</p>
<p>È possibile godersi LC&amp;G soltanto il giovedì o il venerdì? Decisamente meglio. Controindicazione: bisogna probabilmente chiedere ferie.</p>
<h2>Pianificare</h2>
<p>La fiera lucchese è cresciuta di dimensioni in maniera smodata da quando, nel 2006, è stata spostata in pianta stabile all&#8217;interno delle mura cittadine. Ogni anno mi sembra sempre più ricca, più vasta e più affollata. Perciò, con un solo giorno a disposizione, la parola d&#8217;obbligo è pianificare e tagliare senza pietà.</p>
<p>Non ce la farete mai a vedere tutto, mettetevelo in testa. Potete però concentrarvi su ciò che vi interessa di più, per non rosicare poi a fine giornata nel guardare la mappa, ormai inutile, e dire: a saperlo andavo di là anziché perder tempo nel posto X.</p>
<p>Appunto per tutti voi: non fatevi MAI mancare la visita alle Mostre. MAI. Sono sempre una figata e sempre dedicate ad autori interessanti.</p>
<p>Ve lo siete segnato? Bene.</p>
<p>La questione della pianificazione mi porta ai prossimi due punti, cruciali.</p>
<h2>Hardcore vs Casual</h2>
<p>Ecco, questo forse è un punto sul quale molti di voi potranno non essere d&#8217;accordo.</p>
<p>Lucca Comics &amp; Games, crescendo col tempo, è divenuta un crogiolo multiforme di tutte le forme di intrattenimento odierne e ce n&#8217;è davvero per tutti i gusti. Un po&#8217; per moda, un po&#8217; perché le passioni che ci sono tanto care si stanno diffondendo sempre di più come un&#8217;infezione pop, un evento del genere attira sempre più persone rispetto al passato: dall&#8217;ultra appassionato, all&#8217;intransigente collezionista, al fanatico cosplayer fino ad arrivare alla famiglia che porta i bambini per fargli vivere la magia del colorato popolo nerd.</p>
<p>Ecco, il problema da capire è questo: dove ci collochiamo? Io parlo per me e so che la maggior parte degli argomenti e delle proposte che troverò in fiera mi interesseranno e perciò per godermi la fiera, goderla veramente per come lo intendo io, un giorno è davvero poco.</p>
<p>Adoro parlare con gli autori, spulciare gli stand sia degli editori per gustarmi le anteprime che quelli delle fumetterie per trovare roba arretrata a prezzo minore, farmi una partita con gli amici o anche con perfetti sconosciuti al padiglione dei Games e perché no, gironzolare nei padiglioni tematici legati al fenomeno del momento. Per non dimenticare l&#8217;immancabile visita alle mostre, uno dei miei momenti preferiti.</p>
<p>Nel periodo in cui la fiera me la facevo tutta, guardavo anche le premiazioni e pezzi della gara cosplay. Ma erano altri tempi.</p>
<p>In tutto questo ci si deve infilare anche sessioni disegno, chiacchiere con gli amici/conoscenti che si rincontrano lì e una birra alla mitica enoteca.</p>
<p>No, un giorno non basta: per questi tempi in cui non ho più tempo però due sono un ottimo compromesso: l&#8217;anno scorso con questa disponibilità di tempo me la sono goduta anche con il giusto relax, senza correre troppo.</p>
<p>Qui sorge la domanda: e se uno invece non è fanatico come me? Ecco, in questo caso probabilmente un giorno vi basterà e vi avanzerà pure, ma probabilmente vi lascerà l&#8217;amaro in bocca perché non capirete l&#8217;entusiasmo che circonda gente tipo me al momento dell&#8217;acquisto del biglietto.</p>
<p>Avrete speso i soldi del biglietto per grattare solo la superficie e molto, molto probabilmente avrete anche fatto grosse code. Ne sarà valsa la pena?</p>
<p>Questa è la differenza tra hardcore e casual: l&#8217;hardcore a Lucca il suo motivo lo trova sicuro. Il casual dipende dalle circostanze.</p>
<h2>Il costo del biglietto</h2>
<p>Il prezzo dell&#8217;accesso ai padiglioni è aumentato di nuovo quest&#8217;anno. E molti si sono scandalizzati.</p>
<p>Ma a Lucca c&#8217;è una marea di ospiti, eventi e la macchina organizzativa è per forza di cose imponente perché i visitatori sono sempre di più. E a me, da appassionato, sta anche bene: ma riallacciandosi al paragrafo scorso, per gli altri?</p>
<p>Non sono sicuro che possa essere la scelta più saggia del mondo, senza contare viaggio e amenità varie.</p>
<p>Questa cosa mi è venuta in mente ieri: c&#8217;era il padiglione dedicato a <strong>Stranger Things</strong>, che è un fenomeno globale e che non per forza piace solo ai nerdoni. Ebbene, la coda per entrare durava 2 ore (se non più) e ad un certo punto alla gente è stato detto: coda chiusa, c&#8217;è troppa gente, non si entra più. Erano le 17 e lo stand avrebbe dovuto chiudere alle 20. Non ho ancora capito perché ciò sia accaduto ma ci sono rimasto malissimo.</p>
<p>Voi pensate chi magari era venuto a fare un giro e, semplice appassionato di serie TV, avrebbe voluto accedere al padiglione: 3 ore della giornata per un solo ingresso per poi magari esser cacciato fuori. Mi sembra una bruttura. Senza contare la coda per entrare nell&#8217;altro padiglione Netflix dove non c&#8217;era praticamente nulla.</p>
<p>Temevo per quello di <strong>Assassin&#8217;s Creed Origins</strong>, che invece era carino, con la mostra degli artwork e la possibilità di provare il gioco (e le postazioni erano abbondanti).</p>
<p>Quello che voglio dire io è: non avrebbe più senso far pagare biglietti di differente prezzo per accedere a varie tipologie di evento? Che so, un prezzo per la parte fumetto, uno per la parte Games, un altro, più basso, per gli eventi &#8220;generalisti&#8221;? Sì, lo so, pecunia non olet e tanto la gente va lo stesso ed aumenta di anno in anno, ma forse, per crescere davvero, bisognerebbe anche pensare a questo.</p>
<p>Voi mi direte: nessuno ti obbliga ad andare! Giusto: ma la seconda fiera al mondo sull&#8217;intrattenimento magari a queste problematiche dovrebbe pur pensare.</p>
<p>Io sono strafelice che in fiera arrivino <strong>Cavazzano, Aaron, Millar</strong> e<strong> Romita</strong> ma magari non tutti condividono il mio entusiasmo: per questo bisognerebbe pensare anche a diversificare ed arricchire le altre offerte.</p>
<h2>Concludendo e consigli</h2>
<p>Se siete arrivati in fondo a questo sproloquio post-fiera vi ringrazio sentitamente. E vi riassumo ciò che vi consiglio per il prossimo anno:</p>
<ul>
<li>Decidete con saggezza se l&#8217;offerta della fiera vale, per voi, il prezzo di viaggio e biglietto.</li>
<li>Pianificate le visite da prima o con la mappa. Risparmierete tempo, suole e sbattimenti.</li>
<li>Se potete, andate il venerdì. Il venerdì è meraviglioso, al Lucca Comics &amp; Games.</li>
<li>Se vi interessano firme, disegni e conferenze, in un giorno solo non so se soddisferete i vostri desideri.</li>
<li>Visitate le mostre.</li>
<li>Se avete un solo giorno, scarpe comode e non cazzeggiate. C&#8217;è molto da vedere e poco tempo per farlo.</li>
<li>Visitate le mostre.</li>
<li>Prima di mettervi in coda valutate se ne vale la pena e pregate che magari la coda scorra.</li>
<li>Se avete tempo, passate al padiglione dei Games e fatevi una giocata in uno dei tavoli dimostrativi. C&#8217;è veramente di tutto e non è mai troppo tardi per farsi una giocata!</li>
<li>Portate un ombrello: qualche anno fa la chiamavo Lucca Comics &amp; Rain.</li>
</ul>
<p>L&#8217;anno prossimo il mio abbonamento minimo sarà due giorni, grazie.</p>
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		<title>Perché acquistare Nintendo Switch?</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/03/01/perche-acquistare-nintendo-switch/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2017 11:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosonerdando]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[Day One]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Switch" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Spoiler: in realtà non sono in grado di rispondere a questo quesito, ma magari posso aiutarvi a porvi delle domande per analizzare se Nintendo Switch è una necessità per un videogiocatore oppure una mera scimmia dalla quale potrete a fatica fuggire. Specifiche tecniche Dopo essere andato a sbirciare sul sito ufficiale Nintendo, vi riporto le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Switch" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><strong><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13246" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch.jpg" alt="Switch" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></strong></p>
<p><strong>Spoiler</strong>: in realtà non sono in grado di rispondere a questo quesito, ma magari posso aiutarvi a porvi delle domande per analizzare se <strong>Nintendo Switch</strong> è una necessità per un videogiocatore oppure una mera scimmia dalla quale potrete <em>a fatica</em> fuggire.</p>
<h3>Specifiche tecniche</h3>
<p>Dopo essere andato a sbirciare sul sito ufficiale Nintendo, vi riporto le specifiche tecniche della console.</p>
<ul>
<li><strong>Dimensioni</strong>: 10,2 cm x 23,9 cm x 1,39 mm con i Joy-Con attaccati.</li>
<li><strong>Peso</strong>: circa 297 g, 398 g con i Joy-Con collegati.</li>
<li><strong>Schermo</strong>: touch screen capacitivo, 6,2 pollici LCD, risoluzione 1280 x 720.</li>
<li><strong>CPU/GPU</strong>: processore NVIDIA Tegra.</li>
<li><strong>Memoria di sistema</strong>: 32 GB alcuni dei quali sono però riservati al sistema operativo.</li>
<li><strong>Connettività</strong>: wireless LAN (compatibile IEEE 802.11 a/b/g/n/ac), Bluetooth 4.1 (inserendola nella base è possibile usare una connessione LAN via cavo).</li>
<li><strong>Uscita video</strong>: la risoluzione massima, attaccando la console alla TV, è 1920 x 1080 con 60 fps. Nelle modalità portatile, la risoluzione massima scende e diventa 1280 x 720.</li>
<li><strong>Uscita audio</strong>: tramite HDMI supporta PCM lineare 5.1.</li>
<li><strong>Altoparlanti</strong>: stereo.</li>
<li><strong>Porta USB</strong>: la porta USB Type-C è usata per caricare Switch o per collegarla alla base.</li>
<li><strong>Presa audio</strong>: uscita stereo.</li>
<li><strong>Slot scheda di gioco</strong>: utilizzata per schede di gioco per Nintendo Switch.</li>
<li><strong>Slot scheda microSD</strong>: le schede di memoria utilizzabili sono microSD, microSDHC e microSDXC.</li>
<li><strong>Sensori</strong>: sono tre, ovvero accelerometro, giroscopio e sensore di luminosità.</li>
<li><strong>Ambiente operativo</strong>: temperatura: 5 &#8211; 35° C e umidità 20 &#8211; 80%.</li>
<li><strong>Batteria interna</strong>: la batteria, non rimovibile, è agli ioni di litio e la sua capacità è di 4310 mAh.</li>
<li><strong>Durata della batteria</strong>: è variabile, può durare più di sei ore a seconda del software impiegato e dal tipo di utilizzo. Per fare un esempio pratico, giocando a The Legend of Zelda: Breath of the Wild la batteria garantisce un&#8217;autonomia di circa tre ore.</li>
<li><strong>Tempo di ricarica</strong>: all&#8217;incirca 3 ore.</li>
</ul>
<p>Tutto sommato una bella bestiolina, nevvero? Non è male come me l&#8217;aspettavo e non mi dispiace (certo, certo, c&#8217;è sicuramente di meglio).</p>
<h3>Retrocompatibilità</h3>
<p><strong>Per ora</strong> Switch non è <strong>retrocompatibile</strong>, quindi niente Virtual Console, niente possibilità di utilizzare i pad di Wii U o di giocare ai titoli vecchi.</p>
<p>Sarà per sempre così? Non ne ho idea, ma questo è un bel tasto dolente e mi fa rodere parecchio il sedere.</p>
<h3>Giochi al lancio</h3>
<p><strong>The Legend of Zelda &#8211; Breath of the Wild</strong>, Super Bomberman R, Skylanders Imaginators, Shovel Knight: Specter of Torment e Treasure Trove, Fast RMX, Just Dance 2017, I Am Setsuna, 1-2-Switch, World of Goo, Little Inferno, Snipperclips! Diamoci un taglio, Has-Been Heroes, Snake Pass e The Binding Of Isaac: Afterbirth+.</p>
<p>Per me sono un po&#8217; pochini ma d&#8217;altronde non ricordo, nell&#8217;ultima generazione, dei titoli che mi abbiano fatto prendere una console al day one. Ah, a voi basta <strong>Zelda</strong>?</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13249" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch1.jpg" alt="Switch" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/switch1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h3>Portabilità</h3>
<p>L&#8217;idea di poter <strong>giocare ovunque</strong>, mentre sono in viaggio o in pausa pranzo, comodamente sul divano di casa, a letto o nel posto dove trascorro piacevoli ore (sì, il bagno) mi solletica ed avvolge, provocandomi un grande piacere.</p>
<p>La batteria sarà sufficiente a garantire un numero adeguato di ore di gioco? La console sarà sufficientemente ergonomica? Spero di sì.</p>
<h3>Qualità Nintendo</h3>
<p>Nintendo ci ha abituati a <strong>delle eccellenti console portatili</strong> ma, con il <strong>passo falso</strong> di Wii U, c&#8217;è un po&#8217; di timore.</p>
<p>Come si comporterà questo ibrido? Le sensazioni sono positive, soprattutto perché è difficile che la grande N possa fare due errori di fila: sarebbe imperdonabile.</p>
<h3>Differenza con le altre console</h3>
<p>Possedendo già un buon <strong>PC</strong> o <strong>Playstation 4</strong> o <strong>Xbox One</strong>, conviene prendere <strong>Switch</strong>?</p>
<p>Secondo me sì, sia per merito dei titoli che Nintendo propone, che sono diversi da quelli a cui un &#8220;normale&#8221; giocare è abituato, sia per merito della diversa natura della console che crea quello che sembrerebbe essere un connubio perfetto tra fisso e portatile, sempre che tutto quello che si è visto nelle varie pubblicità sia vero (crediamoci).</p>
<h3>Prezzo</h3>
<p><strong>329 euro</strong> sono tanti, ma non tantissimi.</p>
<p>Il prezzo scenderà in breve tempo? È possibile che, nel giro di qualche mese, qualche importante catena possa iniziare a tirare fuori dal cilindro qualche offerta come ad esempio un bundle con giochi e accessori oppure possa proporre uno sconto.</p>
<h3>In conclusione</h3>
<p>Sicuramente i <strong>fedeli fan Nintendo</strong> compreranno Switch al <strong>day one</strong>, ma gli altri?</p>
<p><strong>Aspettate, riflettete e non fatevi prendere dalla scimmia</strong>; se qualcuno dei vostri amici la acquista, provatela e pensateci a lungo. Fate domande ai possessori della console (se volete mandatemi una mail, un messaggio privato, commentate l&#8217;articolo o passate nel <a href="https://telegram.me/nerdando">nostro canale Telegram</a>), attendete qualche promozione conveniente, oppure accontentatevi di quello che avete già.</p>
<p>Non lo farete, vero? Beh, <strong>io non mi starei a sentire</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;amore è uno e per questo non ha bisogno di distinzioni grammaticali</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/02/14/lamore-e-uno-e-per-questo-non-ha-bisogno-di-distinzioni-grammaticali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2017 12:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosonerdando]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Lingua italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/realtime.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/realtime-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Real Time" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/realtime-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/realtime-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/realtime-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/realtime.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Nel giorno di San Valentino più o meno tutti si sentono in dovere di parlare dell&#8217;argomento, in un modo o nell&#8217;altro. C&#8217;è chi si occupa dell&#8217;aspetto più &#8220;frivolo&#8221; della festa e chi, invece, si sente in dovere di scomodare la grammatica, la Crusca e i diritti civili. E, in quest&#8217;ultimo caso, non posso fare a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/realtime.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/realtime-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Real Time" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/realtime-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/realtime-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/realtime-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/realtime.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/realtime.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12917" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/realtime.jpg" alt="Real Time" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/realtime.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/realtime-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/realtime-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/02/realtime-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Nel giorno di <strong>San Valentino</strong> più o meno tutti si sentono in dovere di parlare dell&#8217;argomento, in un modo o nell&#8217;altro.<br />
C&#8217;è chi si occupa dell&#8217;aspetto più &#8220;frivolo&#8221; della festa e chi, invece, si sente in dovere di scomodare la grammatica, la Crusca e i diritti civili. E, in quest&#8217;ultimo caso, non posso fare a meno di condividere una riflessione su quanto sta accadendo oggi sui social network.</p>
<p>La campagna di <strong>Real Time</strong> sull&#8217;amore oggi è sulla bocca di tutti. C&#8217;è chi la considera un&#8217;idea geniale, perfetta per smuovere gli animi su un tema delicato come la discriminazione di genere, e chi, invece, legge la trovata per quello che è: un modo furbesco per far parlare di sé, sfruttando egoisticamente tematiche scottanti per fare views e, allo stesso tempo, ostentare fieramente l&#8217;ignoranza, trasformandola in un valore positivo. Personalmente, faccio parte di quest&#8217;ultimo schieramento.</p>
<p>Di cosa sto parlando? Ecco un <strong>breve riassunto</strong>: ieri sulla bacheca Facebook del canale televisivo Real Time era apparso un post dedicato a San Valentino.</p>
<p><center><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Frealtimeitalia%2Fposts%2F1237605876277398%3A0&amp;width=500" width="500" height="608" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></center>All&#8217;interno della frase, un palese errore grammaticale: &#8220;<strong>un&#8217;amore</strong>&#8221; scritto con l&#8217;apostrofo, in barba alla regola, nota a tutti fin dalla prima elementare, che vuole l&#8217;apostrofo solo davanti ad i nomi femminili.<br />
Come era prevedibile, il post ha destato l&#8217;attenzione di chi l&#8217;italiano lo conosce e molti commenti hanno fatto notare l&#8217;errore.</p>
<p>Ma, a quanto pare, non si trattava semplicemente della svista di un social media manager disattento, perché oggi Real Time ha svelato con un video il suo <strong>vero intento</strong>: appoggiare la rivendicazione delle coppie omosessuali, dichiarando come l&#8217;amore non necessiti distinzioni di genere.</p>
<p><center><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Frealtimeitalia%2Fvideos%2F1237839452920707%2F&amp;show_text=0&amp;width=560" width="560" height="315" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></center>Non paghi, gli ideatori della campagna lanciano contemporaneamente anche una petizione all&#8217;<strong>Accademia della Crusca</strong>, perché accetti nella lingua indifferentemente le diciture &#8220;un amore&#8221; e &#8220;un&#8217;amore&#8221;, mandando così in pensione la distinzione linguistica tra termini maschili e femminili.</p>
<p>Ora, fermo restando che sono la prima a ritenere l&#8217;amore <strong>un sentimento universale</strong>, che può coinvolgere indifferentemente un uomo e una donna, o due uomini, o due donne, o anche più persone, ritengo che la campagna lanciata da Real Time faccia acqua da tutte le parti e riveli, già ad un primo sguardo, di infischiarsene delle discriminazioni e mirare solamente al classico quarto d&#8217;ora di celebrità di Wharoliana memoria. Perché? I motivi sono tanti e ve li riassumo brevemente.</p>
<p><strong>Punto primo</strong>: l&#8217;amore è un sentimento universale, e su questo non ci piove. Questo assioma dovrebbe essere anche l&#8217;enunciato base della campagna di Real Time, stando alla loro spiegazione. Peccato che la petizione che promuovono vada in tutt&#8217;altra direzione, chiedendo all&#8217;Accademia della Crusca di introdurre una <strong>distinzione grammaticale</strong> in una parola che, allo stato attuale, non ne presenta. &#8220;Un amore&#8221; è già un termine universale, che può essere applicato alle coppie di ogni tipo e si scrive sempre allo stesso modo, indipendentemente dal sesso delle persone a cui venga attribuito. Se davvero introducessimo anche &#8220;un&#8217;amore&#8221;, come vorrebbe Real Time, <strong>a chi andrebbe riservata questa variazione</strong>? Alle coppie omosessuali? Complimenti Real Time, combattiamo le discriminazioni discriminando linguisticamente una parte degli innamorati italiani! Il discorso è assurdo e non mostra nessun passo avanti nell&#8217;ottica rivendicazioni gender, semmai mille passi indietro.</p>
<p>Ma c&#8217;è di più, perché se accantoniamo le riflessioni concettuali per riportare la questione sul piano puramente linguistico, le cose non migliorano affatto. Qual è, infatti, il discorso di Real Time sulla grammatica? <strong>Che non ne abbiamo bisogno</strong>, che chiunque può introdurre le &#8220;innovazioni&#8221; che vuole senza preoccuparsi delle regole della lingua, in nome di una fantomatica difesa dell&#8217;uguaglianza.<br />
L&#8217;italiano, una delle lingue più belle del mondo, è <strong>quotidianamente maltrattato</strong> ma è ancora più triste quando ad infliggere ferite di questo tipo è qualcuno che si occupa di comunicazione.</p>
<p>Chi lavora con le parole, infatti, ha l&#8217;onere di conoscere la lingua in cui si esprime,<strong> senza modificarla a suo piacimento per giustificare la propria ignoranza</strong>. Giornalisti, blogger, social media manager, comunicatori in generale dovrebbero contribuire alla cultura dei propri lettori, non spingerli ad ostentare ignoranza. Se volessimo seguire il ragionamento di questa campagna social, chiunque potrebbe introdurre nella lingua i propri errori come variazioni, presentandosi come paladino delle minoranze oppresse. In questo modo ci ritroveremmo in un mondo di apostrofi a casaccio, &#8220;<strong>ce</strong>&#8221; usati come crasi di &#8220;cioè&#8221;, &#8220;<strong>cmq</strong>&#8220;, &#8220;<strong>K</strong>&#8221; al posto delle &#8220;<strong>C</strong>&#8221; e chi più ne ha più ne metta. Sicuramente non ci sarebbe più bisogno di insegnanti di italiano.</p>
<p>Il mio non vuole essere un discorso conservatore ad ogni costo: <strong>la lingua si evolve così come la società, ma questo non implica l&#8217;accettare tutto indiscriminatamente</strong>.<br />
Soprattutto, il cercare il click a tutti i costi non è il modo di farsi portavoce di chi combatte ogni giorno battaglie per i propri diritti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Non guardo serie TV</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/01/23/non-guardo-serie-tv/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2017 12:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosonerdando]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Intrattenimento]]></category>
		<category><![CDATA[Scrubs]]></category>
		<category><![CDATA[Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/twinpeaks.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/twinpeaks-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Twin Peaks" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/twinpeaks-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/twinpeaks-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/twinpeaks-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/twinpeaks.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Le serie TV rappresentano il futuro dell’intrattenimento, forse. Di sicuro sono il presente: il numero di serial è in continuo aumento ed il pubblico è vasto ed in crescita. Ormai sembra che, con chiunque si parli, segua almeno una serie, spesso più di una. In passato per me è stato lo stesso: per ogni giorno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/twinpeaks.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/twinpeaks-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Twin Peaks" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/twinpeaks-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/twinpeaks-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/twinpeaks-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/twinpeaks.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/twinpeaks.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11424 size-full" title="Twin Peaks" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/twinpeaks.jpg" alt="Twin Peaks" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/twinpeaks.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/twinpeaks-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/twinpeaks-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/twinpeaks-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Le <strong>serie TV</strong> rappresentano il futuro dell’intrattenimento, forse. Di sicuro sono il presente: il numero di serial è in continuo aumento ed il pubblico è vasto ed in crescita. Ormai sembra che, con chiunque si parli, segua almeno una serie, spesso più di una.<br />
In passato per me è stato lo stesso: per ogni giorno della settimana avevo la puntata da vedere, seguendo l’uscita delle stesse nei paesi d’origine, USA o UK che fosse.</p>
<p>Poi, a poco a poco, alcune come <strong>How I Met Your Mother</strong> o <strong>Misfits</strong> sono finite, mentre altre come New Girl o Game of Thrones sono diventate obbrobri incommentabili e così ho iniziato a vederne sempre meno, finché non ho sostanzialmente smesso, non trovando la voglia di cominciarne di nuove.</p>
<p>Eppure <strong>la scelta non manca</strong>! Di serie che dovrei trovare interessanti ce ne sono a bizzeffe e mi è capitato più e più volte di vederne una o due puntate; nonostante ciò, non sono riuscito ad appassionarmi ad alcuna.</p>
<p>Come mai? Ho trovato una serie (<em>c&#8217;era una leggera ironia nella scelta di questa parola? n.d.Tencar</em>) di ragioni.</p>
<p>Innanzitutto perché <strong>ho seri problemi di attenzione</strong>: stare davanti allo schermo di un pc a guardare qualcosa senza fare niente mi mette in difficoltà e mi riesce solo se quello che sto guardando è veramente interessante. Troppo spesso, però, i ritmi di una puntata di una serie tv sono altalenanti, con momenti che sono inevitabilmente più morti, spesso anche nel mezzo di una puntata; momenti in cui a me viene voglia di iniziare a fare altro.</p>
<p>Qui veniamo al problema per me fondamentale: <strong>le serie TV hanno un sacco di costrizioni</strong> che altri format, come film o cartoni, non hanno. Costrizioni dovute alla presenza degli attori, che a volte non hanno tempo e causano l’assenza ingiustificata dei personaggi che interpretano, e soprattutto costrizioni dovute al tempo.</p>
<p>Ogni episodio deve dedicare del tempo <strong>ad ogni filone narrativo</strong> per tante ragioni (tipo per tenerlo vivo nella mente degli spettatori o per ragioni contrattuali con gli attori), anche se alcuni hanno chiaramente meno necessità di altri, creando uno squilibrio nella narrazione che personalmente mi irrita e mi allontana.</p>
<p>Questo è il motivo per cui trovo che le sit-com siano l’unico genere in grado di sfruttare veramente il format. Prendiamo un capolavoro tipo <strong>Scrubs</strong>: in ogni puntata ci sono generalmente tre filoni narrativi; alcuni sono più interessanti di altri e, detto sinceramente, spesso uno dei tre è piuttosto inutile e banale. Tuttavia in tutti e tre troviamo sempre gag e situazioni comiche perfettamente riuscite, così che uno nemmeno bada a ciò che effettivamente sta venendo raccontato in quell&#8217;arco narrativo, qualora non fosse qualitativamente valido.</p>
<p>D’altro canto, in una serie di un genere diverso dalla comedy questo discorso non si può fare: un filone che occupa circa un terzo (ma anche solo un quarto) dell’episodio e non è interessante <strong>mi rovina totalmente la visione e l’intrattenimento</strong> e spesso, purtroppo, nemmeno solo per quella puntata, ma anche per quelle successive, in quanto il contenuto di “riempimento” è semplicemente brutto e finisce per creare storture per quanto avviene successivamente.</p>
<p>Questa è la ragione principale che mi ha allontanato da varie serie che seguivo: <strong>una puntata con una o due cose idiote mi rovina totalmente il gusto di vedere quelle successive</strong>, perché non riesco a cancellare dalla mia memoria quanto avvenuto in precedenza.</p>
<p>Ammetto che è prevalentemente una mia caratteristica:<strong> sono iperanalitico</strong> (ed ipercritico) su ciò che vedo e non faccio altro che rimuginare su ogni piccolo dettaglio; mi capita spesso di trovare incongruenze che emergono tra un episodio e l’altro e mi fanno passare la voglia di guardare una determinata serie.</p>
<p>In sostanza, le serie TV risentono di problemi dovuti alla natura stessa del proprio format che, salvo nel caso delle commedie, mi impediscono ormai di apprezzarle. Qualche volta ci provo ad iniziare qualcosa di nuovo, ma solitamente fallisco: <strong>molto meglio leggermi un fumetto o un libro</strong>.</p>
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