
GATTINI!
In questo periodo, sono un po’ fuori da tutto e mi sto perdendo parecchie uscite. Nonostante ciò, ho ripreso a streammare con più costanza e, durante una delle mie live, il caro Sabaku360 mi ha informato dell’uscita di Mewgenics, che mi sono goduto in queste settimane e di cui sono qui a scriverti.
Ringrazio tantissimo gli sviluppatori Edmund McMillen e Tyler Glaiel per avermi fornito la copia del gioco che ha permesso la stesura di questo articolo.
Recensione
Una delle mie prime recensioni scritte per una testata giornalistica era incentrata su Meat Boy, titolo del 2008 realizzato da Edmund McMillen che mi conquistò per la sua particolarità. Da allora, ho continuato a seguire le opere dell’autore statunitense e rimasi affascinato da quel gran capolavoro di The Binding of Isaac.
Mewgenics, uscito il 10 febbraio 2026, è frutto delle menti geniali di Tyler Glaiel ed Edmund McMillen e non è facilissimo da definire. È un brillante roguelike tattico a turni che unisce sapientemente elementi dei giochi di ruolo e dei monster collector con tanta saggezza, ironia e con qualche spruzzata di citazioni pop qui e lì.

Qualcuno ha detto Pokémon?
Gameplay e comparto tecnico
In Mewgenics ti troverai a impersonare un gattaro che dovrà costruire il suo esercito di felini con lo scopo di mandarlo in giro per procurare cibo, denaro e tesori. Da una premessa tanto assurda non poteva che nascere un’opera altrettanto paradossale.
Il tempo è ben scandito in un ciclo di giorno e notte nel corso del quale nuovi gattini verranno a grattare la porta del tuo rifugio e, una volta dentro, inizierà una macabra danza che include tutte le funzioni basilari come mangiare, liberare il corpo dalle scorie (sono stato volutamente edulcorato) e accoppiarsi.
Si prosegue con la selezione del party composto da quattro elementi, ognuno con delle caratteristiche (Forza, Destrezza, Costituzione…), delle abilità attive e passive a cui assegneremo una classe che ricorda quelle classiche dei giochi di ruolo (Mago, Guerriero e Chierico, per esempio).

La casa è un luogo (quasi) sicuro
Comincerà dunque l’esplorazione dei tre atti divisi in quattro capitoli ciascuno, composti da tante tappe in cui si affronteranno nemici, ci saranno incontri che porteranno nuovo equipaggiamento, oggetti consumabili e abilità e che culmineranno con la battaglia con il boss finale. Gli scontri si svolgono, per turni, come già visto nei JRPG classici, in una griglia quadrata, di dimensioni 10×10, che ha al suo interno degli elementi che avvantaggeranno o daranno malus durante il combattimento. I gatti hanno un quantitativo di punti da sfruttare per eseguire azioni, movimento e attaccare e andrà calcolata ogni mossa perfettamente per terminare le dispute con una vittoria.
Finito un atto, si potrà decidere se tornare a casa con il bottino o proseguire facendo attenzione perché, se dovessero essere sconfitti tutti i personaggi, si perderebbe ogni progresso. Una volta terminata un’avventura, i gatti andranno in pensione e non potranno più scendere in campo ed è qui che ha luogo la magia dell’amore: i felini si accoppieranno, dando vita a dei figli che erediteranno i tratti genetici dei genitori; dovrai tirare fuori il Gregor Mendel che è in te per generare l’essere perfettissimo che potrà portare a termine facilmente le missioni.
Considera che le variabili di Mewgenics sono tantissime: migliaia di abilità attive e passive, di equipaggiamenti, centinaia di nemici e, soprattutto, quasi infinite combinazioni di gatti differenti, c’è spazio per più di cento ore di gioco, qualora volessi completarlo al 100%. Il titolo è localizzato in italiano.
Il gioco è facilmente riconoscibile, con un comparto artistico delizioso e ispirato che lo rende riconoscibile sia a un primo sguardo, perché la realizzazione grafica ricorda un po’ The Binding of Isaac ma rivendica fortemente la sua indipendenza, risultando funzionale e gradevole, ma, soprattutto con un sonoro da urlo: le canzoni che accompagnano le boss fight che ti restano in testa per giorni. Se vuoi farti un’idea, le trovi a questo link.

Partiamo all’avventura!
Impressioni
Siamo nei primi mesi del 2026 ma, salvo situazioni particolari, ho già il vincitore del mio Nerdando Awards 2026 per la categoria videogiochi.
Mewgenics è riuscito a catturarmi sin dai primi minuti di gioco, infarcito di citazioni pop (l’inizio è DEVASTANTE, non ti faccio spoiler, ma ho riso tantissimo), di elementi dei giochi di ruolo, di tattica, di tutto ciò che amo del genere roguelike che ritengo sia davvero difficile trovare qualcosa che si possa anche solo avvicinare alle sensazioni provate durante la mia fase di test.
Come se non bastasse, il comparto tecnico è di altissimo livello, con uno stile incredibile che mi ha conquistato profondamente e una OST meravigliosa. L’ho provato su Steam Deck e, se devo essere onesto fino in fondo, ho storto un pochino il naso per i comandi che non sono proprio comodissimi, ma questo è un voler trovare necessariamente il pelo nell’uovo: su PC, con mouse e tastiera, non ci sono difficoltà.

Le battaglie sono tatticissime
A un prezzo così contenuto, 28,99 €, è difficile trovare un’esperienza così completa e immersiva ma dovrai mettere in conto che, se vorrai finirlo davvero, ti toccherà investire centinaia di ore e sappi che molte meccaniche vengono fuori dopo molto tempo: non ti ho raccontato tutto per non toglierti sorprese, ma ci sono davvero tante variabili da calcolare, tra una run e l’altra.
Se questo non ti spaventa e cerchi un roguelike/gioco di ruolo strategico/monster collector (anche se i gatti sono in realtà unici) che ti terrà impegnato a lungo, Mewgenics ti attende a zampe aperte.
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Nerdando in breve
Mewgenics è un titolo fuori di testa, che sprizza stile da qualsiasi punto di vista lo si guardi e che, se avrai pazienza, perché prende davvero parecchio tempo, saprà farti innamorare perdutamente.

Trailer
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