Giochi di ruolo

Due chiacchiere con: Story Stamp (Grey Sea)

Story Stamp

Potevo forse non innamorarmi di Grey Sea?

Tencar e io non abbiamo voluto rinunciare, quest’anno, a Play – Festival del Gioco e ci siamo concessi una matta toccata e fuga nella giornata del venerdì. Nel corso della nostra breve sortita, la mia attenzione è stata catturata da un piccolo stand a tema pirati: è così che ho conosciuto Martina e Gabriele, Story Stamp e il loro GdR Grey Sea. Proprio come i corsari attratti dal luccicare di dobloni, ho voluto conoscerli meglio, ed ecco a te la nostra chiacchierata!

Clack: Come nasce Story Stamp?

Gabriele: Nasce per una necessità: dare un nome alla nostra piccola realtà che stava appena nascendo e che non potevamo chiamare semplicemente Grey Sea.

Martina: È una storia lunga…anche se forse è fin troppo corta da spiegare! Ci sono frasi dette a caso, in modo istintivo, che uno fa prima a dirle che a pensarle: “Ma fallo da solo!”, nel nostro caso. Non so se fu proprio quella a far partire tutta un’escalation di nove mesi di creazione di Grey Sea ma, dopo l’ennesimo dibattito in macchina su chi proporre e chi contattare, arrivò un pensiero: “Cosa serve per fare un manuale?”. Svariate cose, questo è certo, ma riducendolo all’osso: un game designer e un artista. E noi avevamo entrambi e persino un manuale molto, molto breve, fresco fresco di creazione.
Poco consci del macello in cui stavamo per ficcarci, abbiamo deciso di iniziare questa strana avventura. Ma questo è solo come è nato Grey Sea, perche Story Stamp nasce — come detto prima — da una storia fin troppo corta: una semplice conseguenza di Grey Sea.
Andare in fiera con il nome del manuale? Ci serviva un nome da usare come “casa editrice”: Story come storie, quelle che vogliamo farvi vivere e Stamp, come timbro o stampo.
E infatti noi Stamp-iamo storie.

C: Quando vi siete appassionati al gioco di ruolo e con che titolo?

G: Una passione nata quasi per caso nell’autunno del 2019: Guarda questa serie fantasy di gioco di ruolo. Io, grande fan del genere, mi interessai subito a questo piccolo canale appena nato che oggi ricordiamo come InnTale e la ormai storica serie di Luxastra, e finii per divorarmi gli episodi.
Da lì ordinai i manuali di D&D 5e e iniziai a studiarli, e da quel giorno la mia passione per tutto ciò che riguardava questo mondo è esplosa, portandomi a voler conoscere e sperimentare ogni tipo di sistema e manuale. Da qui nacque anche la mia grande voglia di crearne uno tutto mio.
Quindi la risposta breve è: 2019, con D&D 5e.

M: Circa tre anni fa: sono una novizia in questo mondo. Ho iniziato con D&D 5e, con una sessione di Halloween in cui avevo disegnato delle piccole zucchette possedute. Subito dopo mi sono appassionata soprattutto al raffigurare i personaggi che popolavano le mie avventure, e da lì ho voluto sempre di più conoscere nuovi mondi da esplorare e rappresentare.

C: E qual è stato il gioco che vi ha fatto decidere di “passare dall’altra parte” e creare i vostri prodotti?

G: Non c’è stato un prodotto specifico: c’è sempre stata in me quella passione, un po’ data anche dalla mia formazione da game designer, che mi ha portato a voler vedere nascere qualcosa realizzato da me.

M: Penso un po’ tutti i manuali che vedevo leggere agli altri. Osservavo principalmente come erano impaginati e illustrati, e speravo che un giorno sarei potuta entrare anche io nel mondo dell’editoria per realizzare un libro del genere, magari con una mia illustrazione in copertina.

C: A Play – Festival del Gioco avete presentato Grey Sea, gioco di ruolo di genere piratesco: potete raccontarci qualcosa in più del gioco e della sua genesi?

G: Il regolamento, come manuale, era nato come un manuale da schermo del Master: uno di quei manuali sintetici, con regole brevi, che permettessero ai giocatori di vivere le stesse emozioni che provavo io quando guardavo i film dei Pirati dei Caraibi o giocavo ad Assassin’s Creed Black Flag, sentendomi un po’ il “figo” della situazione.
L’idea di metterlo in bottiglia è partita come una battuta tra me e la mia collaboratrice, dopo aver visto della roba stampata in 3D. Un po’ per gioco dissi: “Sai che figo metterlo in una bottiglia?”. Ed eccoci qui, nove mesi dopo.

C: GreySea si presenta con un regolamento snello e dal grande impatto visivo: è contenuto, infatti, all’interno di una bottiglia, un po’ come i messaggi in bottiglia tipici del genere. Come è nata questa idea? Ed è stato difficile realizzarla?

G: L’idea nasce proprio dal concetto del messaggio in bottiglia tipico di quegli anni e dalla possibilita di poterlo arrotolare, essendo appunto molto semplice e snello.
Per quanto riguarda la seconda domanda, ci sono state diverse fasi del progetto: alcune più semplici, altre meno. Lo studio e la ricerca della bottiglia giusta, che rispettasse anche l’estetica dell’epoca, sono stati impegnativi. Fortuna vuole che la mia collaboratrice Martina sia riuscita a rendere le bottiglie perfette per lo stile piratesco, aggiungendo piccoli dettagli come il filo arrotolato intorno al collo, la cera e il disegno.
La parte editoriale — trovare la carta giusta che entrasse nel collo della bottiglia e adattare il testo ai margini che ci eravamo prefissati — ha reso tutto una grande avventura durata, appunto, nove mesi.

C: I pirati riscuotono da sempre un grande fascino (è così anche per me!): quali sono i vostri personaggi del cuore? E quali vi hanno ispirato per Grey Sea?

G: I miei personaggi del cuore che mi hanno ispirato sono molteplici, ma quelli che metto nei primi tre posti sono: Edward Kenway di Assassin’s Creed Black Flag, Jack Sparrow e Capitan Barbossa di Pirati dei Caraibi.
Principalmente i primi due, perché quando li guardi in azione ti domandi come sia possibile che, nonostante tutto, siano ancora in piedi.

M: Non saprei fare una lista precisa, ma se dovessi scegliere direi in primis Barbanera, il classico pirata cattivissimo, e poi completamente all’opposto Monkey D. Rufy, il protagonista di One Piece, perché secondo me rappresentano perfettamente lo stile del gioco nei suoi estremi.
Anche se, come si vede dalle illustrazioni, anche le piratesse hanno un certo fascino.

C: A che tipo di giocatori e giocatrici è indirizzato Grey Sea?

G: A tutti quei giocatori che sognano un’avventura in mare. Come ormai conosciamo tutti Jack Sparrow, con questo manuale è possibile immedesimarsi e fingersi per qualche ora un pirata o una piratessa, senza doversi preoccupare di regole
complesse — cosa utile anche per chi non ha mai giocato di ruolo.

C: Che riscontro c’è stato a Play?

G: Il feedback è stato sorprendentemente caloroso: abbiamo suscitato parecchio interesse anche grazie al fatto che fosse in bottiglia, e abbiamo giocato insieme a numerosi giocatori e giocatrici curiosi di provare il nostro manuale.

C: Dove sarà possibile incontrarvi e magari provare con voi il titolo?

G: I prossimi eventi futuri, alla data in cui stiamo scrivendo, sono il MOGioco (che penso sarà già passato –Sì, si è svolto il 13 e 14 giugno ndr.) e il Roll Fest del 10, 11 e 12 luglio, per il quale abbiamo già le iscrizioni ai tavoli demo per tutti i giorni.
Trovate tutte le informazioni sul nostro Instagram, sia per questo evento che per quelli futuri.

C: State lavorando a nuovi progetti?

G: Qualcosa già bolle in pentola, sempre con un tocco stravagante come sappiamo fare noi.

Un grande grazie a Martina e Gabriele: è stato un vero piacere scoprire una realtà indipendente e così appassionata e non vedo l’ora di incontrarli nuovamente!

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