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MOUSE: P.I. For Hire – Cartoni e Pallottole

Mouse P.I.

Recensione

Jack Pepper è un veterano di guerra. Disilluso dalla vita e che ha visto cose troppo brutte per poter ricominciare a crederci. Torna nella sua città natale per vestire prima i panni del poliziotto, poi, per avere le mani meno legate, diventa un investigatore privato. Dopotutto qui a Mouseburg una cosa che non manca mai è proprio il crimine.
Entri in scena proprio qui, quando una serie di misteriose sparizioni apriranno una voragine sul marcio che corrompe la città nel profondo.

Ad essere onesti, della trama non c’è molto di più: peccato perché un ambiente così ben congegnato e costruito avrebbe meritato e sicuramente consentito una maggiore dedizione alla scrittura. Invece il gioco si limita a scalfire un po’ la superficie dedicandosi quasi esclusivamente a un approccio frenetico e adrenalinico, il tutto marcato dall’ottimo doppiaggio inglese firmato dal sempre convincente Troy Baker.

Gameplay

MOUSE: P.I. For Hire è un FPS solido e ben strutturato, che richiama i classici del genere. Tutto sommato non dovrebbe nemmeno sorprendere vista la scelta stilistica.
Ripenso quindi a titoli che hanno fatto la storia dei first person shooter, come Doom, in cui si partiva un po’ in sordina e, man mano che si avanzava, la progressione dei livelli e dei nemici trasformava ben presto l’esperienza in un bullet hell ad altissimo tasso adrenalinico, dove le chiacchiere stanno a zero quando a parlare ci pensa il piombo.

MOUSE: P.I. For Hire è così: abbiamo la possibilità di scavare nelle quest secondarie, chiacchierando con i PNG e abbiamo persino un hub (il nostro ufficio) in cui tornare e ricollegare gli indizi. Non lasciarti ingannare, però, non è il palazzo mentale di quel capolavoro di Alan Wake 2, ma più un intermezzo in cui il titolo si gioca un po’ da solo prima di rituffarci nel prossimo livello carico di adrenalina e segreti da scovare.

In termine di progressione, devo dire che il level design è ottimo: come detto si parte in modo leggero, poco più di un corridor shooter con piccoli segreti e qualche minigame da sviscerare. Col passare del tempo, però, arrivano nuove armi, più platform, e un po’ di backtracking per scoprire tutto quel che i diversi livelli hanno da offrire, compresi molti segreti e tanti collezionabili.
Il punto è che alla fine il gioco intrattiene e diverte. E scusami se è poco.

Mouse P.I.

Tra i molti collezionabili abbiamo un fumetto a strisce in perfetto stile dell’epoca.

Comparto tecnico

L’animazione “a tubo di gomma” (rubber hose) è la tipologia di animazione presente nei primi cartoni animati a schizzo di inchiostro, risalente alla metà degli anni ’30. Oltre al famosissimo Steamboat Willie (Disney, 1928), è lo stile dei cartoni di Betty Boop, Popeye e il Gatto Felix.
MOUSE: P.I. For Hire fa di questa animazione il suo marchio di fabbrica: linee curve prive di giunture, due colori e movimenti fluidi. Lo abbiamo già apprezzato, a colori, nel celebre Cuphead.

All’inizio abbiamo anche la possibilità di scegliere il livello di “sporcizia” della grana, sulla base di quanto vogliamo far apparire vecchia la “pellicola” della nostra esperienza.
Il risultato finale è un vero piacere per gli occhi. L’incredibile fascino del bianco e nero, evidenziato dalla citata rubber hose animation crea uno splendido connubio in cui i movimenti dei personaggi risultano piacevolmente fluidi.

Stessa cura è stata posta nelle ambientazioni e nei fondali: visiteremo, per la quindicina di ore necessarie a completare il gioco, numerosi ambienti diversi, come la citata Mouseburg, le fogne, teatri e set cinematografici, edifici in rovina e altro. Tutto disegnato in modo da far venire voglia di spazzolare in fretta le ondate nemiche e poi dedicarsi a godersi i dettagli splendidamente disegnati a mano.

Occorre spendere una parola sull’accompagnamento sonoro, che si fregia di effetti audio da cartoon simili a quelli di Cuphead, oltre a un sottofondo musicale d’epoca a ritmo di ottoni e pianoforte, dai chiari riferimenti e sonorità jazz.
Ho già citato Troy Baker, che sottolinea in modo convincente ed ironico le azioni del nostro eroe, ma anche gli altri attori non sono da meno: troverai personaggi che richiamano perfettamente lo stile crime anni ’30, il tutto in salsa “topesca”.

L’italiano è disponibile solo per i menù e i sottotitoli, ma posso dire di aver apprezzato le traduzioni che si sono dovute adattare, e l’hanno fatto bene, ai giochi di parole onnipresenti.

Mouse P.I.

Il contrabbando di formaggio è molto redditizio, ma anche molto pericoloso

Conclusioni

MOUSE: P.I. For Hire non cambia lo scenario videoludico e non aggiunge nulla di nuovo sul piano del gameplay, tuttavia regala un’esperienza divertente che si fregia di un comparto tecnico solido e soprattutto di una splendida estetica vintage e che merita di essere goduta da tutti gli amanti del genere.

Mouse P.I.

MOUSE: P.I. For Hire è disponibile su Xbox, PS5, Nintendo Switch 2 e PC via Steam.
Ringrazio Fumi Games per il codice review.

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Nerdando in breve

MOUSE: P.I. For Hire è l’adrenalinico FPS che combina romanzi hard boiled e cartoni anni ’30.

Trailer

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