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Life is Strange: Reunion – Finalmente insieme

Life is Strange Reunion

Recensione

Sono passati undici anni da quando il primo capitolo firmato Dontnod Entertainment squarciò il mondo dei videogiochi narrativi mettendo in campo una corazzata di emozioni e sentimenti chiamato prosaicamente Life is Strange, e da quel momento altri titoli, con più o meno fortuna, si sono susseguiti, ma mai riuscendo a lasciare lo stesso segno del capostipite.

Oggi, dopo numerosi voli pindarici e qualche fumetto, le due protagoniste originali, Max e Chloe, tornano, cresciute, maturate e segnate nell’animo, per finalmente ricongiungersi.
Life is Strage: Reunion è il seguito diretto di Life is Strange: Double Exposure, ma può essere giocato anche da chi non ha visto il (o i) precedente/i grazie a un sintetico riassunto a inizio gioco.
All’inizio, inoltre, possiamo fare una serie di scelte narrative che ripercorrono gli eventi di LIS e Double Exposure, adattandosi di conseguenza. Il principale lo potete immaginare ed è dedicato al destino di Chloe e Arcadia Bay.

Trama

Max e Chloe, Chloe e Max.
Da una parte abbiamo la fotografa, l’artista, diventata docente e in rampa di lancio per una carriera promettente. Dall’altra abbiamo la ragazza di Schrödinger, in cui vita e morte coesistono e in cui i ricordi di cosa fu e non fu si sovrappongono.
Quando nel campus di Max scoppia un incendio doloso, mietendo vittime innocenti, la donna torna in possesso della capacità di riavvolgere il tempo, entrando nelle sue celebri polaroid.
Inizia così l’avventura finale della coppia, qui alla conclusione della loro avventura.

Meccaniche di gioco

La prima cosa da dire è che Reunion introduce una grossa novità nel gameplay, ovvero due personaggi giocanti con abilità diverse. Max torna in possesso del potere di riavvolgere il tempo, che ora è utilizzabile in ogni istante (anche se limitato ad alcuni minuti) mentre Chloe torna con la sua formidabile parlantina, il backtalk che abbiamo conosciuto in Before the Storm.
Ritornando sui propri passi ed evitando lo scivolone di Double Exposure, il focus torna su ciò che fece innamorare milioni di fan del franchise: l’impatto emotivo che gli eventi avevano sulle protagoniste.

Non siamo ai livelli astronomici del primo titolo (come nella sequenza del padre di Chloe), ma anche qui non manca qualche bel pugno nello stomaco. Soprattutto per le protagoniste, la cui esistenza è strettamente connessa alle scelte di trama iniziali (abbiamo salvato Chloe o Arcadia Bay) e ogni decisione, per quanto apparentemente banale, ha le proprie ripercussioni.
Ritrovare le due donne, ormai cresciute e incapaci di compensarsi a vicenda come facevano da ragazze, è una fotografia dolorosa di come funziona la vita. Ci sono sentieri che portano ad avvicinarsi e ad allontanarsi, e non sempre le scelte che (volenti o nolenti) facciamo sono quelle meno dolorose, nel lungo termine.

Il rischio di riportare Chloe è stato a sua volta ponderato, ma gli sviluppatori sono stati bravi a congegnare il suo ritorno senza scadere in un mero effetto nostalgia, ma puntando sia sulla vita che avrebbe potuto e dovuto essere, che su quanto spasmodico e doloroso sia riavvicinarsi a qualcuno che abbiamo perso e con cui avevamo stretto qualcosa di importante.
Quanto fa male dover scendere a patti con se stessi e scoprire che i “per sempre”, urlati di cuore da ragazzi, si sono trasformati in “forse” e “mai più” sussurrati nell’età adulta?
Chiunque abbia superato una certa età lo sa bene.

Tornando per un attimo al gameplay puro, da dire che ho apprezzato molto la meccanica più libera nell’uso del potere di Max. Quando riavvolgiamo il tempo Max conserverà gli oggetti raccolti, aprendo soluzioni precedentemente impossibili.
Chloe, dal canto suo, merita di essere giocata al meglio della sua spigolosità. La scelta di parole, il modo in cui si esprime, non merita di essere edulcorato, e gli sviluppatori hanno premiato l’aderenza col carattere difficile e aggressivo della ragazza.

Starà poi a te decidere che piega prenderanno gli eventi e quando e come le due saranno in grado di riaccendere l’antica fiamma o no. In entrambi i casi, la scrittura è degna di queste due protagoniste e la loro interpretazione eccezionale da parte di Hannah Telle (Max) e Rhianna DeVries (Chloe).

Comparto tecnico

Deck Nine Games ha preso le redini del franchise dopo l’uscita di scena di Dontnod Entertainment, autori dei recenti ed ottimi Banishers: Ghosts of New Eden e Lost Records: Bloom & Rage (quest’ultimo erede spirituale di LIS e capostipite di un nuovo franchise in divenire). Deck Nine Games ha invece sviluppato il prequel Before the Storm (che ho apprezzato) e gli ultimi tre capitoli LIS.

Il mondo di Reunion è bello, brutale, ricco di cose da esplorare e scoprire. La colonna sonora, da sempre importante marchio di fabbrica del franchise, non delude nemmeno qui, anzi: questo è uno di quei giochi in cui ho appoggiato il pad per godermi le immagini del Vermont (che, avendo visitato, posso confermare in grado regalare scorci di bellezza inaudita) cullato da qualche canzone che necessariamente è finita ad arricchire la mia playlist.

In questo capitolo finale tutto gira a meraviglia e ogni senso ne risulta appagato, anche quello più difficile da accontentare: il cuore.

Life is Strange Reunion

Conclusioni

Di Life is Strange potrei parlare per ore, forse giorni, senza stancarmi mai. Il primo, indimenticabile capitolo, la cui colonna sono è ancora saldamente ferma nella mia playlist, è stata una di quelle esperienze totalizzanti che mi hanno saputo emozionare fino alle lacrime, devastando le mie certezze e a cui anche a distanza di anni torno sempre con piacere con la memoria.
Sfortunatamente i successivi capitoli non sono stati altrettanto ben confezionati, non tanto per il gameplay, che onestamente occupa una parte limitata nell’economia complessiva dell’esperienza di gioco, ma proprio per la scrittura, che non mi ha mai convinto fino in fondo.

Da LIS2, il punto più basso, a True Colors che, sebbene coraggioso, è mancato di quella scintilla che lo rendesse una stella nel firmamento narrativo: la scena del suicidio di Kate del primo LIS e di come riuscire o meno a impedirlo, è ancora una delle cose più toccanti che io ricordi. Ti dico solo che l’anno scorso, attraversando l’Oregon in vacanza, ho allungato il mio viaggio di quasi 70 miglia per poter andare sul promontorio con faro che ha ispirato gli sviluppatori nella creazione di Arcadia Bay.

Ora è importante dire che non ha senso chiedere o aspettarsi che il carico emotivo possa ripercorrere gli stessi pattern della prima volta, è un problema noto e con cui dobbiamo scendere a patti. Ma sono certo che quando ne Il risveglio della Forza Han Solo ha pronunciato la fatidica “Chewie, siamo a casa”, tutti i fan si sono profondamente emozionati. E così è stato per me quando finalmente, dopo undici anni, Chloe e Max si sono riunite.

Questo Reunion era la conclusione che noi fan meritavamo.

Life is Strange: Reunion è disponibile su Xbox, PS5 e PC via Steam.
Ringrazio Square Enix per il codice review.

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Nerdando in breve

Life is Strange: Reunion vede il ritorno della coppia Max e Chloe.

Trailer

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