Un mito attraverso le epoche
Sono sempre stata affascinata dalla figura della sposa di Frankenstein. Eppure non ho mai visto il film che l’ha fatta conoscere al mondo, mi sono sempre imbattuta solamente fotografie e oggettistica varia che, tuttavia, sono stati sufficienti a farmi innamorare perdutamente. E, come è stato per me, è senz’altro stato per tantissime altre persone: basta guardarsi intorno per capire come il personaggio sia più che mai pop, presente stabilmente nell’immaginario collettivo.
L’avvicinarsi dell’uscita al cinema di The Bride!, la rilettura della figura secondo Maggie Gyllenhaal, mi ha fatto venire la curiosità di approfondire ed esplorare in cerca di qualcosa in più sulla storia della sposa ed eccomi, quindi, pronta a raccontarti che cosa ho scoperto!
Dove tutto è cominciato
Il personaggio della sposa di Frankenstein appare nel 1935 nel film La moglie di Frankenstein, sequel del fortunato Frankenstein del 1931 per Universal. In cabina di regia, in entrambi i casi, James Whale, mentre a prestare fattezze e movenze al mostro c’era un iconico Boris Karloff, la cui interpretazione avrebbe fatto da faro per tutte quelle a venire.
Frankenstein era stato il più grande successo cinematografico del 1931 e, in quegli anni, Universal stava dando vita al suo Monster Universe, con film dedicati ai mostri classici (anche Dracula, la mummia, l’uomo lupo, l’uomo invisibile, il mostro della laguna nera). Gli Studios, dunque, premevano per un sequel, nonostante le iniziali rimostranze del regista. Ottenuta la sua collaborazione, si decise di far partire la storia dopo il finale del predecessore e di dotare la creatura protagonista di una compagna.
La figura della moglie di Frankenstein è dunque totalmente originale, nata per il film omonimo: nel romanzo, Mary Shelley inserisce la richiesta di una compagna da parte della creatura ma, sulle pagine, il dottor Frankenstein sceglie di distruggerla prima di infonderle la vita. Per interpretare la sposa fu scritturata Elsa Lanchester, attrice non ancora particolarmente conosciuta ai tempi che però saprà dare vita a un’interpretazione talmente iconica da lasciare il segno per sempre (motivo per cui resterà inesorabilmente legata al personaggio, nonostante nella pellicola interpreti anche il ruolo di Mary Shelley). Sua è l’idea di dotare il personaggio di un particolare sibilo mentre la famosissima capigliatura è opera del truccatore Jack Pierce, che aveva già lavorato al film precedente.
Alla fine della pellicola, le due creature trovano la morte: La moglie di Frankenstein resta quindi l’unico film in cui il personaggio della sposa è presente (anche se per pochissimo, come ti spiegherò più avanti). Il sequel si rivelò un enorme successo di pubblico e critica, con numerose lodi in particolare per l’interpretazione di Elsa Lanchester.
Successo chiama remake
Da quel lontano 1935, la sposa di Frankenstein ha continuato a lasciare il segno all’interno della cinematografia, con numerose pellicole che l’hanno citato più o meno apertamente (La donna esplosiva, La sposa di Chucky, The Rocky Horror Picture Show, Frankenstein Jr., Frankenweenie solo per nominarne alcuni).
Un successo così clamoroso e, soprattutto, duraturo non può che significare una cosa sola per uno studio cinematografico: riproponiamolo!
Negli anni si è fatto un gran parlare di un possibile remake de La moglie di Frankenstein, anche all’interno del revival che Universal sta mettendo in atto del suo Monster Universe. Per un po’ si è parlato di una nuova pellicola con protagonista Angelina Jolie ma, complice il flop dei prodotti del franchise finora realizzati, ogni progetto ufficiale di Universal sembra congelato.
L’unico remake effettivamente portato a termine, fino a oggi, è La sposa promessa, interpretato nel 1985 da Sting nel ruolo del dr. Frankenstein, Jennifer Beals e Cary Elwes. In questo caso il legame con il prototipo è quantomai labile e il materiale di partenza viene trasformato in una improbabile storia d’amore tra il dr. Frankenstein (ribattezzato per l’occasione Charles) e la sua creatura, che risponde al nome, non troppo fantasioso visto l’argomento, di Eva.
Arriva Maggie e fa saltare il tavolo
Per fortuna, nel 2026 ci pensa Maggie Gyllenhaal a prendere La moglie di Frankenstein e trasformarlo completamente. Già dal 2023 si era diffusa la voce che la regista avrebbe realizzato un remake del film del 1935: ora che però il lavoro è terminato e la data si avvicina (in Italia potremo vedere al cinema la sposa del nostro cuore a partire dal 6 marzo) è evidente che non siamo di fronte a un remake in senso classico quanto piuttosto a una riscrittura rivoluzionaria.
Mi è capitato di guardare un’intervista sul film a Maggie Gyllenhaal, nella quale faceva notare, a proposito dell’originale: “la pellicola si intitola La moglie di Frankenstein, eppure lei non parla per tutto il film. Nonostante il titolo, non è davvero la sposa la protagonista del film; ciononotante Elsa Lanchester ha lasciato un impatto pur essendo in scena solamente per tre minuti“. L’obiettivo dichiarato di Maggie Gyllenhall, quindi, è dare finalmente voce alla sposa di Frankenstein e renderla protagonista del suo film.
Una premessa che, personalmente, mi crea moltissima aspettativa positiva.
A interpretare La sposa! c’è Jessie Buckley, un’attrice che si è già fatta notare per il suo indiscutibile talento e ad affiancarla troviamo Christian Bale, Peter Sarsgaard, Annette Bening, Jake Gyllenhaal e Penelope Cruz.
Il trailer, che ti lascio in coda all’articolo così che possa farti la tua idea, fa già capire che stavolta la sposa avrà molto da dire, anziché limitarsi a sibilare, e sarà l’autentica protagonista della sua ritrovata non-vita. Io non vedo l’ora di ascoltare, finalmente, la sua voce.
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