A Carnevale ogni scherzo vale, ma anche ogni suggerimento vale: ecco il #NerdandoConsiglia di Febbraio 2026!
Dewan
Djando: Credo sinceramente che Dewan (trovi la mia recensione qui) sia una delle novità che più mi ha colpito nell’ambito dei giochi da tavolo da un po’ di tempo a questa parte. Fresco, intenso, strategico ma mai pesante, è un gioco che ha davvero stupito e divertito. Inoltre, una grafica bellissima e un organizer interno perfetto lo rendono ancora più bello!
Ps: indovina chi ha vinto?
The Office
Jedi.lord: Sto proseguendo a tappe serrate e in modo ossessivo a recuperare tutte le stagioni di The Office. È entrato di diritto nel mio personale gotha del comedy.
Un difetto c’è: sono alla sesta stagione e ho paura che finisca.
Aiuto.
Lyonesse
Jedi.lord: Un mesetto fa mi è venuta voglia di leggere un fantasy, e mi sono reso conto di averne letti pochi in vita mia, giusto i classiconi. Come sempre quando mi interesso a qualcosa, ho iniziato a fare ricerche ossessive sull’argomento: volevo dei classici che però fossero di una sorta di golden age del fantasy, roba che non potevo perdere e che non fosse invecchiata male.
Sono arrivato a una short list, ho fatto buon uso di Vinted e ho cominciato dal primo che mi è arrivato, ovvero la Trilogia di Lyonesse, scritta da Jack Vance negli anni ’80, e ripubblicata un paio di anni fa in un mastodontico Oscar Draghi da Mondadori.
Non lo conoscevo se non vagamente di nome ma, giunto quasi alla fine del primo libro (Il giardino di Suldrun), posso tranquillamente affermare che mi sarei perso qualcosa di veramente bello, se non l’avessi letto.
È ambientato in un arcipelago leggendario del folklore britannico prima dell’epoca di Artù ed è un libro che parte piano, ti fa entrare nel suo mondo e poi ti precipita in una centrifuga di avvenimenti avventurosi, divertenti, strani, buffi o addirittura tremendi. C’è veramente di tutto e sa sorprenderti quando meno te lo aspetti, con uno stile peculiare.
Era il fantasy che desideravo, e non posso fare altro che consigliarlo.
Indiana Jones e l’antico cerchio
Jedi.lord: L’avevo lasciato in sospeso mesi fa per colpa di un certo Clair Obscur: Expedition 33, che per me è stato un’esperienza totalizzante. Ma sono certo che per i miei gusti personali, in un altro anno, questo sarebbe stato il mio GOTY.
Gran titolo, davvero.
La via delle Spie
Cavaliere: Si tratta di un bel gioco da tavolo uno contro uno (anche due contro due) in cui saremo spie pronte a tutto per catturare l’avversario e vincere. Partite brevi e sempre in bilico, ottime illustrazioni indicate soprattutto per Kiarakala, poi c’è la meccanica “I cut, you choose” di cui trovi un approfondito articolo qui. Quindi solo ottimi motivi per giocarci visto che è disponibile su BGA ed è pubblicato in Italia da Pendragon.
La fine del mondo – L’ultima rivista di fumetti n.1
Cavaliere: A dicembre ti ho parlato (qui) di La fine del mondo, la nuova rivista di fumetti curata da Maicol & Mirco (in allegato a Il Manifesto) in occasione dell’uscita del numero 0. Il numero 1 prosegue sull’ottima strada segnata dal precedente. Mi hanno colpito in particolare le storie di Zerocalcare (di cui ho recensito qui l’ultima opera), Gipi e Maicol & Mirco. Ovvio che ti deve piacere questo ritmo di lettura così cadenzato, ma un mensile che ospita grandi nomi e ottime storie credo che, per 4 euro, valga davvero la pena dargli una possibilità!
Frieren – Oltre la fine del viaggio (prima stagione)
Cavaliere: Ho recuperato la prima stagione di questa serie su Prime Video e adesso capisco perché è così osannata.
Già solo il fatto di partire DOPO la sconfitta del Re Demone è una dichiarazione d’intenti. Infatti Frieren si prende i suoi tempi: si tratta di una scelta stilistica precisa. Mentre in altri anime i ritmi lenti sono una scusa per “allungare il brodo”, cosa che me li rende repellenti, qui invece tutto ha senso ed è funzionale ai temi e ai messaggi che si vogliono mandare. (anch’io la voglio recuperare tantissimo, ndr)
Black Mith: Wukong
Zeno2k: Dopo avergli dato la caccia a lungo, me lo sono aggiudicato grazie a una ricca tornata di sconti su xbox e finalmente ho iniziato il mio personale Viaggio in Occidente.
Sì, lo stesso che ha ispirato Dragonball, tra gli altri, è alla base della mitologia di questo soulslike che, forse meno punitivo di altri nel corso dei livelli, è capace di far detonare tonanti bestemmie in occasione dei (moltissimi) boss (di cui parecchi segreti) da abbattere lungo il percorso.
Una conoscenza del testo originale sarebbe sicuramente utile, almeno per cogliere le sfumature, ma resta godibilissimo anche così, grazie ai suoi personaggi e situazioni surreali.
Grafica da paura e gameplay solido lo rendono un must have per gli appassionati di souls o di mitologia cinese (meglio se di entrambe).
Star Trek: Starfleet Academy
Zeno2k: La nuova incarnazione di ST:SA è la dodicesima (se la memoria non mi inganna) del celebre franchise di fantascienza che è il mio più torbido guilty pleasure.
Confesso di aver storto un po’ il naso, vedendo il plot, ma la presenza di un vecchio amico, Robert Picardo (che ho avuto anche il piacere di intervistare anni fa) mi ha convinto a dargli un’occhiata.
Non è vero: l’avrei guardata comunque perché mi basta che si chiami Star Trek e che abbia “quelle” quattro note.
Insomma: ambientata dopo gli eventi di ST:Discovery (quindi mille anni nel futuro e dopo il Grande Fuoco) racconta la difficile ricostruzione della Federazione, ormai un cumulo di cenere a partire dal suo seme più importante: l’accademia di San Francisco. Qui vediamo volti nuovi e “vecchi” (e muri di nomi “vecchissimi“) alle prese con le difficoltà del caso.
In soldoni: è un teen drama nello spazio in salsa tecnobabble.
Solo per veri malati di Star Trek. Quindi sì: mi sta piacendo.
(e invece no: ma lo guardo lo stesso)
Gomorra – Le origini

Tencar: Non avevo grandissime aspettative su Gomorra – Le Origini e invece le 6 puntate della prima stagione (disponibili su Sky) che raccontano la storia, da adolescente, di Pietro Savastano sono interessanti e, soprattutto, intrattengono. A questo punto, aspetto con piacere di sapere come continuerà la vicenda.
Fallout – Seconda stagione

Tencar: Mi è piaciuta meno della prima, comunque, anche la seconda stagione di Fallout (disponibile su Prime Video) ha tanto da dire e, soprattutto, è ambientata a New Vegas, città che – negli anni scorsi – ha lasciato un segno nel mio arido cuore.
The Pitt – Prima stagione

Tencar: Ne avevo solo sentito parlare bene e, infatti, la prima stagione di The Pitt si è rivelato essere un hospital drama toccante che mi ha mostrato quello che accade in un pronto soccorso. Ogni puntata, della durata di un’ora, rappresenta davvero sessanta minuti di duro lavoro di medici e infermieri: da guardare e riguardare per capire come questi eroi sottopagati salvano (o cercano di farlo) vite giornalmente.
Bring Her Back – Torna da me

Tencar: Era da un po’ che non vedevo un buon horror che, senza strafare, è riuscito a piacermi e a farmi un po’ impressionare. Bring Her Back – Torna da me è semplice, lineare e diretto, non impegnativo ma comunque godibile.
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