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Spellcasters Chronicles – Tra Deck Building, Tower Defense e Moba

Spellcasters Chronicles

Recensione

Sai, c’è un momento preciso, solitamente verso le due di notte, in cui ti ritrovi a fissare lo schermo bluastro chiedendoti: Ma davvero ho bisogno di un altro MOBA nella mia vita? Di un altro gioco che mi faccia urlare contro il monitor perché “se sei forte sali” e io non ho le mani?”.

Poi arrivano Quantic Dream, quelli di Detroit: Become Human, che stavolta fanno da “padrini” con l’etichetta publishing, e ti schiaffano davanti la closed beta di Spellcasters Chronicles. E niente, ti ritrovi catapultato in una danza frenetica tra tower defense e azione in terza persona, con quel feeling “da dietro le spalle” che ti fa sentire ogni colpo come se fossi lì a prenderlo. E sai la cosa assurda? Mi sono divertito come un bimbo che ha appena scoperto come scavalcare il cancello del parco giochi, non senza qualche dubbio di aver fatto la mossa sbagliata.

Un Matrimonio Insolito: Deckbuilding e Tower Defense

Dimentica i click compulsivi sulla mappa dall’alto che hanno reso celebri i mostri sacri del genere. In Spellcasters Chronicles la prospettiva cambia tutto, e con essa cambia il nostro modo di percepire il campo di battaglia. Siamo in terza persona, una scelta che rende l’azione molto più viscerale e immediata, quasi “fisica”. Ma il vero cuore pulsante, quello che ti fa sudare le mani sul mouse, batte nel Deck.

Prima di scendere in campo, dobbiamo comporre il nostro mazzo: le unità non sono semplici minion che spawnano a ondate regolari ignorando la nostra esistenza. No, qui siamo noi a decidere chi evocare e quando farlo. È un 3v3 rapido, cattivo, dove la gestione del mana, del numero massimo di minion e delle molteplici variabili trasformano il gioco in una partita a scacchi giocata a 300 all’ora.

Spellcasters Chronicles

La costruzione del deck è un elemento strategico importantissimo!

Il tempismo nell’evocazione fa la differenza tra una vittoria gloriosa che ti fa sentire un genio della tattica e un “Game Over” che brucia come l’inferno. La struttura da Tower Defense e quella da Deckbuilder si sposano con l’aggressività del MOBA in un modo che, onestamente, ho trovato innovativo e aggiunge uno strato strategico davvero niente male.

Spellcasters con Carattere

Parliamo dei protagonisti, perché in un gioco del genere se non ami il tuo avatar è finita prima di iniziare. E qui il carisma non manca affatto. Ho passato gran parte del mio tempo con lo Stone Shaman, e lasciatelo dire: dare fastidio agli avversari posizionando barriere invalicabili, congelando i minion sul posto  e piazzando ballista automatiche è una soddisfazione che rasenta l’illegalità. C’è qualcosa di catartico nel vedere il piano perfetto dell’avversario infrangersi contro un muro di ghiaccio piazzato con un tempismo millimetrico.

Ma il roster promette scintille: abbiamo il Monaco, la Strega e una sfilza di altri eroi in arrivo che sembrano voler coprire ogni stile di gioco possibile, dal supporto puro all’assalto frontale. La personalizzazione e il feeling di ogni Spellcasters sembrano già molto solidi, un ottimo segno per il futuro del titolo che punta tutto sulla varietà delle sinergie tra eroi e mazzi.

Estetica: Carina, ma senza Gridare al Miracolo

Dando un’occhiata agli screenshot e macinando ore sulla closed beta di Steam, l’occhio cade su una direzione artistica colorata, pulita e decisamente “leggibile” (almeno finché non scoppia la guerra). La grafica è quello che definirei “piacevolmente corretta”: i modelli dei personaggi sono ben definiti, le texture sono pulite e le ambientazioni fanno il loro dovere senza troppi fronzoli.

Spellcasters Chronicles

In-game è tutto coloratissimo

Tuttavia, non aspettarti di rimanere a bocca aperta per qualche rivoluzione tecnologica o per uno stile artistico mai visto prima. È un look che strizza l’occhio ai moderni cartoni animati fantasy, puntando tutto sulla fluidità dell’animazione piuttosto che sul dettaglio maniacale. Diciamo che fa il suo compito con dignità, pur senza cercare di reinventare la ruota cromatica o di sfidare i tripla A più blasonati sul piano puramente tecnico.

Luci, Ombre e troppi effetti speciali

Però, ragazzi, dobbiamo parlare dell’elefante nella stanza, quello che rischia di calpestare tutto il divertimento: il caos. Se da un lato la rapidità delle partite è una boccata d’aria fresca, dall’altro bisogna ammettere che nei momenti clou si entra in una sorta di “trance confusionaria” che mette a dura prova i nervi. Quando le unità si ammassano nel bel mezzo della mappa, le carte vengono giocate a raffica e gli incantesimi iniziano a esplodere da ogni direzione, lo schermo diventa un caleidoscopio impazzito di particellari.

A volte mi sono ritrovato a premere tasti sperando che il mio fido Sciamano stesse effettivamente colpendo qualcosa di solido e non solo l’aria fritta tra un’esplosione viola e un fulmine blu. Il rischio di perdere la bussola e non capire più chi stia facendo cosa è altissimo. Gli sviluppatori devono assolutamente lavorare sulla pulizia visiva e sul feedback dei colpi: la strategia deve emergere con chiarezza, altrimenti il rischio è che il gioco diventi un “chi preme più forte vince nel mucchio”.

Il tutto è amplificato da una delle feature principali del gioco, si può volare a piacimento. La libertà di potersi muovere così velocemente e senza ostacoli sulla mappa, aggiunge ancora più caos a un gioco che è già molto disordinato di suo. Ci sarà pur un motivo se altri titoli del genere MOBA fanno del quanto velocemente puoi muoverti sulla mappa un oggetto di bilanciamento molto attento.

Spellcasters Chronicles

POSSO VOLARE!

Un occhio all’accessibilità

Essendo una closed beta, siamo ancora nelle fasi embrionali e si vede. Al momento non ho notato opzioni di accessibilità particolarmente profonde. Mi piacerebbe vedere, nella versione finale, degli slider per ridurre l’intensità degli effetti visivi (fondamentali per contrastare il caos di cui sopra), filtri per il daltonismo e una gestione intelligente della dimensione dei font.

Trattandosi di un titolo sotto l’ala di un publisher esperto, le aspettative in questo senso sono alte: non vogliamo che qualcuno rimanga escluso da questo folle campo di battaglia.

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Nerdando in breve

Spellcasters Chronicles prova a scuotere il genere MOBA mescolandolo con il Tower Defense e il Deckbuilding. Il risultato è un titolo 3v3 frenetico, divertente e con eroi carismatici che sanno farsi amare. Tuttavia, deve ancora domare un caos visivo a tratti soverchiante che rischia di nascondere la profondità tattica dietro un muro di effetti speciali. Le potenzialità ci sono, il divertimento pure: resta da vedere se avrà i muscoli per resistere alla prova del tempo e sfidare i colossi del settore.

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